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17 Gennaio 2006
Le chiavi della Cambusa
Fu uno dei governi Andreotti a produrre la legge
secondo la quale i Servizi Segreti Italiani
devono rispondere al Presidente del Consiglio in
carica. Avendo questo potere, vorrei vedere
quale dei capi di governo succedutisi finora non
sia stato tentato dal dare una sbirciatina fra
gli affari segreti visitabili. E' vero che,
trattandosi di informazioni delicate, ci
saranno limiti all'uso che se ne può fare,
dettati dalla legge, dall'etica e dalla statura
morale di chi ne viene a conoscenza. Ma nella
mia vita di marittimo non ho conosciuto un solo
cambusiere di bordo che, avendo le chiavi della
cambusa (il magazzino viveri della nave), non ci
abbia mai dato un'occhiatina dentro per mettersi
da parte le bistecche migliori. Niente di strano
in quell'ambiente, a meno che non venga
risvegliata la suscettibilità dell'equipaggio
servendogli polpette avariate.
Si può dire che l'intero mondo è una cambusa
ispezionabile dai privilegiati che ne hanno le
chiavi. Oggi non esiste computer che non venga
spiato, carta di credito che non venga spulciata
nell'etere, telefono non intercettato da Echelon
(il Grande Fratello nello spazio) e via spiando.
Siamo tutti nudi sulla stessa barca. Una sola
raccomandazione ai naviganti italiani sposati:
chiunque debba fare una telefonata al proprio o
alla propria consorte, si affretti a specificare
che trattasi di consorte con la "c" minuscola,
perché se poi la telefonata viene trascritta con
la "C" maiuscola il Cambusiere d'Italia potrebbe
diffonderla per televisione
e persino denunciarla alla Procura della
Repubblica!
Aug
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29 Gennaio 2006
Il Mercante di
Arcore
Fate attenzione:
1)
I sondaggi danno Forza Italia e
Berlusconi in calo
2)
Il 9 Aprile 2006 si prospetta una
vittoria del Centrosinistra
3) Alcune leggi votate a
colpi di fiducia della maggioranza in
Parlamento, tra le quali l’inappellabilità delle
sentenze di assoluzione, che interessa tanto al
premier, non vengono firmate da Ciampi, ma
rispedite alle Camere
4)
Berlusconi a questo punto decide di far slittare la
chiusura delle Camere, già decisa per il 29
Gennaio (oggi), di due settimane, per poter fare le
ultime leggi. Secondo l’opposizione (candida!) è solo uno
stratagemma per monopolizzare ulteriormente
radio e televisione, prima che intervenga la
“Par Condicio” con la chiusura del Parlamento e
l’inizio ufficiale della campagna elettorale
5)
A colloquio con Ciampi, Berlusconi riceve
un “no” secco allo slittamento
6)
Berlusconi fa sapere allora che le
elezioni non si terranno più il 9 Aprile, ma il
14 Maggio. (Cosicché nel frattempo scadrebbe il
settenato della Presidenza della Repubblica, il
cui rinnovo spetterebbe al Parlamento attuale,
con l’alta probabilità che possa essere eletto
presidente della Repubblica lo stesso
Berlusconi)
7)
Gran fermento fra i partiti
dell’opposizione e dei moderati della
maggioranza. Il più "responsabile" è Fassino, che
si dice disposto a rivedere la proposta dello
slittamento della chiusura delle Camere, pur di
arginare lo strappo istituzionale in corso
8)
Ciampi fa sapere di essere disposto a
spostare in avanti la chiusura del Parlamento,
ma chiede un “impegno formale del Governo” a non
toccare la data delle elezioni, già fissata per
il 9 Aprile
9)
Berlusconi torna al Quirinale e ne esce
con la dichiarazione che la data delle elezioni
rimane il 9 Aprile 2006, ma le Camere verranno
sciolte l’11 Febbraio come aveva preteso).
Ha vinto l’opzione meno
nefasta e tanto basta a far cantar vittoria
all’Opposizione. Sembra che tiri un’aria di
scampato pericolo. Anche Ciampi sembra sentirsi
più tranquillo, dopo le rassicurazioni del
presidente del Consiglio. Fanno tenerezza le
anime pure della politica, alle prese con il
Mercante di Arcore. Alzare la posta con
diversivi per ottenere
quanto richiesto è normale per ogni mercante. Ma
quello è abituato a fare cappotto, ha già
ottenuto una vittoria (vi sembra poca cosa?) e vedrete che
alla fine escogiterà uno stratagemma, un colpo
di teatro, qualcosa di non previsto, per
rimandare le elezioni a maggio e magari nel
frattempo farsi eleggere Capo dello Stato.
Cappotto!
Aug
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5 Febbraio 2006
Il Maniaco
E’ vecchia,
ma ancora attuale: Un maniaco al cinema riceve un sonoro schiaffo dalla
signora accanto, alla quale aveva toccato il sedere. Scattando subito in
piedi l’uomo si comporta come se fosse lui lo schiaffeggiatore e alza
la voce per farsi sentire dagli spettatori ignari:<<…E il resto te lo do
quando torni a casa!>>.
E’ quanto sta
avvenendo in questa acida campagna elettorale. Gli spettatori si trovano di
fronte a un personaggio chiamato in causa da più giudici per reati gravi,
gravissimi e meno gravi. Si salva sempre
per il rotto della cuffia grazie a un remuneratissimo staff di avvocati,
che quando non riescono a far annullare o a vincere i processi, ne provocano
l'allungamento fino a far intervenire la prescrizione
dei reati imputati. E quando la prescrizione appare troppo lontana, lui stesso,
in virtù dell'alta carica di governo che ricopre,
si fa cucire addosso tutte le leggi che gli occorrono. Una legge per
accorciare i tempi di prescrizione, una legge per annullare il
falso in bilancio, una legge per abolire le tasse di successioni
miliardarie, una legge per annullare i processi di appello dopo la prima
assoluzione, una legge per far rientrare i capitali trasferiti illegalmente
all’estero. Per far seguito alla depenalizzazione dell’abuso edilizio, ai
condoni edilizi e fiscali…. e chi riesce a tenere il conto è bravo. Ma,
prima che gli spettatori-elettori possano farsi una cattiva idea, lui si
alza in piedi e, con atteggiamento da schiaffeggiatore, si mette a strillare
contro l’attonito avversario, attribuendogli colpe tipicamente sue. Non si
sa quanti spettatori cadranno nel tranello mediatico, ma è sicuro che se
l’avversario aggredito tacesse per pudore, come la signora toccata dal
maniaco, allora possiamo aspettarci di tutto, persino che il sole tramonti
all’alba e sorga all’imbrunire!
Aug
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10 Marzo 2006
Ci risiamo!
Mentre stampa e televisione italiane sono
occupate su questioni molto nostrane come il
confronto Berlusconi-Prodi e lo spionaggio all'amatriciana
nella regione Lazio, una terza guerra mondiale
sta per prendere fuoco. Dico terza guerra
mondiale, perché, se scoppierà, la guerra in
Iran coinvolgerà inevitabilmente l'Europa e il
resto del mondo. Intanto che all'Onu si cerca di
trattare sulla questione dell'arricchimento
dell'uranio iraniano, Condoleeza Rice dichiara
Teheran "nemico numero uno" e il presidente
iraniano Ahmadinejad risponde che "L'Iran è
invincibile e non si piegherà alla prepotenza
delle potenze straniere". Chi ricorda come Bush
padre e Bush figlio si sono affrettati a
bombardare l'Iraq non appena si poteva
intravedere uno spiraglio di trattativa, fa bene
a preoccuparsi. Nel 1991, appena Gorbaciov
decise d'incontrare Saddam per trattare il
ritiro del dittatore dal Kuwait, Bush senior si
affrettò a bombardare l'Iraq. Nel 2003, dopo che
La Commissione dell'Onu dichiarò di non aver
trovato armi di distruzione di massa in Iraq,
Bush figlio si affrettava comunque a invadere
quello sfortunato Paese. Adesso l'Onu
s'intromette ancora per evitare altri fuochi
d'artificio americani, ma lo staff di Bush W,
non intende rinunciare allo spettacolo
pirotecnico e
vedrete che la spunteranno con una mossa
repentina ("a tradimento" si diceva
una volta), facendo precedere le bombe alle parole.
Ma questa volta non si tratterà della terza
guerra nel Golfo, tutto ci dice che potrebbe
diventare una Terza guerra Mondiale. Drizziamo
bene le antenne, possibile che sia solo io ad
avere paura?
Aug
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14 marzo 2006
Solo per te Lucia
Dico subito che Lucia Annunziata non mi è mai stata
particolarmente simpatica (se può avere importanza che una
brava giornalista debba anche piacere). Ma quella
faccia un po' shifata, che raramente regala la smorfia di un
sorriso, ce l'ha per tutti uguale e non la cambia a seconda
dell'interlocutore. Sta qui la sua forza e il suo spessore
di giornalista. Volete mettere, un Bruno Vespa compunto,
sull'attenti, con capo e spalle lievemente curvati
davanti a Berlusconi e a schiena dritta, con il cipiglio da
pubblico ministero, dinanzi a Prodi?
Per un elettore di Forza Italia la Lucia potrà essere
apparsa irrispettosa del loro idolo, metà dio e metà
Napoleone. Fa meraviglia invece il tempismo critico (non
dovuto) di Petruccioli. Il Presidente della RAI, pronto a
bacchettare l'Annunziata, avrebbe altri doveri cui
attenersi. Per esempio sollecitare il rientro in Rai di
Santoro, come gli impone la legge e quello di Biagi, come
gli imporrebbe la decenza. Da parte sua il Cavaliere,
abituato a cavalcare brocchi, non era preparato alle
evoluzioni di un purosangue e, vistosi disarcionato, ha
detto:<<Me ne vado!>>.
Mi va di cantare: "Solo per te Lucia, va la mia simpatia..."
Aug
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18 marzo 2006
...........Continua
Dopo
Petruccioli anche il direttore della Rai Meocci e l'Authority
per le Telecomunicazioni hanno accusato Lucia Annunziata di
violazione della "Par Condicio" nella conduzione di <<In 1/2
ora>>, la trasmissione su Rai 3 durante la quale Berlusconi
ha alzato i tacchi (si fa per dire) e è andato via.
Per mettersi in
regola con la "Par Condicio" suggerisco all'Annunziata di
fare la stessa cosa con Prodi: lo inviti alla trasmissione,
gli faccia domande scomode per farlo arrabbiare. Se il
professore nonostante tutto riuscirà a mantenere la calma,
lo prenda a calci negli stinchi da sotto il tavolo, di
nascosto dalle telecamere. Quando le dirà:<<La smetta di
farmi il piedino, altrimenti mi alzo e me ne vado>> lei
insista e vedrà che alla fine anche Prodi lascerà la
trasmissione incavolato. Così farà felici Petruccioli,
Meocci, l'Authority e tutte le persone strabiche, che vedono
imparità di trattamento a senso unico.
Aug
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21 marzo 2006
Non è vero che....
.....Ciampino sia il nipotino di Ciampi
.....Berlino sia il nipotino di Berlusconi
.....Montezemolo sia il prezzemolo di montagna
.....Montepulciano sia il presidente di Confindustria che ti
fa le pulci
.....Confidare sia il verbo dare di Confindustria
.....Conforto sia l'orto di Confindustria
.....Confusa sia la Confindustria americana
.....Vespa sia un insetto che vola da porta a porta
.....Fede sia un dono di dio
.....Furio Colombo sia un piccione furioso
....*."Lo giuro sulla testa dei miei figli" lo disse Luigi XVI
.....*"Mi sto alzando" lo diceva un nano sognando
(* Indovinate chi l'ha detto)
Aug
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23 marzo 2006
S.O.S.
E' proprio di oggi la notizia che sono indagati per
"Manifestazione fascista" gli estremisti di destra
della Fiamma tricolore, che hanno sfilato a Milano
l'11 marzo. Contro quella manifestazione
(autorizzata) si era scatenata una
contromanifestazione dell'estremismo di sinistra
(non autorizzata) che ha messo a ferro e fuoco Corso
Buenos Aires.
E' anche di oggi la notizia dell'allarme attentati
in Italia lanciato da Bush, in sintonia con
Berlusconi, che aveva parlato di "emergenza
democratica".
Ed è ancora di oggi la notizia dei presidenti di
Camera e Senato Casini e Pera che intervengono
indignati contro il sindaco di Bologna Cofferati reo
di non avere autorizzato un'analoga manifestazione
parafascista in quella città.
Ma pensate se anche a Bologna sfilassero le bandiere
naziste e si scatenassero gli ultrà di sinistra come
a Milano. Chi metterebbe il tappo alle dichiarazioni
(magari già pronte) di Pera e Casini contro
Cofferati e la sinistra, dipinti come "collaterali"
alla violenza e al terrorismo? In questa campagna
elettorale non si va troppo per il sottile. E temo
che il peggio debba ancora venire. In vista del
naufragio questi ci vogliono imbarcare tutti insieme
sul Titanic!
Aug
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30 marzo 2006
Nerone
Tutto lo schiamazzo sulle tasse e sui comunisti che sta facendo il venditore di aspirapolveri, improvvisatosi poi venditore di sogni e trasformatosi infine in venditore di paure, rassomiglia all’arte di Nerone, che dopo aver bruciato Roma, prendeva la lira e cantava le sue accuse contro i cristiani. Con la differenza che Nerone non poteva imbrogliare milioni di sudditi in contemporanea, perché non aveva ancora la televisione e doveva contentarsi della claque compiacente, come un qualsiasi guitto al congresso di Confindustria.
C’è molta scena in questo moderno venditore di aria fritta, che va cantando senza lira (ma con una cofana di miliardi di euro) anche se una paura vera ce l’ha: quella di essere spodestato e di essere costretto a fare i conti con la giustizia fiscale, con la giustizia sociale e con la giustizia tout-court. Per infondere negli altri le proprie paure deve capovolgere la realtà, come faceva Nerone. Del resto è un suo lapsus freudiano, quello di ripetere a chi non la pensa come lui, di “capovolgere la realtà”.
Si dice che Claudio Nerone alla fine impazzì del tutto. Speriamo soltanto che il venditore di discordia non peggiori!
Aug
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4 Maggio 2006
Una
Pacs sulla spalla di Prodi
Si
vede proprio che nell'Unione c'è fretta di fare. Si deve
ancora insediare al Governo e già è stata
presentata una proposta di legge. L'autore del testo (con 161
firme) è Franco Grillini (ds), fra tutti il più
solerte. Si tratta della legge sui Pacs, le coppie di fatto.
Mentre è ancora giù a piazza Colonna, Prodi è
bene che si alleni alla corsa a ostacoli, perché come
salirà a palazzo Chigi non avrà il tempo di
sgranchirsi le gambe. Avrà subito da superare la prima
delle più spinose siepi che si pareranno lungo il suo
percorso. Il comunista Bertinotti potrebbe inserire subito la
patata bollente nel calendario delle leggi da discutere alla
Camera, dove se la passeranno di mano in mano (scottandosi)
diessini, margheritini, mastelliani e pannelliani. Poi la patata
andrà al cattolico Marini, al Senato, dove le scottature
potranno verificarsi più profonde. Saranno fuochi
d'artificio.
Finito
il governo delle pacche sulle spalle, inizia per Prodi un governo
con le Pacs sulle spalle.
Aug
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11 maggio 2006
Spaccato sarà Lei!
"Divide et imperat", più che un motto è una filosofia di
potere inaugurata nell'antica Roma, praticata nei secoli dai
padroni più cinici e dalle dittature di tutto il mondo. Ne
ha fatto largo uso anche il padrone della Cdl (e di molto
altro) durante i cinque anni di permanenza a Palazzo Chigi.
Ha inserito cunei di divisione un po' dappertutto: fra le
classi sociali, i sindacati, gli imprenditori, i
giornalisti, i magistrati, i contribuenti, i lavoratori, le
scuole e fra l'Italia e il resto d'Europa. Ha diviso le
pance vuote da quelle piene e poi parla di un'Italia
spaccata in due (sarà Forza Italia contro Povera Italia?).
Diventato "ex", minaccia lo sciopero delle tasse (la lingua
batte sempre dove il dente duole) contro la Povera Italia,
che ha vinto il diritto a governare l'Italia tutta. Si
chiama Unione l'Italia che ha vinto e Prodi è il suo
conduttore. Nei nomi c'è l'auspicio del trionfo e della
concordia.
Il Cavaliere, in sella a Ronzinante,
Non riconosce la vittoria rossa
(E in più, Napolitano presidente)
Sognando notte e giorno la riscossa
Mena fendenti con la durlindana.
Tempo una settimana
E lo vedremo sulla Croce
Rossa.
Aug
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16 Maggio 2006
Questione di antipatia
A me Franco Carraro non ha fatto niente di male, eppure come sono
contento di non sentirlo più chiamare "presidente" di
qualcosa! Mi sono sempre chiesto per quale ragione e per
quali meriti abbia sempre avuto una poltrona a portata di
mano: di presidente, di ministro e persino di sindaco di
Roma. Il 30 dicembre 1990, alle nove di sera, passavo per via del Corso a Roma.
In prossimità della sede del PSI si fermò una piccola
macchina furgonata bianca, con la scritta ben visibile
"Comune di Roma - Raccolta siringhe". Scende l'operaio in
tuta e guanti con l'attrezzatura per raccogliere e insaccare
le siringhe usate dai tossici, seguito dal mezzo guidato da
un altro Ghostbuster. <<Figuriamoci>> (pensai) <<se uno va
farsi una "pera" proprio nell'affollatissima via del Corso e
sotto le finestre supervigilate di Craxi!>>. Ma con
sommo zelo fu ispezionato tutto il marciapiedi fino a Piazza
Venezia. Immaginai che quel lavoro straordinario fosse
stato ordinato dal sindaco Carraro, per mostrare la sua
efficienza ai turisti di passaggio e agli eventuali
inquilini della sede PSI. Mi venne allora in mente la
barzelletta dell'ubriaco che aveva perso la chiave di casa e
la cercava sotto un lampione. <<Perché la cerchi qui, se ti
è caduta all'angolo dell'osteria?>> gli chiede un amico.
<<Perchè qui c'è luce, mentre laggiù è buio e non si vede
niente>>. Sono fatti così certi personaggi ebbri di potere,
che vivono per il 75% di ambizione e per il resto di apparenza.
Non concedono niente alla spontaneità, si riprendono persino
le parole espulse controvoglia dalla bocca, aspirandole con
il naso, come fa anche la Moratti. A me non hanno fatto
niente di male, mi disturba soltanto sentirli chiamare
"Presidente", "Ministro" o "Sindaco".
Aug
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31 Maggio 2006
Oriana la bombarola
Ma chi è Oriana Fallaci che si può
permettere di dire "...prendo l'esplosivo e la faccio
saltare!", riferendosi alla moschea in costruzione a Colle
Val d'Elsa? L'avessi pronunciata io una frase simile, avrei
già la Digos in casa. "Quella moschea è molto vicina
alla mia casa in Toscana. Non la voglio vedere..." continua
così in un'intervista di dieci pagine al New Yorker.
Quando abitavo a Cassina Savina (frazione di Cesano Maderno)
avevo la chiesa parrocchiale alla distanza di 5 metri dalle
mie finestre. Il parroco fece installare sul campanile degli
altoparlanti che diffondevano a tutto volume un concerto di
campane registrato. Ogni volta che entravano in funzione
(specialmente al mattino) la mia ultima figlia, neonata,
saltava sulla culla e si metteva a strillare, muovendo al
pianto anche il fratellino di due anni. Io non avevo
convinzioni religiose e non andavo a messa, ma non mi sono
mai sognato di dire, né per rabbia, né per scherzo, che
avrei fatto saltare in aria quella chiesa. Naturalmente
avrei preferito non avere come dirimpettaio un campanile e
neppure un minareto, ma riuscivo a capire anche le ragioni
dei credenti. Ero molto più rispettoso delle convinzioni
altrui, di quanto non lo fosse questa biliosa signora che
dichiara la sua guerra santa all'Islam, perché, dice: <<io
non posso neppure indossare una croce o portare la Bibbia
nel loro paese>>. A parte il fatto che un vero cristiano non
ha bisogno di ostentare i propri simboli come feticci, io
non ho mai visto in Tunisia, in Marocco, in Libia o in
Egitto che a qualcuno dei miei compagni di viaggio fosse
stato strappato il crocefisso dal collo. Certo, che
nessuno ama essere guardato con disprezzo, se poi dici che
gli faresti saltare in aria il suo tempio, penso che qualche
problema si porrebbe. Voglio solo far presente alla nostra
eroina, che per molto meno nell'America di Bush un musulmano
finirebbe a Guantanamo.
Aug
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1 Luglio 2006
Arrivederci a Dortmund!
3-0, ci voleva! Non ne hanno colpa gli Ucraini, ne hanno il
merito gli Italiani. Hanno giocato con il cuore e hanno
vinto. E più bella è stata la vittoria perché la partita di
Amburgo è iniziata dopo un prologo antirazzista letto dai
capitani delle due squadre. Dopo il tifone che si è
abbattuto sul sistema-calcio italiano, dopo l'emozione per
quanto è successo all'umile Pessotto, calciatore amato non
solo dagli juventini, si erano aggiunti i commenti cattivi
della stampa tedesca per la vittoria in extremis dell'Italia
sull'Australia. Poi è apparso su "Spiegel on line" il
famigerato articolo che definisce: <<l'Uomo italiano......è
una forma di vita parassitaria>>, proseguendo: <<si attacca
sempre a succhiare da qualche parte. Poi si lascia cadere.
Volentieri sul campo da gioco....>> e infine: <<Gli
scalcianti boscaioli dell’Ucraina verranno abbindolati. E
ancora una volta gli italiani entreranno da furbacchioni in
semifinale. Poi però, cari Luigi (italiani - ndr), avete
chiuso. Abbiamo ancora un paio di conti da regolare
dall'ultima vacanza in Italia>>. Ha poca importanza il fatto
che l'articolo sia stato poi corretto dal direttore con
tutte le scuse. La satira di Achim Achilles esprime
sicuramente il pensiero di una parte dei lettori che lo
seguono. Giusto allora il prologo contro il razzismo.
Meritatissima questa vittoria che porterà la Nazionale alle
semifinali con la Germania. Ci ha fatto esultare tutti in
famiglia. La semifinale con la Germania sarà eccitante.
Verrebbe voglia di gridare: "Forza Italia", se non ci fosse
il timore di apparire dalla parte di chi ha contribuito a
screditare l'Italia stessa oltre all'incitazione sportiva.
aug
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5 Luglio 2006
Arrivederci a Berlino!
Ieri allo stadio di Dortmund in Germania, si celebrava una
grande vittoria per il calcio italiano, mentre allo stadio
Olimpico, a Roma si celebrava la più grande sconfitta per i
padroni del calcio italiano. Eccoli lì quei magnifici
giovani, che, dopo 120 minuti di appassionante tenzone,
realizzano un 2 a zero che li farà entrare nella storia del
Calcio mondiale. Eccoli qua, questi personaggi abituati a
fare bello e cattivo tempo sullo sport più amato dagli
italiani, che dopo aver fatto rovesciare al maxi processo
dell'Olimpico una valanga di eccezioni, dai loro avvocati (i
migliori e più strapagati d'Italia), devono subire invece
una valanga di richieste di penalizzazioni. Nel mondo del
Calcio italiano oggi si ride e si piange. A piangere sono
Lorsignori ("anche i ricchi piangono"!). A ridere sono tutti
gli amanti del calcio, quello vero, quello giocato con il
cuore, quello che non si può truccare.
Aug
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21 Luglio 2006
L'ora dei Consumatori
Tassisti, farmacisti, notai, avvocati, assicuratori.
banchieri. Io sono uno dei 50 milioni d'italiani che quando
ha a che fare con una di queste categorie, prova una stretta
al portafoglio. Oggi sono in sciopero gli avvocati. Anche
quelli che se sei un poveraccio che ha subito un torto, ti
affidano al più giovane dell'Ufficio, con
raccomandazione di mandare la causa per le lunghe. Se invece
sei un ladro miliardario, un mafioso o un ricco assassino,
ti coccolano, ti difendono a spada tratta, anche contro ogni
evidenza. Ieri erano in sciopero i faramacisti, l'altro ieri
i tassisti, poi aspettiamoci gli assicuratori, i notai e i
banchieri. Non voglio fare il sadico, ma a veder protestare
certe categorie, dopo aver trascorso una vita fra le
manifestazioni operaie, sempre malviste dalle lobbies
protette, devo confessare che mi fa respirare aria nuova.
Volete vedere che, un Bersani tira l'altro e alla fine in
Italia si cambia sul serio?
Aug
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3 Settembre 2006
Conflitti interessati
Dopo l'indulto-inciucio-insulto,
adesso assisteremo a un'altro penoso spettacolo sul
Conflitto
d'interessi, la legge delle leggi che dovrebbe liberare i
mass-media dalle fauci del Caimano, ridare dignità al giornalismo
sottomesso e restituire ai cittadini la democrazia dell'informazione.
Quanto sia pericoloso per qualsiasi popolo lasciare che tutta la stampa
e la televisione siano nelle mani o sotto controllo di un solo padrone,
non ci sarebbe neanche da sottolinearlo in un paese normale, ma in
Italia bisogna gridarlo forte. Sembriamo una nazione sotto anestesia.
Poche sono le persone che avvertono questo pericolo. Tra un reality, un
telequiz, una serie di cosce che si dimenano e un gruppo di cretini che
s'insultano in tv, siamo catturati dalle insulsaggini, che diventano
nostro pane quotidiano e come gli schiavi nella caverna di Platone, ci
convinciamo di vivere l'unica realtà possibile. Qualcuno predica che
bisogna fare ordine, impedire che il potere mediatico condizioni il
potere politico.
Viviamo già questo pasticcio e bisogna uscirne fuori.
Ma la legge sul conflitto d'interessi non è ancora entrata nel
calendario parlamentare e i dipendenti del Grande Fratello si
stracciano preventivamente le vesti. Mentre nell'Unione, che tanto unita non è,
vengono dati preventivi segnali rassicuranti al Caimano: "Non sarà una
legge punitiva", "Non sarà una legge contro". Insomma, "Stai tranquillo", fanno
capire, "faremo i tuoi interessi meglio di come non siano stati
capaci i tuoi ministri". E visto come sono andate le cose per l'Indulto
e per le Intercettazioni, c'è da credere che finirà proprio così
Aug
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13 Settembre 2006
Palazzinari da esportazione
Ho fatto una bella vacanza a Rabac, in Croazia, dove
ho trovato tante cose che in Italia sono ormai diventate soltanto
desiderio: le spiagge libere, il mare limpido, boschi lussureggianti,
natura incontaminata... Durante un'escursione con il battello lungo le
coste, una ragazza spiegava a noi turisti che da quelle parti il piano
regolatore limita rigorosamente la costruzione di case. Io scherzando le
ho detto:<<Se arriva Berlusconi vi riduce questa costa a una colata di
cemento>>. Non ero ancora al corrente del fatto che a sollecitare
l'espansione edilizia nei Balcani fosse non Berlusconi, non Cabassi, non
Ligresti, ma il ministro degli Esteri D'Alema. "Speriamo" ha detto in un
convegno a Bari "che si arrivi a superare la discriminazione contro gli
italiani sull'accesso al mercato immobiliare croato''.
Qualcuno potrebbe pensare che la Farnesina voglia
usare il via libera al cemento italiano (perché di questo si tratta,
quando si parla di mercato immobiliare) come contropartita agli sforzi
diplomatici che sta facendo per accelerare l'ingresso croato in Europa.
Non ci voglio credere! Mi viene da immaginare catene di alberghi, ville
pacchiane, dimore estive per ogni portafoglio, lungo le coste croate, al
posto del verde rigoglioso che adesso le incornicia. Spiagge a
pagamento, accessi al mare recintati, tutto come in Liguria o in
Romagna.
Questo è il secolo che ha inventato l'esportazione
della democrazia con i bombardamenti a tappeto, l'esportazione della
pace con le cannoniere, ci mancava l'esportazione del Made in Italy con
le betoniere.
Aug
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17 Settembre 2006
Vivere pericolosamente
Dire e smentire è un modo di far politica alla giornata. Ne fanno uso di
solito personaggi poco rispettosi dell'intelligenza altrui, che si
esprimono liberamente davanti a un pubblico compiacente, poi scoprono di
averla sparata troppo grossa e si affrettano a smentire tutto o si
avvitano in tortuosi ragionamenti per dimostrare di essere stati male
interpretati. A un certo Cavaliere succedeva spesso e succede anche ora
che è stato fatto scendere da cavallo. Ma nessuno poteva prevedere che
anche il Papa dovesse affacciarsi alla finestra per rettificare la sua
parola. Secondo Santa Romana Chiesa la parola del Papa è parola di Dio.
Sentiamo cosa ha detto all'Università di Ratisbona il 12 settembre c.
m., (dal discorso riportato integralmente su Radio Vaticana):
"Vorrei toccare in questa lezione solo un
argomento - piuttosto marginale nella struttura del dialogo - che, nel
contesto del tema "fede e ragione", mi ha affascinato e che mi servirà
come punto di partenza per le mie riflessioni su questo tema. Nel
settimo colloquio dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo con
un persiano colto, su cristianesimo e islam, edito dal prof. Khoury,
l'imperatore tocca il tema della jihad (guerra santa). Sicuramente
l'imperatore sapeva che nella sura 2, 256 (voglio fare un
appunto a Radio Vaticana, se l'errore è di Radio Vaticana, se è del papa
no comment: la sura in oggetto - il versetto del Corano - non è la 2,
256 ma la 2,257) si legge: "Nessuna costrizione
nelle cose di fede"........ma conosceva anche le disposizioni,
sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa.
Senza soffermarsi sui particolari...... egli, in modo sorprendentemente
brusco, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda
centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo:
<<Mostrami ciò che Maometto ha portato di nuovo e vi troverai delle cose
cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della
spada la fede che egli predicava>>. L'imperatore spiega poi
minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la
violenza è cosa irragionevole........ Non agire secondo ragione è
contrario alla natura di Dio, ha detto Manuele II, partendo dalla sua
immagine cristiana di Dio, all'interlocutore persiano. E' a questo
grande logos, a questa vastità della ragione, che invitiamo nel dialogo
delle culture i nostri interlocutori. Ritrovarla noi stessi sempre di
nuovo, è il grande compito dell'università". Finisce così la
lezione di Benedetto XVI agli studenti dell'Università bavarese di
Regensburg. E ditemi se questo è un invito al dialogo.
Ma ciò che stupisce è la scelta dei tempi per dire certe cose. L'Italia
si è assunta l'onere di guidare una missione ONU nel Libano, dove ogni
piccola scintilla può incendiare il mondo. Dove può nascere o finire
tragicamente il dialogo dei dialoghi per la pace in Medio Oriente. Dove
tutti i fondamentalisti d'oriente e d'occidente, da Bush a Ahmadinejad,
aspettano con la torcia accesa un passo falso del rivale, per poter dire
che l'incendio l'ha voluto l'altro.
Erano prevedibilissime le reazioni dei Mujahedin e le minacce degli
estremisti musulmani. Ma Ratzinger non le aveva messe nel conto? Grave!
chissà cosa avrebbe detto se fosse andato in Baviera durante l'October
Fest!
Aug
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18 Ottobre 2006
Teodem
Le democrazie che più funzionano al mondo sono bipolari: due grandi
partiti che si contrappongono, più qualche partito di opinione.
Gli italiani che hanno scelto il bipolarismo con il referendum del 1993
stanno ancora aspettando questi due grandi partiti. Ma
siccome l'Italia è il paese con la testa all'ingiù, tutto va all'incontrario.
I maggiori partiti, anziché attrarre le formazioni minori, hanno
figliato altri partitini e altri micropartiti si sono aggiunti,
partoriti dalla cosidetta "società civile". Siamo arrivati alle ultime
elezioni con una scheda-tovaglia. A destra non bastano i miliardi per
fare "de pluribus unum". A sinistra non basta il coraggio dei più
volenterosi, per metterne insieme almeno due dei partiti della stessa
area. Il Partito Democratico è ancora nelle intenzioni e già qualcuno
rivendica una corrente "teodem", che non sta per teo-demoni e neppure
per teo-dementi, ma per teo-democratici. L'ossessione di guardare
all'indietro, per ricordare sempre "da dove veniamo" prevale sulla
necessità di guardare avanti per dire "dove vogliamo andare". Persino il
cardinale Tettamanzi ha voluto rammentare ai fondamentalisti nostrani le
parole di S.Paolo: <<E' meglio essere cristiano senza dirlo, che
proclamarlo senza esserlo>>. Ma non so quante orecchie abbiano recepito
il messaggio. Di questi tempi conta più il dire del fare. Anzi, si copre
spesso il mal fare con un bel dire.
La maniacale rivendicazione delle proprie radici può
trasformare gli uomini in alberi incapaci di muoversi incontro agli
altri. Più alberi messi insieme possono formare un boschetto, ma in un
bosco ogni albero cerca di succhiare linfa solo per sé stesso. A questo
servono le radici.
Non sono da meno quelle radici comuniste che non vogliono condividere
il proprio terreno con altre radici non altrettanto pure. Anche se per
un comunista dovrebbe essere fisiologico l'accomunarsi ad altri. A
pensarci bene, vivere in comunione è pure un concetto cristiano. Qual'è
il problema, allora? Il gioco della suddivisione dei poteri in base alle
tessere possedute? La difficoltà a scollarsi dalle sedie già occupate?
Il timore di perdere visibilità? La ruggine dei vecchi rancori? Bisogna
spiegarglielo a quei milioni d'italiani che, fra delusioni e incertezze,
attendono di capire a quale santo votarsi.
Aug
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21 Novembre 2006
E' inutile cercare sul dizionario della lingua italiana il significato
delle parole pronunciate dai politici. Chi non è esperto non ne
afferrerà il senso. Ecco allora alcuni vocaboli del
Dizionario Neopolitichese Italiano
AVVICENDAMENTO = Dicesi di siluramento molto diplomatico di persona che
l'ha combinata grossa.
BIPARTISAN = Tutti insieme per fregarti meglio, quando un solo polo non
ce la fa.
ESPORTAZIONE DELLA DEMOCRAZIA = Importazione del petrolio.
MISSIONE DI PACE = Armiamoci e partite.
MODERNITA' = Parola jolly applicata a tutti i provvedimenti che ti
tirano via un diritto acquisito.
RADICI = Distintivo da appuntare al petto per impedire ogni cambiamento.
Contrario di Modernità.
RIFORMA = Quella della Giustizia vuol dire sottomissione della
Magistratura ai politici. Quella delle Pensioni vuol dire allungare gli
anni di lavoro e poi "Prima crepi e meglio stiamo".
Quella del TFR vuol dire "Ti Faccio Rapinare i soldi messi da parte dal
settore produttivo per trasferirli al settore speculativo.
RISORSA = Dicesi di persona scomoda che occorre confinare, per evitare
che metta il naso nella dirigenza aziendale o nell'apparato di partito.
Aug
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27 Novembre 2006
Giustizia a orologeria
Ho assistito al malore in diretta di Berlusconi. Mentre lo stanno
portando via, apre gli occhi un attimo, poi li richiude. Mia moglie fa
un'insinuazione che a me sembra fuori luogo:<<Ma non lo vedi che sta
recitando?>> Non vedo proprio perché dovrebbe fingere di sentirsi male,
il Capo dell'Opposizione, mentre sta chiamando a raccolta tutte le
truppe per dare una spallata all'odiato Governo Prodi. Quale condottiero
ha interesse a mostrarsi debole di fronte al suo esercito e al nemico in
prossimità della battaglia? Anche a voler pensare tutto il male di una
persona che ti sa inaffidabile perché ne ha combinate troppe, credo
veramente che non sia il caso di dubitare sulla veridicità di questo
collasso fisico, ancorché spettacolare a telecamere puntate.
Questa mattina il GR della Lombardia annuncia come prima notizia il
ricovero di Berlusconi per accertamenti al'Ospedale S. Raffaele. Come
terza notizia viene data quella del rinvio dell'udienza, in
calendario per oggi al Tribunale di Milano, sul processo Mediaset, a
carico di Berlusconi e Confalonieri. Causa dello stato di salute
dell'imputato Berlusconi, viene rimandata a venerdì prossimo. Oggi è
lunedì e questo processo parte già in ritardo per tutti i cavilli
frapposti dagli avvocati della difesa. Rischia di andare in prescrizione
anche per il drastico accorciamento dei tempi di prescrizione operato
dalle leggi del Governo dello stesso Berlusconi.
Santo cielo! Sarebbe il colmo se mia moglie avesse ragione!
Aug
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9 Dicembre 2006
Apparire è un po' morire
E' divertente (se non provoca nausea) assistere alle schermaglie
mediatiche fra Maggioranza e Opposizione. Le occasioni non mancano. I
rappresentanti di alcuni partiti di Governo scendono in piazza contro il
Governo stesso. Lo "devono fare"perché ai loro elettori avevano promesso
cose che invece si stanno realizzando al contrario e ci tengono a far
passare il messaggio che comunque non è colpa loro. Subito
dall'Opposizione si irride alla "spaccatura della Maggioranza".
Potrebbero lasciar cuocere nel suo brodo la coalizione di Governo, per
sferrare il colpo decisivo al momento giusto. Ma il pubblico ha fame di
notizie (non è vero a niente, ma loro ci credono) e allora bisogna far
passare il messaggio che il Governo è ormai agli sgoccioli. Con il
risultato di far serrare le fila della Maggioranza, che non vuole
apparire come viene dipinta. I partiti dell'Opposizione scendono in
piazza divisi tra Roma e Palermo, gridando insulti contro il "Regime
Comunista". Quasi tutta la Maggioranza mostra rispetto nei confronti di
queste manifestazioni, che a Roma rasentano lo squadrismo, per non far
passare la convinzione di essere effettivamente "Comunista" (ormai
passare per comunista è peggio che passare per amico dei mafiosi, per
neonazista o evasore fiscale). Con il risultato di rafforzare le ragioni
dell'Opposizione. E' questo il dramma della politica italiana: conta più
l'apparenza della sostanza. Su dieci politici, due lavorano alle cose da
fare e otto alle cose da dire. La nobile arte della politica è diventata
spettacolo da "Isola dei famosi". Non c'è da meravigliarsi poi se
furbastri pluricondannati, collusi o prescritti passano all'occhio dello
spettatore (siamo tutti spettatori, ormai) come politici veri e
addirittura (all'estero non ci possono credere) il più incredibile passa
per statista.
Aug
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