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libero - Articoli arretrati
Indice degli articoli pubblicati nel 2009:

30
Dicembre 2009
Requisitoria
30
Dicembre 2009bis
Il segno dei tempi

Hammamet - La Tomba di Craxi - foto di Augusto Guidoni
Letizia Moratti si adegua ai tempi. Forse non ha mai nutrito
sincera stima in Bettino Craxi all'epoca delle ruberie allegre,
ma oggi che vanno di moda i fuorilegge, i grandi evasori
fiscali, i riciclatori di denaro sporco, i corruttori e i
condannati per mafia, la sindaca della Milano che fu "da bere"
(e poi venne bevuta) ha pensato bene di dimostrare un giusto
riconoscimento al personaggio che "diede una svolta al nostro
paese". Con la sua vocina nasale inespressiva annuncia che è
giunta l'ora di dedicare una via o un parco al capostipite della
deriva morale milanese. Lo dice con la solita faccia un po'
schifata, anzi, più schifata del solito. Quella faccia che fanno
i padroni quando sanno di mandare in bestia i loro dipendenti
con decisioni provocatorie.
E' vero che il tempo lava tutto, ma per dimenticare i danni del
craxismo non basta una generazione, anche perché le erbacce di
allora si sono riprodotte più resistenti e aggressive che mai e
non c'è orto che non ne venga invaso. Craxi fu il primo
Presidente del Consiglio a trattare da "Parco buoi" il
Parlamento, perché gli dava fastidio dover discutere
democraticamente ciò che lui aveva già deciso. Fu il primo a
spaccare il Sindacato dei Lavoratori. Fu il primo a picconare la
Scala Mobile, unica salvaguardia del potere d'acquisto dei
salariati contro l'aumento dei prezzi. Fu il primo a trattare la
cosa pubblica come roba privata per sé e per i suoi fedeli. Fu
il primo a voler cambiare la Costituzione per una "Giustizia più
giusta", tanto per far capire ai Magistrati chi comanda in
questo paese. Ne ha avuti tanti di primati, compresa la quantità
di denaro trafugato agli italiani e occultato nelle banche di
mezzo mondo. Come si fa a non dire che "diede una svolta al
nostro paese"? La diede e come! E fu talmente angolata che cadde
anche lui fuori strada.
Vogliamo dedicargli uno spazio cittadino? A Valmontone e in
qualche altra piccola città c'è già via Bettino Craxi, ma Milano
per non essere da meno dovrebbe dedicargli almeno un aeroporto,
a ricordo dei capitali che da qui hanno preso il volo.
Aug
14 Dicembre 2009
Scene di violenza
L'intero filmato qua sopra è un campionario di violenza verbale
e materiale. All'aggressione verbale di Berlusconi contro il
drappello di contestatori, segue l'aggressione fisica del
giovane folle allo stesso Berlusconi. Scene che non avremmo mai
voluto vedere. Scene che ci fanno vergognare di fronte al mondo
intero. Se la televisione spazzatura, il giornalismo fellone, la
politica gridata e il disprezzo dichiarato a più voci per le
istituzioni costituzionali, hanno incattivito a poco a poco
questa nostra società, nella giornata di ieri si è consumato il
punto di non ritorno della escalation demenziale. Non so cosa
dovremo aspettarci nei prossimi mesi, ma temo nulla di buono. Le
conseguenze del gesto folle contro il Capo del Governo saranno
quelle di giustificare un restringimento legislativo delle
libertà di espressione e di opinione. Chi fa giornalismo, chi si
esprime sui siti Internet, sui blog e su Facebook probabilmente
non godrà più delle stesse libertà cui era abituato. Mentre chi
detiene il potere moltiplicherà le proprie. Avremo delle leggi
meno uguali per tutti e meno strumenti per esercitare una
Opposizione democratica. Se ciò non avverrà, tireremo tutti un
sospiro di sollievo. Ma intanto abbassiamo la testa e
prepariamoci a ricevere botte!
Aug
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1 Dicembre 2009

Fratelli e sorelle d'Italia, destatevi!
Dal
balcone della casa dove alloggiavo a Rio assistevo ogni mattina
all'apertura della scuola sottostante.
Alle 7,30, prima di essere avviati nelle rispettive aule, gli
scolari di tutte le classi venivano fatti schierare in ordine
nell'ampio cortile, per assistere all'alzabandiera e cantare
l'inno brasiliano. Una cerimonia che ha lo scopo di sostenere
l'identità nazionale nei 26 Stati del Brasile. Guai se in quell'immenso
Paese dovessero prendere piede le spinte separatiste che vengono
dagli stati più ricchi del Sud. "O Sul e' o meu Pais" è il
movimento più agguerrito e a guidarlo, guarda caso, è un
discendente di immigrati italiani, Helio Micheletto, che si
prefigge la creazione di una specie di "Padania" brasiliana, in
quel Sud popolato in gran parte da veneti e tedeschi.
Questo succede in Brasile e se si pensa all'Italia, che è quasi
la metà dello stato di Bahia e poco più grande del Rio Grande do
Sul, i nostri separatisti "padani" o siciliani farebbero ridere.
Eppure non c'è tanto da scherzare in questo nostro Paese, dove
può succedere di tutto. Dove aumenta il fastidio verso chi resta
indietro, verso chi parla altri dialetti o altre lingue. Dove
l'egoismo etnico arriva fino a indossare il cappuccio del Ku
klux klan. Dove l'inno nazionale viene dedicato alle
calzemutande!
Aug
Dove va l'Italia
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26
Novembre 2009

Ho un dubbio
- Non ho mai visto una puntata del Grande Fratello (non sopporto la
demenza estrema).
- Non ho mai ritenuto che l'Islam costituisca una minaccia per noi
cittadini italiani (abbiamo già tanti problemi con l'invasione
vaticana nelle leggi dello Stato repubblicano).
- Non seguo il campionato di calcio e non appartengo alla schiera di "tecnici"
del lunedì sera (per deformazione di tifo, rischierei di mandare al
governo il presidente della mia squadra).
- Non ho mai pensato che i clandestini siano pacchi da
rispedire al mittente (chi rischia tanto per raggiungere le nostre
coste, merita il lavoro più di un raccomandato).
- Non ho mai considerato la concorrenza cinese come un pericolo per
i nostri mercati (penso a quanti prestigiosi marchi italiani si
rivolgono alla Cina per risparmiare sulla manodopera e non per
abbassare i prezzi).
- Non ho mai temuto gli zingari (temo di più i mascalzoni in giacca
e cravatta).
- Non ho mai pensato di essere migliore di un rumeno, più
intelligente di un nero, più onesto di un arabo. Tutto il meglio e
tutto il peggio ce l'ho a portata di mano, nel paese di San
Francesco e di Berlusconi, della Montalcini e di Gasparri, di
Falcone e di Dell'Utri, di Garibaldi e di Bossi, di Montanelli e di
Feltri, di Biagi e di Vespa. Un Popolo di "Eroi, Poeti, Artisti,
Navigatori, Trasmigratori" che convive con la Mafia, la Ndrangheta,
la Camorra e la Sacra Corona Unita.
No, credo proprio di non appartenere a questo mondo. Sarò forse un
alieno?
Aug
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20 Novembre 2009
Niente Pesc all'Italia
".......E' stato un
onore essere stato candidato per un incarico così prestigioso in
un momento così importante per l'Europa". Con queste parole
Massimo D'Alema commenta la sua mancata elezione in Europa a
Mister Pesc (Politica estera e sicurezza comune), equivalente
alla carica di Ministro degli Esteri Europeo. Il summit
straordinario di Bruxelles ha preferito dare il Pesc a Catherine
Ashton, una sconosciuta signora inglese. In questo caso il
commento di D'Alema somiglia un po' a quello del fantino
disarcionato dal cavallo, che minimizza così "Tanto dovevo
scendere!". Ma è proprio vero che si sente onorato, o non invece
bidonato? Si era imbarcato per Bruxelles con il vento in
poppa. Aveva con sé il favore dell'intero Parlamento e
l'appoggio dello stesso Presidente del Consiglio, che gli
telefonava persino, per assicurargli il suo appoggio. Ma, visto
come è andata a finire, c'è da sospettare che siano stati
proprio gli auspici di Berlusconi a portargli sfiga. Se infatti
usciamo un tantino dai confini nazionali, potremo ascoltare
tutte le barzellette che si raccontano sull'Italia berlusconiana
e non di rado sentiremo su di noi sguardi di commiserazione.
Un segnale di quanta poca considerazione goda oggi la nostra
rappresentanza politica all'estero lo dovevamo avvertire in
occasione del Vertice Fao a Roma. Un'Assemblea presieduta dal
Leader italiano disertata dai capi di Stato e di governo dei
paesi che contano, dall'Europa agli Usa. Di questo Vertice Fao,
finito nel nulla, resterà nella storia soltanto la bizzarra
scenografia a latere di Geddafi, circondato da 200 ragazze,
reclutate in un concorso che le richiedeva tutte avvenenti e
alte almeno 1,70.
Conclusioni:
Fallimento a Roma, fallimento a Bruxelles e il candidato
italiano a Ministro degli Esteri Europeo, trattato a.....Pesc in
faccia.
Aug
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19 Novembre 2009

Alla
maniera di Totòtruffa '62 (quello dove Totò vendeva la Fontana
di Trevi), questo Governo ha dato ai privati la nostra acqua,
l'acqua di rubinetto, patrimonio pubblico naturale,
indispensabile alla vita umana come l'aria che respiriamo. I
privati che ce la rivenderanno a caro prezzo avranno fra le mani
una fonte di profitti inesauribile. Cav. Berlusconi, a quando la
privatizzazione dell'aria?
Aug
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16 Novembre 2009
Bicamerale europea
Massimo D'Alema è in pole position come candidato a Ministro degli Esteri Europeo
e, come italiani, ci stiamo sfregando tutti le mani, da destra a sinistra.
Puro patriottismo bipartisan? Come mai un asso
pigliatutto come Silvio Berlusconi si fa sponsor del "comunista" D'Alema
per una poltrona tanto importante? Da uno come lui, pronto a non
lasciar passare niente che non gli sia di convenienza, ci saremmo
aspettati un "niet" epilettico, insieme a una controproposta
pelosa. E invece no, lui ci regala un gesto
di magnanimità.
Sennonché mi torna alla
mente ciò che disse D'Alema nel 2006 quando era Ministro degli
Esteri nel Governo Prodi, in un convegno a Bari: "Speriamo che si
arrivi a superare la discriminazione contro gli italiani
sull'accesso al mercato immobiliare croato". All'epoca la Croazia
era nel pieno della trattativa per entrare nell'Unione Europea e
quelle parole suonavano come un (mica tanto velato) ricatto nei
confronti di quel Paese alla ricerca di appoggi diplomatici. Un
paese che aveva puntato sul turismo la carta vincente del suo
sviluppo e aveva un controllo del territorio con piani regolatori
delle aree edificabili molti rigidi. Una Eldorado off limits per gli
appetiti dei palazzinari nostrani.
Oggi che la Croazia ha
superato gli esami per accedere all'Europa, D'Alema potrebbe
coltivare gli auspici di allora.
Auspici, da scommetterci,
disinteressatamente condivisi dal costruttore Berlusconi.
Aug
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12 novembre 2009

Liberatemi! Liberatemi!
A 36 giorni di distanza dalla bocciatura per
incostituzionalità del Lodo Alfano, arriva oggi al Senato,
con l'urgenza di chi sta per cagarsi sotto, il disegno di legge
sul cosiddetto "Processo breve". Firmato dalla Lega e dal Pdl,
il ddl prevede la prescrizione dei processi in corso in primo
grado per i reati fino dieci anni di reclusione se sono
trascorsi più di due anni dal rinvio a giudizio, senza che sia
stata emessa la sentenza. E con una norma transitoria che
estende ai processi in corso l'applicazione delle nuove
disposizioni. Secondo il giudizio dell'Associazione nazionale Magistrati "Saranno destinati a inevitabile prescrizione tutti i
processi per reati gravi, quali abuso d'ufficio, corruzione
semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d'ufficio,
truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali,
falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni
illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti
con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di
prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della
prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti
pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali,
omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia,
incendio, aborto clandestino". Per tutti questi reati "sarà
impossibile arrivare a una sentenza di primo grado entro due
anni dalla richiesta di rinvio a giudizio, quindi sarà sempre
impossibile accertare i fatti. Più che di una amnistia, si
tratta di una sostanziale depenalizzazione di fatti di rilevante
e oggettiva gravità. Truffatori di professione, evasori fiscali,
ricettatori, corrotti e pubblici amministratori infedeli che non
abbiano già riportato una condanna, avranno la certezza
dell'impunità. La legge è destinata a determinare l'immediata
estinzione di decine di migliaia di processi, anche per fatti
gravi. Per limitarci a qualche esempio, la legge provocherà
l'immediata estinzione di gran parte dei reati nei processi per
i crac Cirio e Parmalat, per le scalate alle banche Antonveneta
e Bnl, per corruzione nel processo Eni-Power". E (aggiungiamo
noi) per corruzione alla Sanità nelle varie Regioni.
Un selfservice legislativo, insomma, che per
salvarne uno ne libera centomila.
Ma mentre a stanze chiuse nell'anticamera del governo
si stava preparando questo disegno di legge di enorme portata, cosa
faceva la Commissione Giustizia (organo delegato dalla democrazia
parlamentare a predisporre i disegni di legge?)
Si stava discutendo sulla lunghezza della coda e
delle orecchie del cane, (normative per i detentori di cani).
"E non ci siamo neanche messi d'accordo!" s'incazza Antonio Di
Pietro, membro di quella Commissione.
Aug
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5 Novembre 2009
Il crocifisso conteso

Dal Vangelo di Matteo,
6:5 - "Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano
pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze,
per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto
la loro ricompensa..."
Dunque Gesù trattava da ipocrita chi ostentava la propria fede.
Chissà se
tornasse sulla terra cosa ne penserebbe della querelle sul crocefisso in classe. La
Corte Europea ha ordinato di non esporlo, per garantire la libertà di coscienza
e, di conseguenza, la laicità della scuola. E' nato un putiferio! Che il
Vaticano insorgesse era cosa ovvia. Non sono altrettanto
giustificabili le grida sguaiate dei politici. Questi si, che
possiamo chiamare ipocriti. Ne combinano di tutti i colori e poi si
presentano come difensori del crocifisso in aula. A loro forse non
interessa un tubo che ci sia o non ci sia un simbolo cattolico
dietro le spalle degli insegnanti. Può fargli comodo invece questa
imbeccata che arriva da Strasburgo. In Italia ci sono decine di
milioni di cattolici che votano e pendono dagli umori vaticani.
Ergersi a difensori delle loro sensibilità è un modo facile facile
per catturar consenso elettorale e simpatie fra le gerarchie
ecclesiastiche. Perché non approfittarne? Ci sarebbero tante regole
da rispettare, prima di aggrapparsi al crocifisso: non commettere
atti impuri, non rubare, non dire falsa testimonianza, non
desiderare la donna d'altri, non desiderare la roba d'altri ecc.
Cristo disse pure "Date a Dio ciò che è di Dio e a Cesare quel che è
di Cesare". Ma questo precetto scomodo è stato già risolto da
Mussolini (nel 1929) e da Craxi (nel 1984), due atei che
sacrificarono la laicità dello Stato al potere temporale della
Chiesa. Oggi quegli accordi offrono a uomini di governo molto più
piccoli, una provvidenziale rendita di potere. Uno scudo dietro al
quale nascondersi per abbaiare all'Europa. Un argomento per
nascondere fra le quinte i veri problemi che non sanno risolvere. Il
cristiano sincero non dovrebbe star dietro agli ipocriti, che usano
i simboli religiosi a scopo politico. Dovrebbe ascoltare ancora
Matteo: "....Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e,
chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che
vede nel segreto, ti ricompenserà".
Aug
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Un esempio di politica
"cristiana":
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25 Ottobre 2009
Chi è abituato a darle e chi a
prenderle
Scusate se la merda non è
poca
In quest'Italia sempre
più marrone
Chi se ne sta tra
minorenni e coca
La spande sopra a tutta la
Nazione
Sporcando magistrati e
Cardinali
Per far gridare: - Siamo
tutti uguali! -
Ai
giornalisti servi del Massone
Che
con le penne dentro agli urinali
Mettono insieme Mafia e Corruzione
Alle
disavventure di Marrazzo
Sapendo che chi non capisce un cazzo
Prende
il pedofilo, il corruttore e il ladro
L'orco
impotente e il presidente pazzo
Li
mette tutti nello stesso quadro
Con un
ragionamento qualunquista
E Lui
che dice sempre "Comunista"
All'avversario, al giudice imparziale
All'operaio in sciopero, all'artista
Che si
permette di parlarne male
Al
comunista Putin presta il letto
Lo
invita e lo ricambia con affetto
Come
si fa con il più caro amico
Senza
preoccuparsi dell'effetto
Di
farsi dell'America nemico
E
farci fare una figura magra
Ma tra
una dose e l'altra di Viagra
A lui
non glie ne frega più di tanto
Vive
la vita sua come una sagra
Pecca
ogni giorno e si descrive santo
E
assolve i suoi peccati con le leggi
Fatte
votare in fretta dal suo gregge
Senza
eccezioni, senza far commento
Senza
democrazia che le sorregge
Senza
un'Opposizione in Parlamento.
Che
pacchia governare 'sto Paese!
Vogliamo criticare le sue imprese
Di
satrapo presunto pervertito?
Saremmo
sempre noi a pagar le spese
Come
Marrazzo con il travestito
Noi
buoni e rispettosi del dovere
La
prenderemo sempre nel sedere
Aug
P.S.: Non uso mai
parole sconce. Quelle usate oggi vanno considerate come licenza
poetica.
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15 Ottobre 2009

La Banca del Ponte
Dopo
l'alluvione di Messina, tanti dubbi sono sorti sull'opportunità
di costruire il ponte sullo Stretto. Ogni cittadino capace
d'intendere e di volere avrebbe sperato che il progetto fosse
almeno rimandato a tempi migliori, quando ci saremmo messi alle
spalle l'attuale tremenda crisi economica, aggravata in Italia
dai disgraziati eventi dell'Aquila e di Messina. Ma chissà
quanti pescecani del cemento sono lì che aspettano di mettere le
mani sull'affare del ponte, maledicendo gli eventi economici e
naturali che potrebbero ritardarne o addirittura metterne in
forse la costruzione. Tranquilli! Ieri il Premier si è
affrettato a dichiarare che il ponte si farà e i lavori
partiranno a gennaio. Oggi il Consiglio dei Ministri gli fa
seguito approvando in tutta fretta la creazione della Banca per
il Mezzogiorno per "sostenere le iniziative imprenditoriali più
meritevoli". Quali saranno i criteri per giudicare le iniziative
più meritevoli lo lascio all'immaginazione di chi mi legge. Dal
canto mio sono disposto a scommettere che i primi finanziamenti
di quella banca se ne andranno ai pescecani del cemento per la
costruzione del ponte. Terremotati, alluvionati, cassintegrati,
imprese moribonde, fatevene una ragione. Non siete voi a toccare
le corde sensibili di questo personale di governo. Il vostro
compito è quello di sostenere Berlusconi, di votarlo e di non
fargli fare brutte figure nelle piazze. Se proprio volete fare
qualcosa per attirare un suo sguardo benevolo, associatevi al
Comitato che lo propone come Nobel per la Pace 2010. Può darsi
che un tozzo di pane non si neghi a nessuno.
Aug
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12 ottobre 2009
Vendetta, tremenda vendetta
Si era fatto una legge per non dover rispondere alla Giustizia, come
tutti i mortali. La scusa era questa: "Il Capo del Governo non può
essere distratto dal proprio lavoro per andare a perdere tempo nelle
aule dei tribunali". Qualcuno poteva fargli notare che per i festini
boccacceschi con ragazze prezzolate e persone poco raccomandabili,
trovava tutto il tempo da sottrarre alle attività governative. Il
Presidente della Repubblica, imbarcato fra gli intoccabili, insieme
ai presidenti di Camera e Senato, non ci aveva fatto caso a certi
particolari e si era premurato di firmare la legge passata in
Parlamento per alzata di mano. Anche se l'ultimo dei cittadini sa
che un provvedimento di tale portata insulta la Costituzione
Italiana, non ancora mutata in Costituzione di Regime. Dopo che la
Corte Costituzionale ha bocciato questa norma bizzarra, si sono
scatenate le ire dell'Urlando Furioso, che se l'è presa con tutti:
giudici, giornalisti, opposizione democratica, cittadini che lo
contestano e persino con il Presidente della Repubblica, che, bontà
sua, non aveva mai posto la minima eccezione durante il percorso
della legge in questione. Basta! adesso la gente "dovrà sapere chi
sono io". Annuncia riforme per sistemare tutti: Giudici, Presidenza
della Repubblica, Giornalisti e tutti coloro che non si spellano le
mani per applaudirlo, qualunque castroneria dica. Non ci saranno
sconti per nessuno. Non chiederà più consigli ai suoi avvocati. Non
ascolterà più chi s'illude di poterne correggere le intemperanze
Sento le sirene di un'ambulanza.....
Non invidio proprio chi gli sta vicino!
Aug
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27 Settembre 2009

A, come "Ammazzate oh"
Sono mesi che lo spauracchio della febbre suina aleggia per il mondo
intero. E le farmacie hanno esaurito i disinfettanti liquidi di
maggior fortuna pubblicitaria.
Vengono raccomandate misure cautelari (guanti e mascherine al
personale sanitario, ai vecchi e ai bambini le vaccinazioni, a tutti
di lavarsi spesso le mani, evitare luoghi affollati ecc.). Eppure ci
sarebbe un veicolo di contagio, il più diffuso, ignorato da chi si
preoccupa della nostra salute. Ognuno di noi maneggia
quotidianamente moneta di carta o metallica. Alla Posta, in Banca,
al Supermarket, in Farmacia, in Latteria, al Bar, al ristorante,
dappertutto i soldi passano di mano in mano. Se una delle mani
appartiene a un portatore (anche sano) dell'influenza A, non
potrebbe diffondere la malattia? Nessuno dei ministri, nessuno dei
parlamentari si è ancora posto questa domanda. Forse sono talmente
assuefatti al detto latino "Pecunia non olet", cioè "Il denaro non
puzza", da non considerarlo affatto come possibile ricettacolo di
germi. Del resto, chi sospetterebbe mai del proprio dio?
Aug
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12
settembre 2009
Il valore dei feltri
Quando una
maglietta di lana si infeltrisce, prima di essere buttata
via, viene solitamente usata come straccio per le pulizie o ci
si lucidano i pavimenti. Quando si vuole evitare il rumore del
trascinamento di una sedia o di un tavolo, s'incollano dei
feltri sotto le gambe. All'entrata di certi appartamenti, dove
conta più l'apparenza della funzionalità, vengono offerti agli
ospiti dei feltri da mettere sotto i piedi, per non sciupare il
parquet. Quando circolano delle notizie poco gradite
s'imbottisce un giornale di feltri, in modo da attutire il
clamore delle verità scomode. Insomma, bisogna riconoscere
l'utilità dei feltri. Se a qualcuno piace pagarli a peso
d'oro, bisogna capirlo: a volte vale più un tessuto infeltrito
di una camicia nuova.
Aug
12 Settembre bis
Ci fanno? No, ci sono
Ho scoperto che
esiste un comitato per Silvio Berlusconi premio Nobel per la pace nel 2010.
Sul sito Siciliainformazioni.com addirittura viene pubblicato a
tutta pagina questo annuncio:
"Il Nobel per la
pace a Berlusconi. Si prepara l'Inno, la cantante Lana al lavoro con
un team di tenori e musicisti".
Insomma, stanno per dare fiato alle
trombe, immaginiamo, con tutta la dose di pacchianeria degna di
tanto personaggio. Viene da non crederci. Verrebbe voglia di
dire: <<Parlate sottovoce, non fatevi sentire dalle persone
serie in Italia e all'estero. Dite almeno "Scherzetto,
dolcetto!">> E invece no, sembra non si tratti di uno scherzo.
Sembra che l'umana stupidità abbia varcato ulteriori limiti.
Caligola nominò senatore il proprio
cavallo. Non si può negare che fra l'eccentrico imperatore e
l'attuale ospite di Palazzo Chigi esistano delle affinità.
Ma il Nobel si assegna in Norvegia e dall'antica Roma
a Oslo ce ne passa di spazio e di
tempo!
Un consiglio agli aderenti al comitato: andate
in giro per il mondo, Svezia e Norvegia comprese, a illustrare la vostra
proposta....e portatevi un bel cesto per raccogliere i pomodori.
Aug
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3
Settembre 2009
Evoluzione umana
|

L'uomo moderno
(Homo sapiens sapiens) è apparso sulla terra 160.000 anni fa. I nostri
progenitori vivevano in Africa orientale (Kenia, Tanzania, Etiopia, alle Falde
del Kilimangiaro, diremmo oggi). Passarono più di 100.000 anni prima che decidessero di esplorare il
resto del mondo. Alcuni di essi, per avventura, o alla ricerca di cibo si
spinsero in Medioriente e in Asia.
Soltanto
40.000 anni fa ebbero la pensata di trasferirsi in Europa dove, a causa delle
climatiche ambientali, seguirono un'evoluzione diversa dai fratelli
rimasti in Africa.
|
|

L'Homo sapiens africano si è evoluto
raggiungendo risultati di questo tipo: fisico perfetto, intelligenza
aperta, carattere dolce. E' portato a comprendere le ragioni degli altri
(le eccezioni confermano la regola).
|
|

L'Homo sapiens padano* si è evoluto
raggiungendo risultati di questo tipo: fisico da montanaro, intelligenza
istintiva, carattere irascibile. E' portato a cacciare chi non gli
somiglia. (le poche eccezioni confermano la regola dell'apartheid).
|
|
40.000 anni fa, questo
Homo sapiens
sarebbe rimasto in Africa, se avesse
immaginato i guai che avrebbero combinato i suoi discendenti
europei e le asinerie dei suoi pronipoti padani*!
*)
Quando si parla di padani, si accenna a un popolo che ama
definirsi cittadino di in un'isola che non c'è (la
Padania). Non
potendo attualmente definirsi con questo nome alcuna
espressione geografica conosciuta, è da presumere che anche
i padani (cioè, gli abitanti di
Padania) debbano essere considerati
espressioni di fantasia. |
Aug
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28 Agosto
2009
Sguardi in cagnesco
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"Bauh! Piantala di guardare le mie cagne,
ora che non puoi farti vedere con le escort!"
◄-----------------------
"Grrr! Taci, cane
comunista, i tuoi compagni umani hanno già
rovinato abbastanza la mia immagine"
-----------------------► |
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"Loro
non posso castrarli, ma a te sì"
◄-----------------------
"Prova a slegarmi e ti faccio un
cu... così, sul letto di Putin"
-----------------------►
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"Intanto
informerò la stampa canina dei tuoi vizi e delle tue minacce"
◄-----------------------
"Hai parlato già troppo. Farò una legge per mettere
a tacere tutti i cani giornalisti come ho fatto con i giornalisti
cani"
-----------------------► |
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"Nessuno
deve mettere in dubbio la mia castità, la mia parola, i
miei
capelli, la mia statura, la mia divina immortalità!"
◄-----------------------
" Ma vaffa.... !!!"
-----------------------►
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Aug
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20 Agosto 2009
L'Italia di Arlecchino
  
In
previsione della vittoria del pensiero leghista, che oggi va alla
grande, preparatevi a buttare a mare la lingua italiana e mettetevi
sotto a imparare i dialetti che onorano lo Stivale dal collo al
tacco, isole comprese. Cominciamo con i proverbi:
-
Abruzzo:
"Chi sparagne spreche e se ne
va pe lu cazz' che le freche."
-
Basilicata:
"Cu n'uocch uarda la hatta e
cull'at frigg u pesc."
-
Calabria:
"Cù ndavi u comudu e non si
servi. Non ndavi cunfessuri mi l'assorvi."
-
Campania:
"'A carne se venne â chianca."
-
Emilia Romagna:
"Dividàm da bun fradée: a te
la cagna e a mé e pursèl. S' t'aa paiura ch'a t'ingàna, a mé e
pursèl e a té la cagna."
-
Friuli
Venezia Giulia:
"Al vin bón no ghe serve frasca."
-
Lazio:
" Madonna, Madonnella, che stai vestita da monacella, viècci tu stanotte, 'ncì
mannà chiglio brutt'omo ca se ngàgna l'agnìma mia, viecci tu Madonna
mia."
- Liguria:
"Me
fia, impoa e bonn-e mainee, che primma o pòi e turnan de mòdda."
-
Lombardia:
"Nìgula
russa u ca'l pioeuf u ca'l bufa."
- Marche:
"'Gni
matina se sveglJa un furbu e un cogljone e se s'encontreno l'affare
è fattu."
- Molise:
" Disputà
dell’ombra de l’ase."
-
Piemonte:
" L'aso
'd Cavor as lauda da sol."
-
Puglia:
"A ffàtt' u píp't' k' kuànd'é llu kúl'."
- Sardegna:
" Fazzu
su scimpru po non pagai s'osteria!"
-
Sicilia:
" Ci
dissi u monucu a badissa: senza dinari un sinni canta missa."
-
Toscana:
" L magn'ré anc 'l fisc' al tren (Carrara)."
-
Trentino Alto Adige:
"Mac' sut, gran dapartut."
-
Umbria:
"
Nto'
'ntuntà."
- Valle d'Aosta:
"Desot
l'eve la fan Desot la neilo pan."
-
Veneto:
"Va a pionse!"
Se non trovate in libreria i venti dizionari regionali necessari,
chiedete la traduzione dei proverbi a Bossi. Indirizzo e-mail:
umbertobcomebum@berghemdehutta.it
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18 Luglio 2009
Espiazione
Nel Medioevo i Nobili e i Cavalieri che intendevano
purificare le proprie anime, dopo averne combinate di tutti i colori
nelle loro vite lussuriose e dissennate, sceglievano sovente di
ritirarsi nei Monasteri o nelle Certose. Lontani dalle
tentazioni e da ogni altro contatto mondano, si isolavano in
preghiera. Molti di essi sono finiti poi sul Calendario con il
titolo di Santo.
Oggi abbiamo un Cavaliere, che dopo aver collezionato un curriculum
vitae da fare invidia ai più chiacchierati peccatori medievali,
decide di concedersi un ritiro riparatore in quel dell'Aquila,
gomito a gomito (si fa per dire) con la povera gente terremotata.
Da Baudelaire a San Girolamo, potrebbe essere definita la
parabola* di quest'uomo, che aspira a un posto sul Calendario. Ma
egli stesso ci ha insegnato a non dire mai: "Il peggio è passato",
pertanto la parabola è da ritenersi con l'incognita finale. Non si
può escludere infatti che il suo governo emani un decreto legge per
cambiare il Calendario con i santi elencati per ordine alfabetico:
Andreotti, Berlusconi,
Craxi, Dell'Utri
e così via...
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10 Luglio 2009
TUTTI a RAPA-NUI!
 
L'Elisir di lunga vita non è più un sogno.
Dall'antica Cina all'India, dall'antico Egitto all'Europa
medioevale, gli alchimisti si sono scervellati invano alla ricerca
di una pozione che potesse renderci immortali, o perlomeno
allungarci la vita. Purtroppo nessuno di loro ebbe occasione di
recarsi all'Isola di Pasqua, scoperta soltanto nel 1686. Oggi
apprendiamo dalle agenzie di stampa che l'Elisir di lunga vita si
chiama
rapamicina,
un composto ottenuto dall'estrazione del terreno di Rapa Nui
(l'Isola di Pasqua). Allungherebbe la vita fino al 38% in più delle
normali aspettative.
Mentre al G8 dell'Aquila s'intrecciano paroloni e
promesse fra i "Grandi" della Terra, sugli aiuti da mandare alle
popolazioni più bisognose, in Africa ci sono milioni di persone che
patiscono la fame, l'AIDS e la malaria. Chissà a quanta di questa
povera gente farebbe piacere prolungare del 38% la durata di tali
sofferenze. Ma sono convinto che ai "Grandi" della Terra
questa scoperta interessi veramente. Alcuni di essi guadagnerebbero
qualche decina di anni in più da dedicare ai problemi del mondo o al
proprio potere personale. Altri vedrebbero prospettarsi un lungo
godereccio futuro. Vedrete, che appena chiusa la scenografia
all'Aquila, voleranno tutti sul Pacifico per dare un'occhiata a Rapa
Nui. C'è da prevedere il prossimo G8 all'Isola di Pasqua. Voci autorevoli
dicono che potrebbe trattarsi di un G7, senza l'Italia, ormai data
in via di retrocessione. Ma lui, il
Cavalier Berlusca, ci sarà comunque. Visto che il suo medico
personale, quello che gli aveva pronosticato 120 anni di vita, si
trova oggi in condizioni estreme di salute (guarisca presto!), forse
alcuni dubbi faranno cadere altrettante baldanzose certezze. E non è
da ritenere improbabile l'idea che a questo punto il premier
miliardario si compri l'Isola.
Aug
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27 giugno 2009
Libertà
Libertà, non è un aggettivo, non è un paravento, non è uno
strumento per fare i propri comodi. Libertà, è un sostantivo nobile
se esprime valori universali, meno nobile se legato all'arbitrio di
pochi.
Fra le principali libertà, cui ha diritto un popolo, c'è quella
d'Informazione. Dove sono limitati il dovere d'informare e il
diritto ad essere informati, non ci si può chiamare liberi. Che si
viva in dittatura o in democrazia.
Oggi Libertà vuol dire:
Poter sapere cosa succede in Iran.
Poter conoscere tutti gli abusi compiuti dagli alleati
euro-americani in Iraq, in nome della democrazia.
Poter capire cosa stiamo facendo in Afghanistan.
Poter conoscere quanto conta l'indipendenza delle nazioni nella
Russia di Putin.
Poter conoscere dove finiscono i migranti rispediti a Geddafi
dall'Italia.
Poter essere informati sulle reali dimensioni della crisi economica
in Italia, se produttori e consumatori, imprenditori e lavoratori
vedono nero e il Capo del Governo vede rosa e promette punizioni a
chi diffonde pessimismo.
Poter sapere se chi governa non abbia problemi di stabilità
psichica.
Poter conoscere se gli eletti dal popolo siano moralmente
irreprensibili.
Poter sapere se la Escort sia soltanto un'auto della Ford o una
delle prostitute invitate a Palazzo Grazioli.
Poter sapere se si può parlare di queste cose senza finire in
galera.
Libertà d'Informazione, se ancora ci sei, batti un colpo.
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20 Giugno 2009
  
La Triplice Alleanza
Il
mondo guarda all'America di Barack Obama, sperando che da questo
Paese giungano i segnali per una ripresa economica, per una
distensione globale e per il rafforzamento delle democrazie dei
popoli. Con le stesse speranze l'Europa si stringe all'alleato
americano.
Il
premier italiano invece si vuole distinguere. Mentre concede l'ampliamento del servaggio militare agli USA ("Italiani,
armiamoci e partite per l'Afghanistan"), rafforza i legami con
la Russia di Putin e la Libia di Geddafi, due personaggi con una
storia ed un presente politico non del tutto chiaramente
democratici.
Si tratta di lungimiranza politica l'ostentamento di
tali amicizie? O di una miopia diplomatica, tesa soltanto a
rafforzare le ricchezze personali di qualcuno e chi se ne frega del
resto del mondo? Da quando nel linguaggio corrente a Palazzo Chigi
il termine "rapporto diplomatico" viene sostituito con quello di
"amicizia", non si capisce più dove finiscano gli interessi pubblici
e dove inizino quelli privati. Io non so quanto il freddo Putin,
nuovo zar delle Russie, possa sentirsi amico di Berlusconi e quanto
lo si senta il combattivo Geddafi, neo-leone del deserto. So che a
due personaggi del genere fa comodo avere in Europa un alleato in affari così.
Aug
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9
Giugno 2009
"Si spengano le luci!"
Che
Kakà fosse stato "venduto" al Real Madrid (67 milioni di euro,
se vi sembran pochi!) lo si sospettava già, ma ai milanisti non
bisognava darne la certezza. Si doveva andare alle Elezioni europee
con il Presidente del Milan candidato. Anche i tifosi votano e non
conviene incattivire chi crede nello sport con azioni di mercato
che con lo sport hanno poco o niente da spartire.
A
urne chiuse la verità non fa più male alla politica, allora si dia fiato
alle trombe. Ogni notizia di mercato fa alzare o abbassare le azioni
delle società interessate. I tifosi si possono tenere all'oscuro da certi
giochi, ma i giocatori in borsa vanno eccitati nei tempi
giusti e forse la vendita di Kakà è stata tenuta a bagnomaria oltre i limiti
della convenienza mercantile. Oggi sappiamo che il Milan ha ceduto
il suo calciatore più prestigioso al Real Madrid per battere cassa.
Ma se si pensa che una notizia di questo genere possa nuocere
all'immagine politica di chi dovrebbe solo governarci, chissà quante
altre cose molto più importanti vengono sottratte alla nostra
conoscenza. E proprio oggi il Governo ha annunciato di porre il voto
di fiducia sulla legge che metterà a tacere la libera informazione.
Da domani, per gli italiani che vogliono vederci chiaro su chi li
rappresenta al Governo e in Parlamento, si spegnerà la luce.
.....e chissà se ci sarà ancora posto per questa mia strampalata
satira all'amatriciana.
Aug
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3 Giugno 2009
10 domande
Visto che vanno di moda le 10
domande senza risposta, io rivolgo invece
10 domande agli italiani
( Ogni
riferimento presunto a fatti e persone è puramente
soggettivo)
1) Ve ne frega tanto delle avventure senili di un
malato di sesso?
2) Fareste accompagnare a scuola la vostra figlia
quindicenne da un arrapato
settantenne?
3) Dareste 300.000 euro a un avvocato per non fargli
dire dove ha nascosto i
vostri risparmi?
4) Vi sembra grave il crimine di Corruzione?
5) E' più inaffidabile chi corrompe o chi viene
corrotto?
6) Affideresti la gestione dei vostri soldi a un
miliardario abituato a
nascondere i suoi all'estero?
7) Manderesti al Governo un "pluriperseguito" dalla
Giustizia?
8) Vi sembra giusto che chi vi governa possa
commettere crimini senza essere
giudicato, perché si è fatto
un'apposita legge?
9) Reputate persona seria chi oggi vi fa le corna e
domani dice che scherzava?
10) Quanti giornalisti credete che ci siano in
Italia, disposti a dire la
verità, tutta la
verità, nient'altro che la verità, senza temere di
essere
perseguitati?
Aug
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4 Maggio 2009

La Veronica
Nerone live!
I vizi privati di Silvio e le pubbliche virtù di Veronica non
interesserebbero a nessuno se si trattasse solo di gossip.
Un anziano che corre dietro alle ragazzine, per allontanare il
proprio tramonto, può fare solo schifo, piuttosto che scalpore.
Ma se è un capo di governo, la cui stessa moglie definisce "come
una persona che non sta bene", allora l'intera nazione dovrebbe
preoccuparsi. E invece niente, tutti a minimizzare. Fa più
notizia il Grande Fratello finto (quello televisivo) del Grande
Fratello in carne e ossa. La plebe romana applaudiva Nerone,
qualsiasi cosa facesse, mentre le bizze dell'imperatore
portavano Roma verso una decadenza senza ritorno. Non
sembra siano trascorsi tanti secoli nel frattempo.
Giovedi 30 aprile la televisione tedesca (mi trovavo a Wiesbaden)
mandava le immagini seminude di una fra le odalische nostrane
candidate alle europee, mentre annunciava le intenzioni di
Veronica di chiedere il divorzio dal marito "malato". Alla fine
il giornalista scrollava la testa dicendo: "Ah, Silvio,
Silvio!". Come se avesse appena raccontato una barzelletta. Per
noi italiani, purtroppo, non c'è un gran ché da ridere.
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7 Aprile 2009
 
Proposta indecente
Quando in Italia succede un cataclisma, una frana,
un alluvione o un terremoto, c'è sempre chi parla di
"disastro annunciato". Questa volta, sul
terremoto in Abruzzo si è voluto sottolineare
il crollo di costruzioni recenti (Case, Ospedale,
Università, Scuole), mettendo punti interrogativi
sul reale rispetto delle norme antisismiche nelle
nuove costruzioni. «La cosa più incredibile è che
sono andate giù le case costruite in cemento armato
mentre alcune tra quelle antiche del centro città
sono rimaste in piedi», commenta incavolato il
direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi. E si indigna il
sismologo Giampaolo Giuliani, che aveva previsto,
inascoltato, questo terremoto con sufficiente
anticipo. Io sono d'accordo con chi non vuole
appesantire di polemiche una situazione dove la
prima cosa da fare è quella di rimboccarsi le
maniche. Alla fine, soltanto alla fine, ci si può
cimentare alla ricerca di una eventuale percentuale
di dolo umano in certe catastrofi naturali. Ma in
questo caso una cosa si potrebbe fare anche subito,
se si vuole prevenire il prevedibile: Condurre a
forza sulla scena abruzzese tutti i parlamentari che
si apprestano a votare il Piano Casa del Governo,
che prevede un aumento fino a 300 metri cubi per
unità immobiliare e fino a quattro metri in altezza
oltre i vigenti vincoli urbanistici. Tenerli una
notte all'addiaccio insieme ai terremotati e poi
chiedere a ognuno di loro: "Adesso immagina le
conseguenze di un terremoto in una località simile a
questa, riedificata liberamente con le norme che ti
appresti a votare". Direte che il principale
ispiratore della legge, Berlusconi, si è già recato
all'Aquila senza dimostrare ripensamenti in merito.
Ma non può fare testo chi con i palazzi ha iniziato
la propria fortuna!
Aug
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30 Marzo 2009
Il Coro Pdl
(Pardon, il Congresso)

Foto
l'Unità
Viva viva Berlusconi
Acclamato Presidente
Senza voti né mozioni
Con l'applauso travolgente
Dei fedeli innamorati
Tutti insieme, ad una voce
Come un coro di castrati
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24 Marzo 2009
Sensibilià laiche e
religiose
Nel Continente più sfruttato, più affamato e più
malato del mondo, papa Ratzinger è andato a proibire
le dittature? No. E' andato a scomunicare i
commercianti di armi? No. E' andato a scacciare gli
sfruttatori di quei popoli miseri, come Gesù scacciò
i mercanti dal tempio? Neanche per sogno. Si è
recato in Africa per andare a proibire l'uso del
preservativo e il ricorso all'aborto. Noi avremmo
suggerito altri rimedi per quella povera gente. Ma
chi siamo noi, per criticare chi vuole che a ogni
botta nasca un figlio, sia pure con l'AIDS?
Nell'Italia alle prese di una crisi economica
mondiale che sta mordendo l'economia, le fabbriche e
l'occupazione, il ministro per le politiche agricole
del governo Berlusconi ha mandato ispettori per
verificare quanti intermediatori strozzano
l'agricoltura? No. Ha fatto un piano affinché i
produttori agricoli non chiudano le loro aziende,
scoraggiati dai miseri ricavi? No. Ha incoraggiato
il sistema cooperativo per far giungere le merci in
maniera più diretta e, di conseguenza meno care, al
dettaglio? No. Ha annunciato invece il rilancio
dell'Ippica. Noi avremmo suggerito altri rimedi per
fare stare meglio agricoltori, consumatori e
cavalli. Ma chi siamo noi per decidere chi debba
darsi all'Ippica?
Aug
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11 Marzo 2009
Don't cry for Him, Sardegna!
Dopo
l'invasione con tutto il suo spiegamento di forze
mediatiche nella campagna elettorale sarda,
per far vincere l'anonimo Cappellacci, il Presidente
Berlusconi adesso si prepara a organizzare il G8
2009 in Sardegna. Lo farà alla grande, con il
massimo del suo gusto kitsch: cartapesta, tamburi e
majorettes dalla coscia lunga, Bronzi di Riace...
e chi vivrà vedrà. Del G8 di Genova (sempre lui
presidente organizzatore) se ne parlerà nei libri di
storia. Voleva stupire il mondo e ancora non ci
siamo ripresi dallo stupore. Questa volta supererà
se stesso, perché non sarà solo cartapesta e piante
di limoni, ma pure cemento. A Genova non si poteva
aggiungere cemento al cemento, o forse non ci aveva
pensato. Ma in Sardegna e all'isola della Maddalena
lo spazio non manca, basta solo sbloccare i vincoli
urbanistici e paesaggistici. Cosa che si appresta a
fare con un colpo di bacchetta magica. Ha un piano
casa nel suo cilindro, ancora oscuro nei
particolari, ma che ci verrà rivelato quanto prima
al grido di "Abusivi di tutta Italia, unitevi!" E
uno stuolo d'italiani si alzerà in piedi per
applaudire quest'uomo della provvidenza che li farà
sentire liberi dai lacci e lacciuoli del rispetto
per la Natura, per l'Ambiente e per i diritti degli
altri.
Però bisogna
fare presto. A Villa Certosa la servitù è già pronta
ad accogliere gli ospiti illustri del G8 per l'ora
del tè. Non si può stare lì a perdere tempo con le
discussioni in Parlamento. Bando alle ciance! La
legge del mattone e del cemento non può aspettare.
Che votino i soli capigruppo a nome degli altri 900
eletti!
Aug
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9 Marzo 2009
 Neri
e bianchi
Dopo un mese e mezzo di governo, sembra che al Presidente Obama
siano spuntati i capelli bianchi. E per forza! Si è trovato alla
Casa Bianca nel bel mezzo di una crisi economica, dovuta in gran
parte alla leggerezza con la quale il suo predecessore ha tenuto
i rapporti con i santuari del capitale monetario, le banche, le
assicurazioni e le lobby finanziarie. L'eccesso di liberismo,
tanto caro alla destra americana, ha fatto sprofondare gli Stati
Uniti e di conseguenza il mondo intero, in una situazione
paragonabile a quella del crollo di Wall Street nel 1929. Con
l'aggravante di trovarsi impegolati in due guerre costosissime
(in dollari e in vite umane) e logoranti. La crisi era nell'aria
e non ha colto di sorpresa il Presidente Obama, che già nei
programmi elettorali aveva previsto interventi di natura
strutturale in campo sociale, energetico, economico e sanitario.
In queste poche settimane di governo non ha perso tempo. Ha
messo subito mano ai cambiamenti promessi, dichiarandosi pronto
ad affrontare le ire delle Lobby. Ha imposto alle banche
maggiore chiarezza di comportamenti. Ha dato aiuti alle
famiglie, affidando ai cittadini stessi il controllo della
destinazione dei fondi stanziati. Ha dato ossigeno finanziario
all'industria dell'auto sull'orlo del fallimento. Ha dato inizio
a una politica energetica alternativa al petrolio. Ha avviato
una riforma sanitaria che dia la possibilità di curarsi a tutti
i cittadini, in un Paese dove senza un'adeguata assicurazione
privata non era garantito finora neanche il Pronto Soccorso.
Contemporaneamente ha impostato una politica estera fondata sul
dialogo, piuttosto che sull'esibizione dei muscoli, producendo
un allentamento delle tensioni internazionali.
Non c'è tanto da meravigliarsi se in mezzo a questo turbinio di
eventi, di cose da fare e di responsabilità da prendere, a Obama
stiano imbiancando i capelli.
C'è invece da meravigliarsi in Italia, dove il Capo del Governo
minimizza le conseguenze della crisi mondiale sul nostro
impreparato Paese, invitandoci a stare tranquilli.... E
nel frattempo i suoi capelli crescono sempre più folti e più
neri.
Aug
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1 marzo 2009
Not english? Not money!
E' di oggi l'ultima infelice battuta del
(purtroppo) nostro presidente del consiglio. A Bruxelles, dove i
capi di governo dell'Unione Europea sono riuniti per concordare
i provvedimenti da prendere in merito alla tremenda crisi
economico-finanziaria mondiale e della recessione che avanza in
Europa, non riesce a trattenere l'ennesima battuta di cattivo
gusto. In Conferenza Stampa, ai giornalisti che gli chiedono
della situazione italiana, se la cava con questa battuta "Per
fortuna le banche italiane non parlano inglese", riferendosi
alla crisi che stanno attraversando le banche Oltremanica. A
parte l'azzardata spavalderia sullo stato di salute delle banche
nostrane, è sciocco fare dei paragoni con un paese amico, la cui
lingua è ormai di uso comune in tutto il mondo. Non sapere
l'inglese, specialmente quando si parla di banche e business,
non può essere certo motivo di vanto. Ve lo immaginate un
banchiere che non sappia parlare di rating, d'insider
trading di
Strategy Runner, di
spread between the bund e inglesismi simili? Dall'alto dei
suoi miliardi lui potrebbe vantarsi di non saper masticare
l'inglese, anche se non potrebbe dire di fare a meno di
personale che lo sappia alla perfezione, perché gli affari
sono affari. Eppure chissà quante volte avrà detto fra sé e sé:
"Business is business" in risposta alle insinuazioni che dietro
ogni sua legge vengano per primi i suoi affari!
Aug
Lesson one: 2 gennaio 2008
You speak English?
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19 Febbraio 2009
Teodem e Neodalem
I matrimoni d'interesse, senza l'amore prima o poi falliscono. A dir
la verità, quando PDS e Margherita si unirono nel Partito
Democratico, sembrava si amassero abbastanza. Poi vennero fuori i
diversi collateralismi sindacali, i conflitti fra coscienze laiche e
religiose, l'invasione della Chiesa nella sfera politica, le feroci
interferenze cattoliche per impedire ai medici di accompagnare
dignitosamente alla morte una povera ragazza, interrompendone
l'accanimento terapeutico che durava da 17 anni, le diatribe
interpartitiche sul testamento biologico, fino allo strappo di
Rutelli che vota insieme alla destra di governo. Per non parlare
delle trappole che il mite Veltroni si è trovato a dover schivare
sul suo cammino. Tutte trappole tese da chi non ha mai digerito il
fatto di non poter competere con lui in popolarità. Vecchie ruggini
comuniste mai sanate. Poteva farli cuocere nel loro brodo, il buon
Veltroni. Ma non ce l'ha fatta più. Aveva programmato in Africa il
suo futuro da ex sindaco di Roma. Poi fu individuato come la figura
più credibile per la gestazione del PD. Accettò volentieri, con la
speranza di realizzare quel Partito Democratico tanto sognato, anche
se con dieci anni di ritardo. Ma come ogni gestante aveva
bisogno di essere aiutato dai parenti più stretti, dimostratisi
invece parenti serpenti. "Andate tutti alla malora." allora avrà
pensato "Prendo il mio sacco a pelo e me ne vado in Africa!"
E adesso? Quale futuro per il Partito Democratico? Uno solo: che si
liberi di Teodem e Neodalem ( necessario ma
irrealizzabile).
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18
Febbraio 2009
La sindrome di Chavez
Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha promosso e vinto un
referendum di modifica costituzionale, che potrebbe consentirgli di
governare a vita. Non ha abolito le elezioni democratiche, ma ha
tolto i limiti temporali per le candidature. Chiunque in
Venezuela avrà ora la possibilità di ricandidarsi per sempre
(lui compreso, ovviamente). In questo modo si è garantito tutto
lo spazio necessario per portare a compimento il suo disegno di
emancipazione del paese sudamericano dalla globalizzazione. Il
Venezuela è fra i maggiori produttori di petrolio del
mondo e Chavez lo ha sottratto allo sfruttamento dei grandi
magnati. Ma sa che i pescecani del capitalismo mondiale,
abituati a fare bello e cattivo tempo ovunque, non possono
essersi rassegnati a concedergli questo privilegio. E' dunque
consapevole che la sua uscita dalla sfera governativa potrebbe
favorire il loro ritorno. A suo modo ha provveduto ad
assicurarsi un futuro politico da protagonista e c'è da credere
che non abbia agito in difesa di interessi puramente personali.
Ma in Italia, qualcuno i cui interessi personali sono invece
enormi e stanno nei suoi primi pensieri, potrebbe emulare Chavez
per meno nobili ragioni. Quale scorciatoia migliore per cambiare
la Costituzione? Un bel referendum, preceduto da un
martellamento a reti Raiset unificate per imbonire le masse e il
gioco è fatto. E questo è il momento storico a lui più
favorevole. Ha tutto: stampa, televisione, governo e Parlamento.
Gli manca solo il Quirinale, ma non sarà per molto. Ah,
dimenticavo, non ha un'Opposizione, ma non dovrebbe sentirne la
mancanza.
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7 Febbraio 2009
Ferocia di potere
No, non accenna a spegnersi il chiasso degli ipocriti.
Le iene si eccitano sempre più feroci all'avvicinarsi della
morte, pronte a fare scempio del cadavere.
Nessun ostacolo può frenare la furia dell'insaziabile capo del
branco. Nessun richiamo alle leggi della natura, nessun invito
alla pietà. Mentre le lugubri prefiche si stracciano le vesti
attorno al feretro c'è chi cavalca il morto per arrivare oltre.
Una bara come trampolino per raggiungere lo scranno più alto
dello Stato e non per lo Stato, ma per il Potere. Il clamore dei
fanatici cattolici usato per coprire lo schiamazzo dei suoi
diabolici propositi. L'irruzione mediatica nel dolore dignitoso
di un padre messo alla gogna dalle bestie politiche, usata per
imbonire le masse.
No, cara Eluana, non accenna a spegnersi il chiasso degli
ipocriti.
Aug
3 Febbraio 2009
Cara Eluana,
Ci sono Ministri di
Governo e di culto che vanno anche contro la legge per non farti
morire. Pensa quanto ti vogliono bene.
Ci sono giornali che
pubblicano casi di giovani risvegliatisi dal coma vegetativo,
attizzando gli animi dei tifosi della vita a tutti i costi. Fa
niente se tu non ci sei più da 17 anni, queste brave persone ti
vogliono così come sei.
C'è anche stato il caso
di un ragazzo risvegliatosi dal coma dopo che il padre gli ha messo
vicino all'orecchio un mangianastri con la voce registrata di
Berlusconi. Se tuo padre si fosse rivolto devotamente a San Silvio
anche a te sarebbe stata offerta l'opportunità di alzarti dal letto
come Lazzaro.
Nella Chiesa c'è un
vescovo caro al papa, che nega la morte di sei milioni di
ebrei. Niente di strano se sei milioni di cattolici dovessero negare
una sola morte, quella tua.
Nello Stato ci sono alte
cariche politiche e militari pronte a gratificare di medaglie e
onori ogni soldato italiano morto da volontario in Iraq o in
Afghanistan. Quando tu morirai definitivamente a Udine, non
riceverai onori da questo Stato, ma potrai riposare finalmente come
volevi. Ammesso che si spenga il chiasso degli ipocriti!
Aug
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30 Gennaio 2009
Cosa è successo il 28 gennaio a piazza Farnese?
Un tentativo di sommossa popolare eversiva?
Dalla televisione e dai giornali (tutti) non ci abbiamo capito un
granché
Due video ce lo spiegano senza bisogno di parole e di smentite:
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27 Gennaio 2009
l'incompreso
Nella ricorrenza del Giorno della Memoria, papa Ratzinger
contribuisce alla commemorazione dell'Olocausto (6 milioni di ebrei
assassinati dai nazisti) revocando la scomunica al vescovo Richard
Williamson, che ha sempre negato l'Olocausto. Non ha mai creduto
all'esistenza delle camere a gas, il vescovo lefebriano "per
impossibilità tecniche". Secondo l'illuminato vescovo i forni non
potevano contenere tanti corpi da asfissiare, essendo i camini fuori
norma e "le porte... non erano a tenuta di gas". Pertanto, fatti i
dovuti calcoli, morirono non più di "due o trecentomila ebrei, ma
nessuno di loro morì per i gas nelle camere a gas", dice lui. Per il
Vescovo di una Chiesa che si batte per non lasciar morire
dignitosamente la povera Eluana, cosa volete che siano due o
trecentomila morti ammazzati? Sempre meno di sei milioni, comunque.
Chissà, se ad Aushwitz ci fosse stato lui, avrebbe innalzato
adeguatamente i camini e coibentato a regola d'arte le porte, così
da far tornare i conti. Ma è nato troppo lontano e troppo tardi e
oggi deve contentarsi di teorizzare l'inesistenza della Shoah,
incompreso dal mondo intero. Meno male per lui che c'è sempre un
superiore disposto a offrirgli credito.
Aug
PER NON DIMENTICARE:
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23 Gennaio 2009
La vera
Rivoluzione
Appena insediatosi alla Casa Bianca Barack Hussein Obama,
il 44° Presidente USA, sta passando dalle parole ai
fatti. Ha già telefonato al premier israeliano Ehud
Olmert, al presidente palestinese Abu Mazen, al
presidente egiziano Hosni Mubarak e al re abdullah
II di Giordania, per risolvere diplomaticamente la
questione di Gaza. Ha firmato il decreto che porterà
allo smantellamento del carcere lager di Guantanamo.
Ha ordinato alla Cia la chiusura delle
prigioni segrete all’estero. Ha cominciato a
tagliare gli alti stipendi
nell'amministrazione pubblica e prepariamoci ad
ascoltare altre notizie forti nei giorni a venire.
(Proprio il contrario dei capi di governo italiani,
che quando tutto va bene, appena eletti, si danno da
fare per sistemare i propri affari). Ma
fra le cose promesse nel suo discorso
d'insediamento, quelle che hanno maggiore rilevanza
rivoluzionaria riguardano il Mercato. Ha detto:"....
coloro che gestiscono i soldi della collettività
saranno chiamati a risponderne, affinché spendano in
modo saggio, riformino le cattive abitudini, e
facciano i loro affari alla luce del sole - perché
solo allora potremo restaurare la vitale fiducia tra
il popolo e il suo governo. La questione di fronte a
noi non è se il mercato sia una forza del bene o del
male. Il suo potere di generare benessere ed
espandere la libertà è rimasto intatto. Ma la crisi
ci ricorda che senza un occhio rigoroso, il mercato
può andare fuori controllo e la nazione non può
prosperare a lungo quando il mercato favorisce solo
i già ricchi".
Sappiamo che allorché prenderà iniziative
in questo campo andrà a scontrarsi contro gli
interessi giganteschi nascosti dietro l'egida del
libero mercato,
mostro sacro dell'Occidente e dell'America in primo
luogo. L'attuale crisi economica mondiale è proprio
dovuta alla mancanza di controllo dei governi
occidentali sul mercato, lasciato alla mercè dei
gurù della finanza, degli speculatori e dei caimani.
Il tutto nobilitato dalla bandiera della libertà
capitalistica. Non sarà facile neanche per un
coraggioso come Obama, mettere le mani su questo
tema senza scottarsi. Ma siamo sicuri che ci
proverà e allora sì, che ne vedremo delle belle!
Aug
Insediamento Obama alla Casa Bianca. Il primo discorso:
►Stampa tutto
il discorso◄
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13 Gennaui
2009
Forza
litalia!
La patriottica campagna (elettorale
2008) dell'Armata Brancalusconi prima e del
conseguente Governo Italico poi, per non far cadere
nelle mani della gallica Air France la gloriosa
compagnia di bandiera Alitalia si è conclusa in
questi giorni con la consegna di Alitalia alla
gallica Air France. Magia, anzi, giochi di prestigio
del Premier imprenditore! I Francesi volevano
Alitalia a prezzo pieno? Marameo! glie l'abbiamo
data con i saldi di Capodanno, integrando l'acquisto
con un contributo pro capite (50 euro a testa per 60
milioni di italiani), salvando così la bandiera.
Volevano pagare tutto loro, gli sbruffoni, hanno
dovuto fare i conti con il nostro orgoglio! Cosa
credevano, che saremmo stati a guardar volare via i
nostri amati aerei dipinti di rosso, bianco e
azzurro senza battere ciglio? Siamo capaci anche di
pagare di tasca nostra, quando si tratta di
difendere i nostri colori.
Fratelli d'Italia
l'Italia fa festa
E' salvo il principio
E' salva la testa
Dov'è Alitalia
Prendiamo la soma
Portiamola a Roma
La patria chiamò
"Malpensa e Linate
Son date per morte
Stringiamoci a coorte"
La lega sbottò
Ma per la Padania
Lo scalo vicino
Sarà Fiumicino
Il Gallo ordinò
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12
Gennaio 2009
Gott
mit Uns
"Persona per persona, occhio
per occhio, dente per dente, mano per mano, piede
per piede". Questa è la legge vendicativa di Dio,
secondo le Bibbia (Deuteronomio
19,21). La stessa che
viene richiamata nel Corano (Sura 5,49)
Che si chiami
Javè o Allah, Ebrei e Musulmani venerano lo stesso
dio di Abramo, dal quale discendono. Un dio da
sempre indaffarato a contare le vittime di guerre
fratricide, tirato ora dall'una, ora dall'altra
parte del campo di battaglia. Non che i cristiani
(anche loro figli di Abramo) siano stati da meno nei
secoli, con le Crociate e con la fissazione di
evangelizzare l'intero pianeta - ne sanno qualcosa
gli indigeni del Nuovo Mondo - usando anche le armi.
Ognuna delle tre grandi religioni monoteiste soffre
purtroppo di profonde intolleranze ideologiche. Ma
quella cristiana perlomeno non segue la legge del
taglione, anzi, tutto il contrario, si fonda sul
perdono. Non che venga molto seguito nella pratica
l'invito di Gesù a volgere l'altra guancia, perché
la convinzione di avere dio dalla propria parte fa
commettere comunque un sacco di crimini contro chi
la pensi diversamente. Un esempio per tutti ci viene
dal motto nazista "Gott mit Uns", adottato per
giustificare la guerra e le stragi di ebrei. Non c'è
niente di più pericoloso nei popoli del sentirsi
spalleggiati da Dio. Tuttavia, le più sciagurate
delle guerre, come quella ipocritamente
definita "esportazione della democrazia", possono
avere termine una volta che venga scoperto l'inganno
umano che le ha scatenate. Le guerre legate a leggi
divine come quella che vuole "occhio per occhio"
disgraziatamente sono destinate a non finire mai,
perché a nessun credente può venire in mente di
essere ingannato dal proprio dio.
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7 Gennaio 2009
Il Ministro dei Miracoli
L'Ucraina chiude i rubinetti del gas russo verso
l'Europa, che dipende da questa fornitura fino al 100%. Dal
canto suo la Russia intende ridurre sensibilmente, e forse
cessare del tutto, il transito del suo metano attraverso il
territorio ucraino. Sono queste le ultime notizie che ci
arrivano dal fronte dei litigi Kiev-Mosca. Ma il ministro
Scajola invita gli italiani a non preoccuparsi. <<Abbiamo
riserve di metano per alcune settimane>> assicura. Preghiamo
allora il Dio Inverno di attenersi a queste scorte di gas,
non oltrepassando il mese di febbraio. Potremmo così uscire indenni dal tunnel del freddo,
con la benedizione di Scajola.
Aug
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5
Gennaio 2009
Leggi e spècchiati
"... Amico
mio, chissà quante volte tu hai dato il tuo voto a un uomo politico
.... sol perché una volta insediato al posto di potere egli ti
poteva garantire una raccomandazione, la promozione ad un concorso,
l'assunzione di un tuo parente, una licenza edilizia di sgarro. Così
facendo, tu e altri milioni di cittadini italiani avete riempito i
parlamenti e le assemblee regionali e comunali degli uomini
peggiori, spiritualmente più laidi, più disponibili alla truffa
civile, più dannosi alla società. Di tutto quello che accade oggi in
questa nazione, la prima e maggiore colpa è tua. Io allora non ti
dico per quale partito votare, perché penso che tu abbia avuto
almeno la lucidità per fare una tua scelta ideale. Ti dico solo,
all'interno di questo partito al quale affidi la tua coscienza di
cittadino, di scegliere uomini intelligenti, soprattutto uomini
onesti. E se hai coraggio e passione stai tu dentro quel partito a
lottare. So quanto sia difficile, poiché manigoldi e ruffiani sono
riusciti finora ad emarginare o eliminare gli intelligenti e gli
onesti. Ma bisogna tentare, disperatamente, quotidianamente lottare
e sperare. Altrimenti ignoranti, ladri e imbecilli ti affonderanno
definitivamente nelle merda!"
Queste
cose scriveva su "I Siciliani" Pippo Fava, nel febbraio 1983. Eppure
sembra che si parli di oggi.
Il 28 dicembre dello stesso anno,
intervistato da Enzo Biagi, Pippo Fava diceva: "Mi rendo conto che
c'è un'enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno
in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i
mafiosi sono banchieri, mafiosi sono quelli che in questo
momento sono ai vertici della nazione. Non si può definire mafioso
il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua
piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità,
che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città
europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed
importante...."
Sette giorni dopo fu assassinato con
cinque proiettili calibro 7,65 sparati alla nuca da un killer.
Aug
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