Arretrati 2007

 

 

Web all'amatriciana: Articoli arretrati - anno 2007

 

Indice degli articoli pubblicati nel 2007:

4 Gennaio 2007 - Fine Anno senza Inno

24 Gennaio 2007 - Pelati senza scadenza

19 Febbraio 2007 - Ricerca cercasi

23 Marzo 2007 - Sinistra di governo

12 Aprile 2007 - Fusione a freddo

7 Maggio 2007 - Family Devil

24 Maggio 2007 - La costola di Adamo

12 Giugno 2007 - Ci risiamo con la Giustizia!

 

15 Giugno 2007 - Il Tesoretto

18 Luglio 2007 - Radical cheque

20 Agosto 2007 - A Cesare quel che è di Paolo

12 Settembre 2007 - Non c'è vaffanculo che tenga

5 Ottobre 2007 - Il nemico che non c'è

11 Novembre 2007- Un omicidio al giorno

19 Novembre 2007 - 8 milioni di firme/baionette

29 Novembre 2007 - Indietro mezza!

Natale 2007 - Natale con i tuoi?


 

Vai agli Arretrati del 2006

Vai agli Arretrati del 2005

Vai agli Arretrati del 2004

 

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Natale 2007

 

Natale con i tuoi?

Che Natale ragazzi! Nei film finisce sempre che tutti si abbracciano commossi attorno a una tavola imbandita fra regali e addobbi natalizi. Nella realtà (politica) italiana 2007 le cose non stanno andando proprio così. I due eserciti che poco meno di un anno e mezzo fa marciavano compatti l'uno contro l'altro alla conquista di elettori, sono diventati due assembramenti di litiganti a ordine sparso. Destra contro destra, sinistra contro sinistra, giù botte da orbi, ma proprio da orbi, di quelli che non riescono a vedere al di là del proprio naso. Se infatti sapessero guardare al di là dei puntigli ideologici o dei propri interessi di mercato, vedrebbero che c'è tutto un popolo allo stremo della sopportazione. Nessuno se la sente più di inseguire le manovre spericolate di politici che rivendicano la gloria di esistere, ricattano, sfidano, sbattono i piedi per terra, insultano i propri alleati o minacciano di cambiare campo. Al di là dei propri massimi desideri ogni cittadino sa che necessita un clima politico stabile sia al governo che all'opposizione, per una democrazia funzionante. La gente lo sa che ci vorrebbero due grandi partiti, come in tutte le democrazie più avanzate, per avere legislature stabili. Ma è proprio l'eventualità che una legge elettorale dia forza a questa idea, a spaventare i piccoli partiti. L'eventualità di ricevere una pernacchia, se un domani a qualche singolo venisse voglia di dire "o fate come dico io o me ne vado", manda in bestia chi di questo ricatto politico ne ha fatto un modus vivendi. Nessun lavoro di squadra nel mare in tempesta. E la Casta va....

Non c'è Natale che tenga per questa "Casta".  Al Timoniere del Vascello Fantasma non resta che invocare il Bambinello: "Dagli amici mi guardi Iddio!"

Aug

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29 Novembre 2007

Indietro mezza!

Le auto generalmente hanno 5 marce avanti e una indietro. Le navi invece hanno tre marce avanti (avanti adagio, avanti mezza, avanti tutta) e tre marce indietro (indietro adagio, indietro mezza, indietro tutta). Silvio Berlusconi preferisce il sistema nautico: gli dà più chance in retromarcia. In "avanti tutta" annuncia la nascita di un nuovo partito e lo scioglimento di Forza Italia. Non passano dieci giorni che ci ripensa e..... "Indietro mezza", Forza Italia non si scioglie, un partito nuovo si farà. Al primo annuncio aveva sorpreso tutti, anche la sua servitù. Adesso invece i badanti più vicini sono pronti a giurare che le intenzioni del capo non sono mai mutate. Siamo noi che avevamo capito male. Ai badanti non è permesso, pena il licenziamento, travisare i suoi ordini: se dice "andiamo a destra", devono cantare in coro:<<Ha detto chiaramente "andiamo a sinistra">>. Ma non si tratta di idee confuse o di previsioni di ripensamento. No. E' tutta una strategia per disorientare il nemico, far venire il capogiro ai giornalisti che lo seguono passo passo e restare unico sul palco, come l'illusionista, a dirigere lo sguardo degli astanti dove lui vuole che si guardi. Io, che come osservatore mi tengo a distanza di sicurezza, riesco a non farmi incantare.

Ma il fatto che stia qui a parlarne mi fa venire un dubbio: "Come mai sto seguendo le giravolte di questo personaggio che non la conta mai giusta? Non avevo argomenti più meritevoli da trattare?" Oddio! Faccio fatica a tenere gli occhi aperti. Forse ho sottovalutato l'ipnosi a distanza.

Aug

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19 Novembre 2007

8 milioni di firme/baionette

Mento alzato alla Duce, toni misurati, con la calma studiata delle grandi occasioni,  il Cavalier Conflitto  annuncio alla Nazione che "grazie al generoso impegno di migliaia e migliaia ecc." sono state raccolte otto milioni di firme per mandare a casa l'odiato Governo Prodi. Mentre le sue leggi ad personam gli regalano l'ennesima prescrizione di reato, il miliardario impenitente dichiara solennemente che "Quelle firme rappresentano l'energia sulla quale l'Italia può contare per non rassegnarsi a un futuro incerto e illiberale". Certo, non gli mancano le iniziative. Fallita la campagna acquisti in Senato per far mancare la maggioranza al Governo, fallite le rabbiose spallate, si è buttato a raccogliere firme sulle piazze, su Internet e ovunque apparissero i dati personali di cittadini scontenti. Con otto milioni (facciamo anche dieci) di firme in tasca, adesso si dice  pronto ad affrontare una nuova legge elettorale, ma con la garanzia di andare subito dopo al voto. Perbacco, il ferro si batte finché è caldo (o prima che l'avversario si riprenda del tutto dai suoi mal di pancia). Previo plebiscito cambierà il nome di Fossa Italia con quello di PPl (Partito del Popolo libero) o di PpP (Partito per Prescritti) e poi via verso la vittoria! 57 anni fa, da piazza del Popolo un altro duce, forte di otto milioni di baionette (diceva lui!), dichiarava guerra alla Francia e all'Inghilterra. Si sa come finì, purtroppo. Lo sanno soprattutto gli eredi di quel primo duce, che non ci stanno a intrupparsi come eterni scudieri nell'armata Brancalusconi. E pure gli altri inquilini della Casa delle libertà preferiscono lo sfratto alla coabitazione con alleati tanto bellicosi. Si, anche loro sono per far cadere questo governo, ma, con l'aria di commiserazione, sembrano voler dire:<<Vai avanti tu che mi vien da ridere>>.

Aug

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11 Novembre 2007

Un omicidio al giorno leva l'informazione di torno

Dopo l'uccisione a Roma di Giovanna Reggiani si è scatenata la caccia al rumeno. I mass media sembrava che non aspettassero altro per potersi sbizzarrire con articoli, servizi, commenti esacerbati. Il Governo non ha perso un minuto di tempo, varando un decreto per l'espulsione di tutti i rumeni non in regola con la legge. L'Opposizione di destra ha rafforzato la sua campagna xenofoba, aizzando gli animi meno nobili. Squadracce di dementi biliosi vanno in giro alla ricerca di un/a rumeno/a da pestare. I più vigliacchi appiccano il fuoco ai campi nomadi. A nessuno interessa Giovanna Reggiani come disgraziata vittima di un assassino, l'attenzione è tutta sul fatto che Nicolae Romulus Mailat, l'assassino, sia un rumeno.

Dopo l'uccisione a Perugia della studentessa inglese  Meredith Kercher, Mass media, Governo, Opposizione e popolino sembrano non essersi accorti del fatto che i sospettati dell'omicidio siano un'americana, un barese e un congolese. Il Governo non ha fatto alcun decreto per l'espulsione immediata di americani e congolesi fuori regola e non sta trattando con la Puglia la regolamentazione della circolazione dei baresi sul territorio nazionale. L'Opposizione non si è messa a gridare in difesa della razza e non si vedono squadracce in giro alla ricerca di americani, congolesi e baresi da pestare. Meglio così, ma non sarà forse perché la vittima è "soltanto" un'inglesina? E poi sarebbe stato più facile se ad essere indagato per omicidio fosse stato il solo congolese. Di congolesi non ne abbiamo tanti quanto i rumeni, ma avremmo assistito a una bella caccia al "negro". Per la stampa e per la televisione, per il governo e per l'opposizione, la prima notizia (quella della povera Giovanna) è servita a coprire l'allarme della Confindustria, secondo la quale la Mafia è l'azienda italiana con il maggior fatturato (90 miliardi, pari a quattro finanziarie). La seconda notizia (l'assassinio di Meredith) avrebbe potuto coprire quella dell'arresto del Capo di Cosa Nostra a Palermo (il merito non appartiene né ai mass media né alla politica, ma sempre meglio farlo intendere).

Forse è così che devono andare le cose!

Aug

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5 Ottobre 2007

Il nemico che non c'è

"Sarebbe bello disporre di un contesto dove Veronica Berlusconi possa dare un contributo..... è davvero una persona rara". Comincia così il corteggiamento di Veltroni nei confronti della moglie di colui che dovrebbe essere il suo maggiore avversario politico.

Chi conosce il sindaco di Roma non dovrebbe meravigliarsi di queste dichiarazioni. Per Veltroni non ci sono nemici, ma soltanto avversari e se hanno una bella moglie, colta e intellettualmente autonoma, meglio ancora. Si può tentare di forzarne l'autonomia e portarla dalla propria parte. In uno scenario da "palude dei famosi", dove tutti tirano fango a tutti, il veltronismo spiazza ogni stereotipo.

Cavalcando la politica-Wrestling, in sintonia con la sottocultura nazionale diffusa a getto continuo dalla quasi totalità dei canali televisivi, il Cavaliere prova a mettere in campo femmine telegeniche e battagliere, per contrastare il pericolo "comunista" con un super partito di destra. Ma come si può combattere contro un nemico che  avanza tra i nugoli di frecce delle tue amazzoni, chiamandoti bonariamente "avversario", portando con sé un fiore da offrire alla tua donna? Quella donna che per te è soltanto una femmina, mentre da lui è considerata un interessante soggetto politico, con tanto di cervello e dignità.

Questo sì che è un bel romanzo da vedere come va a finire!

Aug

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12 Settembre 2007

Non c'è Vaffanculo che tenga

A pochi giorni dal "Vaffanculo Day", dove migliaia d'italiani hanno chiesto un Parlamento più serio,  senza indagati, il ministro degli Esteri D'Alema protesta contro il governo belga, per il breve fermo di polizia subìto dal leghista Borghezio durante una manifestazione non autorizzata a Bruxelles "contro l'Islam", dove il parlamentare italiano aveva anche apostrofato i poliziotti: <<Siete peggio degli islamici>>.

Nella motivazione della protesta della Farnesina viene richiamata la violazione dell'immunità parlamentare. Proprio in controtendenza rispetto alla richiesta di popolo affinché eletti ed elettori risultino uguali di fronte alla legge. 

Se si pensa ai 25 parlamentari pregiudicati con condanna definitiva, agli 8 condannati in primo grado, ai 17 imputati, ai 19 indagati e ai 10 prescritti ( da "Onorevoli Wanted", di M. Travaglio e P. Gomez), sorge il sospetto che qualcuno entri il Parlamento come si entrava nella Legione Straniera, rifugio di ogni risma di fuorilegge, per sfuggire alla prigione.

E' troppo grave un tale sospetto, ma è ancor più grave ogni cosa che si fa per alimentarlo.

(Non mi viene neanche da ironizzare)

Aug

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20 Agosto 2007

A Cesare quel che è di Paolo

Il Cardinale Bertone ha ricordato agli italiani che San Paolo invitava a pagare le tasse e quindi "tutti dobbiamo fare il nostro dovere nel pagare le tasse"

Chi si aspettava un aiuto dalla Chiesa nella sgangherata crociata per far cadere il Governo suonando le corde sensibili di chi vede il fisco come il fumo negli occhi, ha dovuto ricevere questa bastonata dal Cardinale. Ma l'ha ricevuta da somaro, perché non ha capito quanto la Chiesa Cattolica se ne infischi di chi le tira la tonaca per interessi che non coincidano con i suoi. E poi la Chiesa è abituata a dire al mondo cosa si deve fare, non a farsi suggerire da chicchessia cosa deve dire. Le crociate contro l'aborto, contro il divorzio, contro le coppie di fatto, non  le ha intraprese per compiacere qualche politico, ma le ha guidate spronando i  fedeli a schierarsi a favore dei suoi interessi spirituali e materiali (che a volte coincidono).  Lo stesso Bertone adesso sta andando all'attacco dei giornali che pubblicano notizie sui preti pedofili e sicuramente non lo fa per difendere gli accusati, che in cuor suo vorrebbe forse incenerire, ma per il prestigio della Chiesa.

Vorrei far presente che l'otto per mille di centomila fa 800 e di un milione fa 8.000. La Chiesa non si spinge fino a lanciare una sua crociata contro gli evasori, ma non può neanche tacere quando vede che si sta esagerando contro i suoi interessi.

Aug

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18 Luglio 2007

Radical cheque

Appena si viene a sapere che il Governo, con i ministri appropriati, forse ha raggiunto un accordo con i rappresentanti dei Lavoratori sulla più discussa delle leggi, quella sulle pensioni, il Ministro per il Commercio Estero Emma Bonino si dimette. "Che c'iazzecca il Commercio Estero con il Lavoro?" direbbe Di Pietro, un altro Ministro molto attento a quanto fanno gli altri ministri. "Niente", risponderebbero le lavoratrici (quelle con la schiena a pezzi) e i lavoratori (quelli con i calli alle mani e i tick della catena). "Niente", risponderebbero i giovani che non avranno comunque una pensione decente se non si sottometteranno alle pensioni integrative offerte da quei campioni del liberalismo che sono le assicurazioni italiane. "Niente", risponderebbe l'INPS che non si è mai lamentata di non farcela a pagare i lavoratori che vanno a riposo dopo una vita di versamenti contributivi. Ma la liberalissima radicale Bonino (non fatevi ingannare dal nome), che con la sinistra radicale è andata a braccetto quando c'era da liberare decine di migliaia di galeotti con l'Indulto, si ritiene talmente indignata per il fatto che i Lavoratori stiano raggiungendo un minimo di sconto sul prolungamento della loro galera, da lasciare il Commercio Estero. Non so quanto soffriranno le popolazioni estere della sua mancanza, dopo che si erano abituate a vederla al loro fianco, per una maggiore circolazione delle armi, in nome dell'esportazione della democrazia bombarola. So invece quanto stanno gongolando i capitalisti nostrani ai quali non sono mai piaciuti i governi che trattano i Lavoratori come esseri umani e i grandi evasori come grandi evasori.

Immagino che una super liberista come la Bonino, che ha trascorso una vita da brahmana a chiedere offerte per cause e digiuni vari, abbia in mente dei suggerimenti da offrire ai pensionandi: "Fate come me, andate in televisione con un cartello tuttoschermo attaccato al collo con su scritto il codice del vostro Conto Corrente. Funzionerà meglio di una pensione integrativa".

Aug

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15 Giugno 2007

Il tesoretto

Negli anni '50 un calzolaio di Sesto San Giovanni vinse 300 milioni al Totocalcio. Fu tanta la sua gioia che volle farne partecipi parenti e amici, oltre naturalmente, alla moglie e ai figli. Ma, come è vero che i soldi non fanno la felicità, quella vincita fu l'inizio di tutte le sue disgrazie. Spuntavano parenti bisognosi da tutte le parti, mentre i figli e la moglie, una volta incassati i loro dividendi, lo piantarono in asso. Finì presto solo e in miseria.

Di lui si è avuta notizia qualche anno fa, che vive nella più assoluta indigenza ed è carico di debiti.

Il Governo ha scoperto improvvisamente di avere dei soldi in più in cassa e, tutto giulivo, Prodi lo ha chiamato "Tesoretto", intenzionato a spartirlo fra le famiglie più bisognose. Ma quando si sente odore di soldi, in Italia diventiamo tutti bisognosi. Padoa Schioppa, il custode del Tesoretto, viene accerchiato da uno stuolo di ministri e rappresentanti di partito.  Scene da corte dei miracoli, coltelli pronti a volare in aria. A occhio e croce ci vorrebbero almeno 16 miliardi per dare il resto a tutti mentre sembra che siano disponibili non più di 2,5 miliardi e Padoa Schioppa non è capace di moltiplicare pane e pesci e anche se ci riuscisse non ce la farebbe a saziare le attese dei questuanti. Non essendo un politico, ignora che in politica la parola "sazietà" è sconosciuta. Per il suo bene, gli consiglierei di recarsi a Sesto San Giovanni, a far visita al vecchio calzolaio ex milionario. Si faccia raccontare la sua storia e impari cosa non deve fare uno che si trova con una certa cifra imprevista in mano.  Forse ognuno riporrà in tasca il proprio serramanico chiuso.

Aug

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12 Giugno 2007

Ci risiamo con la Giustizia!

La pubblicazione di alcune intercettazioni di telefonate fra Consorte e i dirigenti DS che tifavano per la scalata Unipol alla BNL riapre la caccia al giudice, sport preferito dai politici di tutto lo schieramento parlamentare.

''Siamo fuori dalla norma o al limite della norma.....chiederò un'ulteriore relazione ai presidenti Grechi e Pomodoro per verificare se la legge è stata violata'' dichiara il ministro della Giustizia Mastella.

Franco Frattini, si dice d'accordo col ministro della Giustizia Clemente Mastella "sulla necessita' di adeguare il sistema italiano a quello della stragrande maggioranza dei Paesi europei"

"Quella delle intercettazioni telefoniche e' una follia tutta italiana" sbotta il ministro dell'Interno, Giuliano Amato.

"Confermiamo - ha detto da parte sua il capogruppo di Forza Italia in Senato Renato Schifani - di essere pronti a fare la nostra parte, come è sempre accaduto in questi mesi, per approvare rapidamente il ddl sulle intercettazioni".
D'Alema: "Fiducia nei magistrati ma l'Unione è spiata"

Categorico Fassino: "Da noi non esiste una questione morale. Contro i Ds c'è un'aggressione"

Interviene persino il Presidente della Repubblica, che invia una lettera ai Presidenti del Senato e della Camera per sollecitare un "tempestivo iter parlamentare del disegno di legge di riforma dell'ordinamento giudiziario"

L'art. 1 del disegno di legge che verrà discusso la prossima settimana in parlamento recita, fra l'altro : "Se si procede al dibattimento, non è consentita la pubblicazione, anche parziale, degli atti del fascicolo del Pm, se non dopo la pronuncia della sentenza in grado di appello".

C'è insomma tanta voglia di mettere le mutande ai giudici e il bavaglio ai giornalisti, come se il problema della Giustizia stesse nelle intercettazioni ordinate dai magistrati e  relativa pubblicazione sui giornali. Non sta nell'impossibilità di celebrare i processi, a causa della caterba di leggi sfornate in Parlamento dai tempi della "Giustizia giusta" di Martelli, ai tempi delle prescrizioni ad personam del governo Berlusconi, fino all'Indulto di Mastella. Non sta sull'indigenza dei Tribunali, dove mancano persino i fondi per la cancelleria. Non sta nella rabbia delle vittime dei reati, che in Italia vedono raramente una soluzione alle ingiustizie ricevute. 
A questo punto, anche a chi scrive cade la voglia d'ironizzare, perché anche l'ironia oggi diventa un lusso in mezzo allo squallore in cui siamo costretti a vivere.

E qualcuno si meraviglia ancora se diminuisce l'affluenza degli elettori alle urne!

Aug

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24 Maggio 2007

La costola di Adamo

Geographic Project è uno studio quinquennale, condotto dalla National Geographic Society insieme all'IBM, allo scopo di mappare il DNA di decine di migliaia di persone residenti in varie parti del mondo, per fare a ritroso il percorso dell'evoluzione e delle migrazioni umane.

Dai primi dati si ha la conferma scientifica che l'intera umanità proviene dall'Africa orientale (Etiopia, Kenia, Tanzania) e questo risultato era prevedibile. Apprendiamo invece con stupore che in ogni persona, di qualsiasi razza, sopravvivono intatti gli stessi cromosomi del DNA di una donna vissuta 150 mila anni fa e di un uomo vissuto 60 mila anni fa.

Dunque Eva sarebbe nata prima di Adamo e non lo avrebbe neanche conosciuto. Ma come si è potuta conservare la sua mela per 90 mila anni? E Adamo a chi ha prestato la sua costola? In attesa che il Vaticano metta insieme uno staff di cervelli per risolvere il problema o per mandare al rogo i responsabili del Geographic Project, proviamo a immaginare cosa succederà quando la notizia raggiungerà i più scalmanati difensori della sacralità della famiglia. Apprendere di essere nati dall'inseminazione di una mela conservata per 90 mila anni è troppo anche per Pezzotta e per Mastella. A questo punto sarebbe stato meglio sapere di Eva e Adamo come di una coppia di fatto, piuttosto che di una coppia  mai accoppiatasi per decorrenza dei tempi.

E pensate che scompiglio nel popolo leghista, quando saprà di provenire da una colonia di"negher" migrati dall'Africa all'Asia e stabilitisi in Padania! A questo punto anche Calderoli dovrebbe esibire un permesso di soggiorno.

Intanto il solito Berlusconi cercherà di negare la validità della ricerca, perché viziata da interessi di parte politica, in quanto l'IBM e la National Geographic Society sono due covi comunisti.

Da parte mia spero proprio che qualcuno riesca a smentire il Geographic Project, perché, anche se è un piacere sapermi parente dei Watussi, non accetto proprio di farmi chiamare fratello da un Borghezio.

Aug

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7 Maggio 2007

Family Devil

Mancano 5 giorni al "Family Day" premeditato, organizzato e propagandato dal Fondamentalismo nostrano, un partito trasversale che parte dal Vaticano, passa per Montecitorio, Palazzo Madama e scuote Palazzo Chigi. Sicuramente piazza San Giovanni verrà invasa da un fiume di benpensanti tutto Dio, Patria e Famiglia. Avranno come slogan "Il bene della famiglia è il bene del Paese", senza specificare il bene di quale famiglia. Anche quelle nate senza la benedizione della Chiesa Cattolica hanno il diritto umano di chiamarsi famiglie. Ci sono coppie e nuclei di persone che campano sotto lo stesso tetto, condividendo le proprie risorse e i propri affetti, nella buona e nella cattiva sorte. Ma sembra che la manifestazione sia nata proprio per impedire loro di chiamarsi famiglia.

Di fatto si può chiamare famiglia quella che è passata con i testimoni per la sacrestia, anche se poi ne è uscita passando per le casse della Sacra Rota. Si possono chiamare famiglia tutte quelle unioni consacrate fra individui di sesso opposto, riconosciuti fin dalla nascita maschio e femmina, dal pisellino e dalla patatina. Gli ormoni effettivi non fanno testo.

Ma è il caso, poi di dare tanta enfasi all'istituzione della famiglia? Non voglio spingermi fino ad Engels, che considerava la famiglia come l'aberrazione delle società preindustriali, tramite la quale l'uomo poteva esercitare il potere sulla proprietà privata e sulla donna. Basta andare alla famiglia di Gesù, che non era la Sacra Famiglia inventata dalla Chiesa. "Chi è mia madre, chi sono i miei fratelli?", disse a chi gli chiedeva di ascoltare i suoi famigliari venuti a trovarlo tra la folla. La famiglia che aveva scelto era vicino agli Apostoli e a Maria Maddalena. Nessuno ha mai avuto niente da ridire sul senso che Gesù aveva della famiglia. 

Spesso il bene di una famiglia coincide con la disgrazia di altre decine o centinaia di altre famiglie. Pensate quanto bene sia derivato al popolo dalla ricchezza delle famiglie cosiddette "nobili" del Medioevo, dalle famiglie latifondiste, dalle famiglie reali di tutti i tempi! Potere e possesso sono state spesso il collante di certe famiglie. Non a caso la Mafia è suddivisa per Famiglie.

Io posso dire di stare bene con la mia famiglia, ma non vado in piazza a sbandierare quanto ci godo. Ritengo che quella della famiglia sia una scelta molto personale e delicata, da trattare con tutta la riservatezza che meritano le scelte personali. Solo la paura e l'odio per il diverso possono spingere i fondamentalisti alla demonizzazione di chi non la pensa come loro.

Questo del 12 maggio 2007 non sarà quindi un Family Day, ma un Family Devil

 

Aug

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12 Aprile 2007

Fusione a freddo

Un partito che non è ancora partito, ma che aspira ad arrivare lontano, dovrebbe guardare lontano (appunto). Scrollarsi di dosso tutte le scorie di un passato che è passato e che non entusiasma più nessuno e volgere lo sguardo in avanti. I giovani come me (a parte l'età) hanno bisogno di idee entusiasmanti, se si vuole imbarcarli in un vascello alla conquista di nuovi orizzonti. Ma come si fa ad entusiasmarsi per un partito, che ancor prima di partire viene incartato in un collage di valori che "Hanno le loro radici più profonde nel cristianesimo, nell’illuminismo e nel loro complesso e sofferto rapporto. Traggono alimento sia dal pensiero politico liberale, sia da quello socialista, sia da quello cattolico democratico. Sono maturati nella dialettica tra queste diverse tradizioni e dal confronto con le sfide proposte dalle culture ambientalista, dei diritti civili e della libertà femminile, oltre che nella condanna delle ideologie e dei regimi totalitari del novecento"? E come se non bastasse, si va a scavare la tomba di Hammamet per arricchire il Pantheon del nascituro partito. Che strano modo di partorire in un sacrario di defunti.

Io sono stato ad Hammamet e ho provato pena per quella tomba con su scritto "La mia libertà equivale alla mia vita". Ma il leone ferito che è andato lì a morire,  va rispettato e basta. Non si può farne un santo, soltanto per l'esigenza di ossigenare un partito al quale i sondaggi non danno più del 23%.

Dai Congressi saranno pure uscite delle idee e dalla Società saranno pervenute aspettative di novità. La decisione più sleale e miope sarebbe quella presa a tavolino, sommando a freddo un po' di cristianesimo, un po' d'illuminismo, un po' di ambientalismo, un po' di femminismo, un po' di liberalismo, un po' di socialismo e un cadavere eccellente per chiudere in de profundis.

Giorgio Gaber ironizzava in una sua canzone "...I vecchi bisognerebbe ammazzarli da bambini". Se il Partito Democratico dovesse nascere così, già vecchio, converrebbe allora riesumare anche Gaber.

Aug

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23 Marzo 2007

Sinistra di governo

Io non faccio uso di droghe (eccetto il peperoncino) e non saprei dire se un grammo di hashisc si possa chiamare modica quantità o superdose. Comunque non mi lambicco il cervello per cercare di capire quale sia la dose giusta da ritenere lecita e alla notte dormo tranquillo. E non mi faccio prendere dalle stesse angosce dell'assassino di un gioielliere, che non vorrebbe fare il galeotto, ma soltanto lo scrittore.  Sono altri i pensieri che potrebbero tenermi sveglio, se non sapessi preaddormentarmi con un efficacissimo esercizio yoga. Per esempio:  "Riusciranno i giudici a mantenere la loro indipendenza, per garantirmi sicurezza e legalità?" "Ce la farò a pagare i ticket sanitari se all'improvviso dovessi avere bisogno di visite e prestazioni mediche specialistiche?" "Riuscirà mio figlio a pagare il mutuo della casa, se dalla cassa integrazione, la sua fabbrica passerà alla chiusura?" "Ce la farò a sopportare altri cinque anni di Berlusconi, se questa maggioranza al governo, distratta fra uno spinello, un indulto e un controllo sui giudici di Potenza, si ritrovasse minoranza sulle liberalizzazioni di Bersani?" "Chi avrà aperto la raccomandata che ho ritirato alla Posta, vista l'indifferenza del Direttore dell'Ufficio? "Riuscirò a fregarmene dei danni che quella banda di mocciosi, figli di indultati, stanno facendo al condominio?" Eh sì che ce ne sarebbero di motivi per tenermi impegnata la mente, ma non me ne faccio una malattia. Sembra invece che lo spinello, i giudici attivi e i problemi dei "compagni che sbagliano" degli anni di piombo, siano fra i primi pensieri nella minoranza della maggioranza di governo. Il Tar del Lazio ha bocciato la legge Turco sul consumo di droga. Salvati cielo! come l'alcolizzato che si sveglia alla mattina e non trova più la sua bottiglia di grappa, così la minoranza della maggioranza, che quando ci si mette manda la maggioranza in minoranza, strepita per riavere lo spinello perduto. La Giustizia vorrebbe in galera chi ammazzò Torreggiani e rese paralizzato a vita il figlio... ma, povero proletario, ha già scontato la pena in Francia accontentandosi di riscuotere i diritti d'autore sui suoi libri gialli. Uno così deve essere amnistiato. Ecco, forse ho trovato degli argomenti da mandarmi in bestia per tutta la notte. 

Aug

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23 Febbraio 2007

Conta il doppio e rende zero

Dico subito che Franco Marini mi è stato sempre antipatico. Perciò potrebbe darsi che le mie opinioni siano distorte da questo sentimento di parzialità.

Del famigerato voto al Senato che ha fatto cadere il Governo,  sono state dette di tutti i colori. No ho trovato finora un commento sul fatto che Marini, pur sapendo di presiedere un'aula con due schieramenti quasi alla pari, non ha fatto pesare il suo voto per evitare il disastro. Si è dato una sua regola, quella di non esprimere mai il suo voto al Senato. Glie l'ho sentito dire una volta in televisione, perché lui è il presidente di tutti e non può votare a favore di una parte. Anima candida! E' proprio quello che cercava Berlusconi, che infatti oggi lo propone insieme ad Amato, come capo di un governo di transizione.

Per chi non lo sapesse, il voto del presidente conta il doppio e nessuno si è mai sognato di rinunciare a questa sua prerogativa. Ma l'onesto Marini si è tenuto coerente fino in fondo. Si prevede la sconfitta del Centrosinistra per un paio di voti sulla politica estera, che provocherebbe la caduta del Governo Prodi come ha minacciato D'Alema? Lui mantiene la parola, non mette il suo voto pesante sul piatto della bilancia.

Avviene ciò che era inevitabile accadesse: il Governo va sotto per due voti e.... tutti a casa.

Aspettiamo gli sviluppi delle consultazioni al Quirinale. Ma senza entusiasmo per qualsiasi soluzione. Gli Italiani stanno vivendo da anni una sensazione di abbandono da parte di coloro ai quali hanno espresso la fiducia. A destra e a sinistra si gioca allo sfascio. Al centro si gioca alla democristiana. Tutti giocano comunque per se stessi. Qualunquismo?  Adesso sì, che vincerà il qualunquismo. E chi se la sentirà di rimproverare chi dice che "tanto sono tutti uguali"?

Aug

 

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19 Febbraio 2007

Ricerca cercasi

Il rientro in Italia del Nobel  Carlo Rubbia dovrebbe essere su tutti gli organi d'informazione come  notizia dell'anno. E' già una notizia che un grande scienziato faccia ritorno nel Paese dove la Ricerca vive peggio di Cenerentola, ma sapere che è stato chiamato addirittura  per fare da consulente al ministero dell'Ambiente, fa veramente scalpore. Rubbia si batte da anni per la ricerca di energie alternative al petrolio e ha perfezionato  un sistema per lo sfruttamento dell'energia solare, che ha già sperimentato in Spagna. Il governo di Zapatero accolse subito i progetti del nostro grande scienziato, dopo che il governo Berlusconi gli aveva risposto picche. Adesso Rubbia ritorna con una prudente dose di speranze. Il ministro Pecoraro Scanio intende avvalersi dei suoi consigli. Ma un altro ministro, il ministro per la Ricerca Fabio Mussi, se ne sarà accorto di questo provvidenziale rientro, o è troppo impegnato a sottolineare i punti e le virgole del contratto di matrimonio che si sta stipulando fra DS e Margherita? Non passa giorno che non siamo messi al corrente dai giornali della sua posizione contraria, critica, possibilista, rigida conciliante, sulla costruzione del Partito Democratico. Come se per gli Italiani glie ne importasse un fico. Prima di essere l'iscritto ad un partito, Mussi è Ministro della Repubblica e viene pagato da tutti gli Italiani non per inseguire Fassino e Rutelli, ma perché siano fatte funzionare le Università e la Ricerca scientifica. Nel mondo scientifico italiano c'era  grande aspettativa nei ministri di un governo, che peggio di quello precedente non poteva essere. Ma, senza nulla togliere a Pecoraro Scanio, io credo che i ricercatori aspettano iniziative dal loro Ministro. Che invece sembra tutto preso nelle diatribe del suo partito.

Con molto cattivo gusto si potrebbe dire che per uno scienziato ritornato, abbiamo un ministro partito. Purtroppo quando non ci sono parole, valgono anche quelle di cattivo gusto.

Aug

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24 Gennaio 2007

Pelati senza scadenza
Pensavo che quella della crapa pelata fosse una moda passeggera. Mi dicevo:"Prima o poi i pelati si guarderanno allo specchio e decideranno di farsi ricrescere i capelli". Sì, è vero, in tempi di migragna se uno può tagliare qualche spesa, la taglia.Quella per il parrucchiere comincia a pesare nei bilanci famigliari sempre più magri e si può decidere di eliminarla. E poi, ci fosse una volta che il parrucchiere ti conci i capelli come li vorresti. Te li fa o troppo lunghi o troppo corti. Ti raccomandi di non sfoltire eccessivamente in zona chierica, perché dormendo supino, quei quattro capelli corti te li ritrovi tutti ritti al mattino, che per abbassarli con il gel fai pure tardi al lavoro e lui "zac" te li lascia all'altezza giusta da renderli impettinabili.  Inoltre potresti anche non gradire di essere torturato in pubblico, dato che i parrucchieri amano esporre le proprie cavie davanti alla porta a vetri del negozio, con il bavaglino al collo e la mantellina sulle spalle. Allora può succedere che prendi il rasoio e decidi di fare da te. Giù, una bella rapata e chi s'è visto s'è visto. Ma, passata la bizza della tosatura, c'era da aspettarsi una riconciliazione con il parrucchiere. Macché, anzi, i pelati sono in aumento. La moda che ha reso celebri Collina e Galliani non passa. I due celebri teschi, ancorché inquietanti, hanno però un loro significato, come testimonial della sfera del pallone. Ma le migliaia di crape tosate e lucidate che si vedono in giro, non le trovo altrettanto giustificabili.
Chi pensa che la pelata abbia un suo fascino non si sbaglia, ma di solito il pelato naturale non è liscio come una palla da biliardo. Anche pochi peli dietro la nuca gli donano. Quello che fa impressione nei pelati artificiali non è la mancanza di capelli, ma l'accurata rasatura e lucidatura della nuca. Certe teste, viste da dietro, con quelle pieghe a salcicciotto tra la nuca e il collo, messe in evidenza dalla meticolosa levigatura, danno l'impressione di un "guanto" extra large.
Avrei pensato che il rinfoltimento della celebre pelata di Arcore avrebbe soppiantato la moda della tosa integrale, considerato il largo seguito di fans che stravedono per il miliardario dei sogni. E mi sbagliavo. A pensarci bene, forse la colpa è proprio sua se la moda persiste, visto quanto appare ridicolo quel toupet di peluria colorato di nero cangiante al rosso, sul cranio di un settantenne. 
Aug
 

 

4 Gennaio 2007

Fine Anno senza Inno

Un discorso di fine anno, quello del Presidente della Repubblica Napolitano, senza "Fratelli d'Italia". La maggioranza degli italiani non ci ha fatto caso e fra quelli che ci hanno fatto caso, credo siano in pochi a dolersene. E' un bene? E' un male? Mah! A me sono interessati moltissimo i riferimenti alle classi meno privilegiate, alla Ricerca scientifica e alla Costituzione come "riferimento essenziale per affrontare nel modo migliore anche i temi più delicati che oggi ci vengono proposti dagli sviluppi della scienza e dall'etica, da complesse situazioni sociali e da dolorosi casi umani come quelli che ci hanno di recente turbato e coinvolto". Mi è piaciuta l'assenza di retorica, quella che dice tutto e non dice niente, che serve solo a rendere ampollosi i discorsi d'occasione. Mi è piaciuta la brevità. Se poi alla fine non è stato trasmesso l'inno nazionale, sarà perché i tecnici Rai sono stati presi alla sprovvista. Forse si aspettavano un discorso più lungo e nel frattempo stavano giocando a tombola. Non avevano preparato il disco da mandare in onda e hanno dovuto chiudere soltanto con le scritte finali. Forse qualche superstite leghista ha nascosto "Fratelli d'Italia" per vendicarsi della sconfitta referendaria di giugno, che ha spazzato via la "Devolution". Oppure perché così ha deciso Giorgio Napolitano, per fare entrare aria nuova al Quirinale: meno simboli da propinare a un popolo disincantato ormai, ma richiami concreti ai problemi più sentiti.

Io propendo per quest'ultima spiegazione. Anche se sospetto che in fondo al cuore Napolitano desiderasse un disco di Pino Daniele.

Aug

 

5 dicembre 2007  - La barzelletta del giorno

Dopo le disapprovazioni provenienti da tutto il mondo per la condanna a morte di Saddam, dopo la richiesta di moratoria sulla pena di morte perorata all'Onu dall'Italia, dopo il drastico calo di consensi in America alla politica estera di Bush, lo stesso Bush fa sapere al primo ministro iracheno, Nouri al-Maliki:"Avrei voluto che l’esecuzione di Saddam Hussein fosse avvenuta in modo più dignitoso".

E in che modo? Con la delicatezza di Guantanamo o con la raffinatezza di Abu Ghraib?  Ci mancava che gli dicesse:<<Bricconcello, ammazza pure chi ti pare, ma ammazzalo bene. >>

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