Mai successo! I cittadini vengono chiamati al voto, quello che più democratico non si può: il referendum popolare. Tre su quattro disertano le urne e, anziché arrabbiarsi chi è andato a votare, fanno la voce grossa i disertori. Deputati e Senatori, che sono deputati e senatori proprio grazie al voto, prima invitano gli elettori a non votare e, dopo aver fatto fallire la consultazione, invece di rincantucciarsi pieni di vergogna, saltano in cattedra, vanno a gridare dove c’è più luce, chiedono le dimissioni dei colleghi colpevoli di aver votato. In gara fra di loro per ingraziarsi il Clero che conta, arrivano a dire che questo fallimento è una vittoria del buon senso. Ancora non si sa se qualcuno abbia avanzato richiesta di impeachment nei confronti del Presidente della Repubblica, che come primo cittadino ha commesso per primo il reato di voto. In questo mondo alla rovescia, dove conta in maniera ossessiva la “figura che potresti fare se perdi”, piuttosto che il coraggio delle proprie idee, è tutto possibile. Alle prossime elezioni, per coerenza si potrebbe non andare a votare i parlamentari associati al partito dell’Astensione. Ma vedrete che saremo chiamati ad astenerci dalla coerenza! Aug Cosa mai successa, il neodirettore del giornale ha pubblicato l'articolo affiancato da un suo “controcanto”, che conferma quanto siano precise le frecce della satira. Controcanto L’unica possibilità
I cittadini vengono chiamati al voto. Non
rispondono alla chiamata. Neppure il 26 per cento va a votare. Un motivo ci
sarà. E’ la democrazia: esiste anche l’astensione. Intendiamoci: in linea
generale non ci piace. Non andare alle urne vuol dire non espletare un
dovere. FAM (che sta per Fabio Massa) Conclusione Cosa vi dicevo? “Vedrete che saremo chiamati ad astenerci dalla coerenza!”. Ci hanno già chiamato. Aug (che sta per Augusto Guidoni) Rozzano - padano La voce di uno stereo a tutto volume diffonde da via Pini, in via Ginestre, Biancospini, Garofani, fino a viale Lazio, canzoni partenopee in successione continua, come un forrò bahiano, dove non avverti lo stacco tra un motivo e l'altro. Quei suoni possono darti gioia, malinconia o farti imbufalire perché vorresti riposare, leggere in pace, ascoltare la tv, o perché ce l'hai con i terroni. Sono comunque note che fanno ambiente. Se un napoletano capitasse qui all'improvviso a occhi bendati, direbbe di trovarsi a Portici, Posillipo o Forcella. Eppure questo è il centro della Lombardia. Quando la Padania sarà cosa fatta e tireranno i confini, Rozzano ci starà dentro tutta, con i suoi napoletani, siciliani, pugliesi, sardi, romani, extracomunitari ecc. e con qualla finestra di via Pini. Uno dei leghisti della prima ora mi disse:<<Chiunque risieda in Lombardia da almeno 5 anni ha il diritto di chiamarsi padano>>. A occhio e croce (salvo poche eccezioni) siamo quindi tutti padani, compreso il proprietario di quello stereo, figlio di napoletani, si, ma da una vita cittadino rozzanese, con il diritto a far partecipe il vicinato delle sue melodie preferite. Allora, se un milanese all’improvviso capitasse a Napoli a occhi bendati, potrebbe chiedersi: "O mia bela Madunina – Prövi adess a induinà – La Padania è picinina – A Ruzan sunt arivà". Crederebbe, insomma, di trovarsi a Rozzano. Aug www.weballamatriciana.it Istigazione alla demenza Fra gli articoli scolastici in mostra al supermercato quest'anno è
andato a ruba un tipo di quaderno con la copertina dedicata alle squadre
di calcio. Niente di nuovo, se non fosse per le frasi stampate sulle
copertine. Frasi che non inneggiano, come ci si aspetterebbe, alla
squadra del cuore, ma sono slogan astiosi suggeriti contro altre squadre
rivali. Sul quaderno rosso-nero si può leggere, fra l'altro,
"Interisti... anni e anni di astinenza, poi compare la demenza!". Su
quello nero-azzurro "Juventini... siete come la forfora: state in testa
ma fate schifo!". Sul quaderno bianco-nero invece: "Fiorentini...il
prossimo ripescaggio con la scialuppa di salvataggio: Arno riprovaci!".
E' così che la curva nord entra nelle scuole. Segno dei tempi. L'aria
che tira non è delle migliori. Razzismo, negazione del diverso,
tolleranza zero, sono i moderni valori diffusi a piene mani anche da
personaggi delle istituzioni. Lo stesso linguaggio giornalistico si è
incattivito. Sulla TV, nell'orario di maggior ascolto giovanile, a parte
la monnezza pura dei reality, non è raro sentir gridare "Bas...,figlio
di p..., c…,ti ammazzo!". E i giovani si adeguano all'aria che tira. Aug Questa è la storia.....
Sulla falsariga de "Il ragazzo della via Gluck" (Scusami Celentano!)
La furbata
(che nessuno, sulla stampa e in TV, mostra di avere
capito)
RIFORMA PREVIDENZIALE. Berlusconi fa inserire la
Mediolanum di Berlusconi fra le società assicurative che andranno a gestire
i fondi dei lavoratori per il TFR e per le pensione integrative. (Soltanto
la torta del TFR sono 12 miliardi di euro all'anno. Di
solito ritengo antipatico confrontare l'euro con la defunta lira, ma
trattandosi di una cifra simile, mi sento di sottolineare che equivale a
12.000 miliardi di lire annue.). Poi lo stesso Berlusconi
comunica agli italiani che dovrebbero andare in pensione a 68 anni. Avete
capito? Prima fa in modo che una parte dei soldi versati durante la vostra
vita contributiva entrino nelle sue tasche. Quindi propone di allungare gli
anni lavorativi per farvi versare più soldi e più a lungo. Così, mentre le
vostre attese di andare in pensione si allungano e gli anni per godervela si
accorciano, la sua assicurazione incasserebbe di più e più a lungo.
Pensate cosa non deve fare un Presidente del Consiglio
per accontentare il Presidente Assicuratore, dopo essersi dato da fare per
contentare il Presidente Editore, il Presidente Pubblicitario, il Presidente
Palazzinaro nonché il Presidente del Milan! <<E il Presidente Operaio>>
direte voi <<Quando lo accontenta?>> E' vero, si è definito anche
"presidente operaio", ma quella volta scherzava.
Aug
Gennaio 2006 (Censurato e non pubblicato) Un anno da (non) dimenticare Natale senza ciaramelle. Niente pive, niente zampognari. Che Natale moscio! Succede che ti abitui a determinate usanze senza farci caso, poi te ne accorgi quando vengono a mancare. Se la cornamusa non ha suonato sotto le nostre finestre, vuol dire che lo zampognaro non si aspettava mance, pensando all’anno magro che volgeva al termine. E il 2005 si è chiuso nel peggiore dei modi.. Prezzi alle stelle, consumi alle stalle, mitragliata di leggi per spezzettare l’Italia, salvare i grandi evasori, cambiare le regole democratiche, arraffare i contribuenti dei lavoratori…..il resto è cenere! In un paese dove i palazzinari vengono chiamati con riverenza ”immobiliaristi”, gli arrembaggi vengono detti “scalate”, l’isola delle oche viene detta “Isola dei famosi”, qualcuno ha cominciato a credere di essere altro da quello che era. Prima che i giornalisti li iscrivessero nel clan dei “Furbetti” Fiorani si credeva un grande della finanza, Consorte un benefattore del popolo, Ricucci un editore e Fazio addirittura ci teneva ad essere chiamato “Governatore” della Banca d’Italia. Volavano come bolle di sapone inseguite da un codazzo giulivo di giornalisti e politici. Poi qualche giudice guastafeste ha punto le bolle e tutti sono caduti giù per terra. Il tonfo ha fatto tremare i piccoli risparmiatori , le cui speranze restano ormai aggrappate all’euro superpartes, che se c’era la lira si finiva tutti in Argentina. Un intero paese entra nel 2006 con le ossa rotte. Il 2005 se ne è andato con le pive nel sacco! Aug http://www.weballamatriciana.it Fu uno dei governi Andreotti a produrre la legge secondo la quale i Servizi Segreti Italiani devono rispondere al Presidente del Consiglio in carica. Avendo questo potere, vorrei vedere quale dei capi di governo succedutisi finora non sia stato tentato dal dare una sbirciatina fra gli affari segreti visitabili. E' vero che, trattandosi di informazioni delicate, ci saranno limiti all'uso che se ne può fare, dettati dalla legge, dall'etica e dalla statura morale di chi ne viene a conoscenza. Ma nella mia vita di marittimo non ho conosciuto un solo cambusiere di bordo che, avendo le chiavi della cambusa (il magazzino viveri della nave), non ci abbia mai dato un'occhiatina dentro per mettersi da parte le bistecche migliori. Niente di strano in quell'ambiente, a meno che non venga risvegliata la suscettibilità dell'equipaggio servendogli polpette avariate. Si può dire che l'intero mondo è una cambusa ispezionabile dai privilegiati che ne hanno le chiavi. Oggi non esiste computer che non venga spiato, carta di credito che non venga spulciata nell'etere, telefono non intercettato da Ecelon (il Grande Fratello nello spazio) e via spiando. Siamo tutti nudi sulla stessa barca. Una sola raccomandazione ai naviganti italiani sposati: chiunque debba fare una telefonata al proprio o alla propria consorte, si affretti a specificare che trattasi di consorte con la "c" minuscola, perché se poi la telefonata viene trascritta con la "C" maiuscola il Cambusiere d'Italia potrebbe diffonderla per televisione e persino denunciarla alla Procura della Repubblica! Aug Sondaggio Aug (differenziato, quindi
attendibile) per le Elezioni del 9/10 Aprile 2006
(Su 400 intervistati il 3,25%
dichiara che voterà il Centrosinistra, l'89% il Centrodestra e il
7,75 si astiene)
Aug
Oriana la bombarola Ma chi è Oriana Fallaci che si può permettere
di dire "...prendo l'esplosivo e la faccio saltare!",
riferendosi alla moschea in costruzione a Colle Val d'Elsa?
L'avessi pronunciata io una frase simile, avrei già la Digos in
casa. "Quella moschea è molto vicina alla mia casa in Toscana.
Non la voglio vedere..." continua così in un'intervista di dieci
pagine al New Yorker.
Il crepuscolo degli dei
Pensate, se non ci fossereo certi magistrati
impiccioni (alias giudici d'assalto, giudici comunisti o ragazzini),
come filerebbe liscia la nostra vita*.
Prima dei "Furbetti del quartierino" sembrava
così facile fare soldi: ci sentivamo tutti grandi finanzieri.
Seguivamo le mitiche scalate di personaggi dei quali ci
appassionavano persino le avventure amorose. Poi ce li hanno
ammanettati.
Prima di Calciopoli era bello seguire le partite
di campionato e scannarsi tutti i lunedì per la squadra del cuore. I
giudici intercettatori vogliono ora farci credere che forse era
tutto un "wrestling", dove si sa già chi deve vincere e chi deve
perdere.
Prima di Principopoli potevamo seguire
le fiabesche vicende di Casa Savoia sui rotocalchi e in TV, con
ammirazione e invidia. Adesso vogliono infangare questa famiglia con
storie di pirateria informatica, macchinette mangiasoldi truccate,
sfruttamento della prostituzione e chissà cos'altro ancora. Per
colpa di certi giudici iperattivi (ma per qualcuno sono invece
pigri, perché ritiene che usino più il telefono delle gambe) vediamo
cadere uno dopo l'altro i miti del nostro tempo. Non abbiamo più
certezze.
Angosciato per questi eroi che i mass-media
gonfiano e i magistrati sgonfiano, chiedo un parere al danese Soren
Kierkegaard, che ne sa più di me. Questa è la sua risposta: "Quando
l'intelletto sdrucciola nel mitico, succede di rado che non ne
risultino altro che chiacchiere". Poveri noi che ne abbiamo bisogno,
quali altri miti ci distruggeranno?.
Aug
*Nel "mito della caverna", Platone immagina degli
uomini incatenati in una caverna, con l'apertura alle loro spalle,
in modo da non poter vedere altro che le ombre proiettate dalla luce
esterna sulla parete di fronte a loro. Non avendo mai visto altro,
crederebbero che quelle ombre siano il mondo reale. Un prigioniero
che venisse liberato e condotto fuori dalla caverna, faticherebbe a
rendersi conto di trovarsi solo ora nel mondo reale. Tornato dopo un
po' di tempo dai suoi compagni dentro alla caverna, non riuscirebbe
a convincerli a farsi liberare dalle catene. I suoi occhi abituati
alla luce del sole, non vedrebbero nel buio altrettanto bene di
prima e si direbbe di lui che l'uscita gli ha rovinato la vista.
Questo pregiudizio farebbe preferire ai suoi compagni la certezza
del buio alla paura della luce.
La fortuna di Barabba "Pelleas et Melisande" è un'opera teatrale di Maurice Maeterlinck che narra di Golaud, il quale una volta scoperta la tresca amorosa fra la moglie Melisande con il fratello Pelleas, li uccide entrambe. Può sembrare una storia come tante altre nelle cronache di tutti i tempi. Eppure ha ispirato Sibelius, Debussy, Shoenberg, Stravinskij, Faurè. Ognuno di questi compositori ha voluto musicarla a modo suo. Nessun'altro poeta al mondo può vantare tanto onore. Chissà quali corde dell'anima ha potuto far vibrarequesta storia, apparentemente banale, per interessare tanti compositori? E' sicuramente al di sopra della mia sensibilità. Provo la medesima difficoltà di comprensione quando ascolto le varie sinfonie dedicate all'amnistia da tutti i partiti dell'arco costituzionale (solo Di Pietro ci tiene a stare fuori dal coro). Sembra che il primo problema degli italiani sia quello di indulgere su ladri assassini e imbroglioni.C'è chi tira fuori la necessità di sfoltire le carceri e io dico: perché non costruire più carceri, così da poter creare più alloggi per i detenuti e nello stesso tempo più posti di lavoro? C'è chi è contro l'alienazione della detenzione per puro principio. A questi vorrei ricordare che è molto più alienante subire un crimine come l'uccisione di un congiunto, il furto o la truffa e sapere che tanto, con un "buon" avvocato, con l'indulto o con l'amnistia, ladri, assassini e imbroglioni possono tornare a riderti in faccia. C'è poi chi ce l'ha con i giudici che non gli permettono di fare ciò che vogliono e più che l'amnistia o l'indulto, vorrebbero cancellare (e a volte ci riescono) gli stessi reati dei quali si sono resi colpevoli. Questa categoria la capisco di più, perché è coerente con la propria strafottenza....e gli va sempre bene. Aug Lasciaremi contare
I
Buongiorno Italia che ti stai annoiando
Con i reality e col telecomando
Con la politica fatta in tivvù
E in famiglia che non si discute più
Buongiorno Italia con i tuoi furbetti
Con il telefono fatto a tronchetti
Con il tifoso che diserta lo stadio
E le partite se le ascolta alla radio
Buongiorno Italia Campione del Mondo
Già si sapeva che il pallone è tondo
E va persino
A tarallucci e vino
Lasciatemi contare
Con la bolletta in mano
lasciatemi contare mentre pago piano
piano
Lasciatemi capire
I giochi che voi fate
Io pago sempre il conto
Ma voi quando pagate?
II
Buongiorno Italia per chi va in pensione
Trattato come fosse un mascalzone
Per il boiardo che prega Gesù:
"Se prima muore non lo pagheremo più"
Buongiorno Italia con Bersani e Visco
E gli italiani che pagano il fisco
E quelli invece che trasportano a mano
Le valigie nelle banche a Lugano
Buongiorno Italia, buongiorno immigrato
Sei benvenuto ma sarai sfruttato
Buongiorno CIA
Lontana da casa mia
Lasciatemi contare
ecc........................
Aug
CANNA-BIS 1) Romano Prodi quando era Commissario Europeo è stato spiato dalla Telecom. Le sue telefonate sono state messe a disposizione di quei poteri occulti che in Italia hanno sempre fatto bello e cattivo tempo. La notizia viene data dal Corriere della Sera dopo la lapidazione di Prodi in Parlamento. Era stato chiamato a dare spiegazioni sui rapporti Telecom- Presidenza del Consiglio nell’ultima furbata politico-giornalistica, che lo voleva tirare dentro agli affari dei Tronchetti. Ma chi aveva occupato tutti gli organi d’informazione per reclamare quell’audizione in Parlamento, si è poi sgolato in aula per coprire la sua voce e impedirgli di parlare. Un Presidente della Commissione Europea, oggi Presidente del Consiglio, la cui privacy viene data in pasto ai soliti mestatori della democrazia, non fa scandalo. Nessuno, neanche fra gli alleati, si leva in sua difesa. 2) Le Iene riescono a carpire le “prove” che un parlamentare su tre farebbe uso di droghe. Succede il finimondo. “E’ una violazione della privacy”, “un’offesa alle istituzioni”.”Si proibisca di mandare in onda la trasmissione di quel presunto scoop”. “Si faccia subito un’indagine per individuare i reati commessi dalle Iene”. Perbacco, non c’è rispetto per nessuno. Non c’è più religione. Adesso un onorevole che volesse farsi uno spinello, si sentirebbe osservato, verrebbe condizionato dalle maldicenze. Meno male che alla Provvidenza non ci sono limiti! Il Consiglio dei Ministri (per altre nobili ragioni) dà il via libera al decreto sull’uso della cannabis come antidolorifico. Non si prevedono difficoltà in Parlamento per l’approvazione di questo decreto in legge. Anche se dopo, tanti parlamentari accuseranno forti dolori. Aug Regali di Natale
Per Natale vorrei 4 renne e una slitta carica
di regali da consegnare a chi dico io
Una scatola di chiodi
porterò a Romano Prodi
per fissare a sé, giulivo,
tutti i leader dell'Ulivo.
Che non scappi più nessuno.
Un per tutti e tutti in uno
A Mastella una stadera
affinché giustizia vera
pesi tutto e pesi giusto
senza sconti e senza indulto.
Che potrei portare a Visco
che fa rima con il Fisco?
Lente e cane da ispettore
per scovare l'evasore.
A Fassino basta niente,
solo un ricostituente
per tenersi saldo in piedi
al Congresso e in altre sedi.
A Rutelli porterem
Mille tessere Teodem
per entrare più agguerrito
nel futuro gran partito.
A Parisi un bel corpetto
da gentil marinaretto
e affinché il nemico scappi
un fucile sparatappi.
A D'Alema, tale e quale,
un aereo personale
come quello che a Linate
ha il Berlusca, gran magnate.
E al Berlusca un pro-memoria
per contar la vera storia
di un Paese impoverito
dove lui ci si è arricchito.
Per ognuno avrei qualcosa,
ma l'elenco è troppo lungo.
Vi dirò la più curiosa
che immediatamente aggiungo:
Per i poveri elettori
che non sanno che succede
con le leggi uscite fuori
e non sanno a chi dar fede
Dò una bussola a chi parla
della solita minestra
capiranno a consultarla
chi sarà Sinistra o Destra
Aug
Gennaio 2007 D'Avolio bbene assai Da quando abito a Rozzano è la prima volta che per Natale non desidero trovarmi in altro posto. Qualsiasi emigrante, da qualsiasi posto provenga, in qualsiasi città vada a stabilirsi, porta con se alcune nostalgie insopprimibili. Una di queste è l'atmosfera natalizia. Nessuno può pretendere a Natale di ritrovare in altri luoghi le stesse consuetudini del paese di origine, ma l'atmosfera sì. L'ultima settimana dell'anno deve poter essere vissuta in clima di festa, non solo in famiglia. Quando si esce per le strade si deve percepire questo clima.Altrimenti si riaffacciano i lati negativi della nostalgia. e il Natale diventa allora occasione di tristezza invece che di allegria. Rozzano è una città di emigrati e figli di emigrati di varie regioni d'Italia e di altre nazioni. Una popolazione unita soprattutto dai servizi che Rozzano può dare meglio di altre città: la casa, la scuola, la sanità, i trasporti e (perché no) le strutture commerciali. Ma se è vero che non si vive di solo pane, questo ce lo ricordiamo a Natale, se fuori è il solito tran tran. Si pensi pure che sia uno spreco l'illuminazione a festa delle vie principali, ma chissà quanti come me avranno provato la gioia e l'orgoglio di sentirsi dire, da amici venuti da fuori:<<Come è bella Rozzano con tutte questeluci!>> Tanti, se penso ai commenti sentiti in giro, persino da persone che non sono mai andate per il sottile nel criticare l'Amministrazione Comunale. Anche una luminaria può avvicinare il cittadino ai suoi amministratori. Fra i tanti bisogni del cittadino che il comune deve soddisfare c'è anche il bisogno di calore urbano. Il calore che si prova condividendo un'atmosfera di allegria. Aug Riforme & Riforme Sono guarito da un’allergia, quando pensavo che ormai non ci fossero più speranze. Un’allergia fastidiosissima che mi stava facendo invecchiare dentro. Bastava che leggessi o sentissi pronunciare la parola “RIFORME” e provavo subito nausea, mal di testa, sensazione di disagio. Ormai ogni legge nefasta veniva bollata con l’appellativo di riforma. Prendevano a bastonate i giudici e dicevano di stare lavorando per la Riforma della Giustizia. Si preparavano a disintegrare la scuola pubblica e parlavano di Riforma della Scuola. Creavano il precariato, davano mano libera ai padroni di licenziare e la chiamavano Riforma del Lavoro. Condannavano i lavoratori a timbrare il cartellino fino alla fine dei loro giorni e la chiamavano Riforma delle Pensioni. Mettevano le mani sui soldi accumulati per una sacrosanta liquidazione a fine servizio e la chiamavano Riforma del TFR. Avanti di questo passo erano riusciti a distruggere ogni idea che mi ero fatto delle riforme, da quella Agraria a quella delle Regioni d’Italia, della Busta Paga, della riforma Sanitaria, fino alla riforma della Pubblica Amministrazione e altre riforme Bassanini. Alla parola “Riforma” avevo associato il significato di rivoluzione democratica, di giustizia sociale, poi cominciò Craxi con la cosiddetta “Riforma della Contingenza”, che svalutava le buste paga, la riforma della televisione che regalava un impero mediatico all’amico Berlusconi e cominciai ad alzare bene le orecchie quando un politico qualunque annunciava di lavorare a qualsivoglia riforma. Come il cane di Pavlov, abituato a prendere scosse elettriche ogni volta che gli facevano vedere la carne, io sentivo odore di fregatura dietro a ogni sbandierato progetto di riforma. Fino a diventarne allergico. Poi arriva Bersani con le sue liberalizzazioni. Via le gabelle dai conti bancari, via le penali-tangente sull’estinzione dei mutui, via la mazzetta di 5 euro per ogni ricarica dei telefonini. E poi, trasparenza nelle assicurazioni (e vi sembra poco!). Stop all’inganno dei Voli a tariffe stracciate ( 9-18-22 euro, che in realtà diventano 150-190 e più, tra tasse assicurative, diritti di agenzia e altre diavolerie fisse). Vera concorrenza di prezzi alle pompe di benzina. Risarcimento se tardano a consegnarti la posta ecc. Ecco quelle che io intendevo per riforme! Ritorna il giusto significato a una parola che stava diventando un paravento per leggi a favore di speculatori, costruttori abusivi, esportatori di capitali, pregiudicati, leggi razziste, leggi ad personam ecc. Datemi un pizzico se sto sognando. E’ dai tempi dell’Indulto che ho smesso di sognare! Aug Pelati senza scadenza
Pensavo che quella della crapa pelata fosse una moda
passeggera. Mi dicevo:"Prima o poi i pelati si guarderanno allo
specchio e decideranno di farsi ricrescere i capelli". Sì, è
vero, in tempi di migragna se uno può tagliare qualche spesa, la
taglia.Quella per il parrucchiere comincia a pesare nei bilanci
famigliari sempre più magri e si può decidere di eliminarla. E
poi, ci fosse una volta che il parrucchiere ti conci i capelli
come li vorresti. Te li fa o troppo lunghi o troppo corti. Ti
raccomandi di non sfoltire eccessivamente in zona chierica,
perché dormendo supino, quei quattro capelli corti te li ritrovi
tutti ritti al mattino, che per abbassarli con il gel fai pure
tardi al lavoro e lui "zac" te li lascia all'altezza giusta da
renderli impettinabili. Inoltre potresti anche non gradire di
essere torturato in pubblico, dato che i parrucchieri amano
esporre le proprie cavie davanti alla porta a vetri del negozio,
con il bavaglino al collo e la mantellina sulle spalle. Allora
può succedere che prendi il rasoio e decidi di fare da te. Giù,
una bella rapata e chi s'è visto s'è visto. Ma, passata la bizza
della tosatura, c'era da aspettarsi una riconciliazione con il
parrucchiere. Macché, anzi, i pelati sono in aumento. La moda
che ha reso celebri Collina e Galliani non passa. I due celebri
teschi, ancorché inquietanti, hanno però un loro significato,
come testimonial della sfera del pallone. Ma le migliaia di
crape tosate e lucidate che si vedono in giro, non le trovo
altrettanto giustificabili.
Chi pensa che la pelata abbia un suo fascino non si sbaglia,
ma di solito il pelato naturale non è liscio come una palla da
biliardo. Anche pochi peli dietro la nuca gli donano. Quello che
fa impressione nei pelati artificiali non è la mancanza di
capelli, ma l'accurata rasatura e lucidatura della nuca. Certe
teste, viste da dietro, con quelle pieghe a salcicciotto tra la
nuca e il collo, messe in evidenza dalla meticolosa levigatura,
danno l'impressione di un "guanto" extra large.
Avrei pensato che il rinfoltimento della celebre pelata di
Arcore avrebbe soppiantato la moda della tosa integrale,
considerato il largo seguito di fans che stravedono per il
miliardario dei sogni. E mi sbagliavo. A pensarci bene, forse la
colpa è proprio sua se la moda persiste, visto quanto appare
ridicolo quel toupet di peluria colorato di nero cangiante al
rosso, sul cranio di un settantenne.
Aug
Naftalina
Nessuno può sottovalutare le minacce
brigatiste che ricompaiono qua e là con pacchi bomba e volantini. Sono
ormai più di trent'anni che in Italia, all'avicinarsi di importanti
cambiamenti politici, intervengono minacce terroristiche, quasi in
difesa dello status quo. Al di là dei proclami roboanti, il filo
conduttore è sempre lo stesso: impedire l'unione tra le masse popolari
che vivono gli stessi problemi nel mondo del lavoro e nella vita di
tutti i giorni: quelle d'ispirazione cattolica e quelle di sinistra. Al
di là delle intenzioni dichiarate, si vuole che restino divise, cosicché
la tanto vituperata "borghesia imperialista", potrà meglio tenerle sotto
scacco. Per gli antichi Romani la strategia vincente era "Divide et
imperat", un motto che non appare nei volantini dei P.C.C. ma è
implicito nei risultati pratici che ne conseguono. E' così che vanno le
cose, dagli anni del Compromesso storico, all'attuale tempo di
gestazione del Partito Democratico. Ma oggi non vedo come si possa
sperare di far presa sui lavoratori e sui giovani, rimasticando
l'obiettivo della "riappropriazione dei mezzi di produzione". Oggi
l'Economia non è più dominata dalle fabbriche, ma dal mercato, dalle
banche, dai network. Di cosa dovrebbe riappropriarsi il fantomatico
proletario: di Piazza Affari?, di Medio Banca?, dei Trust finanziari?,
della Televisione?, delle suonerie telefoniche?, dell'acqua minerale?
Come sa di muffa il frasario di cui si
nutre l'odierno brigatista! Più che a uno pseudorivoluzionario mi fa
pensare a Eta Beta, l'extraterrestre che si nutre di naftalina. Ma non è
un fumetto, purtroppo!
Aug
La costola di Adamo Geographic Project è uno studio quinquennale, condotto dalla National Geographic Society insieme all'IBM, allo scopo di mappare il DNA di decine di migliaia di persone residenti in varie parti del mondo, per fare a ritroso il percorso dell'evoluzione e delle migrazioni umane. Dai primi dati si ha la conferma scientifica che l'intera umanità proviene dall'Africa orientale (Etiopia, Kenia, Tanzania) e questo risultato era prevedibile. Apprendiamo invece con stupore che in ogni persona, di qualsiasi razza, sopravvivono intatti gli stessi cromosomi del DNA di una donna vissuta 150 mila anni fa e di un uomo vissuto 60 mila anni fa. Dunque Eva sarebbe nata prima di Adamo e non lo avrebbe neanche conosciuto. Ma come si è potuta conservare la sua mela per 90 mila anni? E Adamo a chi ha prestato la sua costola? In attesa che il Vaticano metta insieme uno staff di cervelli per risolvere il problema o per mandare al rogo i responsabili del Geographic Project, proviamo a immaginare cosa succederà quando la notizia raggiungerà i più scalmanati difensori della sacralità della famiglia. Apprendere di essere nati dall'inseminazione di una mela conservata per 90 mila anni è troppo anche per Pezzotta e per Mastella. A questo punto sarebbe stato meglio sapere di Eva e Adamo come di una coppia di fatto, piuttosto che di una coppia mai accoppiatasi per decorrenza dei tempi. E pensate che scompiglio nel popolo leghista, quando saprà di provenire da una colonia di"negher" migrati dall'Africa all'Asia e stabilitisi in Padania! A questo punto anche Calderoli dovrebbe esibire un permesso di soggiorno. Intanto il solito Berlusconi cercherà di negare la validità della ricerca, perché viziata da interessi di parte politica, in quanto l'IBM e la National Geographic Society sono due covi comunisti. Da parte mia spero proprio che qualcuno riesca a smentire il Geographic Project, perché, anche se è un piacere sapermi parente dei Watussi, non accetto proprio di farmi chiamare fratello da un Borghezio. Aug Settembre 2007
Nel mese di agosto, ero in escursione nel
cuore della Foresta Nera, fra alberi altissimi, cascate e antiche
abbazie. Intento a osservare con rispettosa curiosità le vecchie
costruzioni tipiche dello Schwartzewald, collocate nel parco naturale
chiamato Freilichtmuseum, vengo scosso dal rumoroso
chiacchiericcio di una piccola comitiva di italiani e non faccio a meno
di udire l'oggetto del discorso: "Nel 2008"
diceva una signora "faccio 57 anni, con un montante
contributivo di 35 da moltiplicare per il coefficiente di trasformazione
del 4,7%, posso andare in pensione con la finestra di luglio".
Sento subito cadermi le braccia. "Ma come" mi dico "questi se ne vengono
dall'Italia nella Foresta Nera per discutere di pensioni?. Già provo le
vertigini quando odo certi tortuosi ragionamenti in televisione e
dovunque, sui tram o per il centro cittadino. Adesso devo ascoltarli
anche qui". Avevo appena degustato un piatto tradizionale composto di
due patate lesse, butterkaese (una specie di yogurt denso) e cipolla,
principale alimentazione degli antichi abitatori della selva. In
un'autentica casa in legno del '600, seduto davanti al camino, un
ragazzo accudiva alla preparazione di questo pasto frugale, che mi
riportava alla semplicità di un tempo. Di botto il vociare di quella
comitiva tutta presa a disquisire sui pro e i contro del "Sistema
contributivo" rispetto al "Sistema retributivo", mi ha fatto rientrare
nel 2007 italiano. Ho ripreso la mia auto per spingermi oltre, verso una
cascata il cui rumore copriva il fruscio della foresta, il canto degli
uccelli, ma anche l'eventuale cicaleccio fuori posto di qualche
comitiva nostrana.
Aug
La rivoluzione d'ottobre Una legge elettorale fatta apposta per impedire al Centrosinistra, dato per vincente, di avere i numeri necessari per governare tranquillo. Una coalizione chiamata Unione dove partiti e partitelli si beccano in continuazione come i polli di Renzo. Ministri che vanno a ruota libera contro la Giustizia, contro i giornalisti contro ogni decenza. Capipartito che manifestano contro il proprio governo. Senatori che mettono all'asta il proprio voto. Esponenti di piccole formazioni politiche pronti a cambiare campo a partita in corso. Basta che canti un Grillo perché restino tutti in mutande. Per forza! Quella del Grillo è la voce che guida un coro sterminato di scontenti. Basta! Milioni di volte Basta! E' ora di rientrare tutti, politici e grilli, entro i limiti della Costituzione repubblicana. Una Costituzione che assegna alla politica il ruolo di far vivere la democrazia. Una democrazia che si fonda sui partiti. Partiti che guidano le opinioni e non siano pedane di lancio per arrivisti o comitati d'affari. Ma per carità, non facciamo un partito per ogni opinione! Per garantire la governabilità ci vogliono partiti grandi per numero di consensi e per qualità di personale politico. Occorre una forte novità, una rivoluzione democratica. Il 14 Ottobre nascerà il Partito Democratico. Sarà la rivoluzione democratica d'ottobre. La speranza che in Italia torni la Politica con la P maiuscola, non barricadera, non gridata, al servizio dei cittadini. Sogno una folata di vento che spazzi via tutte le cattiverie e le insulsaggini che hanno caratterizzato questi ultimi vent'anni della nostra storia. Aug I veri criminali
La Confesercenti fa sapere che la Mafia è l'azienda italiana con il maggior fatturato. Si parla di 90 miliardi, mentre il Governo sta discutendo una Finanziaria da 20 miliardi. A Milano vengono arrestati due mediatori finanziari, che avevano il vizio di giocare in Borsa per riciclare il denaro sporco della mafia italo-canadese. Nel Belpaese eravamo tutti impegnati, noi gente comune, vari sindaci, politici e giornalisti, a combattere i lavavetri, gli zingari, i guidatori ubriachi e gli extraitaliani in genere. Adesso certe notizie sembrano voler depistare la nostra attenzione da quella che è la vera criminalità: mendicanti che t'importunano a ogni passo (i più minacciosi brandiscono la spazzola lavavetri), suonatori di fisarmonica e violino che disturbano i nostri viaggi in Metropolitana, roulottes di rumeni che parcheggiano proprio dove volevamo buttare il frigorifero rotto, automobilisti sbronzi che ti tagliano la strada e magari ti sfottono pure. E' questo il vero male della nostra società. La mafia non è altro che roba da fiction televisiva. Prima o poi i colletti bianchi arrestati si sentiranno dire: <<Scherzi a parte!!>>... e tutti a casa. Se non ci fossero i presupposti dello scherzo, si provvederà con un indulto bis. Ma non è questo il nocciolo della questione. Mafia, nell'immaginario collettivo vuol dire soldi facili a palate, paradisi fiscali, amicizie altolocate, abiti firmati, auto lussuose, plebaglia che ti rispetta e politici che ti temono. Chi non vorrebbe vivere un giorno da mafioso? In una società cannibale fondata sui forti che sbranano i deboli, sull'insulto politico, sui telequiz milionari, sulle isole dei famosi, il vincente è un modello da imitare. Che te ne fai dei poveri? Sono un brutto esempio per i nostri bambini. Fateli sparire... e lasciate lavorare in pace l'industria della Mafia, che meno se ne parla e meglio si governa! Aug
L'ottimismo non è ancora morto. Quando noi ragazzini degli anni '50
giocavamo ai cow boys e agli indiani, io stavo sempre
con gli indiani. Una volta catturammo lo sceriffo. Lo
legammo a un palo, accendemmo un fuoco ai suoi piedi e
ci mettemmo a danzare ululando come avevamo visto fare
nei film western. Se non fosse intervenuto un pescatore,
giunto lì per caso, a spegnere il fuoco e a liberare il
malcapitato, chissà come sarebbe andata a finire. Eppure
non eravamo cattivi ragazzi. Imitavamo "soltanto" i
nostri eroi western. Il cinema ci rendeva normale ciò
che nella realtà sarebbe stato un crimine. E non avevamo
la televisione che hanno i giovani del terzo millennio.
Pensate cosa può innestarsi nel cervello di un moderno
ragazzino, quotidianamente bersagliato da messaggi di
sangue che grondano dai sempre più diffusi film horror,
dall'approfondimento di notizie di stupro, strage,
infanticidio, parricidio, e così via sgozzando. Finisce
che fra i nuovi eroi ci siano le amiche che straziano a
morte una suora, la mamma che massacra il figlioletto,
il ragazzo che fa a pezzi i genitori, quello che investe
e uccide quattro innocenti, quello che fracassa il
cranio al poliziotto alla stadio. Assassini che vengono
subissati di lettere e sms da ammiratori in delirio. E
sui muri la scritta "10 - 100 - 1000 Raciti". Tutti
dementi? Tutti pericolosi candidati al crimine? No,
tutte vittime della cultura dell'audience, del cattivo
giornalismo e di una pessima televisione. Per non
parlare delle schifezze via internet e dei videogiochi
sanguinolenti. C'è da chiedersi se non stiamo andando
verso un imbarbarimento senza ritorno. Io tuttavia non
lo credo. Intanto questo 2008 che si sta avviando verso
l'abolizione della pena di morte, accende una luce di
speranza nell'Umanità migliore, quella che crede nella
bellezza della vita. Quella meno coccolata dai mass
media. Nel mondo questa umanità è maggioranza e sta
nelle fabbriche, nel volontariato, nell'associazionismo,
nei meandri della cultura, nelle istituzioni, nelle
famiglie. Il migliore auspicio che si possa fare,
nell'ottavo anno del terzo millennio, è che questa
maggioranza trovi la forza e il modo di reclamare il
diritto di contare nel mondo come maggioranza.
La monnezza
(sulle rime della Canzone di Bacco, di Lorenzo de' Medici)
I segreti di Pulcinella
Nel paese dove risulta che un operaio
guadagna di più del suo datore di Sicurezza, sicurezza, primavera di bellezza... Mi trovavo a Marta, sul lago di Bolsena, quando ho appreso delle ronde dell'ordine organizzate a Rozzano. Benché Rozzano non abbia niente delle bellezze del mio paese natio, lo l'ho sempre vantata come una cittadina modello. Una città che ha saputo offrire case, strutture e servizi a decine di migliaia di immigrati provenienti da tutta Italia, senza diventare una città dormitorio, anzi! Si può citare come esempio di vivibilità. Certo noi rozzanesi non siamo tutti stinchi di santo, ma sarebbe da ingenui pretenderlo. Scontiamo il male fisiologico delle società etereogenee come la nostra. Ma che si ricorra ai cittadini volontari dell'ordine per risolvere il problema sicurezza. Che l'iniziativa venga presa dopo la campagna politico-giornalistica orchestrata per seminare la paura dello straniero in un'Italia che dovrebbe stare più attenta agli italiani, non sembra pura coincidenza. Da come si è svolto il "monitoraggio del territorio" di Rozzano nel mese di maggio, ad essere "ripuliti" sono soprattutto nomadi, occupanti e senzatetto. La fobia epidermica dello straccione e del Rom ha ottenuto le risposte emotive desiderate. A me invece è venuta la pelle d'oca pensando a dove possono portare certe scorciatoie populiste. Sempre a Marta, negli anni '50 si era stabilita una tribù di zingari, accolta come il Vangelo dice di accogliere gli ultimi della terra. Si convertirono al cattolicesimo e diventammo "compari" di battesimo, perché mia sorella Veris fece da madrina alla quindicenne Katerina Hudorovich. Negli anni '60, mentre ero imbarcato sulle navi mercantili, mi raggiunse la notizia dello sterminio della famiglia Hudorovich. Il campo nomadi di Viterbo, dove erano stati fatti traslocare, fu dato alle fiamme e cinque membri della famiglia, Katerina compresa, finirono arsi vivi. Si parlò di ronde neofasciste attizzate dall'avversione borghese per gli zingari accattoni. Ma il colore politico alla fine è secondario. Quando si entra in certe spirali emotive non si sa dove si va a finire. Intanto la grande criminalità se la ride, sapendo che nessuna ronda cittadina oserebbe prendersela con i personaggi veramente pericolosi. Alla malavita conviene un'opinione pubblica distratta dalla caccia alla criminalità stracciona.
Aug
Luglio 2008
....si spegne anche
l'insegna di quell'ultimo caffè
Se dobbiamo dar retta alle stime
mondiali sulle riserve petrolifere, fermi restando i
consumi e le tecniche estrattive attuali, potremo
andare a benzina-gasolio per poco più di 30 anni
ancora. Ma, attenzione, le stime si fondano su una
produzione di 25 miliardi di barili all'anno e sulle
scorte dichiarate dai Paesi produttori di petrolio.
Due dati poco affidabili, perché non tengono conto
dell'accelerazione consumistica in paesi come la
Cina, l'India e in altre economie emergenti.
Inoltre, i Paesi produttori di Petrolio e le
compagnie petrolifere, hanno interesse a
sovrastimare le proprie riserve, per mantenere alto
il proprio prestigio e per attrarre capitali.
Quindi, le pompe potrebbero rimanere a secco molto,
ma molto prima. E' previsto comunque nel 2010 il
picco delle quantità estraibili. Dopodichè dovrebbe
iniziare la discesa delle estrazioni e aumentare il
prezzo per barile di petrolio. I meno distratti
possono però accorgersi che il rincaro senza freni è
già iniziato. Nessuno si illuda di fare il pieno
domani pagando meno di oggi. Benzina, gasolio,
bollette della luce e del gas, saranno sempre più
cari. Ci raccontano che l'attuale rialzo dei prezzi
dei prodotti petroliferi dipende dall'euro troppo
forte (perché il petrolio si paga in dollari e ci
vogliono più dollari all'acquisto). Come se calando
l'euro dovesse calare il costo della benzina. Il
mercato è spietato: se l'offerta di petrolio è in
calo irreversibile, ne diventa automaticamente
irreversibile l'ascesa del prezzo. Questa forbice
si è già aperta e niente ci autorizza a sperare di
poterla richiudere. Potremo (dovremo) invece
cambiare le nostre abitudini, i nostri consumi e
attrezzarci per costruire un diverso modello di
civiltà. Ma chi glie lo dice agli amanti del
fuoristrada, della barca a motore da 250 cavalli e
a chi non può fare a meno dell'aria condizionata in
casa? Sono un profeta di sventure? Al contrario.
Essendo d'indole ottimista, vi dico subito che
forse nel prossimo futuro si realizzeranno i miei
sogni da bambino. I miei eroi erano S. Francesco e
Tarzan della jungla. Verrà il tempo in cui potrò
spogliarmi di ogni comodità, per andare a vivere a
più stretto contatto con la natura. Oddio, non
saprei rinunciare all'amatriciana o all'abbacchio al
forno e, con quel po' di sovrappeso che mi ritrovo,
farei fatica ad arrampicarmi sugli alberi. Resto
tuttavia ottimista, come la cicala che non teme i
rigori dell'inverno...finché non finisce l'estate.
Aug
Impronte di governo
Un lettore della mia rubrica all'amatriciana mi
ha spedito questa poesia di Bertold Brecht:
"Prima di tutto vennero a prendere
gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare".
L'ho letta mentre le agenzie di stampa diffondevano l'eroica
decisione del Ministro Maroni di schedare tutti i bambini rom. E se
a qualcuno non fosse apparsa ben chiara la necessità di tale
provvedimento, tutti i telegiornali si sono messi a battere la
grancassa sull'arresto a Verona di quella famiglia rom che
addestrava i bambini a rubare. Notizia da prima pagina che gli
Italiani alle prese con il caro petroli-carovita-caromutui, con
l'incertezza di un lavoro, di una pensione, di un'assistenza
sanitaria uguale per tutti, con le minacce del pizzo, della droga,
dell'usura, con l'insicurezza nelle strade, negli stadi, nelle
discoteche e persino nelle cliniche a pagamento, non hanno potuto
fare a meno di indignarsi: "Adesso basta! Pazienza la Mafia, la
Camorra, la Ndrangheta e la Sacra Corona Unita, ma questi rom
ora rappresentano una vera minaccia per il paese". In effetti dalle
grandi associazioni criminali nostrane puoi aspettarti ogni male,
ma sono sodalizi in grado di farti anche dei favori. Come pure la
Massoneria e la Criminalità politica. Gli zingari invece hanno
soltanto mani per prendere e niente per dare. Non avrebbero neppure
la benché minima possibilità di andare al governo per darti qualche
legge salvaguai. Oggi iniziamo da loro a far pulizia.....domani è
un altro giorno, si vedrà.
Aug
Il tempo dei corvi Ci avete fatto caso che in città stanno aumentando i corvi? Sono sempre di più e sempre più grossi. Si posano come avvoltoi sui rami degli alberi e sulle ringhiere di recinzione delle case, scrutando il territorio circostante con aria da padroni. Sono gli unici rapaci a non temere la vicinanza dell'uomo. Anzi, con il loro sguardo arcigno, sembrano sfidare chi li osserva, come per dire "Cosa avete da guardare? A me, questi volatili con la livrea da becchini, danno un senso di inquietudine. Ho l'impressione che si preparino a spartirsi le spoglie di ciò che resterà di noi, dopo gli sconvolgimenti ecologici che stanno già mutando il clima terrestre. Dopo l'esaurimento del petrolio, la fine del Capitalismo, il fallimento mondiale del sistema bancario, il fallimento di Alitalia e dopo il fallimento dei miei tentativi di far capire in famiglia come si fa la raccolta differenziata della monnezza. Tutte disgrazie che sono ancora niente in confronto al prossimo insediamento alla presidenza della Repubblica di Silvio I°, il cui smisurato appetito lo spingerà a divorare ogni cosa gli fluttui attorno. Come un insaziabile buco nero. Quello temuto al CERN di Ginevra, se si produrrà, sarà al confronto una inezia. Ecco, ad essere ottimisti, quale sarà il nostro prossimo futuro. I corvi lo sanno e sono lì che aspettano. Aug
Con il Governo i soldi ...volano! Il 29 ottobre 2008 la Scuola pubblica diventa più povera (di soldi e di contenuti) grazie a un decreto improvvisato dal governo e approvato senza discussioni democratiche da un Parlamento a maggioranza blindata di destra. Questa operazione di puro taglio finanziario la chiamano Riforma della Scuola, come chiameranno Riforma dell'Università la prossima zappata in testa alla Ricerca. Servono soldi, disperatamente e a qualsiasi costo. Berlusconi aveva promesso il "salvataggio" di Alitalia dagli stranieri. Ora i costi che avrebbe potuto accollarsi la "straniera" Air France, cadono sulle spalle degli italiani con un primo prelievo di 300.000 euro dalle nostre tasche, seguono poi gli aiuti statali alle banche compratrici, costrette oggi a navigare a vista fra i marosi della crisi bancaria mondiale. Il ministro della Difesa La Russa aveva promesso a Bush quattro caccia Tornado da mandare in Afghanistan, mentre il ministro degli Esteri Frattini riusciva a infilare l'Italia nella missione di vigilanza dell'Unione Europea in Georgia. Per queste ultime spese i tre patrioti di governo ottengono gli interventi "creativi" del ministro dell'Economia Tremonti e riescono a strappare soldi (si parla di 2.457.000 euro) alla Pubblica Istruzione e alla Ricerca Universitaria (altri 985.000 euro). Ma chi ci governa? Un personale incapace? No. Un club dell'aeroplanino che non bada alle spese (altrui) per i suoi giocattoli. Aug
Condominio (im)popolare "DIVIETO DI GIOCO AI BAMBINI", "VIETATO INTRODURRE CANI NEGLI SPAZI VERDI CONDOMINIALI). Due cartelli sovrapposti a difesa e offesa del verde di viale Lazio. A difesa, perché l'intenzione sarebbe quella della sua salvaguardia. A offesa, perché ne deturpano l'immagine. Forse neanche i condomini che li hanno approvati in assemblea li avrebbero voluti così. Ma non sempre le buone intenzioni finiscono in buone mani. Un brutto cartello a volte nuoce all'ambiente più di un ragazzino che calpesta l'erba. Lo spazio verde più grande e più bello di viale Lazio, circondato da tre palazzi e una ringhiera, sembra il posto ideale per lasciar giocare i bambini all'aria aperta sotto casa. Comprensibile allora il divieto per i cani, ma il messaggio è un categorico "Pussa via" a cani e bimbi, senza distinzione. Io avrei immaginato addirittura delle panchine in mezzo al parco, dove gli inquilini avrebbero potuto sedere godendo il verde e socializzando con altri che abitano porta a porta da trent'anni, senza conoscersi. Magari a dicembre uno degli abeti potrebbe essere addobbato come albero di Natale, per la gioia dei bambini e degli uomini di buona volontà. Ma forse sono idee troppo giovani per un'Assemblea di condominio. Intanto devo convincere Chicca, la mia vecchia cagnetta, a rinunciare al verde sotto casa, sempre che io riesca a trovare argomenti abbastanza logici da portarle come motivazione. Aug Rozzano e il Sud Scoppi di bombe d'artificio, mortaretti e razzi scuotono la calma mattina del 26 gennaio in viale Lazio. Mentre il corteo si avvia dietro al carro funebre, tutti sanno che quei fuochi li ha voluti lui e lo possono immaginare con un sorriso ironico e sereno mentre dal carro assiste beato all'ultima sua festa. C'è' un pezzo di Napoli, in questa cerimonia. Un pezzo di Rozzano che non si può ignorare, anche perché è il più vivo e rumoroso. E' vivo, si, anche quando muore. A ognuno la propria cerimonia funebre. Non avevo ancora vent'anni quando dalla radio, il Gazzettino romano trasmetteva i funerali di Romolo Balzani, il più famoso cantautore romanesco. Un concerto di chitarre e mandolini suonava "L'eco der core", una delle sue serenate che volle come ultimo desiderio. Questo, pensai, è il miglior funerale che gli si potesse fare. La stessa cosa ho pensato il 26 gennaio, al funerale di Giuliano, il cittadino rozzanese più accanito amante dei botti e della festa in piazza. "Quanto abbiamo pianto, come ci siamo divertiti", diceva Mario Merola alla fine di una sua sceneggiata. Ecco, secondo me, come si può commentare questa calma mattina di gennaio. Aug P.C.R.* Da un po' di tempo vivo Rozzano in superficie (da normale cittadino) e non sono a conoscenza di cosa stia succedendo in sotterranea. E' per questo che non capisco, anzi, non ho la voglia (l'ho persa stradafacendo) di addentrarmi nei particolari dietro le quinte. Vedo quindi la mia città come la vedono i normali cittadini. Una città in crescita e sempre più bella, che deve ringraziare il destino di avere avuto amministratori capaci e lungimiranti. Dal sindaco Foglia a Sala, alla Malinverno, hanno tutti contribuito a fare diventare città viva quella che poteva degenerare in dormitorio popolare. L'attuale amministrazione D'Avolio non si è fermata a notificarne la crescita, ma ha fatto fare a Rozzano altri balzi in avanti, umanizzandola persino. Ormai non mi capita più di paragonare Rozzano alle analoghe realtà tedesche, dove mi reco da oltre quarant'anni. Se prima le vedevo con gli occhi di chi ha tutto da imparare, ora ho l'impressione che mentre noi stiamo andando oltre, da quelle parti la crescita si sia fermata. Succede così quando si osservano dei ciclisti da un treno in corsa. Non è che stiano fermi loro, siamo noi a viaggiare più veloci. Ma c'è chi invece vede Rozzano in retromarcia. Proprio chi dovrebbe andare orgoglioso di avere contribuito a porre le basi del progresso sociale e urbano che ora stiamo vivendo, si fa invece prendere da nostalgie retrò. E lo manifesta pubblicamente sparando colpi bassi e attacchi alla persona dell'ultimo dei sindaci della (ex) felice serie. Siamo forse in presenza della sindrome del conte Ugolino? Ugolino della Gherardesca, secondo Dante, perso il potere assoluto sulla città di Pisa e imprigionato, giunse a sbranare i figli, "poiché più che il dolor poté il digiuno" (Divina Commedia, canto XXXIII). Ma che sta succedendo in questa famiglia? E' proprio tanto il digiuno materno, da giustificare forme di cannibalismo? Non voglio crederci! Non mi fido di chi all'improvviso si mette a lavare i panni in piazza. Sta nascendo un partito cannibale? Non avrà lunga vita. Come non l'ebbe il Conta Ugolino. Aug
*Partito Cannibale Rozzanese Dove non si amministra Ci sono comuni d'Italia amministrati bene, altri male e altri ancora che non vengono proprio amministrati. Per non fare una carrellata delle varie regioni, mi soffermo per ora solo su tre città della Sicilia orientale, visitate poco prima delle elezioni amministrative 2008. Noto, Catania e Augusta. Noto (SR) mi ha dato l'impressione di essere una città bene amministrata. Elegante e maestosa come una vecchia signora. Linda e pulita, persino nei gabinetti pubblici (custoditi ma gratuiti). Una città che sa accogliere i turisti e sa valorizzare le sue risorse, esempio raro di una Sicilia martoriata dalle cosche politiche e mafiose. Per undici anni ha dovuto leccarsi le ferite del terremoto 1996, ma è tornata dignitosamente al suo splendore. Altro aspetto ha Catania, una volta detta la "Milano del Sud", ridotta ora come una signora che ha perso tutto al Casinò. Nuove inutili strade si intrecciano con costose sopraelevate nei suoi dintorni, come i tentacoli aggrovigliati di una piovra. Da quando la conosco Catania è diventata più povera e mal ridotta. A nulla serviranno i 140 milioni di euro elargiti dal governo amico. Anzi, sembrano già volatilizzati. Intanto c'è chi ruba persino i tombini della centrale via Etnea. Ecco una città male amministrata. Augusta invece sembra non aver avuto mai qualcuno che si occupasse di amministrarla. Da quando ci sbarcai per la prima volta, nel 1964, l'ho vista degradare a poco a poco senza che nessuno se ne prendesse cura. Non mi meraviglierei se fra la sporcizia e i vetri che si accumulano lungo la sua costa frastagliata, si trovassero ancora le bottiglie di whisky scolate e gettate via 45 anni fa. Perché ho fatto questi brevi esempi? Ognuno di noi potrebbe farne altrettanti. Per far notare che nelle città governate male è impossibile che i cittadini ci si trovino bene. Se a Rozzano oggi si vive bene, sarà difficile convincere i rozzanesi che "si stava meglio prima". Aug Briciole polemiche Stavo ascoltando una signora mentre rimproverava a mia moglie di tenere per troppo tempo i panni stesi alla finestra. Il tono sincero faceva apparire nobile quel rimprovero. "Perbacco" pensai "La signora ci sta dando una lezione di convivenza condominiale". Ma dovetti ricredermi non appena si lamentò che per colpa dei panni stesi alla nostra finestra, la signora doveva rinunciare a scrollare la tovaglia con le briciole del pranzo fuori dalla sua finestra, in linea retta qualche piano al di sopra della nostra. Insomma, non era le trasgressione dei regolamenti condominiali a fare incavolare la donna, ma il fastidio di non poter fare, lei, ciò che avrebbe voluto. Non so se ai passanti sia più gradita qualche goccia d'acqua in testa, piuttosto di una pioggerellina di briciole di pane, ossicini e stuzzicadenti. Fossi in loro voterei per i panni stesi. Aug Mamma Rozzano Noi che abbiamo vissuto la Rozzano proletaria, con tante case popolari, con tante famiglie giovani, abbiamo avuto asili nido, scuole, assistenza e tutti i servizi che un Comune con poche entrate e tanto amore sociale ha saputo erogare ai suoi abitanti. Noi che abbiamo vissuto la Rozzano culturale, abbiamo visto una crescita di strutture e iniziative da fare invidia ad altri Comuni con storie civiche più consolidate nel tempo. Abbiamo persino concederci il lusso di una Fondazione Rudh, in gara di iniziative con l'Assessorato alla Cultura. Noi che viviamo la Rozzano promossa città, stiamo scoprendo qualcosa di nuovo. Qualche anno fa non ci avremmo creduto. Cemento e verde sembrano convivere e arricchirsi a vicenda. La Natura non patisce per le nuove costruzioni, che seguono progetti rispettosi dell'ambiente e del sociale. Si può uscire per le strade per respirare una città più bella e più viva. Sempre più gente, infatti, popola le vie e gli spazi cittadini. Noi che abbiamo visto crescere Rozzano, possiamo capire la sempiterna opposizione di destra, condannata a vedersi sfuggire di mano questo territorio ambito. Non riusciamo a capire, invece, alcuni protagonisti di questa crescita, ora accaniti per frenarla. Aveva dunque ragione la Tiziana a dirci che "Rozzano merita di più". Infatti la gente ha scelto il Massimo. Aug Gorgoglio e pregiudizio Quando a scuola studiavo della rivalità fra Sparta e Atene, raffiguravo le due città a quelle di Roma e Napoli. Fin da bambino ascoltavo gli aneddoti, che dipingevano l’astuzia dei Napoletani sopraffatta dall'intelligenza dei Romani. Immagino che a Napoli se ne raccontassero altrettanti, con opposti finali. Doveva essere un retaggio derivante dalle lotte di confine fra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli. Le partite di calcio Roma-Napoli erano vissute come un derby. I Napoletani avevano come mascotte un asinello, che facevano correre attorno al campo prima della partita (e dopo, se vincevano). Noi li chiamavamo "Burini" e da grande mi convinsi che quel termine derivasse proprio dal loro asinello portafortuna. Asino, in lingua spagnola si dice infatti "burro" e gli spagnoli avevano dominato Napoli per un tempo storico. Che io ricordi, comunque, le contese fra Romani e Napoletani non assumevano mai la cattiveria del razzismo. Nella vita poi ho imparato quanto siano stupidi certi pregiudizi che ci trasciniamo dall'infanzia. Ho avuto napoletani fra i miei migliori amici. Girando il mondo come marinaio ho conosciuto gente di tutte le risme e ho imparato che non esistono popoli buoni e popoli cattivi, esistono persone brave e persone malvagie, ladri e generosi. Ogni classifica mi è diventata meschina. Proprio in Marina fui derubato da un marinaio di Bologna, ma non lo ho mai associato a tutti i bolognesi. Ho avuto delle "fregature" anche a Milano (quella che più mi scotta è il furto della mia chitarra brasiliana), ma non mi sognerei mai di classificare ladri i Milanesi. Sono cresciuto e vedo gli uomini con gli occhi da adulto. Se c'è chi si diverte a brindare con slogan beceri e razzisti, vuol dire che non è ancora cresciuto. Se c'è invece chi sull'intolleranza ci crea un Partito, vuol dire che questi è cresciuto anche troppo. Ha capito che sugli istinti peggiori covati nell'ignoranza ci si può anche guadagnare. E sembra che gli vada anche bene, alla faccia di "Roma ladrona"! Aug Una vita di rinunce. Su Internet ho fatto una brutta scoperta. Essendo un amante della buona cucina, annaffiata con adeguate bevande (rosso per l'arrosto, bianco per il pesce ecc.), ho cercato di capire quanto potrei bere prima di mettermi alla guida dell'auto. La legge 94 entrata in vigore sotto il sole di agosto, prevede la sospensione o il ritiro della patente e della macchina, se a un controllo della Stradale ti trovano un tasso alcolico superiore a 0.5. In base alla mia altezza, al peso e all'età, il computer mi ha detto che dovrei bere meno di un bicchiere di vino, o, in alternativa, non più di una birretta da 33 cl.. Come dire:"Aug, lascia pure la tua auto in garage". Obtorto collo, ho cercato di abituarmi a bere acqua durante i pasti. Con sorpresa mi stavo accorgendo che nella mia vita di campeggio, dopo le mie scorrerie in barca e al ritorno dalla defatigante pesca al luccio, riuscivo a dissetarmi con l'acqua di rubinetto. A pranzo e a cena potevo fare a meno di bevande alcooliche. Sennonché una mattina mi sveglio con il mal di mare: nausea, apatia e capogiri. Mia moglie dà la colpa alle mie uscite in barca alle sei di mattina, alla mia età e alla cervicale. Ma un sospetto si fa strada in me: "E se avessi esagerato con l'acqua?" Riprendo ad accompagnare i pasti con il vino e a dissetarmi con la birra. Sparisce la nausea, niente più capogiri e tornano i miei entusiasmi. Ma adesso come la mettiamo con l'etilometro? Vedo facce da sniffo alla guida di SUV e facce da evasori su Mercedes o BMW, però non mi risulta che la Polizia sia dotata di "sniffometri" o di "evasometri". Io con la mia Dacia Logan rischio molto di più. Adesso che vado a Roma per il matrimonio di una nipote, un pensiero mi rovina la festa: "Lì se magna e se beve senza ritegno". Prevedo di violare la legge 94 e non ho avvocati miliardari o immunità parlamentare per farla franca. Aug sPorco denaro Sono mesi che lo spauracchio della febbre suina aleggia per il mondo intero. E le farmacie hanno esaurito i disinfettanti liquidi di maggior fortuna pubblicitaria. Vengono raccomandate misure cautelari (guanti e mascherine al personale sanitario, ai vecchi e ai bambini le vaccinazioni, a tutti di lavarsi spesso le mani, evitare luoghi affollati ecc.). Eppure ci sarebbe un veicolo di contagio, il più diffuso, ignorato da chi si preoccupa della nostra salute. Ognuno di noi maneggia quotidianamente moneta di carta o metallica. Alla Posta, in Banca, al Supermarket, in Farmacia, dal Panettiere, al Bar, al Ristorante, dappertutto i soldi passano di mano in mano. Se una delle mani appartiene a un portatore (anche sano) dell'influenza A, non potrebbe diffondere la malattia? Al Ministero della (etcì!) Salute, a quello dell'Economia, a Palazzo Madama, a Montecitorio e tantomeno ai Palazzi Grazioli-Chigi, non lo pensano proprio. Fedeli al motto "Pecunia non Olet" ("Il denaro non puzza") non sospetterebbero mai del proprio dio come ricettacolo di germi. Anzi, nel bel mezzo della pandemia mondiale, hanno deciso di far rientrare tutti i capitali sporchi nascosti nei paradisi fiscali, per riciclarli puliti nelle asettiche casseforti italiche. Dovremmo ringraziare i protagonisti di questo Inport-Export come benefattori. Ma sono talmente modesti, che hanno inserito nello Scudo Fiscale un emendamento per garantire l'anonimato ai benemeriti evasori. Loro sono fatti così. Adorano il dio denaro in rispettoso silenzio. E se per caso avremo un'epidemia di febbre suina, non facciamoci riconoscere con le solite imprecazioni qualunquiste del tipo "Si muore, governo porco". Aug "Commissario, lei non sbaglia mai" Dopo aver visitato Haiti il capo della Protezione Civile Italiana, Guido Bertolaso, scrolla severamente la testa "la situazione è patetica"dichiara davanti alle telecamere Rai” troppo spesso si pensa a fare bella figura davanti alle telecamere piuttosto che a portare soccorso“. Abituato ai terremoti nostrani, dove i politici si guardano bene dall'apparire, per non intralciare i soccorsi (discrezionalità notoriamente usata da Berlusconi in Abruzzo), non riesce a dominare la sacrosanta indignazione. E sbotta: "Si assiste a una fiera della vanità ma manca una capacità anche di coordinamento e di leadership". Per modestia non lo dice, ma quel coordinamento dovrebbero assegnarlo a lui, uomo del fare dalle brillanti capacità sottoutilizzate, con tutto il tempo a disposizione che gli rimane, dopo l'incarico di Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Emergenza dei rifiuti e Commissario Straordinario per queste poche emergenze: - Terremoto dell'Aquiula - Vulcani nelle Eolie - Aree marittime di Lampedusa - Bonifica del relitto della motocisterna Haven - Rischio bionucleare - Incendi boschivi - Area archeologica romana Qualche capatina in caso di G8 o di Mondiali di ciclismo e, tutto sommato, poco meno che disoccupato. Insignito di medaglie d'oro e d'argento, di varie lauree honoris causa, cavalierati e cittadinanze onorarie, è la persona giusta per ben figurare al comando di tutti i soccorritori di questo mondo. Dalle Nazioni Unite fanno sapere che "Bertolaso non può buttare fango sull’Onu. Tutti i capi della nostra missione sono morti, noi lavoriamo da quando c’è stato il terremoto". E Hillary Clinton definisce le critiche di Bertolaso "chiacchiere da dopopartita che si fanno al bar dello sport". Tutta invidia! Aug Il Camaleonte La Ricerca Scientifica in Italia non è presa molto sul serio dai governi nostrani. Con il risultato che le migliori menti o vanno sui tetti o scappano all'estero. Al contrario, la ricerca del consenso è spasmodicamente inseguita proprio da chi snobba quella scientifica. Adesso che stanno piovendo notizie di arresti, avvisi di garanzia, imputazioni di corruzione, brogli elettorali, evasioni fiscali e riciclaggio di denaro a larga banda, qualcuno comincia a preoccuparsi di come possa reagire l'elettorato alle prossime regionali. I sondaggi dicono che i cittadini sono stufi dei politici corrotti? E allora bisogna travestirsi da fustigatore. Dopo essersi cucito addosso tutte le leggi possibili per impedire ai giudici di scambiare quattro chiacchiere con lui. Dopo avere abolito il reato di falso in bilancio e garantito agli evasori il rientro pulito dai paradisi fiscali del loro sporco denaro. Dopo aver rifiutato le dimissioni agli imputati eccellenti a lui più vicini. Dopo avere spinto il Parlamento a improvvisare una legge che tolga ai magistrati lo strumento delle intercettazioni telefoniche. Dopo aver invitato i giudici a vergognarsi, ecco che il premier per tutte le stagioni si trasforma in moralizzatore nazionale, con una proposta di legge anticorruzione (sembra una delle sue barzellette ma non lo è). Una proposta che resterà a bagnomaria fino a elezioni regionali concluse ma servirà a tenere a bada tutto il tempo necessario le ire del "popolo sovrano". Intanto io mi chiedo se proprio da tale pulpito possa essere scagliata una fatwa contro la corruzione. Come se il padrone della raffineria che ha riversato sul Lambro migliaia di tonnellate di idrocarburi si facesse promotore di una legge antiinquinamento. Vogliamo fargli uno scherzo? Mandiamo a tutti i sondaggisti una sms dove diciamo che a noi italiani piace il kilt. Sono sicuro che entro poco tempo lo vedremo andare in giro con il gonnellino scozzese. Aug Medaglie a pagamento Noi comuni
mortali siamo convinti che i soccoritori dei vari disastri italici
(terremoti, frane, valanghe ecc.) vengano premiati dal Governo con
attestati di elogio e medaglie ai più generosi. Togliamoci dalla
testa certe immagini retoriche da Libro Cuore. Oggi il soccorritore
(volontario, poliziotto, vigile del fuoco ecc.) che pensa di
meritare una benemerenza dallo Stato, deve inviarne domanda di
acquisto (avete capito bene, bisogna pagarsela) alla System Data
Center s.p.a di Acilia, società alla quale è stata affidata in
appalto dal Dipartimento della Protezione Civile la realizzazione
dei distintivi e diplomi di benemerenza. Io non pago, tu non paghi, noi paghiamo Il 16 giugno scadono i termini per il pagamento dell'ICI, ma non è un problema per i cittadini che possiedono una sola abitazione. Causa promesse elettorali, l'imposta comunale è stata abolita tre governi fa da Berlusconi. Applausi! Una tassa comunale abolita dallo stesso governo che taglia contemporaneamente i dovuti trasferimenti statali ai comuni! Potenza della politica spettacolo che sa toccare le delicate corde dell'egoismo sociale. Come mettere una famiglia a pane e acqua e farla sentire felice. Poi aumentano le rette alle scuole materne e agli asili nido. Si fanno pagare di più le mense scolastiche, diminuiscono i servizi comunali e le manutenzioni alle strade. Vengono bloccati lavori in corso ecc. Le maggiori entrate di tanti comuni italiani provengono ormai dalla riscossione delle multe. Le Amministrazioni locali non sanno dove prendere i soldi e piazzano a tradimento macchine infernali, radar e Autovelox, per raggranellare i fondi sostitutivi della mancata ICI. Ne sanno qualcosa gli automobilisti sulla Pavese e ne sanno quelli che come me usano transitare per la superstrada Vergiate-Besozzo, dove il Guinnes mondiale delle contravvenzioni andrebbe assegnato al comune di Travedona Monate. Ormai ci stiamo ammalando di "stolifobia" (Un termine che non esiste. L'ho inventato al momento: dal greco stoli=divisa, fobia=paura). Basta scorgere in avvicinamento il berretto di un vigile, di un carabiniere, di un poliziotto, una divisa qualsiasi, fosse di un ausiliario del traffico o di un portiere d'albergo e proviamo un improvviso disagio. Subito ci chiediamo quale infrazione possiamo aver commesso. Io che sono particolarmente sensibile alla legge, sobbalzo persino quando sulla via Garofani incontro il bravo Arcangelo, l'anziano volontario in divisa da vigile, che controlla il traffico all'uscita dalle Scuole. Aug Appendici metropolitane Da Corso Italia (Milano), minuto più, minuto meno, credo che il 15 impieghi una mezz'oretta per arrivare a Rozzano. Mi è capitato di trascorrere quel tempo vicino a una signora con l'auricolare, che, tra un gridolino e una esclamazione divertita, metteva al corrente tutto il tram sulle fasi del suo risveglio mattutino. "Ah sì, ho visto come sei saltato giù dal letto appena si è liberato il gabinetto. Io sono rimasta a sghignazzare sotto le lenzuola. Ma lo sai quanto è lunga nostra figlia quando entra lì dentro!". E la ragazza (la figlia) in piedi accanto a lei annuiva ridendo. Ogni tanto le voci delle due donne si accavallavano allegre al microfono dell'auricolare, comunicando tutti i fatti loro al resto dei passeggeri. Che si trovassero sopra un mezzo affollato, o in una zattera a mare aperto, non avrebbe fatto differenza. Ad alta voce sono andate avanti così fino al Capolinea e oltre. Sto parlando di una normale mattinata metropolitana, dove ognuno è solo tra la folla. E ognuno è fornito di un'appendice. Chi attraversa impassibile il muro della gente stordito dalle cuffie di un ministereo, chi con gli auricolari dell'MP4 o di una consolle per video giochi. Chi con il filo del cellulare che pende dall'orecchio, mentre ticchetta sms ridacchiando fra sé e sé. E' una vera e propria invasione di Robocop. Poi c'è invece chi ci tiene a far sapere che sta passando. Quello con la salopette delle braghe penzoloni. Quello che fatica un casino a camminare con i pantaloni sbracati fin sotto le scarpe e tanti altri che ci tengono a portare a spasso il proprio abbigliamento griffato. Ognuno ha una propria appendice, ognuno sembra solo con sé stesso. Eppure siamo tanti, con i medesimi problemi e stesse prospettive. Ce ne accorgeremo prima di finire completamente nelle mani dei fornitori di appendici? Aug Monprezzemolo Tempi bui per un Paese che ha bisogno di un uomo "con le palle"! Defunte le palle di Craxi, raggrinzite quelle di di Bossi, in via di sgonfiamento quelle di Berlusconi, si va alla ricerca del messia con gli attributi sufficienti da tenervi aggrappati almeno la metà degli italiani. Al momento non è che si vedano in giro personaggi tanto carismatici. Bisogna allora costruirne uno. E come si fa? Ci vuole uno con la fama di vincente, magnanimo quel tanto che basta, magari anche impegnato in una Fondazione di beneficenza e potenziale dispensatore di posti di lavoro. Soprattutto quest'ultima caratteristica è richiestissima dall'elettorato, chiamato fra tre anni (se non prima) a scegliersi un nuovo governo. Allo scopo, sembra si stia scaldando i muscoli il presidente di Telethon, già presidente di Confindustria, della Ferrari, della Fiat, della Maserati, della FIEG e di chissà quante altre cose, Luca di Montezemolo. Se viene additato come astro nascente della politica italiana lui si schernisce, ma intanto si prepara alla grande. Lascia l'alta velocità di Maranello per buttarsi sull'alta velocità ferroviaria. Promette treni privati velocissimi in alternativa a quelli dello Stato, anche se li farà viaggiare sulle stesse Ferrovie statali (mica è matto che si mette a costruire pure i binari alternativi!). Come presidente della NTV (Nuovo Trasporti Viaggiatori) ha iniziato con il convocare sindaci, collocatori, assessori al lavoro comunali, provinciali e regionali, prospettando loro un pacchetto di specializzazioni per ferrovieri, da formare a onere pubblico e selezionare a onor privato. Si avvia così il meccanismo che porterà ai concorsi per accedere alle scuole di formazione e successivamente all'assunzione nell'equipaggio NTV. Un migliaio di posti di lavoro vogliono dire un migliaio di famiglie sistemate. Vogliono dire un migliaio di posti a concorso con centinaia di migliaia di concorrenti e altrettante famiglie speranzose. Un buon serbatoio di clientela. Ecco, dopo tante presidenze, Monprezzemolo è pronto a candidarsi anche a quella del Consiglio dei Ministri. Ma in quale schieramento? Al Centro, naturalmente, con una mano tesa alla sinistra per trascinare tutti verso quella destra che per affinità elettive tiene più vicina al cuore. Assisteremo a un finto duello con Berlusconi, che si risolverà in un compromesso fra conflitti di interessi reciproci. E quando penseremo che qualcosa sia cambiato, ci accorgeremo che tutto è come sempre. Aug Futuro da favola <<Stai intorbidando l'acqua che sto bevendo>> disse il lupo all'agnello che si abbeverava allo stesso ruscello. <<Come è possibile ciò che dici, se io sono più a valle di te? Sei tu invece che potresti sporcare la mia acqua>> rispose l'agnello. <<E allora ti mangio perché hai avuto l'ardire di rispondermi>>, fece il lupo e azzannò il malcapitato, sbranandolo. Andò suppergiù così, nella nota favola raccontata da Fedro duemila anni fa. Ma non sembra essere trascorso tanto tempo. Oggi Fedro ce la racconterebbe, con altri soggetti, ispirandosi magari alla politica-dossier che sta ammorbando la nostra democrazia. Altri agnelli sono finiti nelle fauci dell'insaziabile lupo, la cui bocca si è ingrandita al punto da poter ingurgitare l'Italia intera. A me veramente piacerebbe trascorre in tranquillità gli anni della pensione e tanto più vorrei che fossero i miei figli ad arrivarci senza traumi. Ma chi se la sente di azzardare previsioni per i giorni a venire? Sulla graticola non ci sono soltanto un lupo e un agnello che si odiano. Ci siamo piuttosto tutti: pensionati, cassintegrati, disoccupati, studenti, insegnanti, lavoratori piccoli imprenditori e chiunque non possegga ombrelli all'estero. Arrostiremo tutti insieme? Di carattere sono piuttosto ottimista, ma questa volta sento proprio puzza di bruciato! Aug Fiat voluntas stulta Tra il 1965 e il 1967 la nave "Giorgio Fassio" sulla quale ero imbarcato, faceva scalo, per caricare petrolio, nei porti sovietici di Odessa, Novorossiysk e Tuapse. La FIAT si era appena insediata nella città di Togliatti sul Volga (Togliattigrad). Seppi delle proteste dei sindacati russi contro l'installazione in fabbrica della timbratura dei cartellini, che veniva interpretata come un atto di sfiducia nei confronti dei lavoratori. Ma la generalità dei cittadini guardava con ammirazione alla FIAT e per noi italiani era motivo d'orgoglio. Posso dire che la cordialità con la quale venivamo accolti come italiani e l'inusuale rispetto come marittimi, mi facevano sentire importante. Negli altri porti del mondo ero solo l'anonimo fochista di una petroliera. Per i russi ero invece un cittadino di quell'Italia che gli aveva portato la sua prestigiosa tecnologia automobilistica. L'appellativo di "capitalista" che ci sentivamo dare dagli occasionali interlocutori, non era detto con spregio, ma quasi con invidia e non esagero quando penso che la FIAT abbia forse contribuito a far germogliare quel seme del capitalismo, che 35 anni più tardi portò alla fine dei Soviet. Nel 1999 fui ospite di un mio paesano e amico, dirigente FIAT a Belo Horizonte (Brasile). Anche lì provai l'orgoglio della mia italianità. Nello stesso stato di Minas Gerais sono massicciamente presenti pure Opel, Renault e Ford, ma mi è sembrato che tedeschi, francesi e americani non potessero vantare altrettanta simpatia di quella tributata agli italiani. Possiamo allora dire: "Grazie FIAT" se in certe parti del mondo abbiamo raccolto e raccogliamo tanta stima? Anche. Ma la FIAT sia almeno altrettanto cortese da ricambiarci con un: "Grazie Italia". Perché di "Grazie" ne dovrebbe dire tante agli operai, ai tecnici, ai disegnatori, ai cervelli italiani che l'anno fatta diventare grande. E a tutti i governi (tralasciamo le commesse belliche del governo fascista), quindi a tutti gli Italiani, che l'hanno sempre promossa e aiutata finanziariamente sotto varie forme anche legislative. L'Amministratore Sergio Marchionne, obietta che la FIAT ha "restituito allo Stato fino all'ultimo centesimo", come se gli aiuti ricevuti fossero soltanto soldi. Deformazione di un pensiero che ha come unici valori profitto e pecunia. Poi dichiara che per la FIAT l'Italia è come una palla al piede, svelando il suo recondito desiderio di portare tutto all'estero. Ma se l'Italia senza FIAT sarebbe più povera, la FIAT senza Italia, non sarebbe più FIAT. Per il venerato Guru dell'auto non sarebbe invece un problema, visto che possiede due passaporti e tiene casa in Canada. La ex casa torinese potrebbe prendere quindi il nome di FICA (Fabbrica Italo Canadese Automobili). Aug G.I.P.B.S. "Pace in terra agli uomini di buona volontà", si dice nella Messa e si scrive sul Presepe. E' un'esortazione cristiana dal valore universale, mai come adesso meritevole di ascolto. Mentre sui teleschermi imperversano litigi sguaiati, trasmissioni gridate e autorevoli facce feroci, viene diffuso l'odio spacciandolo per amore e la cattiveria diventa un valore. I mafiosi passano per eroi e chi denuncia i mafiosi viene additato come un mascalzone. I ministri della Difesa e dell'Istruzione promuovono nelle scuole superiori corsi di addestramento militare. Di questi tempi la guerra diventa un gioco. Ma non solo per quei bambini lasciati ore e ore davanti al monitor a combattere nemici virtuali. Stanno formandosi associazioni di persone adulte che della guerra intendono farne uno sport. In tuta mimetica, con tanto di elmetto e fucile mitragliatore appaiono su Internet ad armi spianate, in pose da cecchino o in foto di gruppo. Hanno un sito ufficiale dove vengono descritte le strategie di combattimento, le caratteristiche delle armi e i suggerimenti per acquistarle, senza celare troppo il business che ci sta dietro. Si premurano di spiegare che le armi sono identiche a quelle vere, ma che sparano solo pallini ecologici (?!) e che durante le battaglie i soldati non muoiono veramente (e ci mancherebbe altro!). Verrebbe da dire: "Giochi Innoqui Per Bambini Scemi", ma siamo sotto Natale. Voglio essere buono. Auguro sinceramente Buone Feste anche a loro. Però... lasciatemi immaginare un guerriero di questi, che chiede a Babbo Natale di portargli un fucile a pallini, mentre al figlioletto fa trovare un game boy sotto l'albero. Perché sono anni ormai che i bambini non si divertono più con le armi giocattolo. Aug
Il chiodo fisso Alla vigilia di qualche Natale fa mi trovavo in piazza XXV Aprile a Binasco(MI). Verso le 10 di sera, ero lì che stavo spingendo l'auto di mio genero per farla mettere in moto. All'accensione del motore la macchina schizzò via e io caddi in avanti facendo tre capitomboli consecutivi sull'asfalto. Rotolando, andai a finire ai piedi di una coppia di signori, che appena mi rialzai mi chiesero impassibili: «Scusi, saprebbe indicarci dove si trova piazza XXV Aprile?»«E' questa la piazza che cercate» risposi educatamente. Quella notte attesi il Natale con qualche dolore addosso e con un pensiero: «Ma è normale vedere un sessantenne rotolare per terra e non chiedergli se si è fatto male?» Penso a questo episodio, tutte le volte che il Presidente del Consiglio (quasi ogni giorno) se la prende con i magistrati e con il sistema giudiziario. Il Paese va a rotoli, i disoccupati senza speranze di tornare a lavorare aumentano, gli studenti vedono minacciato il loro futuro da leggi scellerate di un governo sordo, l'Italia scende agli ultimi posti fra gli stati civili. E lui si preoccupa di una sola cosa: che la magistratura taccia! Mai che si interroghi sullo stato (non virtuale) di salute della Nazione che dovrebbe governare. Ha un solo chiodo fisso che non lo fa dormire alla notte (a parte i bunga-bunga): mettere la propria persona al riparo da ogni incriminazione passata e futura. Se la nostra economia gli cadesse ai piedi con un capitombolo alla greca, probabilmente non farebbe altro che chiedersi: «Ma dove si trova piazza XXV Aprile?» Aug Tempi moderni «Mia figlia ha 14 anni, dice parolacce e bestemmia come va di moda fra i giovani. Non vedo cosa ci sia di male. E' il linguaggio che viene usato anche in televisione. Noi mamme non possiamo impedire ai figli di stare al passo coi tempi». Così discuteva una signora dalla Parrucchiera e non era la moglie di un carrettiere. Una cittadina come tante altre, che puoi incontrare ovunque. Una che esprime, come si dice oggi, il "comune sentire". Quello diffuso dai programmi trash (inglesismo in uso per non dire spazzatura) delle televisioni pubbliche e private. Dove la sguaiataggine è di casa. Dove si sovrappongono le ire e si gridano insulti. La finestra preferita anche dal Capo del Governo che ci rappresenta tutti, dunque modello da imitare. Così va la new age e chi non si adegua è out. Purtroppo non si tratta soltanto di imbarbarimento del linguaggio, ma di un vero e proprio capovolgimento dei valori. Apparire vale più di essere, Il furbo è un dritto, l'onesto è un fesso e chi vende il proprio corpo viene promossa escort. Tutto è lecito ciò che porta notorietà e soldi. Gli esempi più eclatanti li troviamo in quei genitori che spingono le figliole in braccio a bavosi anziani, con la speranza di avvicinarle agli ambienti "che contano". Esiste naturalmente un'altra Italia, sicuramente maggioritaria, che non si prostituisce, non bestemmia per far ridere, non ride per deridere, non crede al denaro facile, cammina a testa alta e non ha perso la capacita d'indignarsi. Ma raramente questa Italia viene raggiunta dai microfoni o dalle telecamere. Non fa audience. Soltanto i politici sanno come scovarla in caso di elezioni. Aug Stress Ci sono delle cose che sembrano fatte apposta per complicarti la vita di tutti i giorni A chi non è mai capitato di lottare con ogni mezzo per aprire quelle confezioni di plastica compatte, che imprigionano un articolo appena acquistato. Non so, un cavatappi, una lampadina per auto, una chiavetta per il computer, un CD. Ci provi prima con le mani, poi cerchi un taglierino e non lo trovi, afferri un paio di forbici, sempre troppo grandi o troppo piccole per l'occorrenza e riesci ad aprire l'involucro in tempo, prima di essere tentato di strapparlo con i denti. Per non parlare delle confezioni di giocattoli made in Taiwan. Autorimesse in miniatura, stazioni spaziali, pupazzi che camminano, parlano, fanno cacca, pipì, ecc. Per sviscerarli dalle feroci imbracature occorrono anche pinze e cacciaviti e quando finalmente hai liberato tutti i pezzi, ti accorgi che mancano le batterie. E si tratta quasi sempre di pile grandi o di costose ministilo, che non hai in casa e non puoi andare subito a comprare, perché di solito certi regali si scartano nei giorni di festa (solitamente di sera). E che dire di quelle etichette multiple e grandi come fazzoletti, che vediamo sporgere dai capi di abbigliamento? Tenacemente cucite dentro una magliettina o all'interno vita dei pantaloni, devi tagliarle via con le forbici e tagliarle bene, se non vuoi che ti resti uno sfregamento continuo dietro il collo o in fondo alla schiena. Una delle complicazioni più assurde ce la propinano i produttori di spazzolini da denti. Li fabbricano sempre più contorti, forse con l'intenzione di agevolare le manovre di pulizia, ma con il risultato, non raro, che ti vadano a sbattere con la parte dura proprio sul dente cariato. Viene il sospetto che ci ritengano incapaci di usare un normale spazzolino diritto. Ci sarebbero tantissimi esempi da aggiungere allo stress quotidiano, ma uno ne supera tutti: la televisione modello Avetrana-escort. Dove la verità diventa un'opinione, sopraffatta da dichiarazioni e smentite. Dove difensori fedelissimi fanno catenaccio attorno all'imputato eccellente, starnazzando in tutti i talk show, come oche del Campidoglio. Viene da gridare alla maniera di Biagio Antonacci: "Liberatemi!!". Aug Dizionario moderno Prima del Fascismo il termine bagnasciuga indicava soltanto la linea tra l'asciutto e il bagnato dello scafo di una nave. Poi, in uno storico discorso, il Duce lo confuse con la battigia (la linea della spiaggia battuta dall'acqua). Così, per piaggeria verso Mussolini, il termine bagnasciuga venne accoppiato al significato di battigia. Non solo dal popolo bue, ma su quasi tutti i dizionari d'Italiano. Oggi possiamo vantare un vasto campionario di vocaboli assurdi o snaturati. Eccone soltanto alcuni: - Quest'oggi. Vocabolo-gaffe (lo inventò Mike Bongiorno) diventato di uso comune. E perché non dire quel domani e quell'ieri? - Esportazione. Sostantivo che suona falso se legato a democrazia. Perché la democrazia si conquista, non si esporta. - Escort: Veicolo Ford, ora rottamato in prostituta per vecchi bavosi. - Cacciatore di talenti: Titolo da selezionatore di artisti, assegnato a copertura dei gran magnaccia. - Missione di pace: Da vocazione apostolica per Carmelitani scalzi, diventa licenza di uccidere. - Volenterosi: Uomini di buona volontà, trasformati in alleati bombardieri. - Riforma: Miglioramento istituzionale, diventa legge prezzemolo per ogni porcata. - Lega: Misura di distanza marina (5,50 km circa), oggi usata per misurare l'area dell'Isola che non c'è. - Responsabili: persone consapevoli delle proprie responsabilità oppure colpevoli di un reato. Oggi si dice di gruppo mercenario in attesa di compensi istituzionali. P.S.: Le osservazioni qui riportate valgono solo per chi usa ancora la lingua di Dante. E' solo inchiostro sprecato x ki nn legge molto xke trp occupato a scrivere sms. Aug Il paese di Totòtruffa. Nel Paese delle "Chiare fresche e dolci acqua", il Governo vende ai privati questo bene vitale che la Natura ci fornisce gratis. 1.400.000 cittadini firmano il referendum per chiedere l'abrogazione della legge-rapina sull'acqua da bere. Il 12 e il13 Giugno gli Italiani, anche se RAI, Mediaset e i maggiori organi d'informazione non vorrebbero farglielo sapere, saranno chiamati a esprimere un SI (per l'abrogazione) o un NO (per lasciare l'acqua alla speculazione privata). A dimostrazione di quanto glie ne importa del popolo bue, lo stesso Governo, sempre benevolo con gli speculatori, pensa bene di vendere pure le spiagge. L'Italia è circondata da 7.458 chilometri di coste, un patrimonio demaniale inestimabile, già maltrattato dagli abusi e dai condoni. Ma se si facesse una legge per autorizzare la cessione delle spiagge ai privati, sparirebbero tanti reati di deturpazione paesaggistica e si permetterebbe l'arricchimento di tanti piccoli pescecani. Detto fatto: il ministro dell'economia Tremonti propone la privatizzazione delle spiagge italiane. Le concessioni avranno una durata di 90 anni. Tempo più che sufficiente per trasformare la sabbia in cemento armato. Dopodiché potremo tornare a stenderci al sole di una spiaggia libera, sempre che esistano ancora spiagge! Aug Chi ha paura? Io non ho paura degli immigrati. Sono stato anch'io un immigrato, chissà se facevo paura ai milanesi negli anni '70? Io non ho paura degli zingari. Katerina Hudorovic era una mia coetanea. Le nostre famiglie erano amiche. Ma lei era zingara e finì arsa viva, insieme alla sua famiglia, nel rogo appiccato da ignoti (giustizieri razzisti?) al campo nomadi di Viterbo. Io non ho paura delle bandiere rosse. Sotto quelle bandiere ho conosciuto tanta gente per bene, ho imparato ad amare i più deboli e a combattere perché tutti abbiano gli stessi diritti. Io non ho paura dei Gay. Soltanto gli ignoranti possono farsene un problema. Ma la Costituzione garantisce tutti, maschi, femmine, gay e ignoranti. Io ho paura invece di chi gioca sull'ignoranza, per ottenere consensi elettorali. Ho paura di questi signori che usano gli immigrati, gli zingari e gli omosessuali come spauracchi, per distrarre l'attenzione pubblica dai loro affari. E sono affari che fanno regolarmente a spese nostre. Aug
Luglio 2011 (non pubblicata)
A pensar male....
Salerno-Reggio Calabria, conosco da quarant'anni questo percorso a ostacoli chiamato autostrada. Un appalto continuo, che non credo si tramuterà mai in opera compiuta. L'ultima volta ci sono passato il 10 Giugno. Sette ore di penosa gincana, fra i birilli che chiudevano con sadica alternanza (non per lavori) una delle due corsie, da Villa San Giovanni a Salerno. 400 chilometri tappezzati di autovelox e cartelli con divieti di 80, 60, 40 chilometri all'ora. E, come se non bastasse, anche una pattuglia di Carabinieri muniti di strumenti per il controllo della velocità ai pochissimi automezzi in transito. l'11 Giugno arrivo a Rozzano, accendo il televisore e sobbalzo alla prima notizia: "La Presidenza del Consiglio si appresta a varare un decreto per aumentare il pedaggio della Salerno-Reggio Calabria". Non ci credo! Invece il 1° Luglio l'aumento entra in vigore. E il 4 luglio lo stesso Governo infila nella Manovra Finanziaria una norma per non rendere esecutive le condanne civili che in Appello superino i 10 milioni e i 20 milioni in Cassazione. Una legge che non c'entra niente con il risanamento dei conti dello Stato. Mentre potrebbe interessare il portafoglio di Berlusconi, condannato in primo grado a pagare 750 milioni a De Benedetti, con previsione di conferma sia in Appello che in Cassazione. Ma sono solo insinuazioni maligne, come quelle che fanno pensare a interessi politici-affaristici-malavitosi sulla Salerno-Regggio Calabria! Aug Che Cazägh vogliamo? Anche se la Padania non esiste e non potrà mai esistere all'interno di confini geografici reali, c'è comunque chi non si arrende a rivendicarne l'esistenza storica fisica e politica. Qualcuno toglie la "o" di Milano nei cartelli stradali, convinto che Milan risponda meglio alle origini della città, ma è solo il nome della squadra di calcio di Berlusconi. Si sa che Milano deriva da Mediolanum (da non confondere con l'omonima assicurazione, sempre di Berlusconi), nome che i Romani ricavarono dal latino medio-planum (in mezzo alla pianura). Ma basta girare per il varesotto per leggerne di tutti i colori. Uno ve lo segnalo io: Cazzago Brabbia, ribattezzato Cazägh dalla locale Amministrazione. Lo so che non è bello ironizzare sulle disgrazie altrui, ma non riesco a rimanere serio quando penso che il contestatissimo decreto governativo 138/2011 sull' accorpamento dei comuni con meno di 5000 abitanti, potrebbe costringere Cazägh (820 abitanti) a unirsi ai vicini comuni di Biandronno ( 3267 abitanti, padanizzato Biandron) e di Bodio Lomnago (2117 abitanti, padanizzato Boeusc Lomnagh). Mi vien da ridere quando penso alle dispute che sorgerebbero sul nome da dare al novello comune: Biandroncazäghboeusclomnagh? Beusclomnaghbiandroncazägh? O Cazäghbiandronboeusc? Io proporrei un semplice Boeusc, che suona tanto come Bauscia! Aug Ottobre 2011 (non pubblicata)
Questione di braccia Bossi, chiamando Il collega Brunetta "Nano di Venezia", ha rischiato di farsi rispondere per le rime: "Boccaccia di Varese". Nessuno gli ha insegnato che non si deve mai dire "zoppo" allo zoppo. Fantasticavo su certe futili beghe da osteria di governo, mentre andavo in barca sul Lago Maggiore, con la tirlindana alla ricerca di un luccio. Mi sorgeva a proposito un pensiero malvagio: "Nessuno dei due Ministri per Caso sarebbe indicato per la pesca con la tirlindana" mi dicevo. "Non Bossi, perché come fa a impugnare la lenza con una mano, che va sempre tenuta in movimento avanti e indietro, mentre con l'altro braccio dovrebbe manovrare il timone? Non Brunetta, perché nella pesca con la tirlindana la quantità di filo da lasciare alla traina va misurata a bracciate e credo proprio che quelle del Brunetta sarebbero inadeguate". No, sarò cattivo, ma quei due non ce li vedo proprio alla pesca del luccio! Anche se preferirei che trascorressero tutto il loro tempo in barca, piuttosto che perderlo al Governo. Aug
Novembre
2011
Lettera al Grande Benefattore
Egregio Cavaliere,
venuto a conoscenza della Sua disponibilità verso chi si trova in difficoltà economiche, mi metto disciplinatamente in lista fra le persone bisognose di aiuto. Non ho uno zio in Egitto. Non ho mai avuto Escort e viaggio con una Dacia famigliare. Non ho debiti di gioco. Non saprei fare l'odontotecnico organizzatore di festini. Non so ballare il bunga bunga. Non ho carichi pendenti con la Giustizia e non bazzico ambienti equivoci. Sono quindi consapevole di non avere molte chance nella graduatoria degli aventi diritto alla Sua attenzione. Ma confido ugualmente nella Sua compassionevole munificenza, dichiarandomi onesto cittadino, monogamo, pensionato a 1000 euro al mese, costretto a girare per i supermercati alla ricerca dei prodotti alimentari meno costosi. Sono altresì consapevole di far parte di una larghissima schiera di cittadini nelle mie stesse condizioni e di stare meglio di un giovane padre di famiglia come mio genero, cassintegrato a zero ore, con mutuo da pagare. Se Lei, però, mettesse una mano sul cuore (dove tiene il portafoglio), potrebbe accontentare molte di queste persone allo stesso costo di uno solo dei suoi protetti. Con osservanza (della legge) La saluto. Aug Spieghiamoci meglio "Un passo indietro", "Discontinuità", "Riforme" Sono le noiose espressioni lessicali più diffuse in tutte le cronache politiche del momento. Al cittadino comune è come nominare la "Supercazzola" di Ugo Tognazzi. Ma adesso che Berlusconi ha fatto un "passo indietro" (si è dimesso); adesso che il nuovo governo segna "discontinuità" (è tutta un'altra cosa) rispetto a quello precedente, tutti hanno capito qualcosa in più. Resta da capire cosa s'intende per "riforme", termine usato e abusato dall'epoca di Augusto, fino alla riforma Calderoli (pensate il dislivello!). Quella di Augusto fu una riforma di natura economica e fiscale. Al Governo Monti non mancherebbero le capacità in questo campo. Ma la riforma augustea funzionò perché associata a un capillare riassetto dell'Impero Romano. Quando Monti parla di riformare il lavoro e le pensioni, per esempio, siamo sicuri di capire cosa ci vuol dire? Dopo che si è pronunciato per l'attuazione della riforma Gelmini, ci mette un po' in angoscia. Chissà? Forse anche per Monti ci sarà "un passo indietro" da fare sulle "riforme", per intravedere una reale "discontinuità"! Aug Pane, crisi e fantasia In giro per Milano, sotto le feste di Natale, sono entrato come tanti altri pensionati da 1000 o poco più euro al mese, all'Eat's Food Market di Corso Vittorio Emanuele. E' un negozio che ci fa sentire tutti benestanti. Quando lo hai visitato puoi raccontare agli amici: "C'ero anch'io là dentro". Alcuni prezzi che ti fanno sentire ricco: Salmone 118,34 al Kg, bresaola 48,80/kg, culatello 89,90/kg, olio e.v. d'oliva 23,70 la bottiglia (750 g.) e così via. Ma l'angolo più esaltante del negozio è l'enoteca. Una bottiglia di Nebbiolo per 295,00 euro, un Montepulciano d'Abbruzzo a 125,78 euro, un Brunello di Montalcino al prezzo di 536,45 (neanche caro, se non fosse per i 45 centesimi!). Un Barolo (parliamo di bottiglie da tre quarti di litro) a 959 euro, senza centesimi aggiunti, Ma si può anche acquistare un buon vino francese, Petrus Pomerol, con soli 2.250,00 euro e se proprio si vuole brindare al risparmio, si va sul popolare Moet Chandon a 419,50 euro la bottiglia. Noi bambini del dopoguerra a volte ci saziavamo con un pezzo di pane asciutto addentato davanti al banco del porchettaro. L'aroma che si espandeva tutto attorno, ci dava l'illusione di mangiare pane e porchetta. Ecco, uscendo da quel negozio in Corso Vittorio Emanuele, ho provato la medesima illusione di sazietà. Tanto è vero che a sera non ho più avuto voglia di cenare. Aug
L'ultimo pilota
Quasi in tutto il mondo le grandi navi vengono condotte in porto dai piloti forniti dalla locale Capitaneria. E’ un servizio obbligatorio, per evitare errori di manovra da parte di Comandanti non aggiornati sui mutamenti dei fondali, sulle maree e sulle strutture stesse del porto. Nel gennaio del 1966 mi trovavo nel porto di Novorossijsk (U.R.S.S.), a bordo della petroliera Giorgio Fassio. Noi membri dell'equipaggio, stavamo osservando l'ingresso di un mercantile con bandiera italiana. Era il Caprera, della Società Garibaldi di Genova. Una lancia della Marina sovietica stava attraversando lo stesso tratto di mare con tutti i marinai (una ventina) schierati sull'attenti per un saluto di cortesia. Il Caprera, salutato dai sovietici e da noi compatrioti, non ricambiava la cortesia, ma tirava dritto fino a travolgere la lancia militare. I marinai fortunatamente fecero in tempo a tuffarsi in mare (meglio una polmonite che soccombere). Dal Capo macchina del Caprera, mio compaesano, appresi poi le cause dell'incidente. Il pilota russo si era ubriacato con il vino offertogli dal Comandante italiano che gli aveva ceduto il timone e non si rese conto della manovra sbagliata. Cantava persino mentre speronava la lancia. Mi torna in mente questo episodio quando penso al pilota Monti, ingaggiato dal Quirinale per condurre in porto la nave Italia. Dovrebbe conoscere i fondali meglio di chi gli ha ceduto il timone. Ha fama di sobrietà e l'Italia aveva proprio bisogno di un pilota, se non proprio astemio, almeno sobrio. Ma un consiglio mi permetterei di dargli: “Non accetti offerte di alcun genere dal suo predecessore, se non vuole rischiare di travolgere chi ha salutato la sua entrata in porto con tanto entusiasmo”. Aug
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Quando Massimo D’Alema e mio cugino prendevano il mare per le loro scorribande in vela, i figli (3 di mio cugino e 2 di Massimo) venivano lasciati a casa dalla zia Maria, che faceva loro da babysitter. Una di quelle volte che passai a salutarla, discorrendo del più e del meno davanti a una tazzina di caffé, dissi che ritenevo D’Alema "il politico più intelligente d’Italia". Zia Maria mi rispose con una smorfia scettica: - Diche, Agù ? - (Dal dialetto laziale si può tradurre "Ma dici davvero, Augusto?").
Poi avvennero fatti storici, come la caduta del Governo Prodi, l’ascesa di Massimo D’Alema alla guida del governo che partorì l’ingloriosa Bicamerale e terminò dopo il calo del PDS alle Regionali (D’Alema aveva scommesso la sua Presidenza del Consiglio, in caso di sconfitta. Non era necessario, perché non si trattava di elezioni politiche, ma si dimise). Nel frattempo chiudeva l’Unità, organo del partito del Capo del Governo in carica, che non volle macchiarsi del conflitto d’interessi per salvarlo. Rimontò Berlusconi, che ampliò i propri interessi, non scalfiti dal governo precedente. Da una costola di D'Alema nacque "Il Riformista", giornale con più citazioni nelle rassegne stampa, che copie vendute. Passò la meteora di Prodi e tornò Berlusconi più aggressivo che mai. Il partito di D’Alema cambia nome e tre segretari e fa in tempo a spaccarsi ancora fra dalemiani e non. Preso a "Pesc" in faccia dai socialisti europei, lui torna a sbigottire il popolo di sinistra suggerendo scappatoie legislative (non richieste) al Capo del Governo. sempre alle prese con i Tribunali. Infaticabile, fa il giro delle regioni italiane per suggerire al PD i candidati più quotati alla sconfitta. Infine si candida a ricoprire la poltrona del Copasir (l'organo parlamentare che controlla i Servizi Segreti) lasciata libera da Rutelli. Aiuto! Cos'altro succederà?
Mi ritorna in mente l’espressione scettica della zia Maria buonanima sul politico più intelligente d’Italia: "Diche, Agù?"