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19 Agosto 2010

La Livella

"Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!!
           T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella
      che staje malato ancora e' fantasia?...
         'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.

                                     Totò

 

E' morto Cossiga, viva Cossiga! Amici, nemici, giornali, televisioni, tutti insieme in un profluvio di retorica, a commentarne la scomparsa come tante prefiche. Scompaiono le mille ombre, si accendono come soli le poche e fioche luci del fu ministro degli Interni, premier e presidente della Repubblica. E' il trionfo dell'ipocrisia. Rai News dedica al defunto picconatore una serie di benevoli commenti no stop 24 su 24. E' vero che ogni defunto merita rispetto, ma non bisogna esagerare. Come non è corretto (anzi diventa viltà) accanirsi sui cadaveri, non è altresì onesto coprire i morti di sperticati elogi, innalzandoli più dell'effettiva statura. Stiamo assistendo a una ipocrita gara fra giornalisti e politici, tutti impegnati a chi spara più in alto l'elogio funebre al più discusso protagonista dei peggiori 40 anni della nostra vita repubblicana. Un politico che ha preteso di lavorare per la salvezza della patria giustificando ogni mezzo, compresa la Massoneria di Licio Gelli e l'organizzazione stragista Gladio, mentre si divertiva a dileggiare i magistrati che ardivano indagare sui misteri italiani.

Ai giovani che non sanno di cosa io stia parlando, voglio ricordare alcuni misteri italiani irrisolti:

12 dicembre 1969:

Milano; piazza Fontana - 16 morti

22 luglio 1970:

Gioia Tauro; attentato al treno - 7 morti

28 maggio 1974:

Brescia; piazza della Loggia - 8 morti

4 agosto 1974

S. Benedetto Val di Sambro; treno Italicus - 12 morti

27 giugno 1980

Bologna; bomba alla stazione - 85 morti

23 dicembre 1984

S. Benedetto Val di Sambro; treno 904 - 15 morti

 

Alcune frasi pronunciate dall'illustre defunto:

-"So tutto su Gladio: come era fatta e come non era fatta. Per filo e per segno. E quindi, quando ne parlo, ne parlo con perfetta cognizione di causa. E mi sono immediatamente sbracciato per garantire che era una cosa perfettamente lecita, anzi doverosa, e senza doppi fondi, esponendomi in prima persona"

-"La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della "resistenza palestinese" che, autorizzata dal "lodo Moro" a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo".
Parlando di Rosario Livatino, il giudice di Canicattì, che indagava sui legami Mafia-Massoneria, Cossiga disse:

 "Possiamo continuare con questo tabù, che poi significa che ogni ragazzino che ha vinto il concorso ritiene di dover esercitare l'azione penale a diritto e a rovescio, come gli pare e gli piace, senza rispondere a nessuno? … Non è possibile che si creda che un ragazzino, solo perché ha fatto il concorso di diritto romano, sia in grado di condurre indagini complesse contro la mafia e il traffico di droga. Questa è un'autentica sciocchezza! A questo ragazzino io non gli affiderei nemmeno l'amministrazione di una casa terrena, come si dice in Sardegna, una casa a un piano con una sola finestra, che è anche la porta"

Il 21 settembre 1990 Livatino, il "giudice ragazzino" lasciato senza scorta, viene assassinato dalla Mafia.

-"Casson di nome e di fatto"- disse di Felice Casson, il giudice che lo chiamò, senza ottenere risposta, a testimoniare su Gladio nel processo sulla strage di Peteano (3 carabinieri assassinati)

In merito alle manifestazioni studentesche dell'autunno 2008 consigliò il ministro Maroni:

-"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero Ministro dell'interno. Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri".

In un Paese normale, sarebbe normale tributare tanti elogi funebri a personaggi di questo genere?

Io direi di no, ma si sa che l'ipocrisia non ha patria... e che la morte non livella solo le persone, ma anche la Storia.

Aug

 

 

 

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