Arretrati 2005

 

 

Web all'amatriciana: Articoli arretrati

14 Gennaio - La legge che unifica i campi
23 Gennaio -
Ritorno alla realtà'
9 Febbraio -
Montecchio, Montecchio
25 Febbraio
- Par Condicio
7 Marzo
- Ipocrisia
16 Marzo
-
Coca cola
22 Marzo
- Verba volant, scripta manent
29 marzo
- Sua Altezza SB
5 aprile
- Bisogna saper perdere
7 aprile
-
Matrix, il recupero
2 Maggio
-
Modestia a parte
6 maggio
- La verità è rivoluzione
8 maggio
- Religioni e chiese
17 maggio
-
In zattera a Catania
25 Maggio 2005
-
La Margherita autosfogliante
3 Giugno
- Chiacchierata fra due coniugi
6 giugno - Sinonimi e contrari
14 Giugno - minitalia & saponette
7 Luglio 2005 -
Il gioco del terrorismo
24 Luglio
-
Intolleranza globale
30 Luglio
- Tanti (troppi) soldi e niente risorse
2 Agosto 2005
- Fantapolitica (ma non troppo)
1 Settembre 2005 - Vocabolario moderno

3 Ottobre 2005 - Il sesso degli angeli

11 Ottobre 2005 - 'O surdato impantanato

24 Ottobre 2005 - La Meschina Commedia

29 Ottobre 2005 - Eureka! Un mostro di ricambio

10 Novembre 2005 - Voglio anch'io Dario Fo

24 Novembre 2005 - Gridare forte per non far sentire

14 Dicembre 2005 - Ciò che vale è l'apparenza

29 Dicembre - Un anno da (non) dimenticare

Vai agli Arretrati del 2006

Vai agli  Agli arretrati del 2004

 

Vai agli Arretrati pubblicati su ►VIVIROZZANO

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29 Dicembre 2005

(Censurato e non pubblicato su Vivirozzano di Gennaio 2006)

Un anno da (non) dimenticare

Natale senza ciaramelle. Niente pive, niente zampognari. Che Natale moscio!  Succede che ti abitui a determinate usanze senza farci caso, poi te ne accorgi quando vengono a mancare. Se la cornamusa non ha suonato sotto le nostre finestre, vuol dire che lo zampognaro non si aspettava mance, pensando all’anno magro che volgeva al termine.

E il 2005 si è chiuso nel peggiore dei modi.. Prezzi alle stelle, consumi alle stalle, mitragliata di leggi per spezzettare l’Italia, salvare i grandi evasori, cambiare le regole democratiche, arraffare i contributi dei lavoratori…..il resto è cenere!

In un paese dove i palazzinari vengono chiamati con riverenza ”immobiliaristi”, gli arrembaggi vengono detti “scalate”, l’isola delle oche viene detta “Isola dei famosi”, qualcuno ha cominciato a credere di essere altro da quello che era. Prima che i giornalisti  li iscrivessero nel clan dei “Furbetti” Fiorani si credeva un grande della finanza, Consorte un benefattore del popolo, Ricucci un editore e Fazio addirittura ci teneva ad essere chiamato “Governatore” della Banca d’Italia. Volavano come bolle di sapone inseguite da un codazzo giulivo di giornalisti e politici. Poi qualche giudice guastafeste ha punto le bolle e tutti sono caduti giù per terra. Il tonfo ha fatto tremare i piccoli risparmiatori ,  le cui speranze restano ormai aggrappate all’euro superpartes, che se c’era la lira si finiva tutti in Argentina. Un intero paese entra nel 2006 con le ossa rotte. Il 2005 se ne è andato con le pive nel sacco!

Aug


 

14 dicembre 2005

Ciò che vale è l'apparenza

"Sapendo quello che si sa ora" (30.000  iracheni e 2140 soldati americani morti, sevizie, torture e bombe al fosforo) Bush si dichiara disposto a rifare questa guerra. A parte la contabilità dei morti ammazzati, ora si sa che l'invasione dell'Iraq è stata decisa dopo aver dato credito alle false informative, fabbricate in Italia, sull'atomica di Saddam. Ebbene, ora che si è reso consapevole di avere incendiato il Golfo per un eccesso di credulità (mettiamola così) il responsabile di tanto nefasto errore, dovrebbe provare rimorso, senso di colpa, voglia di ritirarsi in un eremo nascosto, magari farsi frate. No! Candidamente ci annuncia che lo rifarebbe ancora. 

Schwarzenegger, il governatore tutto muscoli, nega ogni gesto di saggezza (grazia o commutazione della pena di morte in ergastolo) nei confronti di Stanley Tookie Williams, che in 24 anni di carcere ha fatto in tempo a redimersi e a scrivere libri per far capire ai giovani quanto sia stupida e inutile la violenza. Noi abbiamo conosciuto la sua storia nel film "REDEMTION". In tanti hanno detto che ormai  Tookie Williams sarebbe stato più utile da vivo che da morto. Niente: alle ore 9 del 13 Dicembre viene giustiziato.

Bush deve apparire vincente a quel 65% degli americani che non approvano più il suo modo di gestire la guerra all'Iraq. Non importa se la realtà dimostra che questa guerra è nata da un imbroglio. Come un caterpillar passa sulla realtà e ne stravolge il senso. Perché ciò che conta è apparire vincitore, di che cosa e con quali mezzi non ha importanza. 30.000 contro 2140 è sempre un buon risultato!

Schwarzenegger deve apparire sempre Terminator nella patria del Cinema che lo ha eletto e per non tradire la sua fama in celluloide passa come un caterpillar sul corpo di Stanley Williams, povero, nero e addirittura convertito alla non-violenza. Ecco il vero volto della Destra al potere. La maschera che nasconde la cultura del becchino.

Aug

Vai agli Arretrati del 2004
Vai agli Arretrati del 2003


 

24  Novembre 2005

Gridare forte per non far sentire

So già che toni avrà la prossima campagna elettorale. Verranno riversate in piazza tutte le questioni che coinvolgono valori alti, dirompenti se trattati con la leggerezza della demagogia. Sarà come scagliarsi addosso delicatissimi vasi cinesi: vedremo cocci schizzare a destra e a sinistra. Hanno già cominciato con la legge contro l'aborto clandestino, la 194, cinicamente fatta passare come legge infanticida. Conosco medici che prima della 194 indirizzavano verso cliniche francesi le donne che volevano abortire, poi, dopo l'entrata in vigore della 194, si professavano obiettori di coscienza. Vedremo trattare il problema dell'immigrazione come una faccenda di criminalità e tireranno la corda fintanto che questa arriverà a spezzarsi, magari lasciando come eredità al prossimo governo una rivolta degli ultimi, del tipo di quella delle banlieues francesi. Sentiremo il Cardinal Ruini dire "leggittimamente" tutto quello che il Parlamento deve fare e non fare per vaticanizzare le leggi. Intanto i Radicali, non appena entrati in casa socialista, hanno già chiesto di rivedere il Concordato fra Stato e Chiesa (Bum! Altro che  vaso cinese!). Penso che ne vedremo delle belle, fra "radicali liberi" e "ruinosi".

Non sarà invece toccata la legge sul divorzio, per la semplice ragione che non converrebbe a Berlusconi e Casini, ambedue divorziati. A proposito, chi ci ha fatto caso al ricevimento in vaticano del Presidente del Consiglio italiano? Quando il "comunista" D'Alema fu ricevuto dal Papa era accompagnato dalla moglie con i due figli.  il novello "Don Sturzo" Berlusconi invece era accompagnato da Letta, anziché dalla moglie di primo o secondo letto. Di fronte all'elettorato cattolico  questo si chiamerebbe perdere la faccia, se solo si sapesse con quale delle sue facce il Cavaliere si sia presentato al Santo Padre.

Aug

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10 Novembre 2005

Voglio anch'io Dario Fo

(parodiando "Vengo anch'io, no, tu no!" di Enzo Jannacci)

Ci vorrebbe un grande sindaco oggi a Milano

Nella stanza dei bottoni a Palazzo Marino

Ci starebbe bene un Nobel come inquilino

Per ridare vita e fascino a questa città

      <<Vengo io: Dario Fo>>

      <<Santo dio, no tu no!>>

      <<Ma perché?>> <<Perché no!>>

Ci vorrebbe una Milano più forte in Europa

In trent'anni è scesa giù dalle stelle alle stalle

Non si parla più d'industria, ma di Serravalle

Di privatizzare i tram e l'azienda del gas

      <<Voglio anch'io Dario Fo>>

      <<Santo dio, no lui no!>>

      <<Ma perché?>> <<Perché no!>>

Si potrebbe far più bella la periferia

Dare più trasporti e più servizi sociali

Far sentire tutti quanti persone normali

Siano bianchi, neri o gialli, ogni comunità

      <<Vengo anch'io>> <<No tu no!

      Non va bene Dario Fo>>

      <<Ma perché>> <<Perché no!>>

Si potrebbe far più ordine, come a Bologna

Se il problema è tutto questo mettiamo il Prefetto

Certamente come sindaco è l'uomo perfetto

Per chi chiede sicurezza e legalità

      <<Vengo anch'io?>> <<Sì, però

      Non portarmi Dario Fo>>

      <<Ma perché?>> <<Perchè no!>>

      <<Ma perché?>> <<Non lo so>>

Aug 

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29 Ottobre 2005

Eureka! Un mostro di ricambio!

MAHMOUD AHMADINEJAD. E' un nome quasi impossibile  da pronunciare e da memorizzare, ma presto ce lo faranno diventare famigliare. E' il presidente dell'Iran, che all'improvviso gli va di dire che "Lo Stato ebraico sia cancellato dalla carta geografica" e porta in piazza qualche migliaio di scalmanati a gridare:<<Morte a Israele! Morte all'America!>>. Qualsiasi persona dotata di raziocinio non può che chiedersi:<<Perché? Perché proprio ora?>>. Quale scopo può avere il Presidente di un paese posto fra il mar Caspio e il Golfo Persico, confinante per 1458 km con l'Iraq, per 909 km con il Pakistan, per 499 km con la Turchia, per 936 km con l'Afghanistan e per 992 km con il Turkmenistan a scatenare (a freddo) una polemica che potrebbe unire mezzo mondo in un intervento armato senza precedenti? Cosa pensa di poter guadagnare Ahmadinejad appiccando questo fuoco? Non trovo una sola risposta razionale, neanche se mi facessi prendere dal ragionamento giustificazionista per cui non si riuscirebbe a comprendere cosa frulla per la testa a certi personaggi di cultura tanto diversa dalla nostra.

Israele si è ritirato dalla striscia di Gaza, in Iraq hanno un governo e una costituzione (condivisibili o meno) e gli americani sono prossimi al ritiro. Intanto la Casa Bianca è alle prese con l'affare Cia-gate e altri problemi di credibilità. Il ruggito di Bush contro i fantomatici "stati canaglia" è andato affievolendosi, perché i bersagli più quotati: Siria, Corea del Sud e lo stesso Iran, non gli hanno offerto finora scuse sufficienti per interventi armati. Era il caso di andare in soccorso di chi  non si rassegna a veder sfumare l'affare della guerra preventiva continua? Bin Laden  e Saddam Hussein si sono dimostrati molto utili in passato alla lobby mondiale dei fabbricanti di armi. Adesso ci vuole un altro nemico utile. Sarà Mahmoud Ahmadinejad  il nuovo mostro da combattere (ma da non eliminare)?

Aug

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24 Ottobre 2005

 

La Meschina Commedia

(Calcando i versi della Divina Commedia)

Nel mezzo (o poco più) di nostra vita

   Mi ritrovai con la coscienza  oscura

   Che la decenza ormai s'era smarrita

Plagiavo il padreterno addirittura

    Convinto, in core mio, d'esser più forte

     Di un dio che del denaro non si cura

Mentr'io coi soldi avevo in man la sorte

     D'Italia e d'ogni singolo italiano

     Ma le bugie sulle mie gambe corte

Spostavano i sondaggi su Romano

      Con meno soldi, si, ma più capelli

      Da far invidia pure a Celentano

Io, bulgaro Signore degli Anelli

      Non mollerò la presa del potere

      Anche se a Destra volano i coltelli        

Li metto tutti quanti giù a sedere

      <<Ricorda, che ti ho sdoganato, Fini!>>

      <<Pierferdinando, ti farò il clistere

Se non farai alla Camera i giochini

      per far passar riforme e "Par Condicio"

      Vi tengo tutti in pugno , pivellini!>>

<<Il Piano di Rinascita di Licio  

       O si fa adesso o non si farà mai>>

       <<Tu Buttiglione fammi il sacrificio

Non dire più stronzate sopra i gay

        Visto che non sarà scomunicato

         Chi, come Prodi, pensa ai loro guai

Il Vaticano s'è già pronunciato:

         "La Comunione resterà un divieto

          solo per chi risulta divorziato"

....Io che ho due mogli, mi farò un decreto!>>

 

Aug

 

infotiscali@weballamatriciana.it

 

 

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11 Ottobre 2005

Dell'Iraq ormai se ne parla sempre meno e di sfuggita. Eppure non passa giorno senza stragi, con decine di morti e centinaia di feriti. Forse si tende a far passare il messaggio che ormai ciò che succede in quel paese sfortunato siano soltanto scosse di assestamento di una nuova democrazia. Ipocrisia canaglia!

'O Surdato impantanato
(Scopiazzando "'O surdato innamorato")

Stai lontano, vieni via
Che ci fai a Nassiriya
Questa guerra è una follia
Torna a casa tua dai retta a me
La più bella delle armi
E' l'amore che c'è in te
          Che vita, che vita grama
          Rischiare per chi non t'ama
          Ritorna da chi ti chiama
          Da chi vuol far Natale insieme a te
          Italia, Italia mia
          Richiama i figli tuoi
          La pace, dovunque vai 
          Con il moschetto non la porterai 
Quanto costi, Oro nero
Il tuo aumento è senza fine
Cento dollari al barile
Presto o tardi ti dovrò pagar
Bombe, terrorismo e guerre
Tutto ormai per te si fa
            Petrolio, benzina mia
            Gasolio del mio motore
            Sei l'anima del terrore
            E della guerra che si fa in Iraq
            Italia, Italia mia
             Richiama i figli tuoi
             La pace, dovunque vai,
             Con il moschetto non si ottiene mai.

Aug

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3 Ottobre 2005

Il sesso degli angeli

Il mondo è più complicato di come lo vorrebbe dipingere qualche predicatore dell'ultima ora. Non esistono semplicemente il Nord , il Sud, l'Est e l'Ovest. C'è anche il Nord-Est, il Nord-Ovest, il Sud-Est, il Sud-Ovest ecc.... Non si può dire solo Destra o Sinistra,  c'è anche il Centrodestra e il Cantrosinistra. Allo stesso modo non esistono il maschio, la femmina e basta, esiste anche un terzo sesso. Anzi, il Tao prima e la scienza poi, ci insegnano che in ognuno di noi alberga una parte dell'altro sesso. Sarebbe contronatura possedere al 100%  ormoni di un solo sesso. Nel diagramma Tao, il femminile (Yin) è la parte in nero e il maschile (Yang) è la parte in bianco. Un punto nero, più o meno grande,  in campo bianco e un punto bianco, più o meno grande, in campo nero, stanno a rappresentare come in natura non ci si debba aspettare il tutto maschio e il tutto femmina.  Perciò è da considerare normale chi non si sente tutto da una parte, purché non faccia la "checca", come del resto non sono normali un maschio maniaco o una femmina ninfomane.  
Papa Luciani, nella sua breve vita pontificale (...eppure sembrava scoppiasse di salute..) disse che "Dio non è solo padre ma anche madre". Chissà se ai vescovi tipo  Ruini-Maggiolini non si drizzarono i capelli! Papa Ratzinger è tornato al maschio o femmina, destra o sinistra e il Vescovo di Como si è sentito autorizzato a dichiarare alla stampa che i gay possono essere curati (insomma, sarebbero dei malati). Maggiolini e tutti gli altri vescovi sanno meglio di me che anche gli angeli non hanno un sesso ben definito. Se gli omosessuali in terra hanno bisogno di cure, allora anche gli angeli in cielo vanno ricoverati. Ma ci sarà in paradiso un ospedale abbastanza grande?

Aug

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1 Settembre 2005

Vocabolario moderno

Amico = Persona provvisoriamente utile.
Aumento = Se riferito ai capitali, segue quello dei prezzi
                Se riferito ai prezzi, segue quello dei capitali.
Bipartisan = "Uno a me, uno a te, uno a me. Uno a me, uno a te, uno a me.....".
Conflitto d'interessi = Occasione che fa l'uomo ladro.
Costituzione = Tela di Penelope.
Devolution = Ognuno per se, la miseria per tutti.
Dimissioni = Scollamento forzato dalla poltrona
Euro = Recipiente utile per scaricare le colpe del governo.
Europa = Forcolandia
Fazioso = Difensore di Fazio
Finanziere = Quello con le stellette indaga sui paradisi fiscali,
                   Quello senza stellette ingrassa i paradisi fiscali.
Fior di canaglia = Perseguitato dai giudici comunisti.
Garantista = Avvocato del Diavolo
Giustizialista = Comunista convinto che la legge sia uguale per tutti
Holding = Associazione ad evadere.
Informazione = C'era una volta
Italia = Appendice della Padania.
Ladro presunto = Malvivente ricco.
Malvivente = Ladro povero.
Nemico = Chiunque non condivida il verbo del Capo.
Operaio = Animale in estinzione.
Padania = Appendice della Svizzera.
Quorum = Invenzione per gabbare i referendum.
Riforme = Leggi ad personam per fuorilegge.
Razzismo = Nuova dottrina di Pera.
Solidarietà = Sostantivo che non vale più una pera.
Tanto peggio tanto meglio = Come trarre il maggior profitto governando.
Unione = Tentativo d'innesto fra margherita  e ulivo.
Verità = Ciò che non si deve sapere sulle vittime del "Fuoco amico"
             e sugli aerei a rischio.
Zero = Valore da assegnare alle promesse elettorali.

Aug

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2 Agosto 2005

Fantapolitica (ma non troppo)

Anno sesto del terzo millennio. La repubblica di Enotria è governata da un ex venditore di aspirapolveri, di quelli che infilavano il piede tra la porta e il battente, per non essere mandati indietro. Sa conciliare molto bene la sua dote di piazzista arricchito (chissà quanti aspirapolveri avrà venduto!) con la carica istituzionale che oggi ricopre. Qualsiasi cosa accada nella repubblica di Enotria, lui riesce a volgerla sempre a proprio vantaggio. Se piove si fa presidente ombrellaio, se c'è troppo sole diventa presidente gelataio, trova comunque il modo di moltiplicare il suo capitale. Considera nemici gli avversari politici e nella sua personale guerra  non fa prigionieri. Il venditore di aspirapolveri, avendo accumulato tanta ricchezza e tanto potere, comincia a credere di essere veramente Onnipotente. Parla, straparla, pensa di poter dire tutto e il contrario di tutto. Intanto aumenta il numero di cittadini che non lo sopportano più e non ascoltano i suoi consigli per gli acquisti elettorali. Anche gli alleati cominciano a prendere le distanze. Viene ormai dato per spacciato. Ma l'uomo è rotto a tutte le intemperie e non si fa mettere nel sacco. Nel suo ruolo di capo del governo è riuscito a ottenere dal Parlamento tutte le leggi che gli interessavano (Falso in bilancio, Condoni agli esportatori di capitali e ai palazzinari, Salvagalera agli amici, Accorcia-prescrizione per le cause che potrebbero coinvolgerlo, Ostacola-giudici, Pro-massmedia sua ecc..). Ha largamente provveduto a salvarsi il passato e non gli rovineranno il futuro. A pochi giorni dalle elezioni, che tutti gli pronosticano sfavorevoli, con un colpo di mano, approfitta della  legge antiterrorismo provvidenzialmente appena varata,  per fare arrestare il rivale, con l'accusa di incitare il fondamentalismo islamico contro l'Occidente. Nel contempo manda l'esercito, che ha poteri giudiziari, a presidiare tutte le sedi del maggior partito di opposizione, per impedire una sollevazione comunista. Con grande senso di responsabilità (Lui l'aveva già messa nel conto) l'Opposizione presenta subito come candidato alternativo il capo del secondo partito della Coalizione, per non far cadere il paese in una crisi istituzionale. Metà degli elettori non si presentano al voto e Lui stravince come ai vecchi tempi.
Brindisi, sorrisi con la dentiera fino alle orecchie, congratulazioni del rivale (alternativo) battuto, con promesse di collaborazione. reti unificate sempre più unificate.
Intanto qualcuno comincia a chiedersi:<<Ma dove abbiamo sbagliato?>>

Aug

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30 Luglio 2005

Tanti (troppi) soldi e niente risorse


Che siamo in recessione è sotto gli occhi di tutti. Che siamo più poveri è comune consapevolezza. Eppure non si fa che parlare di capitali miliardari che si spostano da una banca all'altra, da un'assicurazione a una banca, da una banca a un'assicurazione, da un immobiliarista a una banca, da un immobiliarista a una casa editrice e così via in un vortice tanto impetuoso da travolgere persino il Governatore della Banca d'Italia. E' il caso di dire che "l'Italia è un paese dove si affoga di debiti e di miliardi". Ma chi sono questi miliardari d'assalto e come fanno ad avere tanti soldi? Oggi non si canta più "Sciur paron dalle belle braghe bianche", perchè a maneggiare le "palanche" con tanta (troppa) disinvoltura oggi non sono i padroni di industrie o di aziende produttive. Quelli stanno tutti vivendo le angosce di un paese che non investe più nella produzione di risorse, non fa ricerca e non raccoglie più la fiducia degli investitori stranieri. I veri padroni del vapore oggi sono i cosiddetti "Immobiliaristi" (una volta si chiamavano palazzinari)gente che ha accumulato enormi capitali dalla compravendita di case  e gli altrimenti detti "Finanzieri", personaggi dei quali quasi mai si conosce la reale origine delle proprie fortune. Per comprare una banca, un giornale, una televisione o una squadra di calcio non ci vogliono bruscolini e non si comprano per divertimento, con essi si compra anche il potere. E' bene che si sappia che se la nave Italia dovesse affondare, non è vero che affondiamo tutti. Anzi, a partire dal suo attuale capitano, che raccoglie in se tutti i pregi e i difetti dei nuovi padroni del vapore, è proprio dalle macerie  che i personaggi di cui tanto si parla trarrebbero maggiori guadagni. Alla maniera degli sfasciacarrozze. A tribolare saremmo quella cinquantina di milioni d'italiani che abbiamo dovuto anche pagare per la rottamazione del nostro paese.

Aug

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24 luglio 2005

Intolleranza globale

Grazie agli imbecilli i signori della guerra stanno raggiungendo il loro scopo. I Signori che usano l'Islam per mandare al macello i giovani fondamentalisti autori delle stragi degli innocenti e i Signori che usano gli eserciti per esportare la "democrazia occidentale", non fanno che rendere sempre più insicura l'Umanità. E l'insicurezza è necessaria nel grande gioco del potere politico-economico. E' nell'insicurezza dei popoli che maturano gli arricchimenti straordinari dei venditori di armi, dei petrolieri, dei banchieri, degli immobiliaristi e di tutti coloro che giocano con il capitale finanziario. E' nell'insicurezza che i più forti si accaparrano il dominio del mondo, esercitando l'intimidazione "O con me , o contro di me".  Chi ci rimette è sempre la povera gente, compresi i parenti dei fanatici kamikaze e gli imbecilli che si fanno coinvolgere dal razzismo globale predicato da alcuni avventurieri della politica.
Aug

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7 Luglio 2005

Il gioco del terrorismo

Nel giorno degli attentati che hanno scosso Londra e il mondo intero, il Premier inglese dichiara:"Sappiamo che i terroristi agiscono in nome dell'Islam, ma sappiamo anche che la stragrande maggioranza dei musulmani qui e all'estero è costituita da persone oneste e rispettose della legge, che condannano questi attentati". (Rai news - 7 luglio 2005)
 CITTA' DEL VATICANO - Il Papa ha "appreso con dolore" le notizie da Londra e "deplora" gli attentati in quanto "atti antiumani e anticristiani". (Ansa - 7 luglio 2005)
Due dichiarazioni, due stili. Tony Blair risponde con fermezza ai terroristi che hanno colpito al cuore la sua nazione, ma si guarda bene dal fare di tutto l'Islam un fascio e non cade nella trappola fondamentalista. Il Papa invece vede queste stragi come "atti anticristiani" e in quella trappola ci si cala a capofitto. Se al posto di Elisabetta II  regnasse Riccardo Cuordileone, ogai l'Inghilterra si sentirebbe spinta alle Crociate. Dietro le guerre e i terrorismi ci sono sempre giochi politici, economici e di potere. La religione viene spesso usata come maschera per nascondere certi sporchi giochi. Blair non è un santarellino, avrà usato  altre maschere in passato, per giustificare ingiustificabili interventi militari, ma di fronte a un crimine tanto odioso e grave come l'odierna strage non si permette strumentalizzazioni. Benedetto XVI invece non ci pensa due volte a cavalcar la tigre. -Se la strage è di matrice islamica, vuol dire che la strage ha una motivazione anticristiana-. Con o senza intenzione fa passare questo messaggio e non si preoccupa con quale sentimento miliardi di cristiani possano interpretarlo. No, caro Papa Ratzinger, in questo caso il laico Blair ha saputo essere più cristiano.

Aug

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14 Giugno 2005

Minitalia & saponette

Il 12 Giugno mi trovo dalle parti di Francoforte, in Germania (tranquilli, a votare sono andato lunedì 13). Prendo Welt am Sonntag (Die Welt della domenica). Il giornale dà ampio spazio ai protagonisti della politica europea, dove campeggiano Blair Chirac e Schröder. Di Berlusconi nessuna traccia, finché si parla di cose serie. Appare invece in un piccolo articolo, con foto, nello spazio dedicato alle amenità. Il giornalista Gabriele Thils dedica tutta la sua ironia a una saponetta che l'artista svizzero Gianni Motti metterebbe in vendita a 15.000 euro. La curiosità non sta nel prezzo, ma nella natura della saponetta, prodotta, secondo quanto afferma l'artista, con il grasso aspirato per liposuzione dal corpo di Berlusconi nella clinica svizzera dove il nostro Presidente del Consiglio si è recato un anno e mezzo fa per il lifting. La clinica smentisce. Motti conferma e invita a fare la prova del DNA. Il giornalista, dopo aver ricordato quanto ci sia di portentoso nel personaggio (diventato miliardario senza sapere come, uscito indenne da tutti i processi e in grado di farsi ricrescere i capelli), termina così l'articolo:<<Alcune reliquie sono considerate miracolo-attive. Un sapone, con più frequenza si usa, più diventa piccolo, fino a sparire del tutto. Nessun miracolo, ma certo un inizio per l'Italia>>. Insieme agli amici tedeschi ho provato a riderci sopra, ma in fondo mi sono sentito anch'io toccato dal clima di poca serietà con il quale vengono discusse all'estero le faccende italiane. Mentre l'amico Reinhard mi stava accompagnando all'aereoporto di Hahn, la radio annunciava la fusione di Unicredit con la tedesca HVP.  Reinhard, che se ne intende più di me, (è direttore amministrativo del Teatro di Mainz) scrollava la testa e non sembrava entusiasta. Mentre il vicepresidente della banca italiana Fabrizio Palenzona avrebbe detto che "questa straordinaria operazione finanziaria è come la vittoria di Bartali al Giro d'Italia, dopo l'attentato a Togliatti" (in verità si tratta del Tour de France. 19 luglio 1948).
Un Paese che non produce ma ha i soldi per comprare banche merita la fiducia degli investitori stranieri? Noi crediamo di si, però bisognerebbe convincere gli altri, che in Italia non "sono solo saponette"

Aug

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6 Giugno 2005

Sinonimi e contrari

Lega è sinonimo di unione. Chi lega mette insieme. La Lega delle Cooperative rappresenta le cooperative, unite da un regolamento La Lega Calcio rappresenta (dovrebbe rappresentare) tutte le squadre di calcio, unite da regole comuni. La Lega Araba rappresenta le Nazioni arabe, unite da uno statuto. La Lega Nord sembra nata invece per rappresentare se stessa e dividere il resto del mondo. I Leghisti vanno in Europa (alias Forcolandia) e si danno da fare per sottrarre l'Italia all'Europa. Vanno al governo e si mettono a disfare l'Unità d'Italia. Prendono il Ministero delle riforme e sfasciano la Costituzione.  Strapazzano la Presidenza della Repubblica, il Parlamento, la Magistratura e ogni istituzione che gli capita a tiro. Una sola cosa s'impegnano a legare: le mani dei giudici che disturbano i poveri miliardari. Il giorno in cui la spuntassero alla grande e l'ipotesi "Padania" diventasse realtà, chi frenerebbe la furia secessionista di questa Lega che slega? Vedremmo la Lombardia separarsi dal Veneto, Brescia da Bergamo, Bergamo Alta da Bergamo Bassa, Zibido da San Giacomo e via disgiungendo. Ma allora sarebbe opportuno che si cambiasse il nome "Lega" nel suo contrario "Sega".

Aug

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3 Giugno 2005

Chiacchierata fra due coniugi (Alla maniera del Signor Bonaventura) più realistica che reale

Non finisce l'avventura
Che da troppo tempo dura

Del signor Ciccio Rutelli
Sposo della Palombelli

Ogni tanto fa le prove
Per veder di andare altrove

<<Non mi piace questa storia
Di mangiar pane e cicoria

Dimmi tutto adesso, cara,
Dei consigli di Ferrara

Il tuo amico intelligente
Nei mass media assai potente

Ti avrà detto di sicuro
Cosa vede nel futuro>>

<<Mentre il fegato ti rodi
Nel convivere con Prodi

Nei salotti del potere
Dove regna il Cavaliere

Si fa invece un'altra vita
Degna di una Margherita

Giustappunto ho già sentito
Che faranno un sol Partito

 

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Per raffazzonarlo presto
Ci vorrebbe un Capo onesto

Si presenta l'occasione
Per disfarti dell'Unione

Se ti sposti un po' più a destra
Troverai la via maestra>>

<<Sai che ci ho pensato anch'io
Forse è quello il posto mio

Me l'ha detto anche Marini
Che s'intende di Casini

Me lo dicono a Palermo
Dove il gioco è tutto interno

Alle lotte fra correnti
Dei DC vecchi potenti.

Me lo dice il Vaticano
Che i cristiani tiene in mano

E' perciò che sull'embrione
Io darò la mia astensione

E guadagno sana sana
La Democrazia Cristiana>>

<<Bravo Ciccio, sciogli i nodi
Col partito di quel Prodi

Già mi sento, non lo vedi?
Come fossi la First Lady>>

Aug


 

25 Maggio 2005

La Margherita autosfogliante

"Prodi si è intrattenuto con Fassino per un'ora, magari hanno preso un caffé insieme, ma non lo ho mai visto intrattenersi altrettanto con Rutelli" dice su per giù così una frase gridata dell'intervento di Franco Marini all'Assemblea della Margherita del 20 maggio, e giù applausi. Pensate con quali argomenti si può infiammare una platea di persone per bene. L'assurda veemenza oratoria dell'ex dirigente sindacale Cisl mi fa pensare a un altro  consesso, dove a incitare la platea era Craxi. Se Fassino avesse portato il suo saluto all'assemblea, come fece Berlinguer al Congresso del PSI di Craxi, forse avrebbe preso la stessa bordata di fischi che i craxiani dedicarono al segretario del PCI. Ma almeno il livore di Craxi poteva spiegarsi nel fatto che lui era al governo, mentre Berlinguer dall'opposizione lo teneva sui carboni accesi con le lotte di piazza e con la "Questione Morale". Marini invece sta all'opposizione insieme a Fassino, nello stesso partito di Prodi, candidato premier. E non c'è (almeno non appare) una questione morale che possa farlo andare in bestia.
Quando Marini era ai vertici della CISL, non ricordo una sola assemblea unitarie di CGIL-CISL-UIL, alla quale ho partecipato come rappresentante di base CGIL, dove la sua posizione non si distinguesse dagli altri leaders confederali e il motivo, a volte dichiarato, altre sottinteso, era sempre lo stesso: la sua insofferenza per la presunta "egemonia" della sinistra nel sindacato. Me lo ricordo al tavolo della presidenza con la faccia perennemente schifata, come se stesse prendendo la purga. Veniva la voglia di chiedergli: <<Perché?>>, la stessa voglia che fa venire adesso ai milioni di cittadini preoccupati per questo Paese messo alle corde da una classe di governo pasticciona e inadeguata. Se qualcuno volesse sfogliare la Margherita per sapere se Prodi riuscirà o non riuscirà a mandare a casa Berlusconi, troverà pochi petali da staccare. Ormai la Margherita si sta sfogliando da sola.

Aug

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17 Maggio 2005

In zattera a Catania

Dentro la casa delle libertà ormai ci stavano tutti stretti e si beccavano fra loro come i polli di Renzo Tramaglino. Dall’esterno non arrivava più una notizia buona: elezioni Regionali, provinciali, comunali, di quartiere e di condominio, un disastro dietro l’altro. Non osavano più affacciarsi alla porta di Porta a Porta, tanto che Bruno Vespa, in loro assenza, si dice origliasse alla Porta del Vaticano. Casomai morisse quest'altro papa avrebbe potuto prolungare l'intervallo parateologico iniziato alla morte del precedente. Arrivarono alle elezioni siciliane e smisero di beccarsi. Stavano tutti lì, porte e finestre sbarrate, con le dita incrociate ad aspettare l'esito. "....A Enna il sindaco di destra perde la poltrona....Il Centrosinistra avanza anche nei centri minori..." Teste rinserrate dentro al collo, pronti per ricevere l'ultima batosta e invece no, alleluia!, tripudio! A Catania sono riusciti a conservare la poltrona: rivince il loro medico Scapagnini. Di corsa, allora, tutti sulla zattera di Catania, queruli, petulanti,raggianti per lo scampato naufragio. Ed è così che la Casa Galleggiante si avvia, navigando a vista, sul mare della Recessione verso l'approdo elettorale del 2006....mentre giungono alle nostre stanche orecchie voci di altri polli di un altro Tramaglino che cominciano a beccarsi. Ma questa è un'altra storia infinita.......

Aug

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8 maggio 2005

Religioni e Chiese

Nella pubblicità a pagamento per la richiesta dell'otto per mille,  i Valdesi dichiarano che "le chiese valdesi e metodiste destinano i proventi dell'otto per mille unicamente a progetti culturali, assistenziali e di solidarietà in Italia e all'estero. Nemmeno un euro viene utilizzato per le attività di culto". "Molte scuole, nessuna chiesa"  si chiude così l'appello e subito salta alla mente tutta l'opulenza di una Chiesa, quella cattolica, i cui fasti  sono stati visibili al mondo intero in occasione dell'ultimo Conclave. Una chiesa che da duemila anni diffonde sulla Terra missionari poveri e lussuose cattedrali. Accanto alle misere case degli ultimi della Terra, non è raro trovare una casa di Dio tutta d'oro, come la Igreja  NS do Rosario dos Pretos (la chiesa di Nostra Signora del Rosario dei Negri) a Bahia, costruita nel settecento in pieno schiavismo nella zona del Pelourinho, dove si svolgevano il mercato e le fustigazioni degli schiavi, legati a un palo detto appunto il Pelourinho. Un tempio internamente decorato in oro, sfacciatamente  ricco in mezzo a tanta miseria. A Bahia, come nel resto del Brasile, ci sono anche comunità evangeliche come quella Valdese, i cui adepti si riuniscono, decorosamente vestiti, per pregare cantando all'interno di decorose abitazioni. Non hanno cattedrali, non comandano alle coscienze. Si limitano a chiedere ai fedeli una "Decima" per ogni preghiera esaudita (una vincita, un lavoro, un guadagno, una grazia ecc.). La Decima è il  pagamento fisso alla comunità di un decimo dei propri guadagni. Di solito è mensile e chi ha uno stipendio accreditato in banca può effettuare il versamento tramite bonifico.
La Chiesa Cattolica si presenta al mondo come un potere, le chiese evangeliche si presentano come un servizio..... e si sa che i servizi vanno pagati.

Aug

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6 Maggio 2005

La verità è rivoluzione

<<Gli americani come militari non sono graditi, come turisti sono i benvenuti>>, ha promesso di dire Renato Soru, governatore della Sardegna,  all'ambasciatore americano che andrà a fargli visita Giovedì prossimo. <<In amicizia gli ripeterò che devono andar via......La Maddalena è l'ultimo posto al mondo dove si può mantenere una base militare nucleare>>. (dal Corriere della Sera di venerdì 6 maggio). Parole sacrosante per un politico responsabile, che si trova in casa 8.000 militari, basi missilistiche, poligoni di tiro per 38.000 ettari di terreno, una base di addestramento Nato e USA, per 7.200 ettari, il 60% delle servitù militari italiane e una flotta di sommergibili nucleari alla Maddalena. Gli stanno inquinando mare e terra, distruggendo le coste, già allegramente deturpate da un miliardario senza scrupoli, che riesce a fare una legge per ogni suo interesse. Parole blasfeme per ogni altro politico erede di Machiavelli. Chi, a destra e a sinistra saprebbe parlare tanto chiaro? In Sardegna si stanno compiendo dei soprusii e il suo Governatore sta adottando tutti gli strumenti a disposizione per combatterli. Normale, in un paese normale. Rivoluzionario, in un paese come l'Italia di Ustica, del Cermis, di Aviano, di Nassiria e di Callipari.

Aug

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2 Maggio 2005

Modestia a parte

Nella Maremma dei butteri, dove non saper cavalcare era quasi un disonore, quando qualcuno voleva negare l'evidenza delle cose, lo si paragonava al signorino caduto da cavallo che si rialza e dice:<<....Tanto dovevo scendere.>>
Esopo faceva dire alla volpe che non arrivava a cogliere l'uva:<<...Tanto è acerba>>
Di simili dichiarazioni a posteriori ne è piena la storia. Ora se ne aggiungono altre due. Quella di Berlusconi Silvio, che dopo aver sbandierato ai quattro venti il proposito di governare l'Italia per 10 anni di fila, in seguito alle serie di sconfitte elettorali e di sondaggi sfavorevoli, dice che il suo desiderio è quello di andare in pensione e di non essere interessato a ricandidarsi Premier. L'altra, ma in positivo, è quella di papa Ratzinger, che dopo aver dedicato una vita all'avvicinamento del soglio pontificio, dichiara di aver subìto l'elezione all'altissima carica come una ghigliottina, che aveva pregato non cadesse sul suo capo.
E' vero che a Roma si dice:"Scherza co' li fanti, ma lascia sta' li santi", però è anche vero che "li santi" e gli "Unti dal Signore" dovrebbero raccontarla giusta.

Aug

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Tremonti al mare

27 Aprile 2005

La natura ha donato all'Italia (isole comprese) 7456 chilometri di coste marine. Dovremmo sentirci tutti ricchi, perché le spiagge sono nostre (il Demanio siamo noi) e invece i ricchi sono loro, quelli che le spiagge se le sono privatizzate per concessione delle Amministrazioni pubbliche e non diciamo di quelle occupate dai palazzimari condonati e condonandi. Sempre meno sono le spiagge libere e quasi sempre di difficile accesso. E fra non molto anche queste verranno recintate a uso e speculazione dei privati. Lo ha promesso Tremonti, l'ex ministro del "buco", licenziato dal precedente governo per eccesso di creatività e richiamato nel Berlusconi bis per eccesso di "Non si sa più dove racimolare soldi". Il ricavato della vendita di questi ultimi pezzi di Paradiso dovrebbe servire (dice lui) allo sviluppo del Mezzogiorno.
Chi ci crede alzi la mano e chi alza la mano vada poi a informarsi  (se ci riesce)
dove sono andati a finire i soldi ricavati dalla vendita, fin qui realizzata, di monumenti, palazzi e strutture pubcliche.

Aug

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Matrix, il recupero

 

7 Aprile 2005

In esclusiva possiamo pubblicare la notizia (con testimonianza fotografica) della macchina da guerra che sta organizzando SB per riacciuffare gli elettori fuggiaschi dalla sua sfera dimensionale. Lo stesso SB (Super Berlusca) ha lasciato trapelare i suoi propositi, con un blitz in campo nemico, martedì 5 aprile, a "Ballarò", trasmissione comunista di RAI3. <<In un anno li recupereremo uno per uno>>, ha detto. La foto che pubblichiamo è stata ripresa di nascosto (usando uno speciale strumento fabbricato apposta per ritagliare, chiamato forbice) dall'Unità, organo dello Stato parallelo (Zion) che complotta contro il Grande Fratello SB Merovingian. L'istantanea riprende SB mentre sibila degli ordini ai replicanti dell'Agente Smith.
Chi fosse convinto di conoscere tutto di SB, dovrà ricredersi. Finora lo abbiamo visto in difesa (dei suoi interessi, dei suoi peccati e dei suoi capelli), ma per i prossimi 14 mesi lo vedremo all'attacco su tutti i fronti. Dovremo abituarci a vederlo apparire dal nulla in ogni luogo dove ci siano telecamere, inaugurazioni, compleanni, matrimoni, feste. Nessun luogo sarà inviolabile: studi televisivi, teatri, stadi, scuole, saloni di bellezza, discoteche, tribunali e, se il Conclave si protrarrà troppo a lungo, lo vedremo irrompere anche nelle stanze vaticane. Finché non raggiungerà il suo scopo ultimo (anche se è risaputo che il suo ultimo scopo è sempre il primo di una lunga serie).

Aug

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5 aprile 2005

Bisogna saper perdere

Fra le giustificazioni per la batosta elettorale del 4 aprile, spiccano a destra quelle pronunciate a caldo da Cicchitto e dal ministro La Loggia: "L'elettorato è stato distratto dalla morte del Papa". Parole che accendono risatine e commenti ironici a sinistra. Eppure i due improvvisati portavoce di Forza Italia hanno espresso (male) un pensiero vero. Non é che volessero dire: <<Ci sono mancati i voti di quegli elettori rimasti a casa in lutto per il Papa>>. Sarebbe stata veramente una barzelletta. La verità è un'altra. Il loro capo si era già lamentato della "Par Condicio", legge che gli è stata sempre stretta come una camicia di forza. Per la campagna elettorale La Cassa delle Libertà  aveva prenotato e stava già sfruttando tutti

gli spazi possibili sulle televisioni pubbliche e private. Gli ultimi tre giorni il rullo dei tamburi si sarebbe intensificato come uno stordente Voo-doo. Senonché il messaggio subliminale è stato interrotto da l'inopportuna agonia e morte del Pontefice, che ha monopolizzato l'attenzione di tutti i mezzi d'informazione per tre lunghi giorni (proprio quelli che servivano a Berlusconi). Gli elettori si sono "distratti" e hanno avuto il tempo di riflettere, prima di recarsi alle urne. È andata come doveva andare e  (siamo seri!) sarebbe andata così anche se non moriva il Papa. Ma nessuno ci libererà da una Commissione Mitrokin che indagherà se dietro questo illustre decesso,  troppo ad orologeria, non ci sia un complotto comunista!

Aug

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 29 marzo 2005

Sua Altezza SB

Berlusconi torna a parlare della sua altezza (la Stampa del 27 marzo). E' arrivato a 1,71. Io ero alto 1,69 negli anni '80, quando mi è capitato d'incontrarlo alla Festa dell'Unita a Milano, mentre s'intratteneva con i compagni milanisti. Io che gli stavo a pochi centimetri di distanza, potevo contargli i capelli sulla testa (quelli originali, non ancora caduti). Ci trovavamo ambedue in piedi sullo stesso tavolato del Ristorante Cubano, portavo i soliti mocassini senza tacco e lo sovrastavo di qualche centimetro. Dopo vent'anni misuro sempre 1,69 di altezza, vuol dire che il Cavaliere si è allungato. Diavolo di un miliardario! Quali altre ricette nasconde nelle sue casseforti, oltre ai segreti delle sue fortune che da venditore di aspirapolveri lo hanno fatto diventare il quarto uomo più ricco del mondo?

Dopo essere riuscito (dove neanche Cesare Ragazzi avrebbe osato) a far crescere i capelli sulla crapa pelata, adesso sembra che sia cresciuto anche in altezza. La caparbietà estetica di questo personaggio, che viene da immaginare ogni giorno davanti a uno specchio a chiedere: "Specchio, specchio delle mie brame, sono io il più bello del reame?", pone a noi un'altra domanda:"Ma per l'Italia è proprio importante che il suo premier sia sempre più alto e che i suoi capelli siano sempre più lunghi?" Sarebbe interessante un sondaggio per sapere se gli italiani si sentirebbero meglio con un piccolo uomo pelato capace di governare la cosa pubblica o con un prodigio i cui capelli e la cui altezza hanno una crescita inversamente proporzionale all'andamento del PIL.

Aug

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22 marzo 2005

Verba volant, scripta manent

Quando andavo a scuola ero un disastro agli Orali, ma ricuperavo i voti con gli Scritti.
Penso che Romano Prodi abbia lo stesso handicap. Quando parla (alla televisione) non riesce a catturare l'attenzione, sembra che farfugli fra lunghe pause alla ricerca della parola giusta e quando finisce la frase il telespettatore si è già distratto a guardare da un'altra parte. Però quando il suo pensiero viene messo nero su bianco, (vedi intervista del 13 marzo)ti accorgi di avere a che fare con una persona che sa il fatto suo, che ha una chiara visione del mondo, della società e dell'economia e dice cose che un normale cittadino capisce, senza il bisogno di interpretazioni giornalistiche. Di più, dice cose che ogni cittadino non omologato  vorrebbe sentirsi dire da chi si propone di porre fine allo scempio morale,culturale e istituzionale che sta immiserendo il Paese. Siamo in tanti ad avvertire i soffocanti miasmi del regime  che sta avviluppando ogni articolazione della nostra società, che devasta Costituzione e Unità d'Italia per lasciare un solo rais a spadroneggiare sulle macerie. E siamo in tanti che disperatamente ci guardiamo attorno per capire chi potrà mai portarci fuori dall'incubo. Non ci convincono i sofismi salottieri di Bertinotti, le incursioni vaticane di Rutelli, la spocchia di D'Alema e proviamo pena a leggere i compiti in classe di Fassino sulla democrazia

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da esportazione, sulla guerra possibile o sulla famiglia, che sarebbe "la più grande impresa italiana".
Il moderatissimo Cofferati, con la sua eloquenza precisa, puntuale, non artificiosa, riuscì a buttarci giù dal divano della rassegnazione, riaccese in noi la speranza di un cambiamento, di un ritorno alla legalità e alle cose serie. Fu subito esiliato a Bologna, come Garibaldi a Caprera.  L'Unità veniva letta come portavoce della linea del più importante partito della Sinistra. A quel giornale è stato chiesto di abbassare la voce. Ne è stato estromesso il direttore, Furio Colombo (giornalista peraltro che stravede per la democrazia americana).  Ora sappiamo che quel giornale rappresenta soltanto la voce dei suoi giornalisti. Ce n'è abbastanza per farci prendere dallo sconforto. Ma la speranza è sempre l'ultima a morire. Romano Prodi non sarà un buon piazzista, non riuscirà a vendere un aspirapolvere, un serial televisivo in lingua italiana ai russi, una beretta agli armatissimi americani, una assicurazione pensionistica ai lavoratori. Ma sa parlare (scrivere) senza ipocrisia, crede in quel che dice (scrive) e sa pedalare. Ha buone probabilità di vincere la volata per palazzo Chigi nel 2006. Se i suoi gregari non semineranno chiodi lungo il tragitto, forse riuscirà a portarci fuori dal tunnel.

Aug

 

16 marzo 2005

Coca Cola

"Molto spesso ubi Coca cola, ibi libertas". Conclude così il suo articolo del 16 marzo (oggi) Fernando Mezzetti, opinionista del Quotidiano Nazionale, dove si chiede "Perché i No Global abbiano lasciato la Lega da sola a combattere per sbarrare le nostre frontiere alla Cina". "Boicottano la Coca Cola, ma dimenticano le violazioni dei diritti a Pechino".
Fernando Mezzetti è stato diversi anni corrispondente per La Stampa a Pechino, dopo aver abitato per altrettanti anni a Mosca come corrispondente del Giornale, del quale è stato uno dei fondatori con Montanelli. Ha scritto libri, adottati dalle Università, sulle vicende politiche moscovite e pechinesi. Pertanto, quando parla di comunismo reale, ne ha cognizione di causa. Ma forse la sua lunga assenza dall'Italia (Russia, Cina, Giappone) non gli ha permesso un adeguato approfondimento delle questioni italiane. Prima di entrare in Eurolandia, ("Forcolandia", secondo il capo della Lega) i cosiddetti "capitalisti" italiani, ma anche certi allevatori padani, godevano di un galleggiamento garantito dalle scialuppe finanziarie dei Governi DC Bastava che (solo come esempio) un Mariotti della Snia Viscosa, un Agnelli della Fiat o un Brambilla con dieci vacche avessero in tasca il numero di telefono giusto perché dalla disprezzata "Roma Ladrona" giungessero finanziamenti, rimborsi e leggi per gli amici grandi elettori. E quante aziende sono sorte al Sud per ottenere agevolazioni e finanziamenti e quante hanno chiuso appena messi i soldi in tasca! Se proprio le cose non si potevano rabberciare, Governo e Banca d'Italia svalutavano la lira e tutto ricominciava come prima. Con l'Europa Unita non c'è più verso di fare la manfrina. Non c'è trippa per gatti. Allora cosa fanno i nostri? Piantano baracca e burattini e si avventurano in Cina, in Romania, in India dove la manodopera costa meno. Ma non lo fanno per abbassare i prezzi delle merci (anzi!) perché più che l'etica capitalista a questi interessano solo i propri conti in banca, che siano in Svizzera, nel Liechtnstein o alla Bahamas.


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Vorrei dire a Mezzetti (perché è di Marta, perché siamo amici, e perché andiamo d'accordo a tavola, ma litighiamo sempre in politica): <<Caro Fernando, perché te la prendi con i No Global, colpevoli, secondo te, di un "pauroso silenzio sull'invasione dei prodotti orientali"? Non è più giusto chiedere al Governo italiano, che nel frattempo ha saputo moltiplicare le fortune del suo presidente, maggiore attenzione alla fuga di capitali, macchine e cervelli all'estero? Siamo sicuri che agli industriali basti l'elargizione di un abbassamento delle tasse per rimetterli sulla carreggiata della competizione mondiale? O non occorra invece una vera politica economica che li invogli (direi costringa) ad affrontare le sfide del nuovo mercato alzando la qualità dell'offerta? Ammettiamo che su tre miliardi di orientali soltanto l'1% possa permettersi di acquistare il Made in Italy. Perché non pensiamo a cosa vendere a questi 30 milioni di persone? La Germania e la Francia sono già su quei mercati. Mentre i capitalisti nostrani erano intenti a elemosinare favori dai ministri amici, gli altri investivano sulla ricerca e si dotavano delle tecnologie più avanzate. Se ora ci troviamo impreparati di fronte all'alluvione cinese è solo colpa nostra e non servono dogane nè rivolte di popolo per arginarla. Loro (i cinesi) ci hanno osservato attentamente, hanno studiato a fondo i sistemi e le tecnologie occidentali, fino ad appropriarsi di tutti gli strumenti necessari a una grande potenza economica. Adesso vogliono realizzare. E chi può impedirglielo? Non si può stare nel mercato soltanto quando c'è da accumulare profitti sfruttando la manodopera sottopagata orientale. Ci devi stare anche quando cambiano le sfide e le opportunità. Alla tua battuta potrei contrapporre "ubi profitto, ibi iniustitias". A dirla con Humphery Bogart: <<E' il mercato, bellezza>>>>
Aug  

 

7 Marzo 2005

 Ipocrisia

Nicola Calipari salva Giuliana Sgrena e muore  nell'atto generoso di salvarle la vita dal fuoco "amico" americano. <<Dico che non posso escludere che fossi io il bersaglio di quella sparatoria senza senso avvenuta quando ormai pensavamo di avercela fatta>>, confida la giornalista ai colleghi giornalisti, accorsi all'ospedale del Celio, dove è ricoverata ferita forse dalla stessa pallottola "amica" che ha attraversato il cranio di Calipari. <<Vorrei comunque che gli americani la smettessero di trattare questi fatti come tragici incidenti>>. Ma non è così che si attira l'accusa di "antiamericanismo"? Le viene obbiettato. <<Sfido chiunque mi lancia questa accusa ad andare a vedere che succede in Iraq, poi ne riparliamo>> è la risposta. Già, che succede in Iraq dove ai nostri giornalisti è stato ordinato il rientro in patria, mentre ai 3000 soldati italiani è stata riconfermata la permanenza a Nassiria?  Non doveva avvenire il contrario: le truppe a casa e i giornalisti liberi di circolare?


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Non ha vinto la democrazia in Iraq? Le elezioni del 30 gennaio hanno dato a quel paese un parlamento che decide il suo governo. A questo punto i giornalisti dovrebbero scendere giù tutti dall'Hotel Palestine, dove sono  confinati in attesa di rielaborare notizie di agenzia preventivamente filtrate dall'Intelligence americana e invece vengono cacciati (nel senso di "mandati via", ma anche di "presi di mira").  Ma cosa c'è da filtrare? Cosa c'è da nascondere? Perché vengono rapiti (e anche ammazzati) giornalisti pacifisti? Perchè il mondo non può sapere che sta succedendo da quelle parti?
La verità è che ogni guerra nasconde interessi inconfessabili e che la democrazia non può essere considerata merce da esportazione come la Coca Cola.

Aug

 

25 Febbraio 2005

Par Condicio

Il 3-4 aprile 2005 si svolgeranno le elezioni regionali e la campagna elettorale dovrebbe partire ai primi di marzo. Dico "dovrebbe", perché il Polo della Libertà di affiggere è già più di un mese che sta tappezzando di manifesti e gigantografie tutti gli spazi liberi (muri, bacheche, alberi, staccionate ecc...). Il loro Capo Paperon de' Berlusconi può garantire a tutto il clan una copertura pubblicitaria da fantascienza, orwelliana. Può disporre di un gigantesco spiegamento di mezzi d'informazione e concessioni pubblicitarie. Può decidere chi deve dirigere un giornale o un telegiornale. Ma non solo di quelli suoi e di quelli amici.
I sostenitori della Quercia (l'albero che vorrebbe abbattere) hanno un solo giornale, l'Unità, che non lo tratta con i guanti bianchi. Se ne lamenta in TV e, incredibile! Il giorno dopo il Consiglio di Amministrazione dell'Unità decide di dimissionare Furio Colombo, il direttore che sta più antipatico alla destra.
Pensate che brave persone ci sono nella tanto vituperata Sinistra.

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Il loro avversario inveisce contro l'Unità e si affrettano a decapitare quel giornale troppo poco "Riformista" nonché ligio all'informazione. D'altronde devono combattere un cavaliere e loro si attengono alle regole cavalleresche. E poi i dirigenti della Quercia non hanno mai creduto, come sembra invece la pensino i lettori dell'Unità, che le battaglie si vincono anche con l'informazione giornalistica. Nel 2000, in pieno governo D'Alema riuscirono a far chiudere l'Unità, che riaprì, poco prima delle Politiche del 13 maggio 2001, troppo tardi per correre dietro agli elettori, affascinati ormai  dal  Pifferaio Magico.
Un consiglio a Fassino. Usi la par condicio. Se gli sta antipatico un giornalista di destra, non so, Belpietro del Giornale o Emilio Fede del TG4, vada a Porta a Porta, si dichiari offeso da quel tipo di giornalismo e li accusi di ogni crimine. Vedrà che otterrà la loro destituzione. Bruno Vespa non lo farà parlare? Il padrone uno e trino di Mediaset, del Giornale, e di Publitalia non lo prenderà sul serio? E allora vuol dire che a sinistra sono proprio sfigati!

Aug

 

9 Febbaraio 2005 

"Montecchio, Montecchio,
a chi parla e a chi ride
'na stirata d'orecchio
Io so' er fijo d'er Podestà
posso ride e posso parlà"
Era il gioco del Silenzio, che si faceva da bambini, dove le regole venivano inventate dal vincitore della prima parte del gioco stesso. Tramandato fra una generazione di bambini all'altra, forse il gioco aveva origini medievali. All'alba del terzo millennio c'è ancora chi ci sta giocando e non sono bambini. Possono dire di tutto su chiunque: "Ranocchio! Mortadella! Cicogna! Comunista! Nazicomunista! Finocchio! ecc.". Possono inventare storie, pubblicare falsi dossier, denigrare, insultare persino i magistrati e non si fanno scrupolo neanche a offendere il Capo dello Stato e parlano, parlano, parlano. Ma basta che parli chi non è figlio del Podestà e si scatenano su tutti i mezzi di comunicazione di cui dispongono (tutti), per sollevare il popolo contro lo sventurato eretico. Anzi, stanno talmente in campana, che riescono persino a prevenire parole sgradite, impedendo l'accesso alla televisione pubblica (pagata dal popolo) a chiunque non sia figlio del Podestà, fosse pure il miglior giornalista, un grande artista,  un Oscar o un Premio Nobel.
Se poi a parlare (tramite il suo avvocato, perché proprio non ne può più di essere insultata) è un magistrato, apriti cielo!

 

 Persino i gli agnelli Follini e Casini diventano lupi. Il ministro della Giustizia dice che la giustizia deve essere amministrata in base al comune sentire del popolo (la forca?), rispondendo involontariamente all'editoriale di Vittorio Feltri su "Libero" dell'8 febbraio, che invitava il governo a modificare i codici delle norme vigenti, quando secondo il "senso comune"  una sentenza "provoca i brividi". "Corriamo subito a porre rimedi modificando le norme in base alle quali il marocchino è in giro" (quello giudicato guerrigliero, piuttosto che terrorista) e che permettono la circolazione di pericoli pubblici come "le tre zingarelle che hanno tentato di portarsi via un bambino a Lecco". Lasciamo cadere il fatto che non suscitino brividi le parole di Anna Maria Franzoni, già condannata a 30 anni con l'accusa di avere assassinato il figlioletto, quando intervistata da "Panorama" lancia i sospetti sul vicino di casa  e minaccia di farsi giustizia da sola, se in appello verrà confermata la sentenza di primo grado. Che le zingarelle e il marocchino non costituiscano pericolo pubblico secondo i giudici competenti, può anche essere opinabile, ma sulla Franzoni c'è poco da opinare. Lei stessa ha invitato il giornalista che la intervistava a rendere pubbliche le sue intenzioni: "Lo scriva, lo scriva: quell'assassino non la farà franca". Ma forse anche lei è figlia del Podestà.  

Aug

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23 Gennaio 2005

Ritorno alla realtà

Tutte le prime pagine sono dedicate in questi giorni a Simone Cola, il maresciallo ucciso sull'elicottero a Nassiriya.  Il Presidente della Repubblica,  i rappresentanti del governo e del Parlamento si sono diffusi in espressioni di cordoglio, dolore ecc.. Come un secchio d'acqua fredda la notizia ci ha investiti mentre eravamo beatamente assorti tra reality show, talco show, Calcio show e autorecensioni show, della televisione unica italiana, per ricordarci che siamo coinvolti in una guerra, dove si può anche morire. Si dice che anche la moglie del soldato ucciso abbia appreso la notizia dal TG5.

 A questo punto sarebbe bene che la TV non richiudesse la parentesi per tornare alle sue allegre serate, ma ci tenesse aggiornati su tutte le vittime che ogni giorno insanguinano quella povera regione, sfortunatamente ricca di petrolio. Il fatto che non siano italiani, non vuol dire che la loro vita abbia minor valore e che la loro morte non meriti altrettanto sconcerto. Lasciamo perdere le migliaia di bambini, donne e cittadini inermi, ammazzati dagli americani, perché quelli sono soltanto errori di mira,"danni collaterali" di una santa guerra per la democrazia. Ma ci facciano almeno conoscere tutti gli altri, per darci la possibilità di esprimere anche per loro dolore e cordoglio.

Aug

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14 Gennaio 2005

La legge che unifica i campi

Einstein ha trascorso una vita alla ricerca di una legge che unificasse i campi, senza mai giungere a conclusione, perché, purtroppo, è morto prima di conoscere Sirchia. Il ministro della Salute con una sola legge è riuscito a unire i campi avversi di destra e di sinistra. l'entrata in vigore della sua legge antifumo, a cent'anni esatti dalla teoria della relatività ristretta di Einstein, apre uno scenario nuova nel giuornalismo politico italiano. Teorici di ambo i campi si ritrovano uniti sui grandi temi: il buco nell'ozono, l'inquinamento terraqueo, la fame nel mondo, le centrali nucleari, i tubi di scappamento, tutti da contrapporre all'innocua "bionda" (vezzeggiativo di "sigaretta", giornalisticamente usato, alla maniera dei contrabbandieri), minacciata da una legge "liberticida", "stalinista", "fascista" ecc. Autorevoli giornalisti, da Vittorio Feltri (libero) a Sandro Curzi (Liberazione), da Giuliano Ferrara (il Foglio) a Lidia Ravera (l'Unità) si ritrovano insieme,
a vari politici di ogni colore, nel rivendicare la libertà di intossicarsi di nicotina.

 I neonati sanno quanto sia più tossico il fumo emesso piuttosto che il fumo aspirato dai fumatori, ma se non dicono niente, vuol dire che hanno ragione i grandi. Quando anch'io liberamente impregnavo di fumo le tende di casa e i polmoni dei miei bambini, ficcavo pacchetti di sigarette nel cassetto del comodino, nel cruscotto dell'auto, nell'armadietto degli spogliatoi, per prevenire la sciagura di rimanerne senza, mi sentivo una persona normale. Da quando ho smesso di fumare (sono ormai vent'anni) mi sento invece come un alieno non avvezzo all'atmosfera terrestre. Non sopporto l'aria dei bar, degli uffici e dei supermercati (dove era già proibito quando ancora si fumava).  Non sopporto il tanfo dei posacenere pieni di mozziconi, mi disgusta l'alito mascolino delle fumatrici. Insomma, sono proprio un disastro, anche se fisicamente mi sento meglio di vent'anni fa.
Un consiglio ai nicotinodipendenti: Unitevi per gruppi, entrate all'Istituto Tumori, negli ambulatori, in pneumatologia, nelle cliniche pediatriche, in neonatologia, nei sanatori, all'asilo, sui pullmann, nei ristoranti, con la sigaretta ben accesa e riempite l'aria di generose boccate di fumo. Forse la gente capirà le vostre ragioni e voterà con voi, se farete un referendum contro la legge Sirchia.

Aug

 

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