Arretrati 2010
Pensiero libero - Articoli arretrati

Indice degli articoli pubblicati nel 2010:

25 gennaio 2010 - Requisitoria

27 Gennaio 2010 - Commisario, lei non sbaglia mai

14 Febbraio 2010 - Indecenza continua

25 Febbraio 2010 - Il Camaleonte

14 Marzo 2010 - Medaglie a pagamento

 

8 Aprile 2010 - Ex Costituzione

5 Maggio 2010 - Scommettiamo ché?

10 Giugno 2010 - Metamorfosi

13 Giugno 2010 - Monprezzemolo

30 luglio 2010 - Occhio non vede....

19 Agosto 2010 - La Livella

 

19 Agosto 2010

La Livella

"Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!!
           T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella
      che staje malato ancora e' fantasia?...
         'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.

                                     Totò

 

E' morto Cossiga, viva Cossiga! Amici, nemici, giornali, televisioni, tutti insieme in un profluvio di retorica, a commentarne la scomparsa come tante prefiche. Scompaiono le mille ombre, si accendono come soli le poche e fioche luci del fu ministro degli Interni, premier e presidente della Repubblica. E' il trionfo dell'ipocrisia. Rai News dedica al defunto picconatore una serie di benevoli commenti no stop 24 su 24. E' vero che ogni defunto merita rispetto, ma non bisogna esagerare. Come non è corretto (anzi diventa viltà) accanirsi sui cadaveri, non è altresì onesto coprire i morti di sperticati elogi, innalzandoli più dell'effettiva statura. Stiamo assistendo a una ipocrita gara fra giornalisti e politici, tutti impegnati a chi spara più in alto l'elogio funebre al più discusso protagonista dei peggiori 40 anni della nostra vita repubblicana. Un politico che ha preteso di lavorare per la salvezza della patria giustificando ogni mezzo, compresa la Massoneria di Licio Gelli e l'organizzazione stragista Gladio, mentre si divertiva a dileggiare i magistrati che ardivano indagare sui misteri italiani.

Ai giovani che non sanno di cosa io stia parlando, voglio ricordare alcuni misteri italiani irrisolti:

12 dicembre 1969:

Milano; piazza Fontana - 16 morti

22 luglio 1970:

Gioia Tauro; attentato al treno - 7 morti

28 maggio 1974:

Brescia; piazza della Loggia - 8 morti

4 agosto 1974

S. Benedetto Val di Sambro; treno Italicus - 12 morti

27 giugno 1980

Bologna; bomba alla stazione - 85 morti

23 dicembre 1984

S. Benedetto Val di Sambro; treno 904 - 15 morti

 

Alcune frasi pronunciate dall'illustre defunto:

-"So tutto su Gladio: come era fatta e come non era fatta. Per filo e per segno. E quindi, quando ne parlo, ne parlo con perfetta cognizione di causa. E mi sono immediatamente sbracciato per garantire che era una cosa perfettamente lecita, anzi doverosa, e senza doppi fondi, esponendomi in prima persona"

-"La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della "resistenza palestinese" che, autorizzata dal "lodo Moro" a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo".
Parlando di Rosario Livatino, il giudice di Canicattì, che indagava sui legami Mafia-Massoneria, Cossiga disse:

 "Possiamo continuare con questo tabù, che poi significa che ogni ragazzino che ha vinto il concorso ritiene di dover esercitare l'azione penale a diritto e a rovescio, come gli pare e gli piace, senza rispondere a nessuno? … Non è possibile che si creda che un ragazzino, solo perché ha fatto il concorso di diritto romano, sia in grado di condurre indagini complesse contro la mafia e il traffico di droga. Questa è un'autentica sciocchezza! A questo ragazzino io non gli affiderei nemmeno l'amministrazione di una casa terrena, come si dice in Sardegna, una casa a un piano con una sola finestra, che è anche la porta"

Il 21 settembre 1990 Livatino, il "giudice ragazzino" lasciato senza scorta, viene assassinato dalla Mafia.

-"Casson di nome e di fatto"- disse di Felice Casson, il giudice che lo chiamò, senza ottenere risposta, a testimoniare su Gladio nel processo sulla strage di Peteano (3 carabinieri assassinati)

In merito alle manifestazioni studentesche dell'autunno 2008 consigliò il ministro Maroni:

-"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero Ministro dell'interno. Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri".

In un Paese normale, sarebbe normale tributare tanti elogi funebri a personaggi di questo genere?

Io direi di no, ma si sa che l'ipocrisia non ha patria... e che la morte non livella solo le persone, ma anche la Storia.

Aug


 

30 Luglio 2010

Occhio non vede.....

Lavorando in un Ente Pubblico dominato dagli eredi di Tangentopoli, ho imparato che tutti i giochi sporchi amministrativi si svolgono nel mese di agosto, quando la maggioranza del personale è in ferie. Oggi rivivo le stesse apprensioni di allora. Non come dipendente pubblico, ma come cittadino italiano. Da domani le città saranno semivuote, le redazioni dei giornali pure e il clima di distrazione collettiva può favorire eventuali colpi di mano di chi resta all'opera, come promesso, nelle stanze romane dei bottoni. Io leggo sotto questo aspetto anche la decisione di estromettere dal partito di maggioranza governativa lo scomodo Fini e i suoi altrettanto scomodi uomini fedeli. L'incredibile intreccio criminale che sta emergendo fra le più disparate figure all'interno delle istituzioni, costringe questo Governo a innalzare in tutta fretta una diga, per impedire che la mano della Giustizia arrivi dove non deve arrivare. Il fatto che il Presidente della Camera non si sia fatto contagiare dalla spasmodica corsa all'approvazione della legge per far tacere la libera informazione e per ammazzare i processi basati sulle intercettazioni, fa sentire sui carboni ardenti il premier e gli inquisiti suoi sodali. Non c'è da perdere tempo, se viene spezzata dai giudici la tenaglia della P3, l'Italia potrebbe sfuggire all'accerchiamento definitivo. Ciò non deve accadere. Ci sono troppi scheletri negli armadi (e sotto terra). Ci sono troppe cose che gli italiani non devono sapere. Ci sono troppe  teste (e troppo in alto) che potrebbero cadere....e a palazzo Grazioli non staranno a guardare.

Come ci risveglieremo nel prossimo autunno?

Aug

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13 Giugno 2010

Monprezzemolo

Tempi bui per un Paese che ha bisogno di un uomo "con le palle"!

Defunte le palle di Craxi, raggrinzite quelle di di Bossi, in via di sgonfiamento quelle di Berlusconi, si va alla ricerca del messia con gli attributi sufficienti da tenervi aggrappati almeno la metà degli italiani.

Al momento non è che si vedano in giro personaggi tanto carismatici. Bisogna allora costruirne uno. E come si fa? Ci vuole uno con la fama di vincente, magnanimo quel tanto che basta, magari anche impegnato in una Fondazione di beneficenza e potenziale dispensatore di posti di lavoro. Soprattutto quest'ultima caratteristica è richiestissima dall'elettorato, chiamato fra tre anni (se non prima) a scegliersi un nuovo governo. Allo scopo, sembra si stia scaldando i muscoli il presidente di Telethon, già presidente di Confindustria, della Ferrari, della Fiat, della Maserati, della FIEG e di chissà quante altre cose, Luca di Montezemolo. Se viene additato come astro nascente della politica italiana lui si schernisce, ma intanto si prepara alla grande. Lascia l'alta velocità di Maranello per buttarsi sull'alta velocità ferroviaria. Promette treni privati velocissimi in alternativa a quelli dello Stato, anche se li farà viaggiare sulle stesse Ferrovie statali (mica è matto che si mette a costruire pure i binari alternativi!). Come presidente della NTV (Nuovo Trasporti Viaggiatori) ha iniziato con il convocare sindaci, collocatori, assessori al lavoro comunali, provinciali e regionali, prospettando loro un pacchetto di specializzazioni per ferrovieri, da formare a onere pubblico e selezionare a onor privato. Si avvia così il meccanismo che porterà ai concorsi per accedere alle scuole di formazione e successivamente all'assunzione nell'equipaggio NTV. Un migliaio di posti di lavoro vogliono dire un migliaio di famiglie sistemate. Vogliono dire un migliaio di posti a concorso con centinaia di migliaia di concorrenti e altrettante famiglie speranzose. Un buon serbatoio di clientela. Ecco, dopo tante presidenze, Monprezzemolo è pronto a candidarsi anche a quella del Consiglio dei Ministri. Ma in quale schieramento? Al Centro, naturalmente, con una mano tesa alla sinistra per trascinare tutti verso quella destra che per affinità elettive tiene più vicina al cuore. Assisteremo a un finto duello con Berlusconi, che si risolverà in un compromesso fra conflitti di interessi reciproci.

E quando penseremo che qualcosa sia cambiato, ci accorgeremo che tutto è come sempre.

Aug

 

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10 Giugno 2010

Metamorfosi

(Se questo è un uomo)

Dal sorriso a tutta ganascia, il volto di quest'uomo (se questo è un uomo) diventa maschera diabolica. Dopo tutte le leggi che si è fatto in 15 anni di governo per evitare processi e condanne, sente ancora sul collo il fiato dei servitori di Giustizia, che, per disgrazia loro, incrociano la sua presenza in innumerevoli indagini e telefonate imbarazzanti. Neanche il Divo Andreotti può vantare tante chiamate in causa    come questo onnipresente personaggio. Onnipresente negli scandali a luci rosse, nelle amicizie mafiose, nei sospetti giri del riciclaggio, negli abusi edilizi e nella grande corruzione. Ma, a differenza dell'imperturbabile Divo, questo uomo (se questo è un uomo), non sopporta di essere contraddetto, figuriamoci se ha la forza di sopportare dignitosamente chi lo indaga. A poco a poco il suo noto sorriso, seppure ipocrita, si trasforma in ghigno, fino alla demoniaca espressione del 9 giugno, quando accusa la Costituzione Italiana di rendergli la vita un inferno. Di fronte all'avanzare della nuova Tangentopoli promette una improbabile legge anticorruzione, mentre incalza ferocemente i suoi alleati, per portare a casa senza troppi distinguo la legge che mette il bavaglio ai magistrati e ai giornalisti. I suoi uomini di fiducia(se quelli sono uomini)  ci tengono a sottolineare quanti arresti di mafiosi e di criminali vengano effettuati in questi ultimi tempi, accreditandone il merito al Governo. Come se gli arresti fossero ordinati dal Ministro della Giustizia o da quello degli Interni, l'uno occupato a inventare leggi per salvare il Capo, l'altro impegnato a ricacciare in mare i "pericolosissimi" migranti. La verità è che sono i tanto bistrattati giudici e le sottopagate forze dell'ordine a mettere a segno certe vittorie contro il crimine. Ma il loro guaio è che nello stesso tempo mettono in galera o sotto processo anche i personaggi della nuova Tangentopoli, dove il Crimine organizzato, le Imprese truffaldine sono collusi con larghi settori della Politica governante. E' proprio questo incalzare degli eventi poco rassicuranti, che il Governo si è affrettato a propinare al Parlamento la peggiore delle leggi dai tempi del fascismo in poi. La legge Bavaglio non si potrà discutere. Oggi verrà chiesta la fiducia in Senato. Quando si arriva al voto di fiducia è perché si vogliono bruciare i tempi (e l'opposizione). In caso di bocciatura il Governo dovrebbe dimettersi. Figuriamoci se la servitù di questo uomo (se questo è un uomo) vuole rischiare di scollare la poltrona dalle chiappe!

Oggi finisce la democrazia.

Aug

 

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5 Maggio 2010

Scommettiamo che?

Scandali vecchi e nuovi vengono a galla con una frequenza quasi giornaliera. Le magistrature, azzoppate dai mancati turn over, impoverite di personale e persino della cancelleria necessaria, temono di non farcela a istruire la gran mole di processi che si profilano all'orizzonte. Ma ci pensa il Governo, checché se ne dica, ad alleggerire le loro fatiche. E' vero che a partire dal primo ministro,  fino all'ultimo degli assessori di provincia, c'è una interminabile schiera di personale politico che contribuisce a far crescere in maniera parossistica le pagine dei verbali d'inchiesta di tutte le procure d'Italia.

Ma bisogna riconoscere che ai governi, passati e al presente, non sono mancate mai le iniziative per sfoltire il  lavoro nei tribunali: suggerendo via, via il trasferimento o cacciata dei magistrati troppo indefessi (rompiballe da mettere a riposo), accorciando i tempi di prescrizione, annullando vari reati, come il falso in bilancio e, non potendo annullare tutti i reati, si è provveduto (Prodi presidente e Mastella Guardasigilli) a svuotare le carceri con l' Indulto. Adesso che varie inchieste toccano premier, ministri e sottoministri, viene inventata una legge per mettere al riparo i Tribunali dal doversi far carico di defatiganti cause a carico di tanti onorevoli personaggi. Se poi verrà approvata la legge contro le intercettazioni, molti giudici potranno andare anche in vacanza. Ma, come la marea nera nel Golfo del Messico, che si arricchisce di 8.000 barili di petrolio al giorno, la corruzione in Italia dilaga senza sosta e provoca sempre maggiori allarmi. Il contesto corruttivo che lambisce le coste della politica fa tremare ministeri e Protezione Civile. Fior di imprenditori edili, di amici e di collaboratori del Supercommissario alle Emergenze giacciono in galera e potrebbero aver voglia di compagnia. Bertolaso non è ancora  ministro e, nel caso gli cadesse qualche tegola in testa, non sarebbe protetto dalla legge salva-ministri. Si presenta l'occasione di un ministro (Scajola) che scopre di abitare una casa pagata in parte da sconosciuti buontemponi, senza averlo avvisato. Il Giornale lo invita a dimettersi e, forse convinto che dietro al Giornale ci sia la voce del padrone, in vena di scegliere il male minore per il suo governo, Scajola si dimette (tanto non è neanche incriminato!).  Viene così liberato un ministero prestigioso. Chi meglio del pluridecorato Bertolaso potrebbe ricoprire quell'incarico?

In questi giorni assisteremo a un noioso toto-ministri giornalistico. A Palazzo Chigi si farà un po' di melina, per depistare le voci maligne (fra queste ci metto anche la mia). Et voilà, il gioco sarà fatto. Avremo un ex Supercommissario alle Emergenze, Ministro per lo Sviluppo Economico e (forse) un ex ministro per lo Sviluppo, Supercommissario. 

I conti truccati tornano!

Aug

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8 Aprile 2010

Ex Costituzione

 

 

Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano ieri ha firmato la legge sul "Legittimo impedimento", che regala 18 mesi di impunità al Capo del Governo e ai suoi ministri, qualunque delitto commettano o abbiano commesso. Per un anno e mezzo questi signori avranno la facoltà di inventarsi gli impedimenti che ritengono opportuni per non essere processati. La beffa istituzionale è lampante al punto che non si capisce bene perché il Presidente della Repubblica non abbia rispedito alle Camere questa legge chiaramente incostituzionale. L'articolo 3 della Costituzione dice che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". Il presidente Napolitano, che dovrebbe essere il garante di questa Costituzione (che fra l'altro è una delle più belle al mondo) sembra voler abdicare al suo ruolo, certificando con questa legge  la sottimissione della Repubblica a una casta di intoccabili. No, io non ci sto. Io, che ho la responsabilità di comunicare le mie idee, potrei andare sotto processo soltanto per l'articolo che sto scrivendo, proprio per le restrizioni che lo stesso Governo ha già imposto alla libertà di stampa. Mentre Berlusconi e i Ministri che stanno al Governo  con l'obbligo di servire (non di comandare) il mio Paese, possono anche delinquere sicuri di farla franca per almeno un anno e mezzo (poi non gli mancherà la fantasia di inventare altri stratagemmi per gabbare la Giustizia!)

La linea di confine che separa la democrazia dalla dittatura è già stata oltrepassata. Con molta vaselina. Fra una partita di Campionato e l'altra. Fra una barzelletta del Premier e l'altra. Fra una promessa di favori e l'altra. Fra una battona e l'altra. Fra un Grande Fratello e un'Isola dei famosi. Fra un telequiz e tante paia di cosce. Fra una fabbrica chiusa e l'altra. Fra un suicidio e l'altro. Fra un cassintegrato e un licenziato.

Ma chi se ne frega? Mezza Italia ormai sa rispondere soltanto: "Fatti i cazzi tuoi!"

Aug

 

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14 Marzo 2010

Medaglie a pagamento

Noi comuni mortali siamo convinti che i soccoritori dei vari disastri italici (terremoti, frane, valanghe ecc.) vengano  premiati dal Governo con attestati di elogio e medaglie ai più generosi. Togliamoci dalla testa certe immagini retoriche da Libro Cuore. Oggi il soccorritore (volontario, poliziotto, vigile del fuoco ecc.) che pensa di meritare una benemerenza dallo Stato, deve inviarne domanda di acquisto (avete capito bene, bisogna pagarsela) alla System Data Center s.p.a di Acilia, società alla quale è stata affidata in appalto dal Dipartimento della Protezione Civile la realizzazione dei distintivi e diplomi di benemerenza.
Il kit delle benemerenze comprende, oltre all'attestato cartaceo (gratuito):
• 1 Medaglia in metallo mm 35 con nastro
• 1 Medaglia metallo piccola mm 16 con nastro
• 1 Nastrino per uniforme
• 1 Speciale distintivo in metallo smaltato
• 1 Rosetta in metallo smaltato
• fascetta con l’indicazione del numero e/o dell’evento cui si è partecipato.
Il tutto al modico prezzo di € 130. Il pacchetto viene spedito per posta e, per venire incontro a chiunque lo desideri, sul sito della System Data Center appare una scritta: "Attenzione! E' possibile acquistare le insegne anche senza aver ricevuto l'attestato". Insomma: basta pagare e siamo tutti eroi.
Sapevamo che oggi si deve pagare tutto, persino la carta igienica nelle Scuole. Ma ci saremmo rifiutati di pensare che neppure un "Grazie" venga concesso gratis da questo Governo del fare (cassa).
Aug

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25 Febbraio 2009

Il Camaleonte

La Ricerca Scientifica in Italia non è presa molto sul serio dai governi nostrani. Con il risultato che le migliori menti o vanno sui tetti o scappano all'estero. Al contrario, la ricerca del consenso è spasmodicamente inseguita proprio da chi snobba quella scientifica. Adesso che stanno piovendo notizie di arresti, avvisi di garanzia, imputazioni di corruzione, brogli elettorali, evasioni fiscali e riciclaggio di denaro a larga banda, qualcuno comincia a preoccuparsi di come possa reagire l'elettorato alle prossime regionali. I sondaggi dicono che i cittadini sono stufi dei politici corrotti? E allora bisogna travestirsi da fustigatore. Dopo essersi cucito addosso tutte le leggi possibili per impedire ai giudici di scambiare  quattro chiacchiere con lui. Dopo avere abolito il reato di falso in bilancio e garantito agli evasori il rientro pulito dai paradisi fiscali del loro sporco denaro. Dopo aver rifiutato le dimissioni agli imputati eccellenti a lui più vicini. Dopo avere spinto il Parlamento a improvvisare una legge che tolga ai magistrati lo strumento delle intercettazioni telefoniche. Dopo aver invitato i giudici a vergognarsi, ecco che il premier per tutte le stagioni si trasforma in moralizzatore nazionale, con una proposta di legge anticorruzione (sembra una delle sue barzellette ma non lo è). Una proposta che resterà a bagnomaria fino a elezioni regionali concluse ma servirà a tenere a bada tutto il tempo necessario le ire del "popolo sovrano". Intanto io mi chiedo se proprio da tale pulpito possa essere scagliata una fatwa contro la corruzione. Come se il padrone della raffineria che ha riversato sul Lambro migliaia di tonnellate di idrocarburi si facesse promotore di una legge antiinquinamento.

Vogliamo fargli uno scherzo? Mandiamo a tutti i sondaggisti una sms dove diciamo che a noi italiani piace il kilt. Sono sicuro che entro poco tempo lo vedremo andare in giro con il gonnellino scozzese.

Aug

 

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14 Febbraio 2010

Indecenza continua

Mentre si fa sempre più minacciosa la possibilità che questo Governo faccia approvare per decreto la privatizzazione della Protezione Civile così come si trova attualmente (Guido Bertolaso commissario, con annesse competenze che niente hanno a che fare con l'Emergenza, se non per la possibilità di erogare appalti e fondi senza controllo), lo stesso Bertolaso viene accusato di corruzione. L'accusa è accompagnata dall'arresto dei suoi più stretti collaboratori insieme ai beneficiari di appalti milionari definiti "Cricca di delinquenti" dai giudici di Firenze. Si parla di un giro vorticoso di soldi scuciti dalle tasche degli italiani per andare a ingrassare costruttori di opere megagalattiche inutili e rese subito fatiscenti, senza creare un solo posto di lavoro e alcun beneficio pubblico.

Il Gran Commissario a caldo parla di dimissioni, poi si corregge: "Resto al mio posto".

Ciò che è normale decenza in una qualsiasi democrazia è che un personaggio pubblico chiamato dai giudici a rispondere di corruzione si faccia da parte, poi si difenda come è suo diritto. In Italia invece certi giudici sfortunati vengono per consuetudine esposti agli insulti dello stesso capo del governo.

Ma c'è una grande forza di Opposizione. E che fa? Il suo capo Bersani, che ha candidato alla Regione Campania Vincenzo De Luca già accusato di corruzione (ma è proprio un vizio!) dichiara solennemente: "Bertolaso lasci o chiederemo le dimissioni". Ammappete, aoh, che grinta! Una dichiarazione che nel linguaggio canile si potrebbe tradurre "Bau, bau e poi bau!"

Aug

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27 Gennaio 2010

"Commissario, lei non sbaglia mai" 

Dopo aver visitato Haiti il capo della Protezione Civile Italiana, Guido Bertolaso, scrolla severamente la testa "la situazione è patetica"dichiara  davanti alle telecamere Raitroppo spesso si pensa a fare bella figura davanti alle telecamere piuttosto che a portare soccorso“. Abituato ai terremoti nostrani, dove i politici si guardano bene dall'apparire, per non intralciare i soccorsi (discrezione notoriamente usata da Berlusconi in Abruzzo), non riesce a dominare la sacrosanta indignazione. E sbotta: "Si assiste a una fiera della vanità ma manca una capacità anche di coordinamento e di leadership". Per modestia non lo dice, ma quel coordinamento dovrebbero assegnarlo a lui, uomo del fare dalle brillanti capacità sottoutilizzate, con tutto il tempo a disposizione che gli rimane, dopo l'incarico di  Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Emergenza dei rifiuti e Commissario Straordinario  per queste poche emergenze:

- Terremoto dell'Aquila

 - Vulcani nelle Eolie

- Aree marittime di Lampedusa

- Bonifica del relitto della motocisterna Haven

- Rischio bionucleare

- Incendi boschivi

- Area archeologica romana

Qualche capatina in caso di G8 o di Mondiali di ciclismo e, tutto sommato, poco meno che disoccupato. Insignito di medaglie d'oro e d'argento, di varie lauree honoris causa, cavalierati e cittadinanze onorarie, è la persona giusta per ben figurare al comando di tutti i soccorritori di questo mondo.

Dalle Nazioni Unite fanno sapere che "Bertolaso non può buttare fango sull’Onu. Tutti i capi della nostra missione sono morti, noi lavoriamo da quando c’è stato il terremoto". E Hillary Clinton definisce le critiche di Bertolaso  "chiacchiere da dopopartita che si fanno al bar dello sport". Tutta invidia!

 

Aug

 

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25 Gennaio 2010

Requisitoria

Quando Massimo D’Alema e mio cugino prendevano il mare per le loro scorribande in vela, i figli (3 di mio cugino e 2 di Massimo) venivano lasciati a casa dalla zia Maria, che faceva loro da babysitter. Una di quelle volte che passai a salutarla, discorrendo del più e del meno davanti a una tazzina di caffé, dissi che ritenevo D’Alema "il politico più intelligente d’Italia". Zia Maria mi rispose con una smorfia scettica: - Diche, Agù ? - (Dal dialetto laziale si può tradurre "Ma dici davvero, Augusto?").

Poi avvennero fatti storici, come la caduta del Governo Prodi, l’ascesa di Massimo D’Alema alla guida del governo che partorì l’ingloriosa Bicamerale e terminò dopo il calo del PDS alle Regionali (D’Alema aveva scommesso la sua Presidenza del Consiglio, in caso di sconfitta. Non era necessario, perché non si trattava di elezioni politiche, ma si dimise). Nel frattempo chiudeva l’Unità, organo del partito del Capo del Governo in carica, che non volle macchiarsi del conflitto d’interessi per salvarlo. Rimontò Berlusconi, che ampliò i propri interessi, non scalfiti dal governo precedente. Da una costola di D'Alema nacque "Il Riformista", giornale con più citazioni nelle rassegne stampa, che  copie vendute. Passò la meteora di Prodi e tornò Berlusconi più aggressivo che mai. Il partito di D’Alema cambia nome e tre segretari e fa in tempo a spaccarsi ancora fra dalemiani e non. Preso a "Pesc" in faccia dai socialisti europei, lui torna a sbigottire il popolo di sinistra suggerendo scappatoie legislative (non richieste) al Capo del Governo. sempre alle prese con i Tribunali. Infaticabile, fa il giro delle regioni italiane per suggerire al PD i candidati più quotati alla sconfitta. Infine si candida a ricoprire la poltrona del Copasir (l'organo parlamentare che controlla i Servizi Segreti) lasciata libera da Rutelli. Aiuto! Cos'altro succederà?
Mi ritorna in mente l’espressione scettica della zia Maria buonanima sul politico più intelligente d’Italia: "Diche, Agù?"


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