Vivirozzano - fondato  a Rozzano nel 1996

pubblicazione mensile

Alcuni numeri arretrati:

Torna alla Home Page, se vuoi

Indice 2010:

- Gennaio

- Febbraio

- Marzo

- Aprile

- Maggio

Indice 2009:

- Febbraio

- Marzo

- Aprile

- Maggio

- Luglio

- Settembre

- Ottobre

- Novembre 2009

Indice 2008:

- Gennaio

- Marzo

- Maggio

- Giugno

- Luglio

- Settembre

- Ottobre

- Novembre

- Dicembre

 

 

 

 

 

 

 

Indice 2007:

- Gennaio

- Febbraio

- Aprile

- Maggio

- Giugno

- Settembre

- Ottobre

- Novembre

Indice 2006:

- Gennaio

- Febbraio

- Marzo

- Giugno

- Luglio

- Settembre

- Ottobre

- Novembre

- Dicembre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indice 2005:

- Luglio

- Settembre

- Ottobre

- Novembre

- Dicembre

Indice 2004:

- Marzo

Indice 2003:

- Gennaio

- Marzo

- Aprile

Maggio

- Giugno

- Luglio

Settembre

- Ottobre

- Novembre

Indice 1996:

-Aprile

-Maggio  

 

 

 

 

 

 

 

 


Torna all'INDICE GENERALE

 

Primo numero di ViviRozzano e della rubrica "Penna all'amatriciana"

Augusto Guidoni, tra i fondatori, cura sin dal primo numero la rubrica di satira casereccia "Penna alla matriciana", con lo pseudonimo di Aug

Aprile 1996  

Contesto storico: In Inghilterra si diffonde una strana malattia fra i bovini di allevamento, l'encefalopatia spongiforme, che porta alla pazzia gli animali contagiati. Il virus può essere trasmesso anche all'uomo. Allarme mondiale.

Penna all'amatriciana

Sono quelle notizie che ti prendono a tavola, mentre sei con la forchetta in una mano e il telecomando nell'altra. Quelle che ti fanno sobbalzare e poi riflettere: "Le vacche inglesi trasmettono il virus della pazzia.
Io che come Candido non ho mai dubitato della bontà dell'Uomo, capolavoro del Creato, trovo finalmente risposta a tutti i miei perchè sulla follia. Ora capisco perché nell'Eeire non si riesce a far ragionare insieme cattolici e protestanti, perché Carlo e Diana non la finiscono mai di litigare, perché in Palestina si uccide anche dopo la pace, perché in Bosnia si spara al primo che capita.

 

 

E in Italia, dove ogni anno importiamo 42.000 tonnellate di mucche inglesi da quando ci hanno fatto abbattere i vitelli sani, possiamo capire perché i genitori si buttano giù dal balcone con i figli, perché i disoccupati massacrano le proprie famiglie, perché i mostri fanno merenda prima di trucidare le coppiette, perché i partiti litigano sui modi diversi di governare e poi vanno alle elezioni copiandosi i programmi, perché distruggiamo milioni di quintali di arance e compriamo all'estero la frutta per gli ospedali, perché, con tanto spazio che c'è, i ragazzini vengono a giocare a pallone contro la saracinesca del mio garage....ve possino! Meno male che io preferisco l'abbacchio!
Aug

 

Torna all'indice


Maggio 1996

Contesto storico: Alle Elezioni Politiche del 21 Aprile vince l'Ulivo e cade il Polo, con sorpresa e sconcerto di Berlusconi.

Poster
(Con tante scuse a Claudio Baglioni)

Seduto con le mani in mano
Pochi peli in testa e con lo sguardo in su
Sei lì che ascolti i risultati su Canale 5 della tua Tivù
"L'Ulivo sta vincendo", per la rabbia schiumi come crema di caffè
Ed il cerone dalla faccia cola su di te.
"Liguori, Emilio Fede, Feltri ditemi se sogno oppure è la realtà
Qui c'è un complotto, troppe schede nulle, raccontatemi la verità"
Un poster che qualcuno ha già scarabocchiato dice dice "Vieni in Tunisia"
C'è Craxi sul suo yacht che ti aspetta e tu che pensi di fuggire via!
Andaareee...lontaanooo...lontaaanoo
E andaareee...lontaanooo...lontaaanooo!
Da Radio Polpolare arrivano le note che non fan piacere a te
Il colmo per l'invidia è per D'Alema che ha i microfoni sopra di sé
Due donne stan dicendo "Meno male, non perdiamo la maternità"
E un vecchio pensionato piange di felicità
Veltroni dice:"Le poltrone non vogliamo prenderle soltanto noi"
Ferrara non accetta presidenze e dice:"Governate pure voi"
Il Polo si lamenta ad alta voce del Governo e della Polizia
E tu che intanto sogni l'incubo Borrelli e pensi di fuggire via!
Andaareee...lontaanooo...lontaaanoo
E andaareee...lontaanooo...lontaaanooo!

Sei lì che ascolti i risultati su Canale 5 della tua Tivù
E pensi:"Quel Mentana io non lo sopporto più"
Aug

Torna all'indice


 

Contesto storico: Aumento senza freni dei prezzi al consumo, scandalo Parmalat, malumori nella Casa delle Libertà, impegnata per due anni di governo ad approvare tutte le leggi pro e salva-Premier, restando indietro rispetto ai problemi reali che incalzano il Paese. Cresce l'insofferenza degli italiani verso la politica governativa e nel Centrodestra, in calo di consensi, secondo i sondaggi,  cominciano un po' tutti a scalpitare, reclamando più visibilità.

 

Aria di Festival

Fini:
Dimmi quanto tu mi dai
Dimmi quanto quanto quanto
Il Tesoro gradirei
Se Tremonti caccerai>
Bossi:
Il tuo complice sarò
Fino a quando quando quando
Finalmente io vedrò
La Padania che non c'è
Follini e Buttiglione:
Dicci quanto tu ci dai
Silvio santo santo santo
Pecca pure quanto vuoi
Ma ricordati di noi
Berlusconi:
Dico a tutti di si
E vi pago perché
In Italia non c'è
Uno bello più di me
Vito-Schifani-Bondi:
Tutti in coro sulla Rai
Noi parliamo tanto tanto
Per spiegare ciò che fai
Ciò che dici e che non sai
 

 

     

  Gli elettori delusi:
Dicci quando te ne vai
Dicci quando quando quando
Per i danni che tu fai
Siamo tutti in mezzo ai guai
Un consigliere (Ferrara?
Taormina?Pecorella? Booh!):

Fatti mandare da Tremonti
A prendere il latte
Mentre Tanzi sta in galera
Approfittane pure
Ti ho visto fare tanti affari
puoi farne anche un altro:
Publitalia,Mondadori, Standa,Milan,Tivvù..
Tu diglielo a Fazio
Di darti il suo spazio
Così Forza Italia andrà in Bankitalia
Prodi:
Vola Sinistra stanca vola
Diglielo tu che tornerò
Chi non rispetta la parola
Davanti al mondo sbugiarderò
Penso alle bombe carta e sono triste
Dopo u rozzanesi possano servire i soldi anche alla sera e al dì di festa e n semestre da dimenticar
Non ci voleva anche questa
Nessuno più ci si accosta
L'Europa ormai rifiuta la nostra posta
....Vola Azeglio Ciampi vola...

Aug

  Torna all'indice


  Gennaio 2003

Nuova Babilonia

 

Con la benedizione del dio Po, il gran sacerdote Usbergo Bossi si prepara a celebrare la "devolucio" delle razze-fiume. Oltre alla razza Piave che si è già dichiarata, avranno i loro confini anche la razza Po, la razza Rubicone, la razza Volturno, la razza Tevere, la razza Simeto e via scorrendo.Qualche problema ci sarà per quei cittadini diversi dagli alberi, che non hanno potuto radicarsi nello stesso posto dove sono nati. Chi è nato sul Sarno e vive sull'adda, per esempio, dovrà scegliere con quale dei due fiumi stare. Io pure che sono nato sul fiume Marta e vivo sul Lambro, dovrò decidere dove buttarmi, prima che inizino le sassaiole fra le razze devolute.
Alla faccia di Garibaldi e di Cavour, l'Italia tornerà ad essere un'espressione geografica, con almeno 20 Polizie, 20 sistemi sanitari, 20 sistemi scolastici e altrettante lingue ufficiali. Saranno cavoli per i futuri turisti stranieri che vorranno visitare questa Babilonia. Troveranno Berghem al posto di Bergamo, Zena al posto di Genova, Bere al posto di Bari, Palemmo al posto di Palermo ecc. Se sapevano qualcosa d'italiano, che è già una lingua abbastanza ostica da imparare), dovranno rifare tutto daccapo. Chi avesse avuto intenzione d'investire in Italia, difficilmente si fiderà a lasciare i suoi capitali a Babilonia, men che meno nella sgangherata Padania babilonese.

 

  Torna all'indice 

 

 

 

 

Quando, tra una nazione-fiume e l'altra incapperanno nell'altolà dei doganieri <<Chi siete? Dove andate? cosa portate?>> crederanno di essere stati catapultati a Frittole, nel XV secolo, finché si accorgeranno di trovarsi in un Medio Evo più barbaro e più cattivo. Un Medio Evo dove i malati ricchi avranno a disposizione lussuose cliniche private sovvenzionete dalle buste paga di operai e pensionati, mentre i poveri dovranno pregare Dio di non ammalarsi mai. Dove nelle scuole verrà diffusa la cultura del "Me ne frego", del "Meno siamo e meglio stiamo", "Meglio un morto in casa che uno straniero all'uscio", Moglie e buoi dei paesi tuoi", Pancia piena non pensa a quella vuota". Verrà abolito il Festival della Canzone italiana per dare spazio ai cori alpini, al saltarello, alla tarantella. Si diffonderanno concerti di pifferi e zampogne, organetti e tamburelli e l'inno di Mameli verrà sostituito dall'inno di Babele. Ridano pure gli Europei, tanto le razze fiume non hanno il senso del ridicolo.
Grazie a Usbergo Bossi si ripeteranno le bibliche profezie: "Gioiranno su Babilonia cieli e terra e tutto ciò che è in essi, perché dal nord verranno contro di essa i devastatori... Così affonderà Babilonia e non si alzerà più, a causa della sventura che io sto per addurre contro di essa". (Geremia 51,48 - 51,64)

Aug

 

Marzo 2003

Guerra, tette e pace

Lunedì 17 febbraio, sull'onda dell'immensa manifestazione pacifista mondiale del sabato prima, i quindici stati membri dell'Unione Europea firmano un documento comune, che restituisce all'ONU l'ultima parola in materia di guerra. Il fatto non era scontato, viste le divisioni che avevano preceduto il Summit di Bruxelles. Martedì 18 febbraio, il giornale filogovernativo la Padania" dedica alla notizia uno striminzito spazio in prima pagina, al di sotto della foto a quattro colonne che immortala la "STORICA E INDIMENTICABILE EDIZIONE DI MISS PADANIA", spazio condiviso da un altro articolo evidenziato "Ma quale pace; la bandiera arcobaleno è simbolo dei gay". Le quattro pagine centrali del giornale sono dedicate all'evento del giorno, cioè all'elezione di Miss Padania al Palavobis di Milano dove, insieme al ministro per le Riforme Bossi, ci sono il ministro per le Infrastrutture...ecc..., insomma dei Lavori Publici Lunardi, il ministro dell'Economia Tremonti, il ministro della Giustizia Castelli e poi Sgarbi, Galliani, Albertini, Albertoni e Marano. Questi ultimi due sono rispettivamente il consigliere unico (ancora non sfiduciato) della RAI e il direttore di RAI2. Hanno negato alla televisione pubblica la diretta sulla ormai (questa sì) storica manifestazione per la Pace del 15 febbraio, ma hanno trovato il tempo di presenziare alla kermesse delle circonferenze "petto-vita-fianchi" delle femmine padane. Quello stesso giorno, mentre decine di milioni di normalissime persone invadevano le piazze di tutto il mondo per dire no alla guerra, Bossi dichiarava che "La guerra e la pace sono due cose come la gomma americana". Pensate: da questi ministri siamo governati. A cotanto ingegno sono affidati le riforme costituzionali e il destino dei nostri figli.

Aug

Torna all'indice 


 

Aprile 2003

“Ricordati dell’aringa!”

Fra le storie sentite raccontare davanti al camino, quando ancora non c’era la televisione, ricordo quella sul Fattore del conte Faina, proprietario terriero nella Maremma romana. Al tempo della mietitura il Fattore contattava ad uno ad uno i braccianti arruolati per il lavoro. Senza farsi vedere dagli altri, dava a ciascuno un’aringa salata (a quei tempi con un’aringa ci cenava una famiglia intera), sussurrando con aria paternalista:<<Questa è per te, ma mi raccomando, tu devi essere il più veloce, per fare allineare al tuo passo tutta la squadra >>. Durante le ore di lavoro il Fattore sedeva sul punto più alto del campo. Quando si accorgeva che la linea della mietitura faceva una curva, perché qualcuno aveva rallentato il passo, si alzava gridando:<<Ehi! Quello dell’aringa! Diamoci da fare!>> e tutti giù a schiena bassa, ad accelerare il ritmo delle falciate.

Mi è venuta in mente questa storia, quando ho saputo della lettera che Gorge W. Bush ha inviato al nostro Capo di Governo, nel giorno dell’ultimatum all’Iraq:<<Caro Silvio,desidero esprimere la gratitudine del popolo americano per lo straordinario sostegno che tu e il tuo governo avete dato alla guerra globale, bla, bla…..>>. Per Berlusconi era un momento di stanca: il suo ministro della Difesa dichiarava sulla guerra soltanto opinioni personali, il suo ministro degli Esteri si premurava di dire che l’Italia non avrebbe mandato suoi militari in Iraq, il Presidente Ciampi gli aveva tirato le orecchie, invitandolo a ripassarsi l’art. 11 della Costituzione Italiana, la moglie Veronica si era dichiarata favorevole ai movimenti per la Pace. Dall’alto del campo Bush deve essersi accorto di questo rallentamento e, come il Fattore del conte Faina, ha voluto lanciare il suo richiamo:<<Ehi! Quello dell’aringa!…>>

Aug

Torna all'indice


Maggio 2003

Ricostruzione

Accetto scommesse: io dico che Saddam farà la fine di Bin Laden, cioè sopravviverà irridente alla guerra scatenata per farlo fuori e Bush si inventerà un altro “Pericolo numero uno” da andare a scovare. Viene il sospetto che questi personaggi sanguinari, ex collaboratori armati in passato dagli americani per altre guerre sante, siano più utili da vivi e attivi che da spenti e defunti.  “Finché c’è guerra c’è speranza”, s’intitola uno dei film più significativi interpretati da Alberto Sordi nel ruolo di un trafficante di armi e stranamente assente fra i film riesumati dalle televisioni dopo la morte dell'attore.  Per vendere armi bisogna prima attizzare guerre (una qui, una là) che permettano di smaltire le scorte di magazzino. E per pubblicizzare le ultime novità tipo missili intelligenti, caccia invisibili e mostruosità affini (“gioielli”, li ho sentiti chiamare da una reporter di canale 5), ci vogliono guerre più spettacolari.  Per creare consenso attorno a una guerra del genere senza far la figura del potente prepotente, bisogna stuzzicare l’appetito dei possibili invitati al banchetto della ricostruzione: “A me il petrolio, a te le autostrade, a te le case e gli ospedali, a te la fornitura di medicinali, a te il sistema di comunicazioni radiotelevisivo” e così via sciacallando. In nome della “ricostruzione” migliaia di vittime innocenti, uomini, donne e bambini, maciullati dalle bombe, o sepolti dalle macerie, diventano allora “incidenti di percorso” e i giornalisti ammazzati verranno considerati coraggiosi professionisti che se le sono andate a cercare. “Per arrivare all’ordine bisogna fare disordine”, è la filosofia dei ricostruzionisti e anche l’unico pronunciamento chiaro di Berlusconi sulla guerra all’Iraq (Brescia, 8 aprile 2003). Alla fine chi rompe paga? Neanche per sogno: si trova sempre qualche fesso che paga per te. Il nostro Capo di Governo stà già chiedendo ai pacifici italiani una tassa per la ricostruzione dell’Iraq. Che tipo di appalti toccheranno all’Italia e chi se li aggiudicherà, non si può dire adesso, questa è un’altra scommessa. A risentirci!

Aug

Torna all'indice


Giugno 2003

Autodenuncia

Confesso: ho mangiato l’aragosta di Berlusconi. Erano gli anni ’80, quando Berlusconi aveva appena assunto la presidenza del Milan. Venne a fare un giro alla Festa provinciale dell’Unità, accompagnato da una vistosa ragazza e da uno staff di guardaspalle. Entrò come un divo nel ristorante cubano, dove io lavoravo ai tavoli, dispensando sorrisi e autografi ai compagni milanisti che gli si accalcavano attorno, senza lesinare battute a qualche juventino spiritoso. Ordinò un’aragosta, che alla fine dimenticò nel piatto, perché troppo preso dal parlare e sorridere a 360 gradi. L’aragosta costava e lui l’aveva pagata senza neppure assaggiare. Potevo incartarla e consegnargliela in un sacchetto di plastica, era sua. Invece non resistetti alla tentazione e me la mangiai. Oggi che il Cavaliere, preso da un raptus giustizialista, va cercando fra coloro che non sono suoi amici o suoi avvocati o che non tifano per il Milan, qualcuno da poter imputare di qualunque sia reato, giusto per intimidire tutti gli altri, io sono preoccupato. Non sono suo amico, non sono avvocato e neanche milanista (mannaggia alla Lazio!) e un giorno ho mangiato la sua aragosta. Mi pento, chiedo perdono e mi autodenuncio. Spero vivamente che di questa mia confessione spontanea si tenga conto al fine della riduzione della pena prevista nei casi di ammissione di colpa. Sono pure disposto a risarcirlo: è vero che le aragoste sono ancora troppo care per le mie tasche, ma posso offrirgli un’amatriciana, anzi, gli regalo la mia ricetta.

Penne all’amatriciana per due persone: Mezzo chilo di pasta, un etto di guanciale (quello di Norcia è il migliore), mezza cipolla, quattro pomodori ramati, olio, sale e un peperoncino calabrese. Tagliare a cubetti metà del guanciale, metterlo a soffriggere, possibilmente in un tegamino di coccio. Appena giunge alle narici un odore di guanciale leggermente abbrustolito, versare la cipolla tritata. Subito dopo tagliare a strisce sottili il resto del guanciale e lasciarlo rosolare insieme alla cipolla. Quindi aggiungere i pomodori, lavati e tagliati, con tutta la buccia e infine il peperoncino. Quando le bucce dei pomodori si accartocciano su se stesse, staccandosi completamente dalla polpa e il sugo si fa più rosso (purtroppo non esistono pomodori azzurri) toglierlo dal fuoco e dedicarsi alla pasta, che deve essere cotta al dente. Alla fine scolare, condire e…buon appetito Cavaliere! (Non datemi del ruffiano, tengo solo famiglia)

Aug

Torna all'indice


  Luglio 2003

Un Paese NoRmaLe

“Brambilla rag. Ambrogio”, “Rossi dott. Mario”. Andando per il centro a Milano può capitare di leggere una targa simile, scritta con una fantasia che non va oltre l’elenco telefonico. Giorgio Gaber ridicolizzava il bullo metropolitano chiamandolo Cerutti Gino, come dire Hood Robin al posto di Robin Hood, ma chissà in quanti, ascoltando la “Ballata del Cerutti”, avranno colto l’ironia del grande Gaber? A scuola, nelle caserme e nei pubblici elenchi i cognomi vengono posti davanti ai nomi soltanto per comodità di appello o di consultazione per ordine alfabetico, ma non sembra siano in tanti ad averlo capito se si pensa a quanti usano anteporre il cognome al nome nei biglietti da visita, nelle targhe e nella firma. In nessuna parte di quel po’ di mondo che ho conosciuto per lavoro o per turismo, ho notato altrettanto disprezzo per i nomi propri di persona. Se in Francia vi capitasse di leggere “rue Hugo Victor” o in Inghilterra “Russell sir Bertrand road” o in Spagna “calle Picasso Pablo”, vi direbbero sicuramente che gli autori di quelle insegne sono stati arrestati. In Italia invece può passare per normale un’insegna come “via Campanella Tommaso” (l’ho letta io a Seregno).Del resto da noi è considerato normale anche un ministro per le Riforme che chiede il ripristino delle barriere doganali.E’ pure normale un ministro per l’Economia, che non azzecca un bilancio per lo Stato e manda gli ispettori al Palazzo di Giustizia di Milano a controllare se lì non si spendano troppi soldi in cancelleria! E’ normale un Presidente di Confindustria, che prima appoggia la candidatura al governo del personaggio italiano con maggiori pendenze giudiziarie e poi (dopo due disastrosi anni del governo amico) dice che le cose vanno male perché l’immagine dell’Italia è compromessa dai magistrati che continuano a processare i politici!  E’ normale che il direttore del più prestigioso giornale italiano venga dimissionato perché troppo imparziale. E’ normale che il Premier, sconfitto per la seconda volta dove si vantava di essere “condannato a vincere”, sappia soltanto dire che gli avversari “non governeranno mai, mai, per tutta la vita” E’ normale che l’opposizione più dura delle forze di opposizione sia quella esercitata nei confronti di quei parlamentari di opposizione che fanno opposizione più dura.Più normale di così non si può.Per sei mesi la guida dell’Unione Europea toccherà all’Italietta del sig. Berlusconi cav. Silvio. Forse in Europa racconteranno barzellette alle nostre spalle. Ma non badiamoci: noi sappiamo di vivere in un paese normale. 

Aug

Torna all'indice


  Settembre 2003

Non ci resta che piangere!

Scott Crosby, un avvocato di Bruxelles, preoccupato per “lo Stato di diritto in Europa”, dopo lo sciagurato esordio del semestre di presidenza italiana, che ha mostrato il vero volto di chi ci governa, scrive una lettera aperta a Romano Prodi, affinché la Commissione Europea usi tutti i suoi poteri per scongiurare il “grave pericolo” che secondo lui corrono “la stabilità politica e giuridica e il tessuto stesso della comunità europea”. Noi italiani conoscevamo già quel volto, anzi quei volti, che qualcuno dipinge come da “bar dello sport”, ma che sarebbe più appropriato definire da “taverna dei pirati” (senza offesa per i pirati!). Abbiamo subìto overdosi di bugie, volgarità insulti alle istituzioni, ferocia razzista, assistito a incursioni punitive contro giudici e giornalisti, al sequestro del Parlamento per fabbricare leggi salvapremier. Ma dalla più alta carica dello Stato alla stragrande maggioranza degli organi d’informazione e persino dei maggiori partiti d’opposizione (forse per carità di patria) si è cercato sempre di nascondere al mondo tanta vergogna, come si fa con la spazzatura sotto il tappeto. Adesso che quella spazzatura è stata riversata sulle teste degli europei, l’avvocato Crosby, come europeo, si preoccupa e chiede a Prodi di fare qualcosa. Purtroppo Prodi è stato preventivamente messo in condizioni d’imbarazzo dallo stesso Berlusconi, con le sue insinuazioni “spontanee” al processo SME, chiamandolo in causa come suo rivale in malaffari e (inconsapevolmente?) anche dai dirigenti dell’Ulivo, che lo hanno candidato alle politiche contro Berlusconi con tre anni di anticipo. A seconda di come si muove oggi Prodi potrebbe essere accusato di agire per rancori o interessi personali. Se aggiungiamo che il Professore non bazzica bar degli sport, ma conosce la trivialità di certi attaccabrighe e si guarda bene dal farsi trascinare in una rissa da taverna dei pirati, dobbiamo pensare che l’avvocato Crosby resterà inascoltato. Io personalmente vorrei unirmi al suo accorato appello, ma forse è il momento di verificare se aveva ragione Indro Montanelli, per cui se si voleva che tutti capissero chi fosse veramente quel miliardario e perché scese “in campo”, bisognava lasciarlo governare. Sarà duro domani ricostruire il ricostruibile. Alcuni danni, purtroppo, resteranno permanenti, come succede ai tessuti di un corpo toccati dal cancro, ma con chi ce la vogliamo prendere? Abbiamo voluto provare se colui che ha saputo fare soldi a palate (non importa come) per la sua famiglia, avrebbe potuto arricchire anche la sua nazione. E’ andata come sta andando. Siamo tutti più poveri in un Paese in piena recessione, con le istituzioni mortificate, incattivite e in lotta fra di loro. Siamo persino accusati di aver provocato la guerra in Iraq fornendo Bush le carte false sull’uranio di Saddam. E l’esperienza di questi anni di cartapesta c’insegna che quando sembra di aver toccato il fondo, succede ancora qualcosa di peggio. Ora tutto il mondo aspetta con il fiato sospeso la riunione del Parlamento di Strasburgo in ottobre.  I giornalisti si aspettano altre sceneggiate. C’è da sperare che almeno sia la comica finale! Anche se non ci sarà da ridere.

Aug

Torna all'indice


Ottobre 2003

Io amo Rozzano

Non siamo angeli. E chi lo ha mai detto? Abbiamo i nostri problemi. E chi li ha mai nascosti? Vorrei proprio sapere in quale Hinterland non ci sono problemi. Ma non siamo il Bronx, non siamo un ghetto e non siamo un’associazione a delinquere con 15.000 pregiudicati su 37.0000 abitanti, come si sono sbizzarriti a descriverci i pappagalli dell’informazione (le smentite poi non le ascolta nessuno). A Rozzano i miei figli hanno potuto frequentare palestre, biblioteca, piscina, campi sportivi, praticare basket, tennis, arti marziali. Hanno potuto studiare fino al conseguimento del diploma di scuola superiore. Qui hanno trovato una società aperta, hanno appreso i valori di solidarietà e partecipazione e non hanno mai avuto paura a uscire di sera. E di cosa devono avere paura? Ce lo dovrebbero spiegare qui protagonisti per un giorno, che alla TV hanno dichiarato di non uscire mai alla sera (non ci sarebbe niente di male ammettere che dopo cena fa comodo restare sdraiati sul divano a fare zapping con il telecomando. E’ uno sport ormai praticato in tutto il mondo!). L’episodio sciagurato che ha sconvolto la nostra città è un fatto criminoso che poteva accadere dovunque, anche nella “ricca e operosa Brianza”, dove non ci sono palazzoni da abbattere, come qualche imbecille ha suggerito per Rozzano. Dovunque c’è droga (quindi, dovunque) possono verificarsi casi simili, ma non si può criminalizzare una società che piange le sue vittime innocenti. Quella società è scesa in piazza a Rozzano il 5 settembre, dietro al suo Sindaco e alle bandiere dei partiti di ogni colore, con la voglia di mostrare al mondo il suo vero volto. Il volto di Rozzano. Migliaia di normali cittadini che rifiutano di essere etichettati come dannati di un girone d’inferno da un giornalismo superficiale, capace solo di lavorare su notizie di agenzia. Poco si è parlato di quella grande manifestazione. Forse perché smentiva con evidenza le povere interviste fatte attorno a quel muretto, presidiato dalla solita gente in attesa di essere pescata da una telecamera. Non era quella la vera Rozzano, come non è quello il vero giornalismo!  

Aug

Torna all'indice


Novembre 2003

Contesto storico: I prezzi salgono, il potere di acquisto delle buste paga continua a scendere, gli italiani sono stufi del bla, bla  di chi li governa e lo dichiarano anche in un sondaggio commissionato dalla trasmissione  televisiva "Affari tuoi" condotta da Paolo Bonolis, dove il primo a cui direbbero "Adesso basta" gli ascoltatori è proprio il Capo del Governo. Si dice che Silvio Berlusconi stia preparando una lettera da spedire a tutti gli italiani per spiegare le cose che il suo governo ha fatto.

Lettera apocrifa
(Da l'Anno che verrà di Lucio Dalla
Testo rielaborato da Aug)

Cittadino ti scrivo
Così ti convinco un po'
E siccome sei molto incazzato più astuto ti parlerò
Da quando ho un partito
Fra le mie proprietà
Il Comunismo è finito ormai
Ma qualcosa ancora qui non va
Si fa sciopero ancora
In troppi fanno festa
E c'è chi senza rispetto e con rabbia
Mi scrive"Adesso basta!"
E io sto sempre a parlare
Ma nessuno più mi ascolta
A reti unificate nemmeno
Bei tempi di una volta!
Alla televisione
Non ti ricordi quando
Io firmavo da furbacchione
Con te un contratto
E stavo già scherzando
Sarò tre volte bugiardo
Però non ti ho ingannato
Quando ho detto"Aumenterò le pensioni"
Pensioni e Alberghi mi hanno ascoltato
 

  Ti ho promesso che avremo
La luce tutto l'hanno
Anche i muti vedranno il black-out
Mentre i ciechi già lo fanno
E si farà la spesa ridotta della metà
Ma pagandola il doppio di prima
Non ti sembra una novità?
Prima di andare in pensione
Qualcuno sparirà
Pensate che risparmio avremoa
Se vi ci mando alla terza età
Vedi cittadino
Ti sono sempre vicino
E come sono contento
Di comandare questo Parlamento
Vedi cittadino
Cosa si deve inventare
Per fare leggi e condoni
Per continuare a fregare
E se il semestre poi
Passasse in un istante
Vedi cittadino
Sarebbe poco importante
Che in questa Europa ci sia anch'io
Tanto ho già preso tutto
Potere e impunità
Io ti lascio all'asciutto
...e chi vivrà vedrà
Aug

Torna all'indice


Luglio 2005

Mai successo!

I cittadini vengono chiamati al voto, quello che più democratico non si può: il referendum popolare. Tre su quattro disertano le urne e, anziché arrabbiarsi chi è andato a votare, fanno la voce grossa i disertori. Deputati e Senatori, che sono deputati e senatori proprio grazie al voto, prima invitano gli elettori a non votare e, dopo aver fatto fallire la consultazione, invece di rincantucciarsi pieni di vergogna, saltano in cattedra, vanno a gridare dove c’è più luce, chiedono le dimissioni dei colleghi colpevoli di aver votato. In gara fra di loro per ingraziarsi il Clero che conta, arrivano a dire che questo fallimento è una vittoria del buon senso. Ancora non si sa se qualcuno abbia avanzato richiesta di  impeachment nei confronti del Presidente della Repubblica, che come primo cittadino ha commesso per primo il reato di voto. In questo mondo alla rovescia, dove conta in maniera ossessiva la “figura che potresti fare se perdi”, piuttosto che il coraggio delle proprie idee, è tutto possibile.

Alle prossime elezioni, per coerenza si potrebbe non andare a votare i parlamentari associati al partito dell’Astensione. Ma vedrete che saremo chiamati ad astenerci dalla coerenza!

Aug

Cosa mai successa, il neodirettore del giornale ha pubblicato l'articolo affiancato da un suo “controcanto”, che conferma quanto siano precise le frecce della satira.

Controcanto

L’unica possibilità

I cittadini vengono chiamati al voto. Non rispondono alla chiamata. Neppure il 26 per cento va a votare. Un motivo ci sarà. E’ la democrazia: esiste anche l’astensione. Intendiamoci: in linea generale non ci piace. Non andare alle urne vuol dire non espletare un dovere.
Quello del referendum del 12 e 13 giugno, però, è un caso speciale e, tra l’altro, doloroso. Speciale perché il tema era ostico a livello conoscitivo e a livello morale. Mai come in questo caso, i fronti sono stati trasversali.
Doloroso perché infligge un “vulnus”, una ferita alla democrazia. Abituare gli elettori al non voto è rischioso per il sistema nei suoi caratteri fondamentali.
Ma d’altra parte, che si poteva fare?
Votare sì voleva dire abrogare la legge. Votare no, blindarla, l’unica era non esprimersi, per confermare la volontà di avere paletti, e preservarsi la possibilità di spostarli (non rimuoverli). Che scelta avevano gli elettori? Hanno seguito la propria idea. Bisogna rispettarla.
Il teatrino della politica e la luce degli altari lasciamoli rispettivamente ai parlamentari e ai santi.

FAM (che sta per Fabio Massa)

Conclusione

Cosa vi dicevo? “Vedrete che saremo chiamati ad astenerci dalla coerenza!”. Ci hanno già chiamato.

Aug (che sta per Augusto Guidoni)

Torna all'indice


Settembre 2005

Rozzano - padano

La voce di uno stereo a tutto volume diffonde da via Pini, in via Ginestre, Biancospini, Garofani, fino a viale Lazio, canzoni partenopee in successione continua, come un forrò bahiano, dove non avverti lo stacco tra un motivo e l'altro. Quei suoni possono darti gioia, malinconia o farti imbufalire perché vorresti riposare, leggere in pace, ascoltare la tv, o perché ce l'hai con i terroni. Sono comunque note che fanno ambiente. Se un napoletano capitasse qui all'improvviso a occhi bendati, direbbe di trovarsi a Portici, Posillipo o Forcella. Eppure questo è il centro della Lombardia. Quando la Padania sarà cosa fatta e tireranno i confini, Rozzano ci starà dentro tutta,  con i suoi napoletani, siciliani, pugliesi, sardi, romani, extracomunitari ecc. e con qualla finestra di via Pini. Uno dei leghisti della prima ora mi disse:<<Chiunque risieda in Lombardia da almeno 5 anni ha il diritto di chiamarsi padano>>. A occhio e croce (salvo poche eccezioni) siamo quindi tutti padani, compreso il proprietario di quello stereo, figlio di napoletani, si, ma da una vita cittadino rozzanese, con il diritto a far partecipe il vicinato delle sue melodie preferite. Allora, se un milanese all’improvviso capitasse a Napoli a occhi bendati, potrebbe chiedersi: "O mia bela Madunina – Prövi adess a induinà – La Padania è picinina – A Ruzan sunt arivà". Crederebbe, insomma, di trovarsi a Rozzano.

 Aug

www.weballamatriciana.it

Torna all'indice


Ottobre 2005

Istigazione alla demenza

Fra gli articoli scolastici in mostra al supermercato quest'anno è andato a ruba un tipo di quaderno con la copertina dedicata alle squadre di calcio. Niente di nuovo, se non fosse per le frasi stampate sulle copertine. Frasi che non inneggiano, come ci si aspetterebbe, alla squadra del cuore, ma sono slogan astiosi suggeriti contro altre squadre rivali. Sul quaderno rosso-nero si può leggere, fra l'altro, "Interisti... anni e anni di astinenza, poi compare la demenza!". Su quello nero-azzurro  "Juventini... siete come la forfora: state in testa ma fate schifo!". Sul quaderno bianco-nero invece: "Fiorentini...il prossimo ripescaggio con la scialuppa di salvataggio: Arno riprovaci!". E' così che la curva nord entra nelle scuole. Segno dei tempi. L'aria che tira non è delle migliori. Razzismo, negazione del diverso, tolleranza zero, sono i moderni valori diffusi a piene mani anche da personaggi delle istituzioni. Lo stesso linguaggio giornalistico si è incattivito. Sulla TV, nell'orario di maggior ascolto giovanile, a parte la monnezza pura dei reality, non è raro sentir gridare "Bas...,figlio di p..., c…,ti ammazzo!". E i giovani si adeguano all'aria che tira.
Qualcuno disse: "Chiunque dia  scandalo anche a uno solo di questi piccoli è meglio che si leghi una pietra al collo e si getti in mare". Se oggi ogni personaggio pubblico, politico, capo di governo o di Senato, giornalista, editore, regista, conduttore televisivo che si dichiari cristiano prendesse alla lettera il Vangelo, non avremmo più pietre…. Veramente in Padania non abbiamo neanche il mare!.

Aug

Torna all'indice


Penna di Novembre 2005

Questa è la storia.....
Sulla falsariga de "Il ragazzo della via Gluck" (Scusami Celentano!)

 

Questa è la storia di uno di noi
Che sopravvive spendendo di più
Per ogni prima necessità
Abiti, cure, carni e verdure
Viveva dignitosamente nella sua città
Ridotto con le tasche al verde

ormai come farà?

Questo ragazzo, al tempo che fu,
Ora è in pensione e non ride più
Un giorno vidi che riscuoteva
La sua pensione mentre piangeva
Io gli domando:<<Amico, non sei contento?
C'è finalmente un governo che dà
Più soldi ai pensionati e fa promesse quà e là
Potrai comprare banche, ville e televisoni>>
 

<<Mio caro amico>>

disse <<Io l'ho votato
Ora mi pento con tutto il mio cuore
Ma come fai a non capire?
Con quel "Contratto"

ci ha proprio fregati


 

A bocca asciutta siamo tutti restati
Mentre i suoi affari

son cresciuti per cento
Ci disse:<<Arricchirete tutti

come ho fatto io
Ma come ha fatto i soldi lui

lo sa soltanto iddio>>

Passano gli anni, ma quattro son lunghi
Però quel governo ne ha fatte di leggi:
"Falso in bilancio", condoni ai furbetti
Costituzione ridotta a pezzetti
Cancellazione dei propri reati
Solo leggi su leggi per gli amici fidati
Là dove c'era un euro ora c'è più povertà
Ma il miliardario più straricco ancora diventerà....

Aug

Torna all'indice


La furbata
(che nessuno, sulla stampa e in TV, mostra di avere capito)
RIFORMA PREVIDENZIALE. Berlusconi fa inserire la Mediolanum di Berlusconi fra le società assicurative che andranno a gestire i fondi dei lavoratori per il TFR e per le pensione integrative. (Soltanto la torta del TFR sono 12 miliardi di euro all'anno. Di solito ritengo antipatico confrontare l'euro con la defunta lira, ma trattandosi di una cifra simile, mi sento di sottolineare che equivale a 12.000 miliardi di lire annue.). Poi lo stesso Berlusconi comunica agli italiani che dovrebbero andare in pensione a 68 anni. Avete capito? Prima fa in modo che una parte dei soldi versati durante la vostra vita contributiva entrino nelle sue tasche. Quindi propone di allungare gli anni lavorativi per farvi versare più soldi e più a lungo. Così, mentre le vostre attese di andare in pensione si allungano e gli anni per godervela si accorciano, la sua assicurazione incasserebbe di più e più a lungo.
Pensate cosa non deve fare un Presidente del Consiglio per accontentare il Presidente Assicuratore, dopo essersi dato da fare per contentare il Presidente Editore, il Presidente Pubblicitario, il Presidente Palazzinaro nonché il Presidente del Milan! <<E il Presidente Operaio>> direte voi <<Quando lo accontenta?>> E' vero, si è definito anche "presidente operaio", ma quella volta scherzava.
Aug

Torna all'indice


 

Gennaio 2006 (Censurato e non pubblicato)

Un anno da (non) dimenticare

Natale senza ciaramelle. Niente pive, niente zampognari. Che Natale moscio!  Succede che ti abitui a determinate usanze senza farci caso, poi te ne accorgi quando vengono a mancare. Se la cornamusa non ha suonato sotto le nostre finestre, vuol dire che lo zampognaro non si aspettava mance, pensando all’anno magro che volgeva al termine.

E il 2005 si è chiuso nel peggiore dei modi.. Prezzi alle stelle, consumi alle stalle, mitragliata di leggi per spezzettare l’Italia, salvare i grandi evasori, cambiare le regole democratiche, arraffare i contribuenti dei lavoratori…..il resto è cenere!

In un paese dove i palazzinari vengono chiamati con riverenza ”immobiliaristi”, gli arrembaggi vengono detti “scalate”, l’isola delle oche viene detta “Isola dei famosi”, qualcuno ha cominciato a credere di essere altro da quello che era. Prima che i giornalisti  li iscrivessero nel clan dei “Furbetti” Fiorani si credeva un grande della finanza, Consorte un benefattore del popolo, Ricucci un editore e Fazio addirittura ci teneva ad essere chiamato “Governatore” della Banca d’Italia. Volavano come bolle di sapone inseguite da un codazzo giulivo di giornalisti e politici. Poi qualche giudice guastafeste ha punto le bolle e tutti sono caduti giù per terra. Il tonfo ha fatto tremare i piccoli risparmiatori ,  le cui speranze restano ormai aggrappate all’euro superpartes, che se c’era la lira si finiva tutti in Argentina. Un intero paese entra nel 2006 con le ossa rotte. Il 2005 se ne è andato con le pive nel sacco!

Aug

http://www.weballamatriciana.it

Torna all'indice


Febbraio 2006

Le chiavi della Cambusa

Fu uno dei governi Andreotti a produrre la legge secondo la quale i Servizi Segreti Italiani devono rispondere al Presidente del Consiglio in carica. Avendo questo potere, vorrei vedere quale dei capi di governo succedutisi finora non sia stato tentato dal dare una sbirciatina fra gli affari segreti visitabili. E' vero che, trattandosi di informazioni delicate,  ci saranno limiti all'uso che se ne può fare, dettati dalla legge, dall'etica e dalla statura morale di chi ne viene a conoscenza.  Ma nella mia vita di marittimo non ho conosciuto un solo cambusiere di bordo che, avendo le chiavi della cambusa (il magazzino viveri della nave), non ci abbia mai dato un'occhiatina dentro per mettersi da parte le bistecche migliori. Niente di strano in quell'ambiente, a meno che non venga risvegliata la suscettibilità dell'equipaggio servendogli polpette avariate.

Si può dire che l'intero mondo è una cambusa ispezionabile dai privilegiati che ne hanno le chiavi. Oggi non esiste computer che non venga spiato, carta di credito che non venga spulciata nell'etere, telefono non intercettato da Ecelon (il Grande Fratello nello spazio) e via spiando. Siamo tutti nudi sulla stessa barca. Una sola raccomandazione ai naviganti italiani sposati: chiunque debba fare una telefonata al proprio o alla propria consorte, si affretti a specificare che trattasi di consorte con la "c" minuscola, perché se poi la telefonata viene trascritta con la "C" maiuscola il Cambusiere d'Italia potrebbe diffonderla per televisione e persino denunciarla alla Procura della Repubblica!

Aug

Torna all'indice


 
Sondaggio Aug (differenziato, quindi attendibile) per le Elezioni del 9/10 Aprile 2006
(Su 400 intervistati il 3,25% dichiara che voterà il Centrosinistra, l'89% il Centrodestra e il 7,75 si astiene)
 
  Domanda: C/Sinistra C/Destra Non so
1) 100 elettori intervistati      
  all'uscita dalla chiesa      
Chi vota il Centro Sinistra va all'inferno 1 (Io ho sempre freddo) 79 20 (Questa devo averla
Per chi voterai?          già sentita)
2) 100 elettori intervistati      
  all'uscita dall'Autoscuola      
Le auto inglesi hanno la guida a sinistra      
il resto d'Europa ha la guida a destra 1 (Io tanto sono mancino) 99 -
Quale guida vorresti per l'Italia?      
3) 100 elettori intervistati al       
  Capolinea del tram      
Si sa che i Comunisti mangiano i bambini      
Prodi ha promesso 2500 euro per ogni      
bambino da consegnare ai comunisti 10 (Ho un mutuo da pagare) 89 1 Prima i soldi poi il bambino)
Achi darai il voto?      
4) 100 elettori intervistati       
  sul divano di casa      
Nei paesi arabi i programmi televisivi      
vengono interrotti tutti i giorni alle 17,30      
per trasmettere le orazioni del muezzin.      
Con la vittoria della Sinistra filo islamica      
interromperanno alle 17,30 "La vita       
in diretta" di Cucuzza. 1 (Meglio le orazioni che  89 10 (Io vedo SKY)
Per chi voterai?     tutto il cucuzzaro)    

Totali:

400

13 (3,25%)

356 (89%)

31(7,75%)

Aug

Torna all'indice


Giugno 2006

Oriana la bombarola

Ma chi è Oriana Fallaci che si può permettere di dire "...prendo l'esplosivo e la faccio saltare!", riferendosi alla moschea in costruzione a Colle Val d'Elsa? L'avessi pronunciata io una frase simile, avrei già la Digos in casa. "Quella moschea è molto vicina alla mia casa in Toscana. Non la voglio vedere..." continua così in un'intervista di dieci pagine al New Yorker.

Quando abitavo a Cassina Savina (frazione di Cesano Maderno) avevo la chiesa parrocchiale alla distanza di 5 metri dalle mie finestre. Il parroco fece installare sul campanile degli altoparlanti che diffondevano a tutto volume un concerto di campane registrato. Ogni volta che entravano in funzione (specialmente al mattino) la mia ultima figlia, neonata, saltava sulla culla e si metteva a strillare, muovendo al pianto anche il fratellino di due anni. Io non avevo convinzioni religiose e non andavo a messa, ma non mi sono mai sognato di dire, né per rabbia, né per scherzo, che avrei fatto saltare in aria quella chiesa. Naturalmente avrei preferito non avere come dirimpettaio un campanile e neppure un minareto, ma riuscivo a capire anche le ragioni dei credenti. Ero molto più rispettoso delle convinzioni altrui, di quanto non lo fosse questa biliosa signora che dichiara la sua guerra santa all'Islam, perché, dice: <<Io non posso neppure indossare una croce o portare la Bibbia nel loro paese>>. A parte il fatto che un vero cristiano non ha bisogno di ostentare i propri simboli come feticci, io non ho mai visto in Tunisia, in Marocco, in Libia o in Egitto che a qualcuno dei miei compagni di viaggio fosse stato strappato il crocefisso dal collo. Certo, che nessuno ama essere guardato con disprezzo, se poi dici che gli faresti saltare in aria il suo tempio, penso che qualche problema si porrebbe. Voglio solo far presente alla nostra eroina, che per molto meno nell'America di Bush un musulmano finirebbe a Guantanamo.

Aug

Torna all'indice



 

Luglio 2006

Il crepuscolo degli dei
Pensate, se non ci fossereo certi magistrati impiccioni (alias giudici d'assalto, giudici comunisti o ragazzini), come filerebbe liscia la nostra vita*.
Prima dei "Furbetti del quartierino" sembrava così facile fare soldi: ci sentivamo tutti grandi finanzieri. Seguivamo le mitiche scalate di personaggi dei quali ci appassionavano persino le avventure amorose. Poi ce li hanno ammanettati.
Prima di Calciopoli era bello seguire le partite di campionato e scannarsi tutti i lunedì per la squadra del cuore. I giudici intercettatori vogliono ora farci credere che forse era tutto un "wrestling", dove si sa già chi deve vincere e chi deve perdere.
Prima di Principopoli potevamo seguire le fiabesche vicende di Casa Savoia sui rotocalchi e in TV, con ammirazione e invidia. Adesso vogliono infangare questa famiglia con storie di pirateria informatica, macchinette mangiasoldi truccate, sfruttamento della prostituzione e chissà cos'altro ancora. Per colpa di certi giudici iperattivi (ma per qualcuno sono invece pigri, perché ritiene che usino più il telefono delle gambe) vediamo cadere uno dopo l'altro i miti del nostro tempo. Non abbiamo più certezze.
Angosciato per questi eroi che i mass-media gonfiano e i magistrati sgonfiano, chiedo un parere al danese Soren Kierkegaard, che ne sa più di me. Questa è la sua risposta: "Quando l'intelletto sdrucciola nel mitico, succede di rado che non ne risultino altro che chiacchiere". Poveri noi che ne abbiamo bisogno, quali altri miti ci distruggeranno?. 
Aug
*Nel "mito della caverna", Platone immagina degli uomini incatenati  in una caverna, con l'apertura alle loro spalle, in modo da non poter vedere altro che le ombre proiettate dalla luce esterna sulla parete di fronte a loro. Non avendo mai visto altro, crederebbero che quelle ombre siano il mondo reale. Un prigioniero che venisse liberato e condotto fuori dalla caverna, faticherebbe a rendersi conto di trovarsi solo ora nel mondo reale. Tornato dopo un po' di tempo dai suoi compagni dentro alla caverna, non riuscirebbe a convincerli a farsi liberare dalle catene. I suoi occhi abituati alla luce del sole, non vedrebbero nel buio altrettanto bene di prima e si direbbe di lui che l'uscita gli ha rovinato la vista. Questo pregiudizio farebbe preferire ai suoi compagni la certezza del buio alla paura della luce.

Settembre 2006

La fortuna di Barabba

"Pelleas et Melisande" è un'opera teatrale di Maurice Maeterlinck che narra di Golaud, il quale una volta scoperta la tresca amorosa fra la moglie Melisande con il fratello Pelleas, li uccide entrambe. Può sembrare una storia come tante altre nelle cronache di tutti i tempi. Eppure ha ispirato Sibelius, Debussy, Shoenberg, Stravinskij, Faurè. Ognuno di questi compositori ha voluto musicarla a modo suo. Nessun'altro poeta al mondo può vantare tanto onore. Chissà quali corde dell'anima ha potuto far vibrare
questa storia, apparentemente banale, per interessare tanti compositori? E' sicuramente al di sopra della mia sensibilità. Provo la medesima difficoltà di comprensione quando ascolto le varie sinfonie dedicate all'amnistia da tutti i partiti dell'arco costituzionale (solo Di Pietro ci tiene a stare fuori dal coro). Sembra che il primo problema degli italiani sia quello di indulgere su ladri assassini e imbroglioni.C'è chi tira fuori la necessità di sfoltire le carceri e io dico: perché non costruire più carceri, così da poter creare più alloggi per i detenuti e nello stesso tempo più posti di lavoro? C'è chi è contro l'alienazione della detenzione per puro principio. A questi vorrei ricordare che è molto più alienante subire un crimine come l'uccisione
di un congiunto, il furto o la truffa e sapere che tanto, con un  "buon" avvocato, con l'indulto o con l'amnistia, ladri, assassini e imbroglioni possono tornare a riderti in faccia. C'è poi chi ce l'ha con i giudici che non gli permettono di fare ciò che vogliono e più che l'amnistia o l'indulto, vorrebbero  cancellare (e a volte ci riescono) gli stessi reati dei quali si sono resi colpevoli. Questa categoria la capisco di più, perché è coerente con la propria strafottenza....e gli va sempre bene.

Aug
 

Torna all'indice


Ottobre 2006

Lasciaremi contare
                        I
Buongiorno Italia che ti stai annoiando
Con i reality e col telecomando
Con la politica fatta in tivvù
E in famiglia che non si discute più
            Buongiorno Italia con i tuoi furbetti
            Con il telefono fatto a tronchetti
            Con il tifoso che diserta lo stadio
            E le partite se le ascolta alla radio
Buongiorno Italia Campione del Mondo
Già si sapeva che il pallone è tondo
E va persino
A tarallucci e vino
            Lasciatemi contare
            Con la bolletta in mano
            lasciatemi contare mentre pago piano piano
            Lasciatemi capire
            I giochi che voi fate
            Io pago sempre il conto
            Ma voi quando pagate?
                       II
Buongiorno Italia per chi va in pensione
Trattato come fosse un mascalzone
Per il boiardo che prega Gesù:
"Se prima muore non lo pagheremo più"
            Buongiorno Italia con Bersani e Visco
            E gli italiani che pagano il fisco
            E quelli invece che trasportano a mano
            Le valigie nelle banche a Lugano
Buongiorno Italia, buongiorno immigrato
Sei benvenuto ma sarai sfruttato
Buongiorno CIA
Lontana da casa mia
            Lasciatemi contare
            ecc........................
Aug

Torna all'indice


 

Novembre 2006

CANNA-BIS

1)      Romano Prodi quando era Commissario Europeo è stato spiato dalla Telecom. Le sue telefonate sono state messe a disposizione di quei poteri occulti che in Italia hanno sempre fatto bello e cattivo tempo. La notizia viene data dal Corriere della Sera dopo la lapidazione di Prodi in Parlamento. Era stato chiamato a dare spiegazioni sui rapporti Telecom- Presidenza del Consiglio nell’ultima furbata politico-giornalistica, che lo voleva tirare dentro agli affari dei Tronchetti. Ma chi aveva occupato tutti gli organi d’informazione per reclamare quell’audizione in Parlamento, si è poi sgolato in aula per coprire la sua voce e impedirgli di parlare.  Un Presidente della Commissione Europea, oggi Presidente del Consiglio, la cui privacy viene data in pasto ai soliti mestatori della democrazia, non fa scandalo. Nessuno, neanche fra gli alleati, si leva in sua difesa.

2)      Le Iene riescono a carpire le “prove” che un parlamentare su tre farebbe uso di droghe. Succede il finimondo. “E’ una violazione della privacy”, “un’offesa alle istituzioni”.”Si proibisca di mandare in onda la trasmissione di quel presunto scoop”. “Si faccia subito un’indagine per individuare i reati commessi dalle Iene”.

Perbacco, non c’è rispetto per nessuno. Non c’è più religione. Adesso un onorevole che volesse farsi uno spinello, si sentirebbe osservato, verrebbe condizionato dalle maldicenze.

Meno male che alla Provvidenza non ci sono limiti! Il Consiglio dei Ministri (per altre nobili ragioni) dà il via libera al decreto sull’uso della cannabis come antidolorifico. Non si prevedono difficoltà in Parlamento per l’approvazione di questo decreto in legge. Anche se dopo, tanti parlamentari accuseranno forti dolori.

Aug

Torna all'indice


Regali di Natale
Per Natale vorrei 4 renne e una slitta carica di regali da consegnare a chi dico io
Una scatola di chiodi
porterò a Romano Prodi
per fissare a sé, giulivo,
tutti i leader dell'Ulivo.
Che non scappi più nessuno.
Un per tutti e tutti in uno
            A Mastella una stadera
            affinché giustizia vera
            pesi tutto e pesi giusto
            senza sconti e senza indulto.
Che potrei portare a Visco
che fa rima con il Fisco?
Lente e cane da ispettore
per scovare l'evasore.
            A Fassino basta niente,
            solo un ricostituente
            per tenersi saldo in piedi
            al Congresso e in altre sedi.
A Rutelli porterem
Mille tessere Teodem
per entrare più agguerrito
nel futuro gran partito.
            A Parisi un bel corpetto
            da gentil marinaretto
            e affinché il nemico scappi
            un fucile sparatappi.
A D'Alema, tale e quale,
un aereo personale
come quello che a Linate
ha il Berlusca, gran magnate.
            E al Berlusca un pro-memoria
            per contar la vera storia
            di un Paese impoverito
            dove lui ci si è arricchito.
Per ognuno avrei qualcosa,
ma l'elenco è troppo lungo.
Vi dirò la più curiosa
che immediatamente aggiungo:
            Per i poveri elettori
            che non sanno che succede
            con le leggi uscite fuori
            e non sanno a chi dar fede
Dò una bussola a chi parla
della solita minestra
capiranno a consultarla
chi sarà Sinistra o Destra
 
                      
           Aug

Gennaio 2007

D'Avolio bbene assai

Da quando abito a Rozzano è la prima volta che per Natale non desidero trovarmi in altro posto. Qualsiasi emigrante, da qualsiasi posto provenga, in qualsiasi città vada a stabilirsi, porta con se alcune nostalgie insopprimibili. Una di queste è l'atmosfera natalizia. Nessuno può pretendere a Natale di ritrovare in altri luoghi le stesse consuetudini del paese di origine, ma l'atmosfera sì. L'ultima settimana dell'anno deve poter essere vissuta in clima di festa, non solo in famiglia. Quando si esce per le strade si deve percepire questo clima.Altrimenti si riaffacciano i lati negativi della nostalgia. e il Natale diventa allora occasione di tristezza invece che di allegria. Rozzano è una città di emigrati e figli di emigrati di varie regioni d'Italia e di altre nazioni. Una popolazione unita soprattutto dai servizi che Rozzano può dare meglio di altre città: la casa, la scuola, la sanità, i trasporti e (perché no) le strutture commerciali. Ma se è vero che non si vive di solo pane, questo ce lo ricordiamo a Natale, se fuori è il solito tran tran. Si pensi pure che sia uno spreco l'illuminazione a festa delle vie principali, ma chissà quanti come me avranno provato la gioia e l'orgoglio di sentirsi dire, da amici venuti da fuori:<<Come è bella Rozzano con tutte questeluci!>> Tanti, se penso ai commenti sentiti in giro, persino da persone che non sono mai andate per il sottile nel criticare l'Amministrazione Comunale. Anche una luminaria può avvicinare il cittadino ai suoi amministratori. Fra i tanti bisogni del cittadino che il comune deve soddisfare c'è anche il bisogno di calore urbano. Il calore che si prova condividendo un'atmosfera di allegria.

Aug

Torna all'indice


Febbraio 2007

Riforme & Riforme

Sono guarito da un’allergia, quando pensavo che ormai non ci fossero più speranze. Un’allergia fastidiosissima che mi stava facendo invecchiare dentro. Bastava che leggessi o sentissi pronunciare la parola “RIFORME” e provavo subito nausea, mal di testa, sensazione di disagio. Ormai ogni legge nefasta veniva bollata con l’appellativo di riforma. Prendevano a bastonate i giudici e dicevano di stare lavorando per la Riforma della Giustizia. Si preparavano a disintegrare la scuola pubblica e parlavano di Riforma della Scuola. Creavano il precariato, davano mano libera ai padroni di licenziare e la chiamavano Riforma del Lavoro. Condannavano i lavoratori a timbrare il cartellino fino alla fine dei loro giorni e la chiamavano Riforma delle Pensioni. Mettevano le mani sui soldi accumulati per una sacrosanta liquidazione a fine servizio e la chiamavano Riforma del TFR. Avanti di questo passo erano riusciti a distruggere ogni idea che mi ero fatto delle riforme, da quella Agraria a quella delle Regioni d’Italia, della Busta Paga, della riforma Sanitaria, fino alla riforma della Pubblica Amministrazione e altre riforme Bassanini. Alla parola “Riforma” avevo associato il significato di rivoluzione democratica, di giustizia sociale, poi cominciò Craxi con la cosiddetta “Riforma della Contingenza”, che svalutava le buste paga, la riforma della televisione che regalava un impero mediatico all’amico Berlusconi e cominciai ad alzare bene le orecchie quando un politico qualunque annunciava di lavorare a qualsivoglia riforma. Come il cane di Pavlov, abituato a prendere scosse elettriche ogni volta che gli facevano vedere la carne, io sentivo odore di fregatura dietro a ogni sbandierato progetto di riforma. Fino a diventarne allergico. Poi arriva Bersani con le sue liberalizzazioni. Via le gabelle dai conti bancari, via le penali-tangente sull’estinzione dei mutui, via la mazzetta di 5 euro per ogni ricarica dei telefonini. E poi, trasparenza nelle assicurazioni (e vi sembra poco!). Stop all’inganno dei Voli a tariffe stracciate ( 9-18-22 euro, che in realtà diventano 150-190 e più, tra tasse assicurative, diritti di agenzia e altre diavolerie fisse). Vera concorrenza di prezzi alle pompe di benzina. Risarcimento se tardano a consegnarti la posta ecc.

Ecco quelle che io intendevo per riforme! Ritorna il giusto significato a una parola che stava diventando un paravento per leggi a favore di speculatori, costruttori abusivi, esportatori di capitali, pregiudicati, leggi razziste, leggi ad personam ecc.

Datemi un pizzico se sto sognando. E’ dai tempi dell’Indulto che ho smesso di sognare!

Aug

Torna all'indice


Aprile 2007

Pelati senza scadenza
Pensavo che quella della crapa pelata fosse una moda passeggera. Mi dicevo:"Prima o poi i pelati si guarderanno allo specchio e decideranno di farsi ricrescere i capelli". Sì, è vero, in tempi di migragna se uno può tagliare qualche spesa, la taglia.Quella per il parrucchiere comincia a pesare nei bilanci famigliari sempre più magri e si può decidere di eliminarla. E poi, ci fosse una volta che il parrucchiere ti conci i capelli come li vorresti. Te li fa o troppo lunghi o troppo corti. Ti raccomandi di non sfoltire eccessivamente in zona chierica, perché dormendo supino, quei quattro capelli corti te li ritrovi tutti ritti al mattino, che per abbassarli con il gel fai pure tardi al lavoro e lui "zac" te li lascia all'altezza giusta da renderli impettinabili.  Inoltre potresti anche non gradire di essere torturato in pubblico, dato che i parrucchieri amano esporre le proprie cavie davanti alla porta a vetri del negozio, con il bavaglino al collo e la mantellina sulle spalle. Allora può succedere che prendi il rasoio e decidi di fare da te. Giù, una bella rapata e chi s'è visto s'è visto. Ma, passata la bizza della tosatura, c'era da aspettarsi una riconciliazione con il parrucchiere. Macché, anzi, i pelati sono in aumento. La moda che ha reso celebri Collina e Galliani non passa. I due celebri teschi, ancorché inquietanti, hanno però un loro significato, come testimonial della sfera del pallone. Ma le migliaia di crape tosate e lucidate che si vedono in giro, non le trovo altrettanto giustificabili.
Chi pensa che la pelata abbia un suo fascino non si sbaglia, ma di solito il pelato naturale non è liscio come una palla da biliardo. Anche pochi peli dietro la nuca gli donano. Quello che fa impressione nei pelati artificiali non è la mancanza di capelli, ma l'accurata rasatura e lucidatura della nuca. Certe teste, viste da dietro, con quelle pieghe a salcicciotto tra la nuca e il collo, messe in evidenza dalla meticolosa levigatura, danno l'impressione di un "guanto" extra large.
Avrei pensato che il rinfoltimento della celebre pelata di Arcore avrebbe soppiantato la moda della tosa integrale, considerato il largo seguito di fans che stravedono per il miliardario dei sogni. E mi sbagliavo. A pensarci bene, forse la colpa è proprio sua se la moda persiste, visto quanto appare ridicolo quel toupet di peluria colorato di nero cangiante al rosso, sul cranio di un settantenne. 
Aug

Maggio 2007

Naftalina
Nessuno può sottovalutare le minacce brigatiste che ricompaiono qua e là con pacchi bomba e volantini. Sono ormai più di trent'anni che in Italia, all'avicinarsi di importanti cambiamenti politici, intervengono minacce terroristiche, quasi in difesa dello status quo. Al di là dei proclami roboanti, il filo conduttore è sempre lo stesso: impedire l'unione tra le masse popolari che vivono gli stessi problemi nel mondo del lavoro e nella vita di tutti i giorni: quelle d'ispirazione cattolica e quelle di sinistra. Al di là delle intenzioni dichiarate, si vuole che restino divise, cosicché la tanto vituperata "borghesia imperialista", potrà meglio tenerle sotto scacco. Per gli antichi Romani la strategia vincente era "Divide et imperat", un motto che non appare nei volantini dei P.C.C. ma è implicito nei risultati pratici che ne conseguono. E' così che vanno le cose, dagli anni del Compromesso storico, all'attuale tempo di gestazione del Partito Democratico. Ma oggi non vedo come si possa sperare di far presa sui lavoratori e sui giovani, rimasticando l'obiettivo della "riappropriazione dei mezzi di produzione". Oggi l'Economia non è più dominata dalle fabbriche, ma dal mercato, dalle banche, dai network. Di cosa dovrebbe riappropriarsi il fantomatico proletario: di Piazza Affari?, di Medio Banca?, dei Trust finanziari?, della Televisione?, delle suonerie telefoniche?, dell'acqua minerale?
Come sa di muffa il frasario di cui si nutre l'odierno brigatista! Più che a uno pseudorivoluzionario mi fa pensare a Eta Beta, l'extraterrestre che si nutre di naftalina. Ma non è un fumetto, purtroppo! 
Aug

Giugno 2007

La costola di Adamo

Geographic Project è uno studio quinquennale, condotto dalla National Geographic Society insieme all'IBM, allo scopo di mappare il DNA di decine di migliaia di persone residenti in varie parti del mondo, per fare a ritroso il percorso dell'evoluzione e delle migrazioni umane.

Dai primi dati si ha la conferma scientifica che l'intera umanità proviene dall'Africa orientale (Etiopia, Kenia, Tanzania) e questo risultato era prevedibile. Apprendiamo invece con stupore che in ogni persona, di qualsiasi razza, sopravvivono intatti gli stessi cromosomi del DNA di una donna vissuta 150 mila anni fa e di un uomo vissuto 60 mila anni fa.

Dunque Eva sarebbe nata prima di Adamo e non lo avrebbe neanche conosciuto. Ma come si è potuta conservare la sua mela per 90 mila anni? E Adamo a chi ha prestato la sua costola? In attesa che il Vaticano metta insieme uno staff di cervelli per risolvere il problema o per mandare al rogo i responsabili del Geographic Project, proviamo a immaginare cosa succederà quando la notizia raggiungerà i più scalmanati difensori della sacralità della famiglia. Apprendere di essere nati dall'inseminazione di una mela conservata per 90 mila anni è troppo anche per Pezzotta e per Mastella. A questo punto sarebbe stato meglio sapere di Eva e Adamo come di una coppia di fatto, piuttosto che di una coppia  mai accoppiatasi per decorrenza dei tempi.

E pensate che scompiglio nel popolo leghista, quando saprà di provenire da una colonia di"negher" migrati dall'Africa all'Asia e stabilitisi in Padania! A questo punto anche Calderoli dovrebbe esibire un permesso di soggiorno.

Intanto il solito Berlusconi cercherà di negare la validità della ricerca, perché viziata da interessi di parte politica, in quanto l'IBM e la National Geographic Society sono due covi comunisti.

Da parte mia spero proprio che qualcuno riesca a smentire il Geographic Project, perché, anche se è un piacere sapermi parente dei Watussi, non accetto proprio di farmi chiamare fratello da un Borghezio.

Aug

Torna all'indice


Settembre 2007

Le pensioni della Foresta Nera 

Nel mese di agosto, ero in escursione nel cuore della Foresta Nera, fra alberi altissimi,  cascate e antiche abbazie. Intento a osservare con rispettosa curiosità le  vecchie costruzioni tipiche dello Schwartzewald, collocate nel parco naturale chiamato Freilichtmuseum, vengo scosso dal rumoroso chiacchiericcio di una piccola comitiva di italiani e non faccio a meno di udire l'oggetto del discorso: "Nel 2008" diceva una signora "faccio 57 anni, con un montante contributivo di 35 da moltiplicare per il coefficiente di trasformazione del 4,7%, posso andare in pensione con la finestra di luglio". Sento subito cadermi le braccia. "Ma come" mi dico "questi se ne vengono dall'Italia nella Foresta Nera per discutere di pensioni?. Già provo le vertigini quando odo certi tortuosi ragionamenti in televisione e dovunque, sui tram o per il centro cittadino. Adesso devo ascoltarli anche qui". Avevo appena degustato un piatto tradizionale composto di due patate lesse, butterkaese (una specie di yogurt denso) e cipolla, principale alimentazione degli antichi abitatori della selva. In un'autentica casa in legno del '600, seduto davanti al camino, un ragazzo accudiva alla preparazione di questo pasto frugale, che mi riportava alla semplicità di un tempo. Di botto il vociare di quella comitiva tutta presa a disquisire sui pro e i contro del "Sistema contributivo" rispetto al "Sistema retributivo", mi ha fatto rientrare nel 2007 italiano. Ho ripreso la mia auto per spingermi oltre, verso una cascata il cui rumore copriva il fruscio della foresta, il canto degli uccelli, ma anche l'eventuale cicaleccio fuori posto di qualche comitiva nostrana. 

La rivoluzione d'ottobre

Una legge elettorale fatta apposta per impedire al Centrosinistra, dato per vincente, di avere i numeri necessari per governare tranquillo.

Una coalizione chiamata Unione dove partiti e partitelli si beccano in continuazione come i polli di Renzo.

Ministri che vanno a ruota libera contro la Giustizia, contro i giornalisti contro ogni decenza.

Capipartito che manifestano contro il proprio governo.

Senatori che mettono all'asta il proprio voto.

Esponenti di piccole formazioni politiche pronti a cambiare campo a partita in corso.

Basta che canti un Grillo perché restino tutti in mutande. Per forza! Quella del Grillo è la voce che guida un coro sterminato di scontenti. Basta! Milioni di volte Basta! E' ora di rientrare tutti, politici e grilli, entro i limiti della Costituzione repubblicana. Una Costituzione che assegna alla politica il ruolo di far vivere la democrazia. Una democrazia che si fonda sui partiti. Partiti che guidano le opinioni e non siano pedane di lancio per arrivisti o comitati d'affari. Ma per carità, non facciamo un partito per ogni opinione! Per garantire la governabilità ci vogliono partiti grandi per numero di consensi e per qualità di personale politico. Occorre una forte novità, una rivoluzione democratica. Il 14 Ottobre nascerà il Partito Democratico. Sarà la rivoluzione democratica d'ottobre. La speranza che in Italia torni la Politica con la P maiuscola, non barricadera, non gridata, al servizio dei cittadini. Sogno una folata di vento che spazzi via tutte le cattiverie e le insulsaggini che hanno caratterizzato questi ultimi vent'anni della nostra storia.

Aug

Torna all'indice


I veri criminali

 

La Confesercenti  fa sapere che la Mafia è l'azienda italiana con il maggior fatturato. Si parla di 90 miliardi, mentre il Governo sta discutendo una Finanziaria da 20 miliardi. A Milano vengono arrestati due mediatori finanziari, che avevano il vizio di giocare in Borsa per riciclare il denaro sporco della mafia italo-canadese.

Nel Belpaese eravamo tutti impegnati, noi gente comune, vari sindaci, politici e giornalisti, a combattere i lavavetri, gli zingari, i guidatori ubriachi e gli extraitaliani in genere. Adesso certe notizie sembrano voler depistare la nostra attenzione da quella che è la vera criminalità: mendicanti che t'importunano a ogni passo (i più minacciosi brandiscono la spazzola lavavetri), suonatori di fisarmonica e violino che disturbano i nostri viaggi in Metropolitana, roulottes di rumeni che parcheggiano proprio dove volevamo buttare il frigorifero rotto, automobilisti sbronzi che ti tagliano la strada e magari ti sfottono pure. E' questo il vero male della nostra società. La mafia non è altro che roba da fiction televisiva. Prima o poi i colletti bianchi arrestati si sentiranno dire: <<Scherzi a parte!!>>... e tutti a casa. Se non ci fossero i presupposti dello scherzo, si provvederà con un indulto bis. Ma non è questo il nocciolo della questione.  Mafia, nell'immaginario collettivo vuol dire soldi facili a palate, paradisi fiscali, amicizie altolocate, abiti firmati, auto lussuose, plebaglia che ti rispetta e politici che ti temono. Chi non vorrebbe vivere un giorno da mafioso? In una società cannibale fondata sui forti che sbranano i deboli, sull'insulto politico, sui telequiz milionari, sulle isole dei famosi, il vincente è un modello da imitare. Che te ne fai dei poveri? Sono un brutto esempio per i nostri bambini. Fateli sparire... e lasciate lavorare in pace l'industria della Mafia, che meno se ne parla e meglio si governa!  

Aug

 

Torna all'indice

L'ottimismo non è ancora morto.

Quando noi ragazzini degli anni '50 giocavamo ai cow boys e agli indiani, io stavo sempre con gli indiani. Una volta catturammo lo sceriffo. Lo legammo a un palo, accendemmo un fuoco ai suoi piedi e ci mettemmo a danzare ululando come avevamo visto fare nei film western. Se non fosse intervenuto un pescatore, giunto lì per caso, a spegnere il fuoco e a liberare il malcapitato, chissà come sarebbe andata a finire. Eppure non eravamo cattivi ragazzi. Imitavamo "soltanto" i nostri eroi western. Il cinema ci rendeva normale ciò che nella realtà sarebbe stato un crimine. E non avevamo la televisione che hanno i giovani del terzo millennio. Pensate cosa può innestarsi nel cervello di un moderno ragazzino, quotidianamente bersagliato da messaggi di sangue che grondano dai sempre più diffusi film horror, dall'approfondimento di notizie di stupro, strage, infanticidio, parricidio, e così via sgozzando. Finisce che fra i nuovi eroi ci siano le amiche che straziano a morte una suora, la mamma che massacra il figlioletto, il ragazzo che fa a pezzi i genitori, quello che investe e uccide quattro innocenti, quello che fracassa il cranio al poliziotto alla stadio. Assassini che vengono subissati di lettere e sms da ammiratori in delirio. E sui muri la scritta "10 - 100 - 1000 Raciti". Tutti dementi? Tutti pericolosi candidati al crimine? No, tutte vittime della cultura dell'audience, del cattivo giornalismo e di una pessima televisione. Per non parlare delle schifezze via internet e dei videogiochi sanguinolenti. C'è da chiedersi se non stiamo andando verso un imbarbarimento senza ritorno. Io tuttavia non lo credo. Intanto questo 2008 che si sta avviando verso l'abolizione della pena di morte, accende una luce di speranza nell'Umanità migliore, quella che crede nella bellezza della vita. Quella meno coccolata dai mass media. Nel mondo questa umanità è maggioranza e sta nelle fabbriche, nel volontariato, nell'associazionismo, nei meandri della cultura, nelle istituzioni, nelle famiglie. Il migliore auspicio che si possa fare, nell'ottavo anno del terzo millennio, è che questa maggioranza trovi la forza e il modo di reclamare il diritto di contare nel mondo come maggioranza.
Aug

Torna all'indice


Marzo 2008

Questo articolo purtroppo è stato censurato dal giornale del quale sono anche uno dei fondatori

La monnezza
(sulle rime della Canzone di Bacco, di Lorenzo de' Medici)

La monnezza


Quant'è bella la monnezza
che si butta tuttavia
per i campi e per la via
e d'igien non v'è certezza.


Dove è Rosa e dove è Antonio
belli e l'un de l'altro ardenti
brucia tutto il territorio
devastato da' potenti
da Camorra ed altre genti
Stanno saldi tuttavia
alla loro scrivania
sopra un monte di monnezza


Intoccabili, sorretti
da elettori innamorati
or si vedono costretti
a cercarsi gli avvocati
Come capri incriminati
si difendon tuttavia
persuasi che non sia
tutta loro la monnezza.


Invocando San Gennaro
si aspettavano una grazia
Venne invece De Gennaro
e Totò cadde in disgrazia
Mentre la Impregilio è sazia
per gli affari che combina
siede Antonio sulla mina
posta dentro alla monnezza.


Certo, che nessuno crede
nella colpa di uno solo
anche se è colui che siede
nello scranno a più alto ruolo
ma fa comodo dar fede
a chi vuole che ci sia
confusione tuttavia.
Sento odore di monnezza!
Aug


Torna all'indice

Le rime originali  a confronto:

Quant'è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Quest'è Bacco ed Arïanna,
belli, e l'un de l'altro ardenti:
perché 'l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.


Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c'è certezza.

Queste ninfe hanno anco caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonon salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Questa soma, che vien drieto
sopra l'asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d'anni pieno;
se non può star ritto,
almeno ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

 


 

Maggio 2008 

 I segreti di Pulcinella

Nel paese dove risulta che un operaio guadagna di più del suo datore di
lavoro, ha creato scandalo la pubblicazione dei redditi di tutti gli
italiani. Un potente meccanismo di difesa-offesa si è subito attivato per
nascondere gli elenchi sotto il tappeto e per punire l'Ufficio delle Entrate
che ha permesso la divulgazione delle cifre comunicategli dai contribuenti.
Non vorrei essere nei panni dell'ex viceministro Visco, inseguito dalle
denunce del Codacon, dalla fatva del Garante per la privacy, dai propositi
vendicativi  dei contribuenti permalosi e da una canea di evasori pronti a
sbranarlo. Quando si prende troppo sul serio il proprio lavoro in un
pubblico ufficio, si rischia di finire in mezzo ai guai. Lo sanno, per altri
versi, De Magistris e la Forleo, che se si fossero contentati di tirare a
campare, invece di obbedire al senso del dovere, oggi avrebbero una vita più
tranquilla. Io però, ottusamente ingenuo, non riesco a capire perché vada
così il mondo. Si presume, per esempio, che i redditi siano stati
sinceramente comunicati dai contribuenti all'Agenzia dell'Entrate, che non è
un confessionale, ma un pubblico ufficio. Perché scaldarsi tanto, allora, se
il Pubblico viene a sapere quello che è stato dichiarato in pubblico?  Per
quanto mi riguarda, vorrei far sapere al mondo intero di avere un reddito
che supera il miliardo di euro all'anno. Purtroppo la mia pensione non mi
permette di andare oltre i 16.600 lordi all'anno e provo vergogna a farlo
sapere. Ma non per questo sono arrabbiato con Visco.
Aug


Torna all'indice


Giugno 2008

Sicurezza, sicurezza, primavera di bellezza...

Mi trovavo a Marta, sul lago di Bolsena, quando ho appreso delle ronde dell'ordine organizzate a Rozzano. Benché Rozzano non abbia niente delle bellezze del mio paese natio, lo l'ho sempre vantata come una cittadina modello. Una città che ha saputo offrire case, strutture e servizi a decine di migliaia di immigrati provenienti da tutta Italia, senza diventare una città dormitorio, anzi! Si può citare come esempio di vivibilità. Certo noi rozzanesi non siamo tutti stinchi di santo, ma sarebbe da ingenui pretenderlo. Scontiamo il male fisiologico delle società etereogenee come la nostra.  Ma che si ricorra ai cittadini volontari dell'ordine per risolvere il problema sicurezza. Che l'iniziativa venga presa dopo la campagna politico-giornalistica orchestrata per seminare la paura dello straniero in un'Italia che dovrebbe stare più attenta agli italiani, non sembra pura coincidenza. Da come si è svolto il "monitoraggio del territorio" di Rozzano nel mese di maggio, ad essere "ripuliti" sono soprattutto nomadi, occupanti e senzatetto. La fobia epidermica dello straccione e del Rom ha ottenuto le risposte emotive desiderate. A me invece è venuta la pelle d'oca pensando a dove possono portare certe scorciatoie populiste. Sempre a Marta, negli anni '50 si era stabilita una tribù di zingari, accolta come il Vangelo dice di accogliere gli ultimi della terra. Si convertirono al cattolicesimo e diventammo "compari" di battesimo, perché mia sorella Veris fece da madrina alla quindicenne Katerina Hudorovich. Negli anni '60, mentre ero imbarcato sulle navi mercantili, mi raggiunse la notizia dello sterminio della famiglia Hudorovich. Il campo nomadi di Viterbo, dove erano stati fatti traslocare,  fu dato alle fiamme e cinque membri della famiglia, Katerina compresa, finirono arsi vivi. Si parlò di ronde neofasciste attizzate dall'avversione borghese per gli zingari accattoni. Ma il colore politico alla fine è secondario.

Quando si entra in certe spirali emotive non si sa dove si va a finire. Intanto la grande criminalità se la ride, sapendo che nessuna ronda cittadina oserebbe prendersela con i personaggi veramente pericolosi. Alla malavita conviene un'opinione pubblica distratta dalla caccia alla criminalità stracciona.

 

Aug

 

Torna all'indice


Luglio 2008

....si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffè

Se dobbiamo dar retta alle stime mondiali sulle riserve petrolifere, fermi restando i consumi  e le tecniche estrattive attuali, potremo andare a benzina-gasolio per poco più di 30 anni ancora. Ma, attenzione, le stime si fondano su una produzione di 25 miliardi di barili all'anno e sulle scorte dichiarate dai Paesi produttori di petrolio. Due dati poco affidabili, perché non tengono conto dell'accelerazione consumistica in paesi come la Cina, l'India e in altre economie emergenti.  Inoltre, i Paesi produttori di Petrolio e  le compagnie petrolifere, hanno interesse a sovrastimare le proprie riserve, per mantenere alto il proprio prestigio e per attrarre capitali.  Quindi, le pompe potrebbero rimanere a secco molto, ma molto prima. E' previsto comunque nel 2010 il picco delle quantità estraibili. Dopodichè dovrebbe iniziare la discesa delle estrazioni e aumentare il prezzo per barile di petrolio. I meno distratti possono però accorgersi che il rincaro senza freni è già iniziato. Nessuno si illuda di fare il pieno domani pagando meno di oggi. Benzina, gasolio, bollette della luce e del gas, saranno sempre più cari. Ci raccontano che l'attuale rialzo dei prezzi dei prodotti petroliferi dipende dall'euro troppo forte (perché il petrolio si paga in dollari e ci vogliono più dollari all'acquisto). Come se calando l'euro dovesse calare il costo della benzina. Il mercato è spietato: se l'offerta di petrolio è in calo irreversibile, ne diventa automaticamente irreversibile  l'ascesa del prezzo. Questa forbice si è già aperta e niente ci autorizza a sperare di poterla richiudere. Potremo (dovremo) invece cambiare le nostre abitudini, i nostri consumi e attrezzarci per costruire un diverso modello di civiltà. Ma chi glie lo dice agli amanti del fuoristrada, della barca a motore  da 250 cavalli e a chi non può fare a meno dell'aria condizionata in casa? Sono un profeta di sventure? Al contrario.  Essendo d'indole ottimista,  vi dico subito che forse nel prossimo futuro si realizzeranno i miei sogni da bambino. I miei eroi erano S. Francesco e Tarzan della jungla. Verrà il tempo in cui potrò spogliarmi di ogni comodità, per andare a vivere a più stretto contatto con la natura. Oddio, non saprei rinunciare all'amatriciana o all'abbacchio al forno e, con quel po' di sovrappeso che mi ritrovo,  farei fatica ad arrampicarmi sugli alberi. Resto tuttavia ottimista, come la cicala che non teme i rigori dell'inverno...finché non finisce l'estate.

Aug

 

Torna all'indice
 


Settembre 2008

Impronte di governo

Un lettore della mia rubrica all'amatriciana mi ha spedito questa poesia di Bertold Brecht:
 "Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
 e fui contento, perché rubacchiavano.
 Poi vennero a prendere gli ebrei
 e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
 Poi vennero a prendere gli omosessuali
 e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
 Poi vennero a prendere i comunisti
 e io non dissi niente, perché non ero comunista.
 Un giorno vennero a prendere me
 e non c'era rimasto nessuno a protestare".
L'ho letta mentre le agenzie di stampa diffondevano l'eroica decisione del Ministro Maroni di schedare tutti i bambini rom. E se a qualcuno non fosse apparsa ben chiara la necessità di tale provvedimento, tutti i telegiornali si sono  messi a battere la grancassa sull'arresto a Verona di quella famiglia rom che addestrava i bambini a rubare. Notizia da prima pagina che gli Italiani alle prese con il caro petroli-carovita-caromutui, con l'incertezza di un lavoro, di una pensione, di un'assistenza sanitaria uguale per tutti, con le minacce del pizzo, della droga, dell'usura, con l'insicurezza nelle strade, negli stadi, nelle discoteche e persino nelle cliniche a pagamento, non hanno potuto fare a meno di indignarsi: "Adesso basta! Pazienza la Mafia, la Camorra, la Ndrangheta e la Sacra Corona Unita, ma questi rom ora rappresentano una vera minaccia  per il paese". In effetti dalle grandi associazioni criminali nostrane puoi aspettarti ogni male, ma sono sodalizi in grado di farti anche dei favori. Come pure la Massoneria e la Criminalità politica. Gli zingari invece hanno soltanto mani per prendere e niente per dare. Non avrebbero neppure la benché minima possibilità di andare al governo per darti qualche legge salvaguai. Oggi iniziamo da loro a far pulizia.....domani è un altro giorno, si vedrà.
Aug


Torna all'indice


Ottobre 2008

Il tempo dei corvi

Ci avete fatto caso che in città stanno aumentando i corvi? Sono sempre di più e sempre più grossi. Si posano come avvoltoi sui rami degli alberi e sulle ringhiere di recinzione delle case, scrutando il territorio circostante con aria da padroni. Sono gli unici rapaci a non temere la vicinanza dell'uomo. Anzi, con il loro sguardo arcigno, sembrano sfidare chi li osserva, come per dire "Cosa avete da guardare?

A me, questi volatili con la livrea da becchini, danno un senso di inquietudine. Ho l'impressione che si preparino a spartirsi le spoglie di ciò che resterà di noi, dopo gli sconvolgimenti ecologici che stanno già mutando il clima terrestre. Dopo l'esaurimento del petrolio, la fine del Capitalismo, il fallimento mondiale del sistema bancario, il fallimento di Alitalia e dopo il fallimento dei miei tentativi di far capire in famiglia come si fa la raccolta differenziata della monnezza.  Tutte disgrazie che sono ancora niente in confronto al prossimo insediamento alla presidenza della Repubblica di Silvio I°, il cui smisurato appetito lo spingerà a divorare ogni cosa gli fluttui attorno. Come un insaziabile buco nero. Quello temuto al CERN di  Ginevra, se si produrrà, sarà al confronto una inezia. Ecco, ad essere ottimisti, quale sarà il nostro prossimo futuro. I corvi lo sanno e sono lì che aspettano.

Aug

 

Torna all'indice


Novembre 2008

 

 

Con il Governo i soldi ...volano!

Il 29 ottobre 2008 la Scuola pubblica diventa più povera (di soldi e di contenuti) grazie a un decreto improvvisato dal governo e approvato senza discussioni democratiche da un Parlamento a maggioranza blindata di destra. Questa operazione di puro taglio finanziario la chiamano Riforma della Scuola, come chiameranno Riforma dell'Università la prossima zappata in testa alla Ricerca. Servono soldi, disperatamente e a qualsiasi costo. Berlusconi aveva promesso il "salvataggio" di Alitalia dagli stranieri. Ora i costi che avrebbe potuto accollarsi la "straniera" Air France, cadono sulle spalle degli italiani con un primo prelievo di 300.000 euro  dalle nostre tasche, seguono poi gli aiuti statali alle banche compratrici, costrette oggi a navigare a vista fra i marosi della crisi bancaria  mondiale.

Il ministro della Difesa La Russa aveva promesso a Bush quattro caccia Tornado da mandare in Afghanistan, mentre il ministro degli Esteri Frattini riusciva a infilare l'Italia nella missione di vigilanza dell'Unione Europea in Georgia. Per queste ultime spese i tre patrioti di governo ottengono gli interventi "creativi" del ministro dell'Economia Tremonti e riescono a strappare soldi (si parla di 2.457.000 euro) alla Pubblica Istruzione e alla Ricerca Universitaria (altri 985.000 euro).

Ma chi ci governa? Un personale incapace? No.  Un club dell'aeroplanino che non bada alle spese (altrui) per i suoi giocattoli.

Aug

 

Torna all'indice


Dicembre 2008

 

 

 

Condominio (im)popolare

"DIVIETO DI GIOCO AI BAMBINI", "VIETATO INTRODURRE CANI NEGLI SPAZI VERDI CONDOMINIALI). Due cartelli sovrapposti a difesa e offesa del verde di viale Lazio. A difesa, perché l'intenzione sarebbe quella della sua salvaguardia. A offesa, perché ne deturpano l'immagine. Forse neanche i condomini che li hanno approvati in assemblea li avrebbero voluti così. Ma non sempre le buone intenzioni finiscono in buone mani. Un brutto cartello a volte nuoce all'ambiente più di un ragazzino che calpesta l'erba. Lo spazio verde più grande e più bello di viale Lazio, circondato da tre palazzi e una ringhiera, sembra il posto ideale per lasciar giocare i bambini all'aria aperta sotto casa. Comprensibile allora il divieto per i cani, ma il messaggio è un categorico "Pussa via" a cani e bimbi, senza distinzione. Io avrei immaginato addirittura delle panchine in mezzo al parco, dove gli inquilini avrebbero potuto sedere godendo il verde e socializzando con altri che abitano porta a porta da trent'anni, senza conoscersi. Magari  a dicembre uno degli abeti potrebbe  essere addobbato come albero di Natale, per la gioia dei bambini e degli uomini di buona volontà. Ma forse sono idee troppo giovani per un'Assemblea di condominio. 

Intanto devo convincere Chicca, la mia vecchia cagnetta, a rinunciare al verde sotto casa, sempre che io riesca a trovare argomenti abbastanza logici da portarle come motivazione.

Aug

Torna all'indice


Febbraio 2009

Rozzano e il Sud

Scoppi di bombe d'artificio, mortaretti e razzi scuotono la calma mattina del 26 gennaio in viale Lazio. Mentre il corteo si avvia dietro al carro funebre, tutti sanno che quei fuochi li ha voluti lui e lo possono immaginare con un sorriso ironico e sereno mentre dal carro assiste beato all'ultima sua festa. C'è' un pezzo di Napoli, in questa cerimonia. Un pezzo di Rozzano che non si può ignorare, anche perché è il più vivo e rumoroso. E' vivo, si, anche quando muore.

A ognuno la propria cerimonia funebre. Non avevo ancora vent'anni quando dalla radio, il Gazzettino romano trasmetteva i funerali di Romolo Balzani, il più famoso cantautore romanesco. Un concerto di chitarre e mandolini suonava "L'eco der core", una delle sue serenate che volle come ultimo desiderio. Questo, pensai, è il miglior funerale che gli si potesse fare. La stessa cosa ho pensato il 26 gennaio, al funerale di Giuliano, il cittadino rozzanese più accanito amante dei botti e della festa in piazza. 

"Quanto abbiamo pianto, come ci siamo divertiti", diceva Mario Merola alla fine di una sua sceneggiata. Ecco, secondo me, come si può commentare questa calma mattina di gennaio.

Aug

Torna all'indice


Marzo 2009

P.C.R.*

Da un po' di tempo vivo Rozzano in superficie (da normale cittadino) e non sono a conoscenza di cosa stia succedendo in sotterranea. E' per questo che non capisco, anzi, non ho la voglia (l'ho persa stradafacendo) di addentrarmi nei particolari dietro le quinte. Vedo quindi la mia città come la vedono i normali cittadini. Una città in crescita e sempre più bella, che deve ringraziare il destino di avere avuto amministratori capaci e lungimiranti. Dal sindaco Foglia a Sala, alla Malinverno, hanno tutti contribuito a fare diventare città viva quella che poteva degenerare in dormitorio popolare. L'attuale amministrazione D'Avolio non si è fermata a notificarne la crescita, ma ha fatto fare a Rozzano altri balzi in avanti, umanizzandola persino. Ormai non mi capita più di paragonare Rozzano alle analoghe realtà tedesche, dove mi reco da oltre quarant'anni. Se prima le vedevo con gli occhi di chi ha tutto da imparare, ora ho l'impressione che mentre noi stiamo andando oltre, da quelle parti la crescita si sia fermata. Succede così quando si osservano dei ciclisti da un treno in corsa. Non è che stiano fermi loro, siamo noi a viaggiare più veloci. Ma c'è chi invece vede Rozzano in retromarcia. Proprio chi dovrebbe andare orgoglioso di avere contribuito a porre le basi del progresso sociale e urbano che ora stiamo vivendo, si fa invece prendere da nostalgie retrò. E lo manifesta pubblicamente sparando colpi bassi e attacchi alla persona dell'ultimo dei sindaci della (ex) felice serie. Siamo forse in presenza della sindrome del conte Ugolino? Ugolino della Gherardesca, secondo Dante, perso il potere assoluto sulla città di Pisa e imprigionato, giunse a sbranare i figli, "poiché più che il dolor poté il digiuno" (Divina Commedia, canto XXXIII). Ma che sta succedendo in questa famiglia? E' proprio tanto il digiuno materno, da giustificare forme di cannibalismo? Non voglio crederci! Non mi fido di chi all'improvviso si mette a lavare i panni in piazza. Sta nascendo un partito cannibale? Non avrà lunga vita. Come non l'ebbe il Conta Ugolino.

Aug

 

*Partito Cannibale Rozzanese

Torna all'indice


Aprile 2009

Dove non si amministra

Ci sono comuni d'Italia amministrati bene, altri male e altri ancora che non vengono proprio amministrati.

Per non fare una carrellata delle varie regioni, mi soffermo per ora solo su tre città della Sicilia orientale, visitate poco prima delle elezioni amministrative 2008. Noto, Catania e Augusta. Noto (SR) mi ha dato l'impressione di essere una città bene amministrata. Elegante e maestosa come una vecchia signora. Linda e pulita, persino nei gabinetti pubblici (custoditi ma gratuiti). Una città che sa accogliere i turisti e sa valorizzare le sue risorse, esempio raro di una Sicilia martoriata dalle cosche politiche e mafiose. Per undici anni ha dovuto leccarsi le ferite del terremoto 1996, ma è tornata dignitosamente al suo splendore. Altro aspetto ha Catania, una volta  detta la "Milano del Sud", ridotta ora come una signora  che ha perso tutto al Casinò. Nuove inutili strade si intrecciano con costose sopraelevate nei suoi dintorni, come i tentacoli aggrovigliati di una piovra. Da quando la conosco Catania è diventata più povera e mal ridotta. A nulla serviranno i 140 milioni di euro elargiti dal governo amico. Anzi, sembrano già volatilizzati. Intanto c'è chi ruba persino i tombini della centrale via Etnea. Ecco una città male amministrata. Augusta invece sembra non aver avuto mai qualcuno che si occupasse di amministrarla. Da quando ci sbarcai per la prima volta, nel 1964, l'ho vista degradare a poco a poco senza che nessuno se ne prendesse cura. Non mi meraviglierei se fra la sporcizia e i vetri che si accumulano lungo la sua costa frastagliata, si trovassero ancora le bottiglie di whisky scolate e gettate via 45 anni fa.

Perché ho fatto questi brevi esempi? Ognuno di noi potrebbe farne altrettanti. Per far notare che nelle città governate male è impossibile che i cittadini ci si trovino bene. Se a Rozzano oggi si vive bene, sarà difficile convincere i rozzanesi che "si stava meglio prima".

Aug

Torna all'indice


Maggio 2009

Briciole polemiche

Stavo ascoltando una signora mentre rimproverava a mia moglie di tenere per troppo tempo i panni stesi alla finestra. Il tono sincero faceva apparire nobile quel rimprovero. "Perbacco" pensai "La signora ci sta dando una lezione di convivenza condominiale". Ma  dovetti ricredermi non appena si lamentò  che per colpa dei panni stesi alla nostra finestra,   la signora doveva rinunciare a scrollare la tovaglia con le briciole del pranzo fuori dalla sua finestra, in linea retta qualche piano al di sopra della nostra. Insomma, non era le trasgressione dei regolamenti condominiali a fare incavolare la donna, ma il fastidio di non poter fare, lei, ciò che avrebbe voluto. Non so se ai passanti sia più gradita qualche goccia d'acqua in testa, piuttosto di una pioggerellina di briciole di pane, ossicini e stuzzicadenti. Fossi in loro voterei per i panni stesi.

Aug

Torna all'indice


Luglio 2009

Mamma Rozzano

Noi che abbiamo vissuto la Rozzano proletaria, con tante case popolari, con tante famiglie giovani, abbiamo avuto asili nido, scuole, assistenza e tutti i servizi che un Comune con poche entrate e tanto amore sociale ha saputo erogare ai suoi abitanti. 

Noi che abbiamo vissuto la Rozzano culturale, abbiamo visto una crescita di strutture e iniziative da fare invidia ad altri Comuni con storie civiche più consolidate nel tempo. Abbiamo persino concederci il lusso di una Fondazione Rudh, in gara di iniziative con l'Assessorato alla Cultura.

Noi che viviamo la Rozzano promossa città, stiamo scoprendo qualcosa di nuovo. Qualche anno fa non ci avremmo creduto. Cemento e verde sembrano convivere e arricchirsi a vicenda. La Natura non patisce per le nuove costruzioni, che seguono progetti rispettosi dell'ambiente e del sociale. Si può uscire per le strade per respirare una città più bella e più viva. Sempre più gente, infatti, popola le vie e gli spazi cittadini.

Noi che abbiamo visto crescere Rozzano, possiamo capire la sempiterna opposizione di destra, condannata a vedersi sfuggire di mano questo territorio ambito. Non riusciamo a capire, invece, alcuni protagonisti di questa crescita, ora accaniti per frenarla. Aveva dunque ragione la Tiziana a dirci che "Rozzano merita di più". Infatti la gente ha scelto il Massimo.

Aug

Torna all'indice


Gorgoglio e pregiudizio

Quando a scuola studiavo della rivalità fra Sparta e Atene, raffiguravo le due città a quelle di Roma e Napoli. Fin da bambino ascoltavo gli aneddoti, che dipingevano l’astuzia dei Napoletani sopraffatta dall'intelligenza dei Romani. Immagino che a Napoli se ne raccontassero altrettanti, con opposti finali. Doveva essere un retaggio derivante dalle lotte di confine fra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli. Le partite di calcio Roma-Napoli erano vissute come un derby. I Napoletani avevano come mascotte un asinello, che facevano correre attorno al campo prima della partita (e dopo, se vincevano). Noi li chiamavamo "Burini" e da grande mi convinsi che quel termine derivasse proprio dal loro asinello portafortuna. Asino, in  lingua spagnola si dice infatti "burro" e gli spagnoli avevano dominato Napoli per un tempo storico. Che io ricordi, comunque, le contese fra Romani e Napoletani non assumevano mai la cattiveria del razzismo. Nella vita poi ho imparato quanto siano stupidi certi pregiudizi che ci trasciniamo dall'infanzia. Ho avuto napoletani fra i miei migliori amici. Girando il mondo come marinaio ho conosciuto gente di tutte le risme e ho imparato che non esistono popoli buoni e popoli cattivi, esistono persone brave e persone malvagie, ladri e generosi. Ogni classifica mi è diventata meschina. Proprio in Marina fui derubato da un marinaio di Bologna, ma non lo ho mai associato a tutti i bolognesi. Ho avuto delle "fregature" anche a Milano (quella che più mi scotta è il furto della mia chitarra brasiliana), ma non mi sognerei mai di classificare ladri i Milanesi. Sono cresciuto e vedo gli uomini con gli occhi da adulto. Se c'è chi si diverte a brindare con slogan beceri e razzisti, vuol dire che non è ancora cresciuto. Se c'è invece chi sull'intolleranza ci crea un Partito, vuol dire che questi è cresciuto anche troppo. Ha capito che sugli istinti peggiori covati nell'ignoranza ci si può anche guadagnare. E sembra che gli vada anche bene, alla faccia di "Roma ladrona"!

Aug

Torna all'indice


Ottobre 2009

Una vita di rinunce.

Su Internet ho fatto una brutta scoperta. Essendo un amante della buona cucina, annaffiata con adeguate bevande (rosso per l'arrosto, bianco per il pesce ecc.), ho cercato di capire quanto potrei bere prima di mettermi alla guida dell'auto. La legge 94 entrata in vigore sotto il sole di agosto,  prevede la sospensione o il ritiro della patente e della macchina, se a un controllo della Stradale ti trovano un tasso alcolico superiore a 0.5. In base alla mia altezza, al peso e all'età, il computer mi ha detto che dovrei bere meno di un bicchiere di vino, o, in alternativa, non più di una birretta da 33 cl.. Come dire:"Aug, lascia pure la tua auto in garage". Obtorto collo, ho cercato di abituarmi a bere acqua durante i pasti. Con sorpresa mi stavo accorgendo che nella mia vita di campeggio, dopo le mie scorrerie in barca e al ritorno dalla defatigante pesca al luccio, riuscivo a dissetarmi con l'acqua di rubinetto. A pranzo e a cena potevo fare a meno di bevande alcooliche.  Sennonché una mattina mi sveglio con il mal di mare: nausea, apatia e capogiri. Mia moglie dà la colpa alle mie uscite in barca alle sei di mattina, alla mia età e alla cervicale. Ma un sospetto si fa strada in me: "E se avessi esagerato con l'acqua?" Riprendo ad accompagnare i pasti con il vino e a dissetarmi con la birra. Sparisce la nausea, niente più capogiri e tornano i miei entusiasmi. Ma adesso come la mettiamo con l'etilometro? Vedo facce da sniffo alla guida di SUV e facce da evasori su Mercedes o BMW, però non mi risulta che la Polizia sia dotata di "sniffometri" o di "evasometri". Io con la mia Dacia Logan rischio molto di più. Adesso che vado a Roma per il matrimonio di una nipote, un pensiero mi rovina la festa: "Lì se magna e se beve senza ritegno". Prevedo di violare la legge 94 e non ho avvocati miliardari o immunità parlamentare per farla franca.

Aug

Torna all'indice


Novembre 2009

sPorco denaro

Sono mesi che lo spauracchio della febbre suina aleggia per il mondo intero. E le farmacie hanno esaurito i disinfettanti liquidi di maggior fortuna pubblicitaria.

Vengono raccomandate misure cautelari (guanti e mascherine al personale sanitario, ai vecchi e ai bambini le vaccinazioni, a tutti di lavarsi spesso le mani, evitare luoghi affollati ecc.). Eppure ci sarebbe un veicolo di contagio, il più diffuso, ignorato da chi si preoccupa della nostra salute. Ognuno di noi maneggia quotidianamente moneta di carta o metallica. Alla Posta, in Banca, al Supermarket, in Farmacia, dal Panettiere, al Bar, al Ristorante, dappertutto i soldi passano di mano in mano. Se una delle mani appartiene a un portatore (anche sano) dell'influenza A, non potrebbe diffondere la malattia? Al Ministero della (etcì!) Salute, a quello dell'Economia, a Palazzo Madama, a Montecitorio e tantomeno ai Palazzi Grazioli-Chigi, non lo pensano proprio.  Fedeli al motto "Pecunia non Olet" ("Il denaro non puzza") non sospetterebbero mai del proprio dio come ricettacolo di germi. Anzi, nel bel mezzo della pandemia mondiale, hanno deciso di far rientrare tutti i capitali sporchi nascosti nei paradisi fiscali, per riciclarli puliti nelle asettiche casseforti italiche. Dovremmo ringraziare i protagonisti di questo Inport-Export  come benefattori. Ma sono talmente modesti, che hanno inserito nello Scudo Fiscale un emendamento per garantire l'anonimato ai benemeriti evasori. Loro sono fatti così. Adorano il dio denaro in rispettoso silenzio. E se per caso avremo un'epidemia di febbre suina, non facciamoci riconoscere con le solite imprecazioni qualunquiste del tipo "Si muore, governo porco".

Aug

 


Gennaio 2010

Requisitoria

 

Quando Massimo D’Alema e mio cugino prendevano il mare per le loro scorribande in vela, i figli (3 di mio cugino e 2 di Massimo) venivano lasciati a casa dalla zia Maria, che faceva loro da babysitter. Una di quelle volte che passai a salutarla, discorrendo del più e del meno davanti a una tazzina di caffé, dissi che ritenevo D’Alema "il politico più intelligente d’Italia". Zia Maria mi rispose con una smorfia scettica: - Diche, Agù ? - (Dal dialetto laziale si può tradurre "Ma dici davvero, Augusto?").

Poi avvennero fatti storici, come la caduta del Governo Prodi, l’ascesa di Massimo D’Alema alla guida del governo che partorì l’ingloriosa Bicamerale e terminò dopo il calo del PDS alle Regionali (D’Alema aveva scommesso la sua Presidenza del Consiglio, in caso di sconfitta. Non era necessario, perché non si trattava di elezioni politiche, ma si dimise). Nel frattempo chiudeva l’Unità, organo del partito del Capo del Governo in carica, che non volle macchiarsi del conflitto d’interessi per salvarlo. Rimontò Berlusconi, che ampliò i propri interessi, non scalfiti dal governo precedente. Da una costola di D'Alema nacque "Il Riformista", giornale con più citazioni nelle rassegne stampa, che  copie vendute. Passò la meteora di Prodi e tornò Berlusconi più aggressivo che mai. Il partito di D’Alema cambia nome e tre segretari e fa in tempo a spaccarsi ancora fra dalemiani e non. Preso a "Pesc" in faccia dai socialisti europei, lui torna a sbigottire il popolo di sinistra suggerendo scappatoie legislative (non richieste) al Capo del Governo. sempre alle prese con i Tribunali. Infaticabile, fa il giro delle regioni italiane per suggerire al PD i candidati più quotati alla sconfitta. Infine si candida a ricoprire la poltrona del Copasir (l'organo parlamentare che controlla i Servizi Segreti) lasciata libera da Rutelli. Aiuto! Cos'altro succederà?
Mi ritorna in mente l’espressione scettica della zia Maria buonanima sul politico più intelligente d’Italia: "Diche, Agù?"

Aug


Febbraio 2010

"Commissario, lei non sbaglia mai" 

Dopo aver visitato Haiti il capo della Protezione Civile Italiana, Guido Bertolaso, scrolla severamente la testa "la situazione è patetica"dichiara  davanti alle telecamere Rai troppo spesso si pensa a fare bella figura davanti alle telecamere piuttosto che a portare soccorso“. Abituato ai terremoti nostrani, dove i politici si guardano bene dall'apparire, per non intralciare i soccorsi (discrezionalità notoriamente usata da Berlusconi in Abruzzo), non riesce a dominare la sacrosanta indignazione. E sbotta: "Si assiste a una fiera della vanità ma manca una capacità anche di coordinamento e di leadership". Per modestia non lo dice, ma quel coordinamento dovrebbero assegnarlo a lui, uomo del fare dalle brillanti capacità sottoutilizzate, con tutto il tempo a disposizione che gli rimane, dopo l'incarico di  Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Emergenza dei rifiuti e Commissario Straordinario  per queste poche emergenze:

- Terremoto dell'Aquiula

- Vulcani nelle Eolie

- Aree marittime di Lampedusa

- Bonifica del relitto della motocisterna Haven

- Rischio bionucleare

- Incendi boschivi

- Area archeologica romana

Qualche capatina in caso di G8 o di Mondiali di ciclismo e, tutto sommato, poco meno che disoccupato.

Insignito di medaglie d'oro e d'argento, di varie lauree honoris causa, cavalierati e cittadinanze onorarie, è la persona giusta per ben figurare al comando di tutti i soccorritori di questo mondo.

Dalle Nazioni Unite fanno sapere che "Bertolaso non può buttare fango sull’Onu. Tutti i capi della nostra missione sono morti, noi lavoriamo da quando c’è stato il terremoto". E Hillary Clinton definisce le critiche di Bertolaso  "chiacchiere da dopopartita che si fanno al bar dello sport".

Tutta invidia!

Aug


Marzo 2010

Il Camaleonte

La Ricerca Scientifica in Italia non è presa molto sul serio dai governi nostrani. Con il risultato che le migliori menti o vanno sui tetti o scappano all'estero. Al contrario, la ricerca del consenso è spasmodicamente inseguita proprio da chi snobba quella scientifica. Adesso che stanno piovendo notizie di arresti, avvisi di garanzia, imputazioni di corruzione, brogli elettorali, evasioni fiscali e riciclaggio di denaro a larga banda, qualcuno comincia a preoccuparsi di come possa reagire l'elettorato alle prossime regionali. I sondaggi dicono che i cittadini sono stufi dei politici corrotti? E allora bisogna travestirsi da fustigatore. Dopo essersi cucito addosso tutte le leggi possibili per impedire ai giudici di scambiare  quattro chiacchiere con lui. Dopo avere abolito il reato di falso in bilancio e garantito agli evasori il rientro pulito dai paradisi fiscali del loro sporco denaro. Dopo aver rifiutato le dimissioni agli imputati eccellenti a lui più vicini. Dopo avere spinto il Parlamento a improvvisare una legge che tolga ai magistrati lo strumento delle intercettazioni telefoniche. Dopo aver invitato i giudici a vergognarsi, ecco che il premier per tutte le stagioni si trasforma in moralizzatore nazionale, con una proposta di legge anticorruzione (sembra una delle sue barzellette ma non lo è). Una proposta che resterà a bagnomaria fino a elezioni regionali concluse ma servirà a tenere a bada tutto il tempo necessario le ire del "popolo sovrano". Intanto io mi chiedo se proprio da tale pulpito possa essere scagliata una fatwa contro la corruzione. Come se il padrone della raffineria che ha riversato sul Lambro migliaia di tonnellate di idrocarburi si facesse promotore di una legge antiinquinamento.

Vogliamo fargli uno scherzo? Mandiamo a tutti i sondaggisti una sms dove diciamo che a noi italiani piace il kilt. Sono sicuro che entro poco tempo lo vedremo andare in giro con il gonnellino scozzese.

Aug


Aprile 2010

Medaglie a pagamento

Noi comuni mortali siamo convinti che i soccoritori dei vari disastri italici (terremoti, frane, valanghe ecc.) vengano  premiati dal Governo con attestati di elogio e medaglie ai più generosi. Togliamoci dalla testa certe immagini retoriche da Libro Cuore. Oggi il soccorritore (volontario, poliziotto, vigile del fuoco ecc.) che pensa di meritare una benemerenza dallo Stato, deve inviarne domanda di acquisto (avete capito bene, bisogna pagarsela) alla System Data Center s.p.a di Acilia, società alla quale è stata affidata in appalto dal Dipartimento della Protezione Civile la realizzazione dei distintivi e diplomi di benemerenza.
Il kit delle benemerenze comprende, oltre all'attestato cartaceo (gratuito):
• 1 Medaglia in metallo mm 35 con nastro
• 1 Medaglia metallo piccola mm 16 con nastro
• 1 Nastrino per uniforme
• 1 Speciale distintivo in metallo smaltato
• 1 Rosetta in metallo smaltato
• fascetta con l’indicazione del numero e/o dell’evento cui si è partecipato.
Il tutto al modico prezzo di € 130. Il pacchetto viene spedito per posta e, per venire incontro a chiunque lo desideri, sul sito della System Data Center appare una scritta: "Attenzione! E' possibile acquistare le insegne anche senza aver ricevuto l'attestato". Insomma: basta pagare e siamo tutti eroi.
Sapevamo che oggi si deve pagare tutto, persino la carta igienica nelle Scuole. Ma ci saremmo rifiutati di pensare che neppure un "Grazie" venga concesso gratis da questo Governo del fare (cassa).
Aug


Maggio 2010

Io non pago, tu non paghi, noi paghiamo

Il 16 giugno scadono i termini per il pagamento dell'ICI, ma non è un problema per i cittadini che possiedono una sola abitazione. Causa promesse elettorali, l'imposta comunale è stata abolita tre governi fa da Berlusconi. Applausi! Una tassa comunale abolita dallo stesso governo che taglia contemporaneamente i dovuti trasferimenti statali ai comuni! Potenza della politica spettacolo che sa toccare le delicate corde dell'egoismo sociale. Come mettere una famiglia a pane e acqua e farla sentire felice. Poi aumentano le rette alle scuole materne e agli asili nido. Si fanno pagare di più le mense scolastiche, diminuiscono i servizi comunali e le manutenzioni alle strade. Vengono bloccati lavori in corso ecc.

Le maggiori entrate di tanti comuni italiani provengono ormai dalla  riscossione delle multe. Le Amministrazioni locali non sanno dove prendere i soldi  e piazzano a tradimento macchine infernali, radar e Autovelox, per raggranellare i fondi sostitutivi della mancata ICI. Ne sanno qualcosa gli automobilisti sulla Pavese e ne sanno quelli che come me usano transitare per la superstrada Vergiate-Besozzo, dove il Guinnes mondiale delle contravvenzioni andrebbe assegnato al comune di Travedona Monate. Ormai ci stiamo ammalando di "stolifobia" (Un termine che non esiste. L'ho inventato al momento: dal greco stoli=divisa, fobia=paura). Basta scorgere in avvicinamento il berretto di un vigile, di un carabiniere, di un poliziotto, una divisa qualsiasi, fosse di  un ausiliario del traffico o di un portiere d'albergo e proviamo un improvviso disagio. Subito ci chiediamo quale infrazione possiamo aver commesso.

Io che sono particolarmente sensibile alla legge, sobbalzo persino quando sulla via Garofani incontro il bravo Arcangelo, l'anziano volontario in divisa da vigile, che controlla il traffico all'uscita dalle Scuole.

Aug

 


 

 

Torna all'indice