Arretrati 2004

Web all'amatriciana - Pagine di satira casereccia

 

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21 Dicembre 2004

Meno tasse?

Chi ha percepito la tredicesima 2004 dimezzata dalle trattenute non ha motivo di arrabbiarsi, perché secondo una vox populi giornalistica il governo ha abbassato le tasse. Che non si vede?
Chi oggi sbuffa per le bollette salate del gas, della luce e del riscaldamento, stia tranquillo: con il prossimo anno gli arriveranno ancora più salate, ma il rincaro andrà considerato come un contributo per il taglio delle tasse.  Si dice che sarà un taglio epocale.
La donna di casa che fa il sugo al pomodoro al vecchio prezzo del ragù, non deve farsi prendere dallo sconforto se gli aumenti di luce, gas, affitto e riscaldamento la costringerà a rinunciare anche al pomodoro, perché la televisione ha detto che è calata l'inflazione, che l'ha sentito dire dall'ISTAT, che l'ha sentito da qualcuno (anche se non  tutti i lavoratori dell'ISTAT sembrano d'accordo).
Le famiglie che spenderanno di più per la casa, per la scuola e per le medicine, non si soffermino su questi particolari. Considerino invece il lato positivo: il governo sta tagliando le tasse!

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Se poi risulteranno degli errori di calcolo a scapito delle famiglie non benestanti, niente di male: solo chi non lavora non sbaglia. A uno perennemente impegnato a risolvere gli affari suoi e del resto del mondo può succedere. Io che ho la mente più riposata mi permetterei di dare un consiglio spassionato: perché, visto che per abbassare una tassa bisogna aumentare qualche altra cosa, non si è mai pensato ad abbassare le tasse che gravano del 70% sul costo dei carburanti? Calando il prezzo dei carburanti, calerebbe il costo dei trasporti e quindi anche il prezzo finale delle merci. Scenderebbero i costi del riscaldamento e dell'energia elettrica. Gli industriali avrebbero più risorse da investire e i cittadini più soldi da spendere. Il ciclo economico si riattiverebbe e tutti staremmo meglio....Oddio, ho detto tutti! Per stare meglio tutti dovrebbero stare meno meglio quelli che già stanno meglio e che si preparano a stare ancora meglio con il taglio delle tasse. E' forse questo il vero problema. E allora...come non detto.

Aug

13 Dicembre 2004

Prescrizione

Alle 5,30 del 2 dicembre 2004 il flash dell'Autovelox mi ha beccato mentre andavo a 70 all'ora in via delle Legioni Romane a Milano. Per non pagare la multa potrei assumere uno staff di avvocati a mia difesa e contemporaneamente imbastire una campagna denigratoria nei confronti della Vigilanza Urbana, dopo aver comprato tutti gli organi d'informazione possibili e intimidito gli altri. A mio sostegno fonderei il partito dei multati milanesi (PMM) con il quale mi presenterei alle prossime elezioni comunali. .

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Una volta eletto sindaco farei  abolire i limiti di velocità in ambito urbano e adotterei altri provvedimenti  a favore degli automobilisti frettolosi. Se ciò non bastasse a evitare la multa, potrei ricorrere a tutti i cavilli che le leggi e gli strumenti del potere potrebbero offrirmi, per allungare i tempi della causa, fino a superare i termini   per la prescrizione del reato. Mi frena una domanda: ammesso di avere il potere e i soldi sufficienti per pagare un prestigioso staff di avvocati, per creare un partito, per scardinare, le leggi vigenti e raggiungere la non punibilità (cioè non pagare la multa) grazie alla prescrizione, potrei dire che alle 5,30 del mattino, del 2 dicembre 2004 io non andavo a settanta all'ora in via delle Legioni Romane a Milano?

Aug

14 Ottobre 2004

Sogni proibiti
(parodiando "Giochi proibiti")

Sogni proibiti per i pensionati
Costretti a vagare nei supermercati
Fra merci e scaffali
Aggiustando gli occhiali
Per leggere il prezzo più basso che c'è

Giovani coppie che cercano casa
Fra mille inserzioni, cantieri, agenzie
Consultando i parenti e le banche
Concludono stanche

che i conti non tornano mai

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Imprenditori delusi, in attesa
Che arrivi un sostegno per l'Economia
Che ritarda e che mai non si avvia
Vanno in Romania
 o in oriente a risiedere ormai

Sogni proibiti
Di un popolo sano
che aveva imparato a chiamarsi Italiano
Ora vede zizzania fra Roma e Padania
Fratelli d'Italia
Chi mai canterà?

Aug

2 Ottobre 2004

Ritratti maliziosi
(Stornelli alla maniera di Meo Patacca)

I

Prendete il presidente Berlusconi
Per lui le casalinga va in delirio
Ha rilanciato il lifting nei saloni
E la reclame dei pelati Cirio
   Si considera fra i belli
   Ci ha più denti che capelli
   Si fa l'impacchi
   E giura che non usa soprattacchi

 II

Invece Prodi, che non si complessa
Non usa il trucco, è tutto naturale
Anche se quando parla dice Messa
E qualche amico suo capisce male
   Per Romano è proprio un guaio
   Fare il gallo nel pollaio
   Lì ognuno è sordo
  So' tutti uniti e niente va d'accordo

III

Ma il vero fotogenico è Rutelli
Che recita la parte dell'attore
E sembra che la moglie Palombelli
Dietro le quinte sia il suggeritore
   Al contrario di Fassino
   Maltrattato dal destino
   Lui svolge il tema
   Che suggerisce Massimo D'Alema

IV

C'è Bertinotti con quell'erre moscia
Che dà lezioni a tutti a destra e a manca
Gasparri parla a ruota e non s'ammoscia
Taormina perde sempre e non si stanca
   A sinistra c'è Violante
   Che ama far l'equidistante
   Pare evidente
   Che dopo Ciampi aspira a Presidente

 

V

A destra si distingue la Moratti
Come una dea caduta dal Parnaso
A Scuola ha fatto uscire tutti matti
Con la vocetta che filtra dal naso
   Fini pure è un tipo bello
   Ma nasconde il manganello
   La più discussa
   di facce è invece quella di La Russa

VI

Voi genitori non lasciate soli
Li regazzini alla televisione
Potrebbe comparire Calderoli
E prevocare loro un'impressione
   Se c'è C'è o c'è Borghezio
   Sempre a seminare screzio
   Con tutto er monno
   Ai regazzini poi se guasta er sonno

VII

Ce stà na faccia nova sul proscenio
Tutta laccata, è il Commissario Scelli
Sa tutto sui sequestri, è proprio un genio
Me sembra l'occhio dei Grandi Fratelli
  Lui smentisce ogni riscatto
  Chi l'ha preso e chi l'ha fatto
  Niente succede
  Se lui in persona non ce lo concede

VIII

Il Made in Italy ormai non tira
L'Azienda Italia soffre giorni brutti
Il Mondo che ci amava non ci ammira
Ce semo messi in guerra un po' con tutti
   In Europa a fare i conti
   C'era il commissario Monti
   Ma dopo il voto
   C'emo mandato un Buttiglione vuoto
   Aug

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1 Ottobre 2004

Agorafobia

"Troppe tasse", "A Milano si lavora, a Roma si mangia", "Si stava meglio quando si stava peggio", "Bisognerebbe eliminare i sindacati", "Perché non  gli sparano ai clandestini?", "Ci ha rovinati Garibaldi".
Chi non ha mai sentito pronunciare frasi simili, sorseggiando un caffè al bar dello sport, dove quando non sono tutti tecnici della Nazionale di calcio, sono tutti sociologi o politologi? Finito di sorseggiare il caffè, certi discorsi uno se li lascia alle spalle. I guai cominciano quando quelle "correnti di pensiero" entrano nei programmi di governo di qualche partito e, peggio ancora, quando partiti diversi, con opinioni diverse, vanno a formare una coalizione dove, ad esempio, uno reclama la Repubblica  presidenziale, l'altro la Repubblica spezzatino, l'altro ancora la repubblica pia e tutti in coro scelgono per leader un pasticcione che cerca di mettere insieme Repubblica federale e presidenziale, con lui presidente unico. Lasciando che per Sanità, Scuola

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e Assistenza si arrangino le Regioni a tassare i sudditi. E i più deboli crepino pure, alla faccia di ogni pia intenzione. Un'aggregazione simile non potrebbe avere lunga vita, direte voi. Sbagliato! Perché cada un governo non bastano le sue debolezze, occorre anche un'Opposizione che si dimostri chiaramente alternativa, che sappia (e voglia) prendere in mano la situazione. Di alternativa al bar dello sport  c'è la piazza degli operai, dei movimenti, dei girotondi, dei ceti medi della protesta e della proposta. Logica vuole che,  per ottenere il consenso necessario, chi si candida a governare al posto del club dello sport, vada a raccogliere le opinioni di quest'altra parte di Paese.  Purtroppo alcuni (ma di quelli che contano di più) soffrono di agorafobia, altri sono abituati a scendere in piazza più per predicare che per ascoltare,  e alla fine si ritrovano a litigare al bar dello sport.

Aug

 

Maggio 2004:

La Banda del Buco

Andarono al governo mettendo le mani avanti:<<Il Centrosinistra ci ha lasciato un buco di 20 mila miliardi!>> Poi, per coprire la voce di chi chiedeva dove fosse questo buco, gridavano più forte (forse per vedere l'effetto che fa): <<E' un buco di 40 mila miliardi!>> e a chi voleva saperne di più sparavano: <<Sono 60 mila miliardi>>.
Mentre Bush inventava la guerra preventiva, la Destra nostrana inventava il Buco preventivo. Sapendo di non poter mantenere le mirabolanti promesse elettorali firmate in un contratto a "Porta a porta" (più benessere, più pensioni, meno tasse ecc...) crearono la favola del Buco. Non sapendo amministrare la Cosa Pubblica come invece sapevano fare con i propri affari privati,cercarono entrate nei condoni edilizi, fiscali e di ogni altro genere. Ridussero all'osso i fondi per gli Enti Locali e per la Ricerca Scientifica, diminuirono il personale scolastico, aumentarono le multe, misero in vendita tutto il patrimonio pubblico che potevano, tento era pubblico, mica era roba loro.

 

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Ma non riuscirono a cavare un ragno dal buco, finché il buco lo crearono loro nelle tasche degli italiani.
A Rozzano l'Amministrazione di Centrosinistra ci lascia un comune rifatto a nuovo, con tutto ciò che occorre per essere chiamato città e infatti viene promosso a città dalla Presidenza della Repubblica. La Destra locale si prepara alle prossime elezioni, non sapendo da che parte cominciare per attaccare questa Giunta. Certo, ce ne vuole di fantasia per dire cosa si sarebbe potuto fare di meglio a Rozzano. E allora provano anche qui a tirare fuori la storia del buca, anzi, dei buchi, i buchi per le strade.Provate a fare il nome di una città (una a caso può essere la Milano di Albertini) dove non ci sia un buco in qualche strada.Non vi sarà facile. Ma forse a Rozzano qualche buco è stato lasciato apposta per dare qualche chance all'Opposizione. Altrimenti, che noia sarebbe la campagna elettorale per le prossime Amministrative.

Aug

Aprile 2004:

Contesto storico:
Sabato 20 marzo 2004, Roma. Manifestazione Nazionale di tutti i pacifisti contro la guerra in Iraq. Nei giorni precedenti il governo aveva presentato in Parlamento un provvedimento per il rinnovo di tutte le missioni militari italiane nel mondo, Iraq compreso. I Democratici di Sinistra, che non erano riusciti a far passare l'emendamento per lo scorporo della missione irachena dal provvedimento omnicomprensivo, avevano deciso a maggioranza di astenersi dal voto, mentre i partiti di sinistra e la sinistra dei DS votavano contro. Questa divisione è costata ai dirigenti della Quercia una durissima contestazione da parte di un drappello di manifestanti, che hanno impedito loro di confluire nell'immenso corteo pacifista. Il segretario Piero Fassino non la prende bene e in una intervista si dichiara pronto ad andare a Nassiriya.

  

Perché Piero?
(Parodiando Antoine)

Se tu voti ti tirano le pietre
Se t’astieni ti tirano le pietre
Qualunque cosa fai
Ti opponi o te ne vai
Tu sempre pietre in faccia prenderai
Dal “Giornale” ti tirano le pietre
Dalla radio ti tirano le pietre
Se a “Porta a porta” vai
le pietre prenderai
Qualunque cosa tu pronuncerai
    Chissà perché  ti chiederai
    Chissà perché?

 

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Vai con Prodi e ti tirano le pietre
Con D’Alema ti tirano le pietre
Col Baffo e senza baffi
u prendi solo schiaffi
Agli altri Onore a te soltanto sassi
Dalla destra ti tirano le pietre
Da sinistra ti tirano le pietre
Non credo che ci sian
più pietre per la via
Non resta che cercarle a Nassiriya
    Sarà così che Piero avrà
    Un giorno di celebrità…..

Aug

 

Contesto storico: Aumento senza freni dei prezzi al consumo, scandalo Parmalat, malumori nella Casa delle Libertà, impegnata per due anni di governo ad approvare tutte le leggi pro e salva-Premier, restando indietro rispetto ai problemi reali che incalzano il Paese. Cresce l'insofferenza degli italiani verso la politica governativa e nel Centrodestra, in calo di consensi, secondo i sondaggi,  cominciano un po' tutti a scalpitare, reclamando più visibilità.

Aria di Festival

Fini:
Dimmi quanto tu mi dai
Dimmi quanto quanto quanto
Il Tesoro gradirei
Se Tremonti caccerai>
Bossi:
Il tuo complice sarò
Fino a quando quando quando
Finalmente io vedrò
La Padania che non c'è
Follini e Buttiglione:
Dicci quanto tu ci dai
Silvio santo santo santo
Pecca pure quanto vuoi
Ma ricordati di noi
Berlusconi:
Dico a tutti di si
E vi pago perché
In Italia non c'è
Uno bello più di me
Vito-Schifani-Bondi:
Tutti in coro sulla Rai
Noi parliamo tanto tanto
Per spiegare ciò che fai
Ciò che dici e che non sai

 

 

 

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Gli elettori delusi:
Dicci quando te ne vai
Dicci quando quando quando
Per i danni che tu fai
Siamo tutti in mezzo ai guai
Un consigliere (Ferrara?
Taormina?Pecorella? Booh!):

Fatti mandare da Tremonti
Aprendere il latte
Mentre Tanzi sta in galera
Approfittane pure
Ti ho visto fare tanti affari
puoi farne anche un altro:
Publitalia,Mondadori, Standa,Milan,Tivvù..
Tu diglielo a Fazio
Di darti il suo spazio
Così Forza Italia andrà in Bankitalia
Prodi:
Vola Sinistra stanca vola
Diglielo tu che tornerò
Chi non rispetta la parola
Davanti al mondo sbugiarderò
Penso alle bombe carta e sono triste
Dopo u rozzanesi possano servire i soldi anche alla sera e al dì di festa e n semestre da dimenticar
Non ci voleva anche questa
Nessuno più ci si accosta
L'Europa ormai rifiuta la nostra posta
....Vola Azeglio Ciampi vola...

Aug

 

Gennaio 2004

Due storielle rozzanesi.
.-1- Suonano alla porta, vado ad aprire: mi si  presentano due giovani donne grassottelle che, molto educatamente, mi chiedono un po’ di omertà. <<Dobbiamo occupare l’appartamento qua sopra>> dicono <<per favore, se può chiudere un occhio >>. Una delle due ostenta il bambino in braccio, come fosse un passaporto per ogni diritto. <<Non ci pensate proprio>> rispondo io e interviene mia moglie per informarle che da due anni abbiamo in casa un figlio sposato, che ha fatto regolare domanda all’Aler per un alloggio e attende pazientemente l’esito delle graduatorie. Se fosse stato lecito, avrebbe occupato lui l’ appartamento. Loro ci hanno provato, fa niente se non ci siamo commossi; tornano con i mariti e con l’amico specialista in piedediporco. Ma poi sopraggiungono i Vigili Urbani e la compagnia si disperde. Anche per questo sabato i due appartamenti sfitti nella nostra scala hanno sventato l’occupazione abusiva, ma quanto ancora durerà?  Ed è meno giusto che vengano occupati o che restino sfitti?

2-     Mi servono soldi liquidi, vorrei prelevarli con il Bancoposta, ma siamo fuori orario d’ufficio e lo sportello di via Torino resta chiuso dietro le sbarre della saracinesca, perché la Direzione delle Poste non ha previsto che ai rozzanesi potessero servire i soldi anche di sera e il di di festa

 

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   e non ha messo a disposizione dei clienti una cassa prelievi esterna come hanno tutte le banche che si rispettino. Torno il giorno dopo in orario d’ufficio, vado per fare il prelievo e non trovo più la mia carta bancoposta. Svuoto il portafoglio, svuoto il portapatente, metto le mani in tutte le tasche: niente; devo averla persa. Entro con questa angoscia negli uffici e chiedo all’impiegato addetto alle pubbliche relazioni (quello che accoglie i clienti dietro il separè) cosa devo fare. <<Ma come si fa a perdere la carta del bancoposta!>> sono le sue prime parole di consolazione <<Ma è proprio sicuro di averla persa?>><<Purtroppo sì, la tenevo qui nel portafogli e adesso non c’è più>><<Ma non si può perdere la carta! È assurdo!..Telefoni subito al numero verde per bloccarla.>><<Se per favore può darmelo lei questo numero>>, lo invoco con un fil di voce. Mentre scrive il numero su un foglietto, l’impiegato continua a starnazzare: <<E’ impossibile perdere la carta, ma no, come si fa, se lei è così le tiriamo via il conto>>. Giuro di non avere inventato una sola parola. Sono tutte frasi pronunciate ad alta voce davanti a un altro cliente che ha assistito alla scena (e forse la sta raccontando ancora agli amici!)

Due storielle di vita quotidiana, in questa Rozzano diventata città, ma ancora tanto paesana!

Aug