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29 Dicembre 2005
(Censurato e
non pubblicato su Vivirozzano di Gennaio 2006)
Un anno da
(non) dimenticare
Natale senza
ciaramelle. Niente pive, niente zampognari. Che
Natale moscio! Succede che ti abitui a
determinate usanze senza farci caso, poi te ne
accorgi quando vengono a mancare. Se la cornamusa
non ha suonato sotto le nostre finestre, vuol dire
che lo zampognaro non si aspettava mance, pensando
all’anno magro che volgeva al termine.
E il 2005 si è
chiuso nel peggiore dei modi.. Prezzi alle stelle,
consumi alle stalle, mitragliata di leggi per
spezzettare l’Italia, salvare i grandi evasori,
cambiare le regole democratiche, arraffare i
contributi dei lavoratori…..il resto è cenere!
In un paese
dove i palazzinari vengono chiamati con riverenza ”immobiliaristi”,
gli arrembaggi vengono detti “scalate”, l’isola
delle oche viene detta “Isola dei famosi”, qualcuno
ha cominciato a credere di essere altro da quello
che era. Prima che i giornalisti li
iscrivessero nel clan dei “Furbetti” Fiorani si
credeva un grande della finanza, Consorte un
benefattore del popolo, Ricucci un editore e Fazio
addirittura ci teneva ad essere chiamato
“Governatore” della Banca d’Italia. Volavano come
bolle di sapone inseguite da un codazzo giulivo di
giornalisti e politici. Poi qualche giudice
guastafeste ha punto le bolle e tutti sono caduti
giù per terra. Il tonfo ha fatto tremare i piccoli
risparmiatori , le cui speranze restano ormai
aggrappate all’euro superpartes, che se c’era la
lira si finiva tutti in Argentina. Un intero paese
entra nel 2006 con le ossa rotte. Il 2005 se ne è
andato con le pive nel sacco!
Aug
14 dicembre 2005
Ciò che vale è
l'apparenza
"Sapendo quello che si sa ora" (30.000 iracheni e 2140 soldati
americani morti, sevizie, torture e bombe al fosforo) Bush si dichiara
disposto a rifare questa guerra. A parte la contabilità dei morti ammazzati,
ora si sa che l'invasione dell'Iraq è stata decisa dopo aver dato credito alle false
informative, fabbricate in Italia, sull'atomica di Saddam. Ebbene, ora che
si è reso consapevole di avere incendiato il Golfo per un eccesso di
credulità (mettiamola così) il responsabile di tanto nefasto errore,
dovrebbe provare rimorso, senso di colpa, voglia di ritirarsi in un eremo
nascosto, magari farsi frate. No! Candidamente ci annuncia che lo rifarebbe ancora.
Schwarzenegger, il governatore tutto muscoli, nega ogni gesto di saggezza
(grazia o commutazione della pena di morte in ergastolo) nei confronti di
Stanley Tookie Williams, che in 24 anni di carcere ha fatto in tempo a
redimersi e a scrivere libri per far capire ai giovani quanto sia stupida e inutile la
violenza. Noi abbiamo conosciuto la sua storia nel film "REDEMTION". In
tanti hanno detto che ormai Tookie Williams sarebbe stato più utile da
vivo che da morto. Niente: alle ore 9 del 13 Dicembre viene giustiziato.
Bush deve apparire vincente a quel 65% degli americani che non approvano più
il suo modo di gestire la guerra all'Iraq. Non importa se la realtà dimostra
che questa guerra è nata da un imbroglio. Come un caterpillar passa sulla
realtà e ne stravolge il senso. Perché ciò che conta è apparire vincitore,
di che cosa e con quali mezzi non ha importanza. 30.000 contro 2140 è sempre
un buon risultato!
Schwarzenegger deve apparire sempre Terminator nella patria del Cinema che
lo ha eletto e per non tradire la sua fama in celluloide passa come un
caterpillar sul corpo di Stanley Williams, povero, nero e addirittura
convertito alla non-violenza. Ecco il vero volto della Destra al potere. La
maschera che nasconde la cultura del becchino.
Aug
Vai agli
Arretrati del 2004 Vai agli
Arretrati del 2003
24 Novembre
2005
Gridare forte per non far
sentire
So già che toni avrà la prossima campagna
elettorale. Verranno riversate in piazza tutte le questioni che coinvolgono
valori alti, dirompenti se trattati con la leggerezza della demagogia. Sarà
come scagliarsi addosso delicatissimi vasi cinesi: vedremo cocci schizzare a
destra e a sinistra. Hanno già cominciato con la legge contro l'aborto
clandestino, la 194, cinicamente fatta passare come legge infanticida.
Conosco medici che prima della 194 indirizzavano verso cliniche francesi le
donne che volevano abortire, poi, dopo l'entrata in vigore della 194, si
professavano obiettori di coscienza. Vedremo trattare il problema
dell'immigrazione come una faccenda di criminalità e tireranno la corda
fintanto che questa arriverà a spezzarsi, magari lasciando come eredità al
prossimo governo una rivolta degli ultimi, del tipo di quella delle
banlieues francesi. Sentiremo il Cardinal Ruini dire "leggittimamente" tutto
quello che il Parlamento deve fare e non fare per vaticanizzare le leggi.
Intanto i Radicali, non appena entrati in casa socialista, hanno già chiesto
di rivedere il Concordato fra Stato e Chiesa (Bum! Altro che vaso
cinese!). Penso che ne vedremo delle belle, fra "radicali liberi" e
"ruinosi".
Non sarà invece toccata la legge sul divorzio,
per la semplice ragione che non converrebbe a Berlusconi e Casini, ambedue
divorziati. A proposito, chi ci ha fatto caso al ricevimento in vaticano del
Presidente del Consiglio italiano? Quando il "comunista" D'Alema fu ricevuto
dal Papa era accompagnato dalla moglie con i due figli. il novello
"Don Sturzo" Berlusconi invece era accompagnato da Letta, anziché dalla
moglie di primo o secondo letto. Di fronte all'elettorato cattolico
questo si chiamerebbe perdere la faccia, se solo si sapesse con quale delle
sue facce il Cavaliere si sia presentato al Santo Padre.
Aug
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10 Novembre 2005
Voglio anch'io Dario Fo
(parodiando "Vengo anch'io, no, tu no!" di Enzo Jannacci)
Ci vorrebbe un grande sindaco oggi a Milano
Nella stanza dei bottoni a Palazzo Marino
Ci starebbe bene un Nobel come inquilino
Per ridare vita e fascino a questa città
<<Vengo io: Dario Fo>>
<<Santo dio, no tu no!>>
<<Ma perché?>> <<Perché no!>>
Ci vorrebbe una Milano più forte in Europa
In trent'anni è scesa giù dalle stelle alle stalle
Non si parla più d'industria, ma di Serravalle
Di privatizzare i tram e l'azienda del gas
<<Voglio anch'io Dario Fo>>
<<Santo dio, no lui no!>>
<<Ma perché?>> <<Perché no!>>
Si potrebbe far più bella la periferia
Dare più trasporti e più servizi sociali
Far sentire tutti quanti persone normali
Siano bianchi, neri o gialli, ogni comunità
<<Vengo anch'io>> <<No tu no!
Non va bene Dario Fo>>
<<Ma perché>> <<Perché no!>>
Si potrebbe far più ordine, come a Bologna
Se il problema è tutto questo mettiamo il Prefetto
Certamente come sindaco è l'uomo perfetto
Per chi chiede sicurezza e legalità
<<Vengo anch'io?>> <<Sì, però
Non portarmi Dario Fo>>
<<Ma perché?>> <<Perchè no!>>
<<Ma perché?>> <<Non lo so>>
Aug
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29 Ottobre 2005
Eureka!
Un mostro
di ricambio!
MAHMOUD AHMADINEJAD. E' un nome quasi
impossibile da pronunciare e da memorizzare, ma presto
ce lo faranno diventare famigliare. E' il presidente dell'Iran, che
all'improvviso gli va di dire che "Lo Stato ebraico sia cancellato dalla
carta geografica" e porta in piazza qualche migliaio di scalmanati a
gridare:<<Morte a Israele! Morte all'America!>>. Qualsiasi persona dotata di
raziocinio non può che chiedersi:<<Perché? Perché
proprio ora?>>. Quale scopo può avere il Presidente di un paese posto fra il
mar Caspio e il Golfo Persico, confinante per 1458 km con l'Iraq, per 909 km con
il Pakistan, per 499 km con la Turchia, per 936 km con l'Afghanistan e per 992
km con il Turkmenistan a scatenare (a
freddo) una polemica che potrebbe unire mezzo mondo in un intervento armato
senza precedenti? Cosa pensa di poter guadagnare Ahmadinejad appiccando
questo fuoco? Non trovo una sola risposta razionale, neanche se mi facessi
prendere dal ragionamento giustificazionista per cui non si riuscirebbe a
comprendere cosa frulla per la testa a certi personaggi di cultura tanto diversa
dalla nostra.
Israele si è ritirato dalla striscia
di Gaza, in Iraq hanno un governo e una costituzione (condivisibili o meno)
e gli americani sono prossimi al ritiro. Intanto la Casa Bianca è alle prese
con l'affare Cia-gate e altri problemi di credibilità. Il ruggito di Bush
contro i fantomatici "stati canaglia" è andato affievolendosi, perché i
bersagli più quotati: Siria, Corea del Sud e lo stesso Iran, non gli hanno
offerto finora scuse sufficienti per interventi armati. Era il caso di
andare in soccorso di chi non si rassegna a veder sfumare l'affare
della guerra preventiva continua? Bin Laden e Saddam Hussein si sono
dimostrati molto utili in passato alla lobby mondiale dei fabbricanti di
armi. Adesso ci vuole un altro nemico utile. Sarà Mahmoud Ahmadinejad
il nuovo mostro da combattere (ma da non eliminare)?
Aug
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24 Ottobre 2005 |
La Meschina Commedia
(Calcando i versi della Divina Commedia)
Nel mezzo (o poco più) di nostra vita
Mi ritrovai con la coscienza oscura
Che la decenza ormai s'era smarrita
Plagiavo il padreterno addirittura
Convinto, in core mio, d'esser più
forte
Di un dio che del denaro non
si cura
Mentr'io coi soldi avevo in man la sorte
D'Italia e d'ogni singolo
italiano
Ma le bugie sulle mie gambe
corte
Spostavano i sondaggi su Romano
Con meno soldi, si, ma
più capelli
Da far invidia pure a
Celentano
Io, bulgaro Signore degli Anelli
Non mollerò la presa
del potere
Anche se a Destra
volano i coltelli
Li metto tutti quanti giù a sedere
<<Ricorda, che ti ho
sdoganato, Fini!>>
<<Pierferdinando, ti
farò il clistere
Se non farai alla Camera i giochini
per far passar riforme
e "Par Condicio"
Vi tengo tutti in pugno
, pivellini!>>
<<Il Piano di Rinascita di Licio
O si fa adesso o
non si farà mai>>
<<Tu Buttiglione
fammi il sacrificio
Non dire più stronzate sopra i gay
Visto che
non sarà scomunicato
Chi,
come Prodi, pensa ai loro guai
Il Vaticano s'è già pronunciato:
"La
Comunione resterà un divieto
solo per chi risulta divorziato"
....Io che ho due mogli, mi farò un decreto!>>
Aug
infotiscali@weballamatriciana.it
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11 Ottobre 2005
Dell'Iraq ormai se ne parla sempre meno e di sfuggita. Eppure non passa
giorno senza stragi, con decine di morti e centinaia di feriti. Forse si
tende a far passare il messaggio che ormai ciò che succede in quel paese
sfortunato siano soltanto scosse di assestamento di una nuova democrazia.
Ipocrisia canaglia!
'O Surdato impantanato (Scopiazzando "'O surdato innamorato")
Stai lontano, vieni via Che ci fai a Nassiriya Questa guerra è una
follia Torna a casa tua dai retta a me La più bella delle armi E'
l'amore che c'è in te
Che vita, che vita grama
Rischiare per chi non t'ama
Ritorna da chi ti chiama
Da chi vuol far Natale insieme a te
Italia, Italia mia
Richiama i figli tuoi
La pace, dovunque vai
Con il moschetto non la porterai Quanto costi, Oro nero Il tuo
aumento è senza fine Cento dollari al barile Presto o tardi ti dovrò
pagar Bombe, terrorismo e guerre Tutto ormai per te si fa
Petrolio, benzina mia
Gasolio del mio motore
Sei l'anima del terrore
E della guerra che si fa in Iraq
Italia, Italia mia
Richiama i figli tuoi
La pace, dovunque vai,
Con il moschetto non si ottiene mai.
Aug
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3 Ottobre 2005
Il sesso degli angeli

Il mondo è più complicato di come lo vorrebbe dipingere
qualche predicatore dell'ultima ora. Non esistono semplicemente il Nord , il
Sud, l'Est e l'Ovest. C'è anche il Nord-Est, il Nord-Ovest, il Sud-Est, il
Sud-Ovest ecc.... Non si può dire solo Destra o Sinistra, c'è anche il
Centrodestra e il Cantrosinistra. Allo stesso modo non esistono il maschio,
la femmina e basta, esiste anche un terzo sesso. Anzi, il Tao prima e la scienza
poi, ci insegnano che in ognuno di noi alberga una parte dell'altro sesso.
Sarebbe contronatura possedere al 100% ormoni di un solo sesso. Nel
diagramma Tao, il femminile (Yin) è la parte in nero e il maschile (Yang) è
la parte in bianco. Un punto nero, più o meno grande, in campo bianco
e un punto bianco, più o meno grande, in campo nero, stanno a rappresentare
come in natura non ci si debba aspettare il tutto maschio e il tutto
femmina. Perciò è da considerare normale chi non si sente tutto da una
parte, purché non faccia la "checca", come del resto non sono normali un
maschio maniaco o una femmina ninfomane. Papa Luciani, nella
sua breve vita pontificale (...eppure sembrava scoppiasse di salute..) disse
che "Dio non è solo padre ma anche madre". Chissà se ai vescovi tipo
Ruini-Maggiolini non si drizzarono i capelli! Papa Ratzinger è tornato al maschio o
femmina, destra o sinistra e il Vescovo di Como si è sentito autorizzato a
dichiarare alla stampa che i gay possono essere curati (insomma, sarebbero
dei malati). Maggiolini e tutti gli altri vescovi sanno meglio di me che
anche gli angeli non hanno un sesso ben definito. Se gli omosessuali in terra hanno
bisogno di cure, allora anche gli angeli in cielo vanno ricoverati. Ma ci
sarà in paradiso un ospedale abbastanza grande? Aug
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1 Settembre 2005
Vocabolario moderno
Amico = Persona provvisoriamente utile. Aumento
= Se riferito ai capitali, segue quello dei prezzi Se riferito ai prezzi,
segue quello dei capitali. Bipartisan
= "Uno a me, uno a te, uno a me. Uno a me, uno a te, uno a me.....".
Conflitto d'interessi
= Occasione che fa l'uomo ladro. Costituzione = Tela di Penelope.
Devolution
= Ognuno per se, la miseria per tutti. Dimissioni = Scollamento
forzato dalla poltrona Euro = Recipiente utile per
scaricare le colpe del governo. Europa = Forcolandia Fazioso
= Difensore di Fazio Finanziere =
Quello con le stellette indaga sui paradisi fiscali, Quello
senza stellette ingrassa i paradisi fiscali. Fior di canaglia =
Perseguitato dai giudici comunisti. Garantista = Avvocato del Diavolo
Giustizialista
= Comunista convinto che la legge sia uguale per tutti Holding =
Associazione ad evadere. Informazione = C'era una volta Italia = Appendice della Padania. Ladro presunto
= Malvivente ricco. Malvivente = Ladro povero. Nemico = Chiunque non
condivida il verbo del Capo. Operaio = Animale in estinzione.
Padania = Appendice della Svizzera. Quorum =
Invenzione per gabbare i referendum. Riforme = Leggi ad personam per
fuorilegge. Razzismo = Nuova dottrina di Pera. Solidarietà =
Sostantivo che non vale più una pera. Tanto peggio tanto meglio = Come
trarre il maggior profitto governando. Unione = Tentativo d'innesto fra
margherita e ulivo. Verità = Ciò che non si deve sapere sulle
vittime del "Fuoco amico" e sugli aerei a rischio.
Zero
= Valore da assegnare alle promesse elettorali. Aug
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2 Agosto 2005
Fantapolitica (ma non troppo)
Anno sesto del terzo millennio. La repubblica di Enotria è governata da
un ex venditore di aspirapolveri, di quelli che infilavano il piede tra la
porta e il battente, per non essere mandati indietro. Sa conciliare molto
bene la sua dote di piazzista arricchito (chissà quanti aspirapolveri avrà
venduto!) con la carica istituzionale che oggi ricopre. Qualsiasi cosa
accada nella repubblica di Enotria, lui riesce a volgerla sempre a proprio
vantaggio. Se piove si fa presidente ombrellaio, se c'è troppo sole diventa
presidente gelataio, trova comunque il modo di moltiplicare il suo capitale.
Considera nemici gli avversari politici e nella sua personale guerra non fa
prigionieri. Il venditore di aspirapolveri, avendo accumulato tanta
ricchezza e tanto potere, comincia a credere di essere veramente
Onnipotente. Parla, straparla, pensa di poter dire tutto e il contrario di
tutto. Intanto aumenta il numero di cittadini che non lo sopportano più e
non ascoltano i suoi consigli per gli acquisti elettorali. Anche gli alleati
cominciano a prendere le distanze. Viene ormai dato per spacciato. Ma l'uomo
è rotto a tutte le intemperie e non si fa mettere nel sacco. Nel suo ruolo
di capo del governo è riuscito a ottenere dal Parlamento tutte le leggi che
gli interessavano (Falso in bilancio, Condoni agli esportatori di capitali e
ai palazzinari, Salvagalera agli amici, Accorcia-prescrizione per le cause
che potrebbero coinvolgerlo, Ostacola-giudici, Pro-massmedia sua ecc..). Ha
largamente provveduto a salvarsi il passato e non gli rovineranno il futuro.
A pochi giorni dalle elezioni, che tutti gli pronosticano sfavorevoli, con
un colpo di mano, approfitta della legge antiterrorismo provvidenzialmente
appena varata, per fare arrestare il rivale, con l'accusa di incitare il
fondamentalismo islamico contro l'Occidente. Nel contempo manda l'esercito,
che ha poteri giudiziari, a presidiare tutte le sedi del maggior partito di
opposizione, per impedire una sollevazione comunista. Con grande senso di
responsabilità (Lui l'aveva già messa nel conto) l'Opposizione presenta
subito come candidato alternativo il capo del secondo partito della
Coalizione, per non far cadere il paese in una crisi istituzionale. Metà
degli elettori non si presentano al voto e Lui stravince come ai vecchi
tempi. Brindisi, sorrisi con la dentiera fino alle orecchie,
congratulazioni del rivale (alternativo) battuto, con promesse di collaborazione. reti
unificate sempre più unificate. Intanto qualcuno comincia a
chiedersi:<<Ma dove abbiamo sbagliato?>> Aug
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30 Luglio 2005
Tanti (troppi)
soldi e niente risorse
Che siamo in recessione è sotto gli occhi di tutti. Che siamo più poveri è
comune consapevolezza. Eppure non si fa che parlare di capitali miliardari che si
spostano da una banca all'altra, da un'assicurazione a una banca, da una
banca a un'assicurazione, da un immobiliarista a una banca, da un
immobiliarista a una casa editrice e così via in un vortice tanto impetuoso
da travolgere persino il Governatore della Banca d'Italia. E' il caso di
dire che "l'Italia è un paese dove si affoga di debiti e di miliardi".
Ma chi sono questi miliardari d'assalto e come fanno ad avere tanti soldi?
Oggi non si canta più "Sciur paron dalle belle braghe bianche", perchè a
maneggiare le "palanche" con tanta (troppa) disinvoltura oggi non sono i
padroni di industrie o di aziende produttive. Quelli stanno tutti vivendo le
angosce di un paese che non investe più nella produzione di risorse, non fa
ricerca e non raccoglie più la fiducia degli investitori stranieri. I veri
padroni del vapore oggi sono i cosiddetti "Immobiliaristi" (una volta si
chiamavano palazzinari)gente che ha accumulato enormi capitali dalla
compravendita di case e gli altrimenti detti "Finanzieri", personaggi
dei quali quasi mai si conosce la reale origine delle proprie fortune. Per
comprare una banca, un giornale, una televisione o una squadra di calcio non
ci vogliono bruscolini e non si comprano per divertimento, con essi si
compra anche il potere. E' bene che si sappia che se la nave Italia dovesse
affondare, non è vero che affondiamo tutti. Anzi, a partire dal suo attuale
capitano, che raccoglie in se tutti i pregi e i difetti dei nuovi padroni
del vapore, è proprio dalle macerie che i personaggi di cui tanto si
parla trarrebbero maggiori guadagni. Alla maniera degli sfasciacarrozze. A
tribolare saremmo quella cinquantina di milioni d'italiani che abbiamo
dovuto anche pagare per la rottamazione del nostro paese.
Aug
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24 luglio 2005
Intolleranza globale
Grazie agli imbecilli i
signori della
guerra stanno raggiungendo il loro scopo. I Signori che usano l'Islam
per mandare al macello i giovani fondamentalisti autori delle stragi degli
innocenti e i Signori che usano gli eserciti per esportare la "democrazia
occidentale", non fanno che rendere
sempre più insicura l'Umanità. E l'insicurezza è necessaria nel grande gioco
del potere politico-economico. E' nell'insicurezza dei popoli che maturano
gli arricchimenti straordinari dei venditori di armi, dei petrolieri, dei
banchieri, degli immobiliaristi e di tutti coloro che giocano con il
capitale finanziario. E' nell'insicurezza che i più forti si accaparrano il
dominio del mondo, esercitando l'intimidazione "O con me , o contro di me".
Chi ci rimette è sempre la povera gente, compresi i parenti dei fanatici
kamikaze e gli imbecilli che si fanno coinvolgere dal razzismo globale
predicato da alcuni avventurieri della politica.
Aug
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7 Luglio 2005
Il gioco del
terrorismo
Nel giorno degli attentati che hanno scosso Londra e il
mondo intero, il Premier inglese dichiara:"Sappiamo che i terroristi
agiscono in nome dell'Islam, ma sappiamo anche che la stragrande maggioranza
dei musulmani qui e all'estero è costituita da persone oneste e rispettose
della legge, che condannano questi attentati". (Rai news - 7 luglio 2005)
CITTA' DEL VATICANO - Il Papa ha "appreso con dolore" le notizie
da Londra e "deplora" gli attentati in quanto "atti antiumani e
anticristiani". (Ansa - 7 luglio 2005)
Due dichiarazioni, due stili. Tony Blair risponde con fermezza ai terroristi
che hanno colpito al cuore la sua nazione, ma si guarda bene dal fare di
tutto l'Islam un fascio e non cade nella trappola fondamentalista. Il Papa
invece vede queste stragi come "atti anticristiani" e in quella trappola ci
si cala a capofitto. Se al posto di Elisabetta II regnasse Riccardo
Cuordileone, ogai l'Inghilterra si sentirebbe spinta alle Crociate. Dietro
le guerre e i terrorismi ci sono sempre giochi politici, economici e di
potere. La religione viene spesso usata come maschera per nascondere certi
sporchi giochi. Blair non è un santarellino, avrà usato altre maschere
in passato, per giustificare ingiustificabili interventi militari, ma di
fronte a un crimine tanto odioso e grave come l'odierna strage non si
permette strumentalizzazioni. Benedetto XVI invece non ci pensa due volte a
cavalcar la tigre. -Se la strage è di matrice islamica, vuol dire che la
strage ha una motivazione anticristiana-. Con o senza intenzione fa passare
questo messaggio e non si preoccupa con quale sentimento miliardi di
cristiani possano interpretarlo. No, caro Papa Ratzinger, in questo caso il
laico Blair ha saputo essere più cristiano.
Aug
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14 Giugno 2005
Minitalia &
saponette
Il 12 Giugno mi trovo dalle parti di Francoforte, in Germania (tranquilli,
a votare sono andato lunedì 13). Prendo Welt am Sonntag (Die Welt della
domenica). Il giornale dà ampio spazio ai
protagonisti della politica europea, dove campeggiano Blair Chirac e
Schröder. Di Berlusconi nessuna traccia, finché si parla di cose serie.
Appare invece in un piccolo articolo, con foto, nello spazio dedicato alle
amenità. Il giornalista Gabriele Thils dedica tutta la sua ironia a una
saponetta che l'artista svizzero Gianni Motti metterebbe in vendita a 15.000
euro. La curiosità non sta nel prezzo, ma nella natura della saponetta,
prodotta, secondo quanto afferma l'artista, con il grasso aspirato per
liposuzione dal corpo di Berlusconi nella clinica svizzera dove il nostro
Presidente del Consiglio si è recato un anno e mezzo fa per il lifting. La
clinica smentisce. Motti conferma e invita a fare la prova del DNA. Il
giornalista, dopo aver ricordato quanto ci sia di portentoso nel
personaggio (diventato miliardario senza sapere come, uscito indenne da
tutti i processi e in grado di farsi ricrescere i capelli), termina così
l'articolo:<<Alcune reliquie sono considerate miracolo-attive. Un sapone,
con più frequenza si usa, più diventa piccolo, fino a sparire del tutto.
Nessun miracolo, ma certo un inizio per l'Italia>>. Insieme agli amici
tedeschi ho provato a riderci sopra, ma in fondo mi sono sentito anch'io
toccato dal clima di poca serietà con il quale vengono discusse all'estero
le faccende italiane. Mentre l'amico Reinhard mi stava accompagnando all'aereoporto
di Hahn, la radio annunciava la fusione di Unicredit con la tedesca HVP.
Reinhard, che se ne intende più di me, (è direttore amministrativo del
Teatro di Mainz) scrollava la testa e non sembrava entusiasta. Mentre il
vicepresidente della banca italiana Fabrizio Palenzona avrebbe detto che
"questa straordinaria operazione finanziaria è come la vittoria di Bartali
al Giro d'Italia, dopo l'attentato a Togliatti" (in verità si tratta del
Tour de France. 19 luglio 1948). Un Paese
che non produce ma ha i soldi per comprare banche merita la fiducia degli
investitori stranieri? Noi crediamo di si, però bisognerebbe convincere gli
altri, che in Italia non "sono solo saponette" Aug
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6 Giugno 2005
Sinonimi e contrari
Lega è sinonimo di unione. Chi lega mette insieme. La
Lega delle Cooperative rappresenta le cooperative, unite da un regolamento
La Lega Calcio rappresenta (dovrebbe rappresentare) tutte le squadre di
calcio, unite da regole comuni. La Lega Araba rappresenta le Nazioni arabe,
unite da uno statuto. La Lega Nord sembra nata invece per rappresentare se
stessa e dividere il resto del mondo. I Leghisti vanno in Europa (alias
Forcolandia) e si danno da fare per sottrarre l'Italia all'Europa. Vanno al
governo e si mettono a disfare l'Unità d'Italia. Prendono il Ministero delle
riforme e sfasciano la Costituzione. Strapazzano la Presidenza della
Repubblica, il Parlamento, la Magistratura e ogni istituzione che gli capita
a tiro. Una sola cosa s'impegnano a legare: le mani dei giudici che
disturbano i poveri miliardari. Il giorno in cui la spuntassero alla grande
e l'ipotesi "Padania" diventasse realtà, chi frenerebbe la furia
secessionista di questa Lega che slega? Vedremmo la Lombardia separarsi dal
Veneto, Brescia da Bergamo, Bergamo Alta da Bergamo Bassa, Zibido da San
Giacomo e via disgiungendo. Ma allora sarebbe opportuno che si cambiasse il
nome "Lega" nel suo contrario "Sega".
Aug
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3 Giugno 2005
Chiacchierata fra due coniugi (Alla
maniera del Signor Bonaventura)
più realistica che reale
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Non finisce l'avventura Che da troppo
tempo dura
Del signor Ciccio Rutelli Sposo della Palombelli
Ogni tanto fa le prove
Per veder di andare altrove
<<Non mi piace questa storia
Di mangiar pane e cicoria
Dimmi tutto adesso, cara, Dei consigli di Ferrara Il tuo amico intelligente
Nei mass media assai potente
Ti avrà detto di sicuro
Cosa vede nel futuro>> <<Mentre il fegato ti rodi
Nel convivere con Prodi Nei salotti del potere Dove regna il Cavaliere Si fa invece un'altra vita
Degna di una Margherita Giustappunto ho già sentito Che faranno un
sol Partito
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Per raffazzonarlo presto Ci vorrebbe un Capo onesto
Si presenta l'occasione Per disfarti dell'Unione
Se ti sposti un po' più a destra Troverai la via maestra>>
<<Sai che ci ho pensato anch'io Forse è quello il posto mio
Me l'ha detto anche Marini Che s'intende di Casini
Me lo dicono a Palermo Dove il gioco è tutto interno
Alle lotte fra correnti Dei DC vecchi potenti.
Me lo dice il Vaticano Che i cristiani tiene in mano
E' perciò che sull'embrione Io darò la mia astensione
E guadagno sana sana La Democrazia Cristiana>>
<<Bravo Ciccio, sciogli i nodi Col partito di quel Prodi
Già mi sento, non lo vedi? Come fossi la First Lady>>
Aug |
25 Maggio 2005
La Margherita autosfogliante
"Prodi si è intrattenuto con Fassino
per un'ora, magari hanno preso un caffé insieme, ma non lo ho mai visto
intrattenersi altrettanto con Rutelli" dice su per giù così una frase
gridata dell'intervento di Franco Marini all'Assemblea della Margherita del 20
maggio, e giù applausi. Pensate con quali argomenti si può infiammare una
platea di persone per bene. L'assurda veemenza oratoria
dell'ex dirigente sindacale Cisl mi fa pensare a un altro consesso,
dove a incitare la platea era Craxi. Se Fassino avesse portato il suo saluto
all'assemblea, come fece Berlinguer al Congresso del PSI di Craxi, forse
avrebbe preso la stessa bordata di fischi che i craxiani dedicarono al
segretario del PCI. Ma almeno il livore di Craxi poteva spiegarsi nel fatto
che lui era al governo, mentre Berlinguer dall'opposizione lo teneva sui
carboni accesi con le lotte di piazza e con la "Questione Morale". Marini
invece sta all'opposizione insieme a Fassino, nello stesso partito di Prodi,
candidato premier. E non c'è (almeno non appare) una questione morale che
possa farlo andare in bestia. Quando Marini era ai vertici della CISL,
non ricordo una sola assemblea unitarie di CGIL-CISL-UIL, alla quale ho
partecipato come rappresentante di base CGIL, dove la sua posizione non si
distinguesse dagli altri leaders confederali e il motivo, a volte
dichiarato, altre sottinteso, era sempre lo stesso: la sua insofferenza per
la presunta "egemonia" della sinistra nel sindacato. Me lo ricordo al tavolo
della presidenza con la faccia perennemente schifata, come se stesse
prendendo la purga. Veniva la voglia di chiedergli: <<Perché?>>, la stessa
voglia che fa venire adesso ai milioni di cittadini preoccupati per questo
Paese messo alle corde da una classe di governo pasticciona e inadeguata. Se
qualcuno volesse sfogliare la Margherita per sapere se Prodi riuscirà o non
riuscirà a mandare a casa Berlusconi, troverà pochi petali da staccare.
Ormai la Margherita si sta sfogliando da sola.
Aug
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17 Maggio 2005 In zattera a
Catania
Dentro la casa delle libertà ormai ci stavano tutti stretti
e si beccavano fra loro come i polli di Renzo Tramaglino. Dall’esterno non
arrivava più una notizia buona: elezioni Regionali, provinciali, comunali, di
quartiere e di condominio, un disastro dietro l’altro. Non osavano più
affacciarsi alla porta di Porta a Porta, tanto che Bruno Vespa, in loro assenza,
si dice origliasse alla Porta del Vaticano. Casomai morisse quest'altro papa
avrebbe potuto prolungare l'intervallo parateologico iniziato alla morte del
precedente. Arrivarono alle elezioni siciliane e smisero di beccarsi.
Stavano tutti lì, porte e finestre sbarrate, con le dita incrociate ad aspettare
l'esito. "....A Enna il sindaco di destra perde la poltrona....Il Centrosinistra
avanza anche nei centri minori..." Teste rinserrate dentro al collo, pronti per
ricevere l'ultima batosta e invece no, alleluia!, tripudio! A Catania sono
riusciti a conservare la poltrona: rivince il loro medico Scapagnini. Di corsa,
allora, tutti sulla zattera di Catania, queruli, petulanti,raggianti per lo
scampato naufragio. Ed è così che la Casa Galleggiante si avvia, navigando a
vista, sul mare della Recessione verso l'approdo elettorale del 2006....mentre
giungono alle nostre stanche orecchie voci di altri polli di un altro Tramaglino
che cominciano a beccarsi. Ma questa è un'altra storia infinita.......
Aug
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8 maggio 2005
Religioni e Chiese
Nella pubblicità a pagamento per la richiesta dell'otto per
mille, i Valdesi dichiarano che "le chiese
valdesi e metodiste destinano i proventi dell'otto per mille unicamente a
progetti culturali, assistenziali e di solidarietà in Italia e all'estero.
Nemmeno un euro viene utilizzato per le attività di culto". "Molte scuole,
nessuna chiesa" si chiude così l'appello e subito salta alla
mente tutta l'opulenza di una Chiesa, quella cattolica, i cui fasti
sono stati visibili al mondo intero in occasione dell'ultimo Conclave. Una
chiesa che da duemila anni diffonde sulla Terra missionari poveri e lussuose
cattedrali. Accanto alle misere case degli ultimi della Terra, non è raro
trovare una casa di Dio tutta d'oro, come la Igreja NS do Rosario dos
Pretos (la chiesa di Nostra Signora del Rosario dei Negri) a Bahia,
costruita nel settecento in pieno schiavismo nella zona del Pelourinho, dove
si svolgevano il mercato e le fustigazioni degli schiavi, legati a un palo
detto appunto il Pelourinho. Un tempio internamente decorato in oro,
sfacciatamente ricco in mezzo a tanta miseria. A Bahia, come nel resto del Brasile, ci sono anche comunità
evangeliche come quella Valdese, i cui adepti si riuniscono, decorosamente
vestiti, per pregare cantando all'interno di decorose abitazioni. Non hanno
cattedrali, non comandano alle coscienze. Si limitano a
chiedere ai fedeli una "Decima"
per ogni preghiera esaudita (una vincita, un lavoro, un guadagno, una grazia
ecc.). La Decima è il pagamento fisso alla comunità di un decimo dei
propri guadagni. Di solito è mensile e chi ha uno
stipendio accreditato in banca può effettuare il versamento tramite
bonifico. La Chiesa Cattolica si presenta al mondo come un potere, le chiese evangeliche
si presentano come un servizio..... e si sa che i servizi vanno pagati.
Aug
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6 Maggio
2005
La
verità è rivoluzione
<<Gli americani come militari non sono graditi, come
turisti sono i benvenuti>>, ha promesso di dire Renato Soru, governatore
della Sardegna, all'ambasciatore americano che andrà a fargli visita
Giovedì prossimo. <<In amicizia gli ripeterò che devono andar via......La
Maddalena è l'ultimo posto al mondo dove si può mantenere una base militare
nucleare>>. (dal Corriere della Sera di venerdì 6 maggio). Parole sacrosante
per un politico responsabile, che si trova in casa 8.000 militari, basi
missilistiche, poligoni di tiro per 38.000 ettari di terreno, una base di
addestramento Nato e USA, per 7.200 ettari, il 60% delle servitù militari
italiane e una flotta di sommergibili nucleari alla Maddalena. Gli stanno
inquinando mare e terra, distruggendo le coste, già allegramente deturpate
da un miliardario senza scrupoli, che riesce a fare una legge per ogni suo
interesse. Parole blasfeme per ogni altro politico erede di Machiavelli.
Chi, a destra e a sinistra saprebbe parlare tanto chiaro? In Sardegna si
stanno compiendo dei soprusii e il suo Governatore sta adottando tutti gli
strumenti a disposizione per combatterli. Normale, in un paese normale.
Rivoluzionario, in un paese come l'Italia di Ustica, del Cermis, di Aviano,
di Nassiria e di Callipari.
Aug
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2 Maggio
2005
Modestia a parte
Nella Maremma dei butteri, dove non saper cavalcare era
quasi un disonore, quando qualcuno voleva negare l'evidenza delle cose, lo
si paragonava al signorino caduto da cavallo che si rialza e dice:<<....Tanto dovevo scendere.>> Esopo faceva dire alla volpe che non arrivava a cogliere l'uva:<<...Tanto è acerba>> Di simili dichiarazioni a posteriori
ne è piena la storia. Ora se ne aggiungono altre due. Quella di Berlusconi
Silvio, che dopo aver sbandierato ai quattro venti il proposito di governare
l'Italia per 10 anni di fila, in seguito alle serie di sconfitte elettorali e di
sondaggi sfavorevoli, dice che il suo desiderio è quello di andare in
pensione e di non essere interessato a ricandidarsi Premier. L'altra, ma in positivo, è
quella di papa Ratzinger, che dopo aver dedicato una vita all'avvicinamento
del soglio pontificio, dichiara di aver subìto l'elezione all'altissima
carica come una ghigliottina, che aveva pregato non cadesse sul suo capo. E' vero che a Roma si dice:"Scherza co' li fanti, ma lascia sta' li santi",
però è anche vero che "li santi" e gli "Unti dal Signore" dovrebbero
raccontarla giusta.
Aug
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Tremonti al mare
27 Aprile 2005
La natura ha donato all'Italia (isole comprese) 7456 chilometri di coste
marine. Dovremmo sentirci tutti ricchi, perché le spiagge sono nostre
(il Demanio siamo noi) e invece i ricchi sono loro, quelli che le
spiagge se le sono privatizzate per concessione delle
Amministrazioni pubbliche e non diciamo di quelle occupate dai
palazzimari condonati e condonandi. Sempre meno sono le spiagge libere e quasi
sempre di difficile accesso. E fra non molto anche queste verranno
recintate a uso e speculazione dei privati. Lo ha promesso Tremonti,
l'ex ministro del "buco", licenziato dal precedente governo per eccesso
di creatività e richiamato nel Berlusconi bis per eccesso di "Non si sa
più dove racimolare soldi". Il ricavato della vendita di questi
ultimi pezzi di Paradiso dovrebbe servire (dice lui) allo sviluppo del
Mezzogiorno. Chi ci crede alzi la mano e chi alza la mano vada poi a
informarsi (se ci riesce) dove sono andati a finire i soldi ricavati
dalla vendita, fin qui realizzata, di monumenti, palazzi e strutture
pubcliche.
Aug
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Matrix, il recupero
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7 Aprile 2005
In esclusiva possiamo
pubblicare la notizia (con testimonianza fotografica) della macchina da
guerra che sta organizzando SB per riacciuffare gli elettori fuggiaschi
dalla sua sfera dimensionale. Lo stesso SB (Super Berlusca) ha lasciato
trapelare i suoi propositi, con un blitz in campo nemico, martedì 5 aprile,
a "Ballarò", trasmissione comunista di RAI3. <<In un anno li recupereremo
uno per uno>>, ha detto. La foto che pubblichiamo è stata ripresa di
nascosto (usando uno speciale strumento fabbricato apposta per ritagliare,
chiamato forbice) dall'Unità, organo dello Stato parallelo (Zion) che
complotta contro il Grande Fratello SB Merovingian.
L'istantanea riprende SB mentre sibila degli ordini ai replicanti
dell'Agente Smith. Chi fosse convinto di conoscere tutto di SB, dovrà
ricredersi. Finora lo abbiamo visto in difesa (dei suoi interessi, dei suoi peccati e dei suoi capelli), ma per i prossimi
14 mesi lo vedremo all'attacco su tutti i
fronti. Dovremo abituarci a vederlo apparire dal nulla in ogni luogo dove ci
siano telecamere, inaugurazioni, compleanni, matrimoni, feste. Nessun luogo
sarà inviolabile: studi televisivi, teatri, stadi, scuole, saloni di
bellezza, discoteche, tribunali e, se il Conclave si protrarrà troppo a
lungo, lo vedremo irrompere anche nelle stanze vaticane. Finché non
raggiungerà il suo scopo ultimo (anche se è risaputo che il suo ultimo scopo
è sempre il primo di una lunga serie).
Aug
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5 aprile 2005
Bisogna
saper perdere
Fra
le giustificazioni per la batosta
elettorale del 4 aprile, spiccano a
destra quelle pronunciate a caldo da Cicchitto e dal ministro La Loggia: "L'elettorato
è stato distratto dalla morte del Papa".
Parole che accendono risatine e commenti
ironici a sinistra. Eppure i due
improvvisati portavoce di Forza Italia
hanno espresso (male) un pensiero vero.
Non é che volessero dire: <<Ci sono
mancati i voti di quegli elettori
rimasti a casa in lutto per il Papa>>.
Sarebbe stata veramente una barzelletta.
La verità è un'altra. Il loro capo si
era già lamentato della "Par Condicio",
legge che gli è stata sempre stretta
come una camicia di forza. Per la
campagna elettorale La Cassa delle
Libertà aveva prenotato e stava
già sfruttando tutti |
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gli spazi possibili
sulle televisioni pubbliche e private.
Gli ultimi tre giorni il rullo dei
tamburi si sarebbe intensificato come
uno stordente Voo-doo. Senonché il messaggio
subliminale è stato interrotto da
l'inopportuna agonia e morte del
Pontefice, che ha monopolizzato
l'attenzione di tutti i mezzi
d'informazione per tre
lunghi giorni (proprio quelli che
servivano a Berlusconi). Gli elettori si
sono "distratti"
e hanno avuto il tempo di riflettere,
prima di recarsi alle urne.
È
andata come doveva andare e
(siamo seri!) sarebbe andata così anche se non moriva
il Papa. Ma nessuno ci libererà da una
Commissione Mitrokin che indagherà se
dietro questo illustre decesso,
troppo ad orologeria, non ci sia un
complotto comunista!
Aug
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29 marzo 2005
Sua Altezza SB Berlusconi torna a parlare della sua altezza (la Stampa del 27 marzo). E' arrivato a 1,71. Io ero alto 1,69 negli anni '80, quando mi è capitato d'incontrarlo alla Festa dell'Unita a Milano, mentre s'intratteneva con i compagni milanisti. Io che gli stavo a pochi centimetri di distanza, potevo contargli i capelli sulla testa (quelli originali, non ancora caduti). Ci trovavamo ambedue in piedi sullo stesso tavolato del Ristorante Cubano, portavo i soliti mocassini senza tacco e lo sovrastavo di qualche centimetro. Dopo vent'anni misuro sempre 1,69 di altezza, vuol dire che il Cavaliere si è allungato. Diavolo di un miliardario! Quali altre ricette nasconde nelle sue casseforti, oltre ai segreti delle sue fortune che da venditore di aspirapolveri lo hanno fatto diventare il quarto uomo più ricco del mondo? |
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Dopo essere riuscito (dove neanche Cesare Ragazzi avrebbe osato) a far crescere i capelli sulla crapa pelata, adesso sembra che sia cresciuto anche in altezza. La caparbietà estetica di questo personaggio, che viene da immaginare ogni giorno davanti a uno specchio a chiedere: "Specchio, specchio delle mie brame, sono io il più bello del reame?", pone a noi un'altra domanda:"Ma per l'Italia è proprio importante che il suo premier sia sempre più alto e che i suoi capelli siano sempre più lunghi?" Sarebbe interessante un sondaggio per sapere se gli italiani si sentirebbero meglio con un piccolo uomo pelato capace di governare la cosa pubblica o con un prodigio i cui capelli e la cui altezza hanno una crescita inversamente proporzionale all'andamento del PIL.
Aug
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22 marzo 2005
Verba volant, scripta manent
Quando andavo a scuola ero un disastro agli Orali, ma ricuperavo i voti con gli Scritti. Penso che Romano Prodi abbia lo stesso handicap. Quando parla (alla televisione) non riesce a catturare l'attenzione, sembra che farfugli fra lunghe pause alla ricerca della parola giusta e quando finisce la frase il telespettatore si è già distratto a guardare da un'altra parte. Però quando il suo pensiero viene messo nero su bianco, (vedi intervista del 13 marzo)ti accorgi di avere a che fare con una persona che sa il fatto suo, che ha una chiara visione del mondo, della società e dell'economia e dice cose che un normale cittadino capisce, senza il bisogno di interpretazioni giornalistiche. Di più, dice cose che ogni cittadino non omologato vorrebbe sentirsi dire da chi si propone di porre fine allo scempio morale,culturale e istituzionale che sta immiserendo il Paese. Siamo in tanti ad avvertire i soffocanti miasmi del regime che sta avviluppando ogni articolazione della nostra società, che devasta Costituzione e Unità d'Italia per lasciare un solo rais a spadroneggiare sulle macerie. E siamo in tanti che disperatamente ci guardiamo attorno per capire chi potrà mai portarci fuori dall'incubo. Non ci convincono i sofismi salottieri di Bertinotti, le incursioni vaticane di Rutelli, la spocchia di D'Alema e proviamo pena a leggere i compiti in classe di Fassino sulla democrazia
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da esportazione, sulla guerra possibile o sulla famiglia, che sarebbe "la più grande impresa italiana". Il moderatissimo Cofferati, con la sua eloquenza precisa, puntuale, non artificiosa, riuscì a buttarci giù dal divano della rassegnazione, riaccese in noi la speranza di un cambiamento, di un ritorno alla legalità e alle cose serie. Fu subito esiliato a Bologna, come Garibaldi a Caprera. L'Unità veniva letta come portavoce della linea del più importante partito della Sinistra. A quel giornale è stato chiesto di abbassare la voce. Ne è stato estromesso il direttore, Furio Colombo (giornalista peraltro che stravede per la democrazia americana). Ora sappiamo che quel giornale rappresenta soltanto la voce dei suoi giornalisti. Ce n'è abbastanza per farci prendere dallo sconforto. Ma la speranza è sempre l'ultima a morire. Romano Prodi non sarà un buon piazzista, non riuscirà a vendere un aspirapolvere, un serial televisivo in lingua italiana ai russi, una beretta agli armatissimi americani, una assicurazione pensionistica ai lavoratori. Ma sa parlare (scrivere) senza ipocrisia, crede in quel che dice (scrive) e sa pedalare. Ha buone probabilità di vincere la volata per palazzo Chigi nel 2006. Se i suoi gregari non semineranno chiodi lungo il tragitto, forse riuscirà a portarci fuori dal tunnel. Aug |
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16 marzo 2005
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Coca Cola
"Molto spesso ubi Coca cola, ibi libertas". Conclude così il suo articolo del 16 marzo (oggi) Fernando Mezzetti, opinionista del Quotidiano Nazionale, dove si chiede "Perché i No Global abbiano lasciato la Lega da sola a combattere per sbarrare le nostre frontiere alla Cina". "Boicottano la Coca Cola, ma dimenticano le violazioni dei diritti a Pechino". Fernando Mezzetti è stato diversi anni corrispondente per La Stampa a Pechino, dopo aver abitato per altrettanti anni a Mosca come corrispondente del Giornale, del quale è stato uno dei fondatori con Montanelli. Ha scritto libri, adottati dalle Università, sulle vicende politiche moscovite e pechinesi. Pertanto, quando parla di comunismo reale, ne ha cognizione di causa. Ma forse la sua lunga assenza dall'Italia (Russia, Cina, Giappone) non gli ha permesso un adeguato approfondimento delle questioni italiane. Prima di entrare in Eurolandia, ("Forcolandia", secondo il capo della Lega) i cosiddetti "capitalisti" italiani, ma anche certi allevatori padani, godevano di un galleggiamento garantito dalle scialuppe finanziarie dei Governi DC Bastava che (solo come esempio) un Mariotti della Snia Viscosa, un Agnelli della Fiat o un Brambilla con dieci vacche avessero in tasca il numero di telefono giusto perché dalla disprezzata "Roma Ladrona" giungessero finanziamenti, rimborsi e leggi per gli amici grandi elettori. E quante aziende sono sorte al Sud per ottenere agevolazioni e finanziamenti e quante hanno chiuso appena messi i soldi in tasca! Se proprio le cose non si potevano rabberciare, Governo e Banca d'Italia svalutavano la lira e tutto ricominciava come prima. Con l'Europa Unita non c'è più verso di fare la manfrina. Non c'è trippa per gatti. Allora cosa fanno i nostri? Piantano baracca e burattini e si avventurano in Cina, in Romania, in India dove la manodopera costa meno. Ma non lo fanno per abbassare i prezzi delle merci (anzi!) perché più che l'etica capitalista a questi interessano solo i propri conti in banca, che siano in Svizzera, nel Liechtnstein o alla Bahamas.
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Vorrei dire a Mezzetti (perché è di Marta, perché siamo amici, e perché andiamo d'accordo a tavola, ma litighiamo sempre in politica): <<Caro Fernando, perché te la prendi con i No Global, colpevoli, secondo te, di un "pauroso silenzio sull'invasione dei prodotti orientali"? Non è più giusto chiedere al Governo italiano, che nel frattempo ha saputo moltiplicare le fortune del suo presidente, maggiore attenzione alla fuga di capitali, macchine e cervelli all'estero? Siamo sicuri che agli industriali basti l'elargizione di un abbassamento delle tasse per rimetterli sulla carreggiata della competizione mondiale? O non occorra invece una vera politica economica che li invogli (direi costringa) ad affrontare le sfide del nuovo mercato alzando la qualità dell'offerta? Ammettiamo che su tre miliardi di orientali soltanto l'1% possa permettersi di acquistare il Made in Italy. Perché non pensiamo a cosa vendere a questi 30 milioni di persone? La Germania e la Francia sono già su quei mercati. Mentre i capitalisti nostrani erano intenti a elemosinare favori dai ministri amici, gli altri investivano sulla ricerca e si dotavano delle tecnologie più avanzate. Se ora ci troviamo impreparati di fronte all'alluvione cinese è solo colpa nostra e non servono dogane nè rivolte di popolo per arginarla. Loro (i cinesi) ci hanno osservato attentamente, hanno studiato a fondo i sistemi e le tecnologie occidentali, fino ad appropriarsi di tutti gli strumenti necessari a una grande potenza economica. Adesso vogliono realizzare. E chi può impedirglielo? Non si può stare nel mercato soltanto quando c'è da accumulare profitti sfruttando la manodopera sottopagata orientale. Ci devi stare anche quando cambiano le sfide e le opportunità. Alla tua battuta potrei contrapporre "ubi profitto, ibi iniustitias". A dirla con Humphery Bogart: <<E' il mercato, bellezza>>>> Aug
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7 Marzo 2005
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Ipocrisia
Nicola Calipari salva Giuliana Sgrena e muore nell'atto generoso di salvarle la vita dal fuoco "amico" americano. <<Dico che non posso escludere che fossi io il bersaglio di quella sparatoria senza senso avvenuta quando ormai pensavamo di avercela fatta>>, confida la giornalista ai colleghi giornalisti, accorsi all'ospedale del Celio, dove è ricoverata ferita forse dalla stessa pallottola "amica" che ha attraversato il cranio di Calipari. <<Vorrei comunque che gli americani la smettessero di trattare questi fatti come tragici incidenti>>. Ma non è così che si attira l'accusa di "antiamericanismo"? Le viene obbiettato. <<Sfido chiunque mi lancia questa accusa ad andare a vedere che succede in Iraq, poi ne riparliamo>> è la risposta. Già, che succede in Iraq dove ai nostri giornalisti è stato ordinato il rientro in patria, mentre ai 3000 soldati italiani è stata riconfermata la permanenza a Nassiria? Non doveva avvenire il contrario: le truppe a casa e i giornalisti liberi di circolare?
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Non ha vinto la democrazia in Iraq? Le elezioni del 30 gennaio hanno dato a quel paese un parlamento che decide il suo governo. A questo punto i giornalisti dovrebbero scendere giù tutti dall'Hotel Palestine, dove sono confinati in attesa di rielaborare notizie di agenzia preventivamente filtrate dall'Intelligence americana e invece vengono cacciati (nel senso di "mandati via", ma anche di "presi di mira"). Ma cosa c'è da filtrare? Cosa c'è da nascondere? Perché vengono rapiti (e anche ammazzati) giornalisti pacifisti? Perchè il mondo non può sapere che sta succedendo da quelle parti? La verità è che ogni guerra nasconde interessi inconfessabili e che la democrazia non può essere considerata merce da esportazione come la Coca Cola.
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25 Febbraio 2005
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Par Condicio
Il 3-4 aprile 2005 si svolgeranno le elezioni regionali e la campagna elettorale dovrebbe partire ai primi di marzo. Dico "dovrebbe", perché il Polo della Libertà di affiggere è già più di un mese che sta tappezzando di manifesti e gigantografie tutti gli spazi liberi (muri, bacheche, alberi, staccionate ecc...). Il loro Capo Paperon de' Berlusconi può garantire a tutto il clan una copertura pubblicitaria da fantascienza, orwelliana. Può disporre di un gigantesco spiegamento di mezzi d'informazione e concessioni pubblicitarie. Può decidere chi deve dirigere un giornale o un telegiornale. Ma non solo di quelli suoi e di quelli amici. I sostenitori della Quercia (l'albero che vorrebbe abbattere) hanno un solo giornale, l'Unità, che non lo tratta con i guanti bianchi. Se ne lamenta in TV e, incredibile! Il giorno dopo il Consiglio di Amministrazione dell'Unità decide di dimissionare Furio Colombo, il direttore che sta più antipatico alla destra. Pensate che brave persone ci sono nella tanto vituperata Sinistra.
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Il loro avversario inveisce contro l'Unità e si affrettano a decapitare quel giornale troppo poco "Riformista" nonché ligio all'informazione. D'altronde devono combattere un cavaliere e loro si attengono alle regole cavalleresche. E poi i dirigenti della Quercia non hanno mai creduto, come sembra invece la pensino i lettori dell'Unità, che le battaglie si vincono anche con l'informazione giornalistica. Nel 2000, in pieno governo D'Alema riuscirono a far chiudere l'Unità, che riaprì, poco prima delle Politiche del 13 maggio 2001, troppo tardi per correre dietro agli elettori, affascinati ormai dal Pifferaio Magico. Un consiglio a Fassino. Usi la par condicio. Se gli sta antipatico un giornalista di destra, non so, Belpietro del Giornale o Emilio Fede del TG4, vada a Porta a Porta, si dichiari offeso da quel tipo di giornalismo e li accusi di ogni crimine. Vedrà che otterrà la loro destituzione. Bruno Vespa non lo farà parlare? Il padrone uno e trino di Mediaset, del Giornale, e di Publitalia non lo prenderà sul serio? E allora vuol dire che a sinistra sono proprio sfigati! Aug |
9 Febbaraio 2005
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"Montecchio, Montecchio, a chi parla e a chi ride 'na stirata d'orecchio Io so' er fijo d'er Podestà posso ride e posso parlà" Era il gioco del Silenzio, che si faceva da bambini, dove le regole venivano inventate dal vincitore della prima parte del gioco stesso. Tramandato fra una generazione di bambini all'altra, forse il gioco aveva origini medievali. All'alba del terzo millennio c'è ancora chi ci sta giocando e non sono bambini. Possono dire di tutto su chiunque: "Ranocchio! Mortadella! Cicogna! Comunista! Nazicomunista! Finocchio! ecc.". Possono inventare storie, pubblicare falsi dossier, denigrare, insultare persino i magistrati e non si fanno scrupolo neanche a offendere il Capo dello Stato e parlano, parlano, parlano. Ma basta che parli chi non è figlio del Podestà e si scatenano su tutti i mezzi di comunicazione di cui dispongono (tutti), per sollevare il popolo contro lo sventurato eretico. Anzi, stanno talmente in campana, che riescono persino a prevenire parole sgradite, impedendo l'accesso alla televisione pubblica (pagata dal popolo) a chiunque non sia figlio del Podestà, fosse pure il miglior giornalista, un grande artista, un Oscar o un Premio Nobel. Se poi a parlare (tramite il suo avvocato, perché proprio non ne può più di essere insultata) è un magistrato, apriti cielo!
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Persino i gli agnelli Follini e Casini diventano lupi. Il ministro della Giustizia dice che la giustizia deve essere amministrata in base al comune sentire del popolo (la forca?), rispondendo involontariamente all'editoriale di Vittorio Feltri su "Libero" dell'8 febbraio, che invitava il governo a modificare i codici delle norme vigenti, quando secondo il "senso comune" una sentenza "provoca i brividi". "Corriamo subito a porre rimedi modificando le norme in base alle quali il marocchino è in giro" (quello giudicato guerrigliero, piuttosto che terrorista) e che permettono la circolazione di pericoli pubblici come "le tre zingarelle che hanno tentato di portarsi via un bambino a Lecco". Lasciamo cadere il fatto che non suscitino brividi le parole di Anna Maria Franzoni, già condannata a 30 anni con l'accusa di avere assassinato il figlioletto, quando intervistata da "Panorama" lancia i sospetti sul vicino di casa e minaccia di farsi giustizia da sola, se in appello verrà confermata la sentenza di primo grado. Che le zingarelle e il marocchino non costituiscano pericolo pubblico secondo i giudici competenti, può anche essere opinabile, ma sulla Franzoni c'è poco da opinare. Lei stessa ha invitato il giornalista che la intervistava a rendere pubbliche le sue intenzioni: "Lo scriva, lo scriva: quell'assassino non la farà franca". Ma forse anche lei è figlia del Podestà.
Aug
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23 Gennaio 2005
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Ritorno alla realtà
Tutte le prime pagine sono dedicate in questi giorni a Simone Cola, il maresciallo ucciso sull'elicottero a Nassiriya. Il Presidente della Repubblica, i rappresentanti del governo e del Parlamento si sono diffusi in espressioni di cordoglio, dolore ecc.. Come un secchio d'acqua fredda la notizia ci ha investiti mentre eravamo beatamente assorti tra reality show, talco show, Calcio show e autorecensioni show, della televisione unica italiana, per ricordarci che siamo coinvolti in una guerra, dove si può anche morire. Si dice che anche la moglie del soldato ucciso abbia appreso la notizia dal TG5. |
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A questo punto sarebbe bene che la TV non richiudesse la parentesi per tornare alle sue allegre serate, ma ci tenesse aggiornati su tutte le vittime che ogni giorno insanguinano quella povera regione, sfortunatamente ricca di petrolio. Il fatto che non siano italiani, non vuol dire che la loro vita abbia minor valore e che la loro morte non meriti altrettanto sconcerto. Lasciamo perdere le migliaia di bambini, donne e cittadini inermi, ammazzati dagli americani, perché quelli sono soltanto errori di mira,"danni collaterali" di una santa guerra per la democrazia. Ma ci facciano almeno conoscere tutti gli altri, per darci la possibilità di esprimere anche per loro dolore e cordoglio. Aug
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14 Gennaio 2005
La legge che unifica i campi
Einstein ha trascorso una vita alla ricerca di una legge che unificasse i campi, senza mai giungere a conclusione, perché, purtroppo, è morto prima di conoscere Sirchia. Il ministro della Salute con una sola legge è riuscito a unire i campi avversi di destra e di sinistra. l'entrata in vigore della sua legge antifumo, a cent'anni esatti dalla teoria della relatività ristretta di Einstein, apre uno scenario nuova nel giuornalismo politico italiano. Teorici di ambo i campi si ritrovano uniti sui grandi temi: il buco nell'ozono, l'inquinamento terraqueo, la fame nel mondo, le centrali nucleari, i tubi di scappamento, tutti da contrapporre all'innocua "bionda" (vezzeggiativo di "sigaretta", giornalisticamente usato, alla maniera dei contrabbandieri), minacciata da una legge "liberticida", "stalinista", "fascista" ecc. Autorevoli giornalisti, da Vittorio Feltri (libero) a Sandro Curzi (Liberazione), da Giuliano Ferrara (il Foglio) a Lidia Ravera (l'Unità) si ritrovano insieme, a vari politici di ogni colore, nel rivendicare la libertà di intossicarsi di nicotina. |
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I neonati sanno quanto sia più tossico il fumo emesso piuttosto che il fumo aspirato dai fumatori, ma se non dicono niente, vuol dire che hanno ragione i grandi. Quando anch'io liberamente impregnavo di fumo le tende di casa e i polmoni dei miei bambini, ficcavo pacchetti di sigarette nel cassetto del comodino, nel cruscotto dell'auto, nell'armadietto degli spogliatoi, per prevenire la sciagura di rimanerne senza, mi sentivo una persona normale. Da quando ho smesso di fumare (sono ormai vent'anni) mi sento invece come un alieno non avvezzo all'atmosfera terrestre. Non sopporto l'aria dei bar, degli uffici e dei supermercati (dove era già proibito quando ancora si fumava). Non sopporto il tanfo dei posacenere pieni di mozziconi, mi disgusta l'alito mascolino delle fumatrici. Insomma, sono proprio un disastro, anche se fisicamente mi sento meglio di vent'anni fa. Un consiglio ai nicotinodipendenti: Unitevi per gruppi, entrate all'Istituto Tumori, negli ambulatori, in pneumatologia, nelle cliniche pediatriche, in neonatologia, nei sanatori, all'asilo, sui pullmann, nei ristoranti, con la sigaretta ben accesa e riempite l'aria di generose boccate di fumo. Forse la gente capirà le vostre ragioni e voterà con voi, se farete un referendum contro la legge Sirchia.
Aug
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